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	<title>Cortocircuito</title>
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		<title>«E’ vero, tanto è cambiato ma i tabù sono gli stessi»</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Feb 2012 20:28:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 22 Febbraio 2012] «Mi sono accorto di essere omosessuale verso i dodici anni, in seconda media. Durante l’ora di educazione fisica guardavo le gambe dei miei compagni, di quelli più belli, naturalmente. L’ho capito di colpo, con chiarezza: mi piacciono i ragazzi». Un incipit che compie vent’anni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/tabù-omosessualità-articolo-valentina-barbieri5.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8124" title="tabù-omosessualità-articolo-valentina-barbieri" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/tabù-omosessualità-articolo-valentina-barbieri5-300x259.jpg" alt="" width="270" height="233" /></a>[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 22 Febbraio 2012]</p>
<p>«Mi sono accorto di essere omosessuale verso i dodici anni, in seconda media. <strong>Durante l’ora di educazione fisica guardavo le gambe dei miei compagni, di quelli più belli, naturalmente</strong>. L’ho capito di colpo, con chiarezza: mi piacciono i ragazzi». Un incipit che compie vent’anni e fa ancora scalpore.</p>
<p>In occasione del ventunesimo anniversario dalla pubblicazione, “<strong>Ragazzi che amano ragazzi</strong>” <strong>di Piergiorgio Paterlini</strong> uscirà in tredicesima ristampa per Feltrinelli. Ancora uno dei pochi libri che in Italia e in Europa rappresenta e racconta l’infanzia e l’adolescenza dei ragazzi omosessuali. Attraverso le “confessioni” degli adolescenti stessi.</p>
<p>Nella nuova edizione le dodici storie originali saranno introdotte da due testi scritti appositamente dall’autore per questa edizione speciale, due testi che tentano di riassumere e assimilare le evoluzioni politiche e sociologiche degli ultimi due decenni. Cercando di raccontare soprattutto la storia del rapporto fra questo libro e i suoi lettori, tra l’avvento della tecnologia e la radicata autorità dei tabù.</p>
<p>- Nel 1991 come è nato “Ragazzi che amano ragazzi”?</p>
<p>«Ho pensato di scrivere il libro che avrei voluto trovare in libreria, ma non esisteva ancora. A quel tempo <strong>se si parlava di adolescenti li si supponeva tutti eterosessuali</strong>, <span id="more-8073"></span> quando si parlava di omosessuali li si pensava tutti adulti. Invece io volevo raccontare l’amore omosessuale tra ragazzi. <strong>Non per me, ma per gli altri. La mia scrittura ha sempre avuto un fine più civile che autobiografico</strong>. Inizialmente non sono stato io a cercare i ragazzi, ho atteso che loro cercassero me. Li ho aspettati. Li ho ascoltati a lungo, con grande rispetto. Poi ho raccontato con sincerità le loro storie».</p>
<p>- Perché la società è in divenire mentre questo libro non invecchia?</p>
<p>Mi auguravo che questo libro sarebbe invecchiato nel giro di pochissimi anni. Ero del tutto convinto che il mio libro sarebbe stato ricordato come documento storico di un’epoca superata. Non è stato e non è così. La società italiana e la chiesa cattolica ne portano la colpa, il peso, la responsabilità schiacciante. Ma devo aggiungere una cosa. Mi sono reso conto che nessuno può illudersi che <strong>un tabù così radicato nei secoli, un tabù che affonda le radici nei due grumi più tosti con i quali l’umanità deve fare i conti &#8211; il sesso e la religione &#8211; </strong>potesse essere sconfitto e digerito nel giro di pochi decenni».</p>
<div id="attachment_8080" class="wp-caption alignleft" style="width: 202px"><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/Ragazzi-che-amano-ragazzi.jpg"><img class="size-medium wp-image-8080  " title="Il libro di Piergiorgio Paterlini" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/Ragazzi-che-amano-ragazzi-192x300.jpg" alt="" width="192" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il libro di Piergiorgio Paterlini</p></div>
