Da Napoli contro la camorra, spettacolo al teatro Herberia

L’attore Gallo: “Cortocircuito è la dimostrazione che i video e internet possono incidere molto nella coscienza sociale. Questi strumenti sono importanti e pericolosi per i mafiosi”

I ragazzi del teatro Sanità con Roberto Saviano

(articolo di Reggionline.com – 16 novembre 2014)

Di Jacopo della Porta

Martedì 18 novembre 2014 alle ore 21.00 al Teatro Herberia di Rubiera (RE), con ingresso gratuito, andrà in scena “Scimmie”, tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro Gallo e prodotto dal Nuovo Teatro Sanità di Napoli.
Lo spettacolo racconta la storia di Gennaro, Franco e Tore, tre adolescenti che desiderano, a tutti i costi e con tutti i mezzi, entrare a far parte di un clan camorristico e baciare le mani al capo del sistema. Gli attori provengono da uno dei quartieri di Napoli dove la camorra fa da sempre sentire la sua presenza in modo opprimente. Ne abbiamo parlato con l’attore e scrittore Alessandro Gallo.

Diffondere la cultura della legalità con l’arte. Uno strumento efficace?

A Napoli c’è molta cultura del teatro, del cinema e della fotografia. C’è una grande creatività e chi combatte la camorra lo fa anche in questo modo. Credo che anche in Emilia-Romagna sia necessario coniugare queste forme artistiche con la cultura della legalità perché sono strumenti molto importanti, soprattutto quando ci si rivolge ai giovani. Al Sud esiste un elenco sconfinato di artisti che hanno scelto questa strada. Al Nord siamo all’inizio.

Anche se ci sono esperienze innovative come i ragazzi di Cortocircuito…


Certo. Sono la dimostrazione che i video e internet possono incidere molto nella coscienza sociale. Questi strumenti sono importanti e pericolosi per i mafiosi.

Gallo, partecipando a incontri e dibattiti e leggendo la cronaca italiana, c’è la tentazione di pensare che la mafia non la sconfiggeremo mai…


Non siamo un Paese pronto per la vittoria finale. Siamo come ospiti nel nostro Paese. Da Nord a Sud. Dall’agenda dei politici la lotta alla mafia sembra scomparsa. E’ tutto molto difficile e quando incontro i ragazzi non racconto loro favole, tipo che stiamo vincendo, che vinceremo. Io racconto storie di resistenza, delle nuove resistenze, nella speranza che saranno loro a vincere. Perché non saremo noi.

Parlare di Napoli in Emilia. Non c’è il rischio di distrarre l’attenzione dai nostri problemi con la mafia?

Per fortuna oggi della mafia in Emilia se ne parla molto anche qui. Abbiamo fatto passi in avanti.

(articolo di Reggionline.com – 16 novembre 2014)

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Incontro-intervista con il Procuratore Nazionale Antimafia nella Sala del Tricolore

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