<p>- In quale misura l’ignoranza e il pregiudizio condizionano la politica?</p>
<p>«Radicalmente. L’attualità di questo libro è lo specchio della vergogna italiana. Un paese in cui a causa di retaggi omofobi i diritti vengono negati. Gli stessi diritti civili che non avevano gay e lesbiche vent’anni fa non ce li hanno neanche adesso. Sono rimasti cittadini di serie b, c, di un provincialissimo campionato dilettanti».</p>
<p>- Lei sostiene che un ragazzo omosessuale ancora oggi guardandosi allo specchio prenda un colpo ogni volta. Per quale motivo?</p>
<p>«Perché anche se tanto è cambiato, la società rimane arpionata ai medesimi tabù. Alla stessa ancestrale ignoranza, al razzismo che genera esclusione, al pregiudizio. Oggi si è interconnessi, si ha la possibilità di incontrarsi, di confrontarsi, di condividere. I ragazzi omosessuali è più difficile che si sentano così soli (ma succede ancora), ma il bullismo omofobico e la violenza persino fisica contro i gay ci sono ancora e mietono vittime, anche in senso proprio. Basta leggere le cronache. <strong>Pochi giorni fa due ragazzi, uno di 14 uno di 16 anni, si sono uccisi a causa dell’omofobia, che sì è una malattia, a differenza dell’omosessualità</strong>. Poi certo viviamo in un’epoca di transizione in cui sembra che nessuno riesca a vivere nel presente. Viviamo con tutto il peso del passato ancora sulle spalle e pezzettini di futuro che a fatica si fanno largo tra il buio e fanno intravedere una società diversa, migliore».</p>
<p>- Oltre a essere uno scrittore felice, come lei scrive, quando non sarà più un cittadino infelice? Esiste una soluzione?</p>
<p>«Si dovrebbe giungere a una moratoria. Spesso dopo l’evidenza, dopo l’errore e l’orrore ci sono idee che il consesso civile mette fuorigioco e a volte persino fuorilegge per sempre. Anche in materia di omosessualità si dovrebbe giungere a condannare questa specie di negazionismo. <strong>Basta dibattiti. E’ tempo che si faccia qualcosa</strong>. Anzi è tardi. Anzi qualcosa è poco. Perché qui <strong>c’è in gioco la vita e la felicità di milioni di persone</strong>».</p>
<p>Valentina Barbieri  (collaboratrice giornalino studentesco Cortocircuito)</p>
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		<title>Le eredità di Vittoria Giunti</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 14:52:10 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sabato 25 febbraio Gaetano Alessi, premio Fava 2011 e collaboratore di Articolo 21, presenterà il suo libro &#8220;Le eredità di Vittoria Giunti&#8221;. Biblioteca di Scandiano ore 17. Vittoria Giunti è stata partigiana, prima donna sindaco della Sicilia e in prima linea contro Cosa Nostra. L&#8217;autore sarà intervistato da Elia Minari di Cortocircuito. (clicca sulla locandina per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/alessi-scandiano-locandina.jpg"><img class="alignleft size-large wp-image-8061" title="alessi scandiano locandina" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/alessi-scandiano-locandina-723x1024.jpg" alt="" width="236" height="335" /></a><strong>Sabato 25 febbraio Gaetano Alessi</strong>, premio Fava 2011 e collaboratore di Articolo 21, <strong>presenterà il suo libro &#8220;Le eredità di Vittoria Giunti&#8221;. Biblioteca di Scandiano ore 17</strong>. Vittoria Giunti è stata partigiana, prima donna sindaco della Sicilia e in prima linea contro Cosa Nostra. L&#8217;autore sarà intervistato da Elia Minari di Cortocircuito. (clicca sulla locandina per allargarla)</p>
<p>La Redazione di Cortocircuito</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Viaggio nell’inferno di chi non ha nulla</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 20:49:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 7 Febbraio 2012] Negli occhi dei senza tetto si nasconde il freddo più intenso. Emergono storie difficili a credere. La Caritas di via Adua alle cinque di domenica pomeriggio s’affolla. La fila davanti ad un pasto caldo unisce tanti volti e tante vite. Extracomunitari, padri di famiglia, vedove, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/senzatetto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-8046" title="senzatetto" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/senzatetto-300x300.jpg" alt="" width="270" height="270" /></a>[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 7 Febbraio 2012]</p>
<p>Negli occhi dei senza tetto si nasconde il freddo più intenso. Emergono storie difficili a credere. La Caritas di via Adua alle cinque di domenica pomeriggio s’affolla. La fila davanti ad un pasto caldo unisce tanti volti e tante vite. Extracomunitari, padri di famiglia, vedove, bambini, anziani, uomini soli, disoccupati.</p>
<p><strong>Carlo Stefani è un cinquantenne emiliano. Ha perso il suo lavoro fisso come camionista l’estate scorsa, si nutre quotidianamente in mensa. </strong>«Ho sempre vissuto dignitosamente, non avrei mai pensato di ridurmi così», confessa amareggiato. L’attuale crisi economica ha stroncato il suo presente. La causa di divorzio dalla sua seconda moglie lo ha privato degli ultimi risparmi. Sebbene tutte le patenti di guida conseguite e gli anni d’esperienza in Italia e all’estero, è costretto a vivere nella sua Ford Focus, senza un impiego. «Se mi chiamassero a lavorare a Dubai domani, andrei. Non ho paura di vivere lontano. In Italia a cinquant’anni non trovo più lavoro». Nelle parole di Carlo si percepisce tutto il pudore e l’imbarazzo di presentarsi in quanto nullatenente. «Ci sono stati periodi della mia vita in cui guadagnavo sei milioni al mese e cambiavo auto ogni quattro anni. Oggi non ho niente e nessuno. Questi sono gli unici vestiti che ho».</p>
<p>Nino è emigrato dalla Giordania, da sei anni vive per strada, dopo essere stato costretto a cedere la sua attività alla moglie in fase di separazione. «<strong>Stasera andrò a dormire alla stazione di Ferrara. La stazione di Reggio è troppo fredda. Non c’è una sala d’aspetto allestita</strong>». <span id="more-8045"></span> Non è il solo che si lamenta dell’inadeguatezza degli spazi d’accoglienza nella nostra stazione. A protestare ci pensa Salvatore Quero. Si muove freneticamente tra i tavoli, mostrando il referto del suo ultimo infarto e copie della Bibbia, di cui racconta di essere un fanatico studioso. Personaggio alquanto singolare è un assiduo frequentatore della Caritas e “capo banda” per molti senza tetto.</p>
<p>Intanto la processione in mensa è incessante; si presenta anche una famiglia intera di rom con due bambini piccoli. O un gruppo di collaboratrici domestiche dell’est. Spunta anche chi generosamente offre del suo, portando scorte di cibo e vestiti. La solidarietà si rivela ancora una volta indispensabile. Molti dei frequentatori della mensa Caritas ammettono di essere ospitati provvisoriamente in casa di amici o conoscenti. Altri s’accontentano delle sale d’aspetto delle stazioni o dei locali del pronto soccorso. Altri ancora hanno trovato alloggio in Casa Bettola. E’ il caso di <strong>Edoardo Monney. Sessantottenne reggiano, malato di cancro e con seri problemi polmonari. Nelle scorse notti di gelo ha dormito dentro al box per foto tessere in stazione. </strong>Da pochi mesi ha subìto una sfratto che lo ha costretto alla vita da strada insieme alla sua compagna disoccupata.</p>
<p>Edoardo è protagonista di una storia dolorosa. Padre di tre figli che non vede da trent’anni avuti dalla prima moglie, ex prostituta di via Guasco, che lui ha tentato invano di togliere dalla strada. Con la seconda compagna, più giovane di lui di trent’anni, ha avuto poi un figlio che ora ha due anni e che è stato dato in affidamento. «Non voglio chiedere nulla ai miei figli grandi. Io mi accontento di poco». Edoardo ribadisce di non avere tanti vizi. «Mi rendono felice un pacchetto di sigarette e una birra, se me li offrono». Non possedendo un&#8217; auto propria, è oggi in cerca di un lavoro possibilmente in città che sia compatibile con le sue forze fisiche. Fino a giovedì sarà ospitato nella Casa cantoniera autogestita di via Martiri della Bettola. «Non voglio pensare a cosa farò da giovedì in poi. Sarò ancora per strada, al gelo. Per ora brindo alla vita».</p>
<p>Edoardo fra una settimana sarà ancora per strada. E come lui tanti altri che non hanno ancora un volto, ma esistono. <strong>Sperano come tutti gli esseri umani in un lavoro e in un tetto sicuro. Sarebbe meglio non ricordarselo solo nei momenti di emergenza.</strong></p>
<p>Valentina Barbieri (collaboratrice giornalino studentesco Cortocircuito)</p>
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		<title>Una spaghettata antimafie per il giornalista sotto protezione (articolo+intervista)</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Feb 2012 14:25:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 5 Febbraio 2012] Dal 22 dicembre la vita di Giovanni Tizian, collaboratore del gruppo l’Espresso, di cui fa parte la Gazzetta di Reggio, è cambiata. Due giorni prima della vigilia di Natale, oltre alle consuete telefonate di auguri da parte di familiari ed amici, Tizian ha ricevuto una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/Tizian-a-San-Polo-5-febbraio-2012.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7907" title="Tizian a San Polo 5 febbraio 2012" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/Tizian-a-San-Polo-5-febbraio-2012-300x233.jpg" alt="" width="300" height="233" /></a>[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 5 Febbraio 2012]</p>
<p>Dal 22 dicembre la vita di Giovanni Tizian, collaboratore del gruppo l’Espresso, di cui fa parte la Gazzetta di Reggio, è cambiata. <strong>Due giorni prima della vigilia di Natale</strong>, <strong>oltre alle consuete telefonate di auguri da parte di familiari ed amici</strong>, <strong>Tizian ha ricevuto una telefonata sicuramente meno desiderata. Dall’altro capo della linea c’era il procuratore capo di Modena </strong>Zincani che gli annunciava la decisione di assegnarli due uomini di scorta.</p>
<p>Ora, che tutto è diventato più difficile, per non farlo sentire solo e per esprimergli solidarietà, in tanti sono accorsi alla spaghettata antimafie organizzata dell’Anpi in collaborazione con “Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, ieri all’oratorio Helder Camara di San Polo.</p>
<p>Friselle pugliesi, polenta fritta, erbazzone reggiano, spaghetti: prelibatezze del sud e del nord, prodotti quasi tutti provenienti dalle terre confiscate alla mafie, coltivate da aziende agricole sociali d’agricoltura biologica. «Consumare i prodotti dei terreni confiscati alle mafie è un segnale importantissimo», sottolinea Annalisa Duri del Coordinamento di Libera Reggio. «Spesso le terre dei mafiosi una volta confiscate vengono abbandonate. Questa è una sconfitta per lo stato e così la gente può dire “meglio quando c’era il mafioso”. Acquistando i prodotti di queste terre si ridà speranza alla faccia pulita dell’Italia».</p>
<p>Dopo pranzo, Tizian ha parlato di “Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” edito da Round Robin. 300 pagine con fatti, nomi e cognomi. <span id="more-7905"></span> Un colpo durissimo sferrato alle mafie. Tizian ha iniziato parlando dai soggiorni obbligati degli anni ’80, quando molti mafiosi furono confinati nelle regioni settentrionali. Al nord però ricostruirono ben presto la loro rete di affari e potere. «<strong>Le infiltrazioni delle cosche oggi passano soprattutto attraverso l’edilizia, le sale da gioco e i locali notturni. E tutto l’indotto che le riguarda: immobiliare, slot machine, sicurezza, cantieri, trasporti, catering e forniture varie</strong>».</p>
<p>«Spesso però sopra la linea gotica –ha raccontato Tizian– una larga fetta della società confonde i mafiosi con gli imprenditori e pensa di poter fare affari con loro. In molti quando vedono giacca e cravatta non pensano ad un mafioso. Spesso si accettano le loro proposte commerciali e i loro prezzi molto più convenienti rispetto a quelli dell’economia legale».</p>
<p>Tizian è giovane, ha meno di trent’anni, ma ha un grande coraggio e promette di non fermarsi. Alla spalle ha una storia familiare particolare. <strong>A 7 anni non vede più il padre tornare a casa: è stato freddato in una agguato di ‘ndrangheta a Bovalino, in Calabria. </strong>Per questo nel 1989 Tizian con la madre viene a vivere al nord.<strong> Giovanni però non ha mai dimenticato e appena ha potuto ha preso carta e penna</strong>. Si è messo a fare il cronista, seguendo le piste dei soldi riciclati, delle infiltrazioni mafiose negli appalti e nelle amministrazioni pubbliche.</p>
<p>“Io mi chiamo Giovanni Tizian” è il nome della campagna promossa da “DaSud” per sostenere Tizian. Ha già ottenuto l’adesione di centinaia di cittadini, autorità e personalità. Tra questi Giulio Cavalli, l’attore lodigiano finito sotto protezione perché nei suoi spettacoli teatrali ha fatto nomi e cognomi dei mafiosi al nord. E’ possibile aderire alla compagna in sostegno di Tizian sul sito internet di “DaSud”.</p>
<p>Elia Minari (giornalino studentesco Cortocircuito)</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_7911" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/Tizian-da-noi-intervistato.jpg"><img class="size-medium wp-image-7911" title="Giovanni Tizian da noi intervistato" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/02/Tizian-da-noi-intervistato-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Giovanni Tizian da noi intervistato</p></div>
<p>L&#8217;INTERVISTA</p>
<p>Tizian, perché ha deciso di occuparsi di mafie? «E’ un fenomeno sempre più vicino a noi, ma ancora poco conosciuto. Per questo ho cominciato a indagare per cercare di comprenderlo meglio. E <strong>più si scava più si comprende la gravità della situazione</strong>».</p>
<p>Sono molti i libri sulle mafie al nord. Perché il suo ha fatto più clamore? «Molti giornalisti si limitano ad analizzare la presenza mafiosa in Lombardia. Io cerco di dare una visione complessiva, allargandomi anche alle altre regioni oltre la linea gotica, tra cui l&#8217;Emilia Romagna».</p>
<p>Come si manifestano le mafie a Reggio Emilia? «A volte si manifestano con episodi di violenza, come l&#8217;agguato all&#8217;imprenditore Lombardo e le auto bruciate. Ma più spesso si manifestano con intrecci societari e compromessi tra mafia e imprese. Questo secondo aspetto rimane più nell’ombra. Così come <strong>in pochi sanno che alcuni boss della &#8216;ndrangheta risiedono in Emilia</strong>».</p>
<p>Secondo lei a Reggio c’è consapevolezza tra i cittadini? «C&#8217;è consapevolezza da parte dei cittadini impegnati, la cosiddetta società civile. Tuttavia <strong>il fenomeno non è sempre ben recepito da gran parte della politica e dell&#8217;imprenditoria</strong>. <strong>L&#8217;indifferenza, in particolare quella imprenditoriale e politica, favorisce le attività mafiose</strong>».</p>
<p>Ha paura a denunciare queste cose? «No, paura no. So di non essere solo. La solidarietà e l&#8217;impegno nella lotta contro le mafie sono in aumento. Questo grazie all&#8217;informazione, che ha un ruolo fondamentale nella società».</p>
<p>Cosa significa per un giornalista avere la scorta? «Significa soprattutto organizzare bene il tempo e ogni spostamento. Anche rilasciare un’intervista non è più facile come prima».</p>
<p>Riccardo Pelli e Elia Minari (giornalino studentesco Cortocircuito)</p>
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		<title>Il prof. Giorgio Prodi smentisce i luoghi comuni sulla Cina</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 17:20:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 28 Gennaio 2012] Sembrava lontana e si è avvicinata a passi da gigante. La Cina del XXI secolo sta scalando la classifica globale e quotidianamente fa acquisti nel mondo occidentale in crisi. Compra banche, aziende storiche in crisi e titoli di stato dei nostri paesi. Il professor Giorgio Prodi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<div id="attachment_7814" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/giorgio-prodi_1.jpg"><img class="size-medium wp-image-7814    " title="Giorgio Prodi intervistato da Elia Minari" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/giorgio-prodi_1-300x189.jpg" alt="" width="300" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Giorgio Prodi intervistato da Elia Minari</p></div>
<p>[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 28 Gennaio 2012]</p>
<p>Sembrava lontana e si è avvicinata a passi da gigante. <strong>La Cina del XXI secolo sta scalando la classifica globale e quotidianamente fa acquisti nel mondo occidentale in crisi. Compra banche, aziende storiche in crisi e titoli di stato dei nostri paesi</strong>. Il professor Giorgio Prodi, docente e ricercatore di economia all’Università di Ferrara e membro dell’osservatorio Asia, ha cercato di spiegare i motivi di tale successo in un partecipato incontro dal titolo “Italia-Cina”, lunedì alla Gabella di via Roma.</p>
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<p>«Negli ultimi 30 anni la Cina ha accumulato risorse, esportando molto di più di quanto importasse», ha esordito Prodi. «Grazie anche ad un alto tasso di risparmio di famiglie ed imprese, può ora fare grandi investimenti in tutto il globo. La Cina fa acquisti dall’Australia all’Africa, dagli Stati Uniti all’Europa».</p>
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<p>Giorgio Prodi, con grafici e dati alla mano, ha ripercorso in modo rigoroso le tappe fondamentali del successo cinese. Già dal nome “Cina”, che in lingua madre significa “paese di mezzo”, si può comprendere bene la concezione cinese del mondo: “noi siamo al centro del pianeta, gli altri si devono adeguare”. Infatti, ha spiegato Prodi, lo sviluppo economico è stato possibile anche grazie al nazionalismo, che oggi costituisce il fattore centrale della politica cinese. A differenza del comunismo, ormai rimasto solo sulla carta.</p>
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<p>«Spesso l’economia cinese -ha poi proseguito il figlio dell’ex Presidente del Consiglio- nel nostro paese viene avvertita come una minaccia. La realtà però è diversa. Ad esempio, i cinesi hanno permesso a molto aziende italiane di continuare ad essere competitive. <strong>A differenza di quanto si crede, l’economia di Prato senza i cinesi sarebbe morta. Perché senza gli immigrati dagli occhi a mandorla, Prato non avrebbe retto la concorrenza del mercato globale</strong>».</p>
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<div id="attachment_7835" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/giorgio-prodi-il-giornale-di-reggioi.png"><img class="size-medium wp-image-7835 " title="L'articolo de &quot;Il Giornale di Reggio&quot; di Jacopo Della Porta" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/giorgio-prodi-il-giornale-di-reggioi-300x284.png" alt="" width="300" height="284" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;articolo de &quot;Il Giornale di Reggio&quot; di Della Porta</p></div>
<p>«Affinché il nostro paese possa trarne notevoli vantaggi –ha continuato- occorre migliorare le relazioni economiche, ma anche quelle culturali. Possiamo vendere ai cinesi prodotti di alta qualità. Infatti oggi l’Italia esporta in Cina soprattutto prodotti della meccanica. Dobbiamo valorizzare questi settori e non demonizzarli come si è fatto negli ultimi anni. A dire il vero in Cina esportiamo anche rifiuti, in particolare quelli industriali».</p>
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<p>Quando gli viene chiesto se in Cina si prevedono rivolte come nel nord Africa, Giorgio Prodi è dubbioso «Non credo. <strong>Il governo di Pechino, anche grazie allo straordinario sviluppo economico, gode di grande consenso tra i suoi cittadini</strong>. Anche se in occasione delle ribellioni africane il governo di Pechino ha innalzato il livello di guardia e intensificato i controlli».</p>
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<p>Ci lamentiamo del fatto che i cinesi producano falsi? «Dovremmo incominciare dal nostro paese. L’Italia è il secondo produttore mondiale di falsi». Un altro luogo comune: «<strong>Si protesta per la concorrenza sleale dei loro prodotti? I due terzi delle esportazioni cinesi –ha concluso il prof. Prodi- sono opera di aziende occidentali con filiali in Cina</strong>».</p>
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<p>L’incontro, coordinato da alcuni ragazzi del giornalino studentesco “Cortocircuito”, fa parte degli eventi promossi da “Gabella” nell’ambito della scuola di etica e politica “Giacomo Ulivi”. Il prossimo appuntamento sarà il primo febbraio: l’ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo incontrerà la cittadinanza in Sala del Tricolore.</p>
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<p>Elia Minari (giornalino studentesco Cortocircuito)</p>
<p><strong><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/giorgio-prodi_2.jpg"><span style="color: #000000;">QUI</span></a></strong> un&#8217;altra foto della serata.</p>
<div id="attachment_7815" class="wp-caption alignleft" style="width: 673px"><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/giorgio-prodi_3_sito.jpg"><img class="size-large wp-image-7815 " title="Il folto pubblico in Gabella per l'incontro con il prof. Giorgio Prodi" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/giorgio-prodi_3_sito-1024x462.jpg" alt="" width="663" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Il folto pubblico in Gabella per l&#39;incontro con il prof. Giorgio Prodi</p></div>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p style="text-align: center;">……………………………………</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Vedi anche:</strong></span></p>
<p>- <a title="Permanent Link to Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio" rel="bookmark" href="http://www.cortocircuito.re.it/noborder/"><span style="color: #000000;">Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio sull’immigrazione (partendo dai luoghi comuni)</span><br />
</a><span style="color: #000000;">- </span><a title="Permanent Link: Malainfomazione – i luoghi comuni dell’informazione, ovvero la scomparsa dei fatti (video)" rel="bookmark" href="http://www.cortocircuito.re.it/malainformazione/"><span style="color: #000000;">Malainformazione: i luoghi comuni dell’informazione, ovvero la scomparsa dei fatti </span></a><span style="color: #000000;">(video)</span></p>
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		<title>Benvenuto su cortocircuito.re.it!</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 20:10:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cortocircuito</dc:creator>
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		<description><![CDATA[CORTOCIRCUITO è un giornalino-blog studentesco delle scuole superiori di Reggio Emilia, aperto anche agli universitari. In questo blog puoi leggere tutti i nostri articoli (vedi qui), le nostre interviste (vedi qui) e vedere i nostri video (qui)! Ti invitiamo ad esprimere le tue opinioni commentando gli articoli!! Ti piacerebbe vedere pubblicato anche un tuo articolo? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2010/02/CORTOCIRCUITO-.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-615" title="CORTOCIRCUITO !" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2010/02/CORTOCIRCUITO--300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>CORTOCIRCUITO è un giornalino-blog studentesco </strong>delle scuole superiori <strong>di Reggio Emilia</strong>, aperto anche agli universitari.</p>
<p>In questo blog puoi leggere tutti i nostri <strong>articoli</strong> (<a href="http://www.cortocircuito.re.it/articoli/"><span style="color: #000000;">vedi qui</span></a>), le nostre <strong>interviste</strong> (<a href="http://www.cortocircuito.re.it/interviste/"><span style="color: #000000;">vedi qui</span></a>) e vedere i nostri <strong>video</strong> (<a href="http://www.cortocircuito.re.it/video/"><span style="color: #000000;">qui</span></a>)! Ti invitiamo ad esprimere le tue opinioni commentando gli articoli!!</p>
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<p>La Redazione di Cortocircuito</p>
<p>(clicca sulla foto per allargarla)</p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
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		<title>27 gennaio: l’indifferenza opera nella storia</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:28:56 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[&#160; Se non visualizzi il video clicca qui. Partendo come nostro solito dalla “vox populi”, ovvero dalla voce dei cittadini intervistati lungo la strada, abbiamo realizzato questo nuovo cortometraggio per il 27 Gennaio, Giornata della Memoria. Notando, in particolare negli ultimi anni, un revisionismo storico sempre più forte e il riemergere di alcuni gruppi giovanili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RfNKJAK-zyw" target="_blank"><img class="alignleft size-full wp-image-7692" title="27 gennaio: l'indifferenza opera nella storia" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/27-gennaio-x-sito-con-player.jpg" alt="" width="701" height="401" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=RfNKJAK-zyw" target="_blank"><span style="color: #000000;">Se non visualizzi il video clicca qui.</span></a></p>
<p>Partendo come nostro solito dalla “vox populi”, ovvero dalla voce dei cittadini intervistati lungo la strada, abbiamo realizzato questo nuovo cortometraggio per il 27 Gennaio, Giornata della Memoria.<br />
Notando, in particolare negli ultimi anni,<strong> un revisionismo storico sempre più forte e il riemergere di alcuni gruppi giovanili di chiara impronta neofascista</strong>, ci è sembrato opportuno affrontare in modo diretto il tema, ragionando anche sull’attualità della nostra Costituzione. Come nostro solito, abbiamo affrontato di petto anche le voci più insidiose, e i luoghi comuni più meschini (i partigiani erano comunisti?, l’Italia fu liberata principalmente dagli americani?).<br />
Abbiamo intervistato anche <strong>Giacomo Notari, ex Partigiano e Presidente dell&#8217;ANPI</strong> (Associazione Nazionale Partigiani Italiani) di Reggio Emilia e Giuseppe Napolitano, Vicepresidente dell&#8217;ANPI reggiano.<br />
Per non dimenticare!</p>
<p>In video è stato realizzato in collaborazione con il gruppo studentesco indipendente “<strong>Democratica-Mente</strong>”.</p>
<p>La Redazione del giornalino studentesco Cortocircuito</p>
<p><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2011/12/interviste-alla-gente-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7347" title="interviste alla gente 2" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2011/12/interviste-alla-gente-2-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2011/12/interviste-alla-gente-1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7348" title="interviste alla gente 1" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2011/12/interviste-alla-gente-1-300x168.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p style="text-align: center;">……………………………………</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Vedi anche:</strong></span></p>
<p>-<a href="http://www.cortocircuito.re.it/che-ve-ne-frega/"> <span style="color: #000000;">Che ve ne frega? by Niccolò Menozzi</span></a><br />
- <a title="Permanent Link to Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio" rel="bookmark" href="http://www.cortocircuito.re.it/noborder/"><span style="color: #000000;">Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio sull’immigrazione (partendo dai luoghi comuni)</span></a></p>
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		<title>Incontro con Giovanni Impastato -video</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:27:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo un video di sintesi dell&#8217;incontro pubblico con Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, giornalista e attivista ucciso dalla mafia. L&#8217;evento, che si è tenuto il 25 Maggio 2011 nella centralissima Piazza Casotti, è stato un successo di pubblico: hanno partecipato oltre 300 persone! L&#8217;incontro, promosso in collaborazione con il Consorzio Romero e Gabella, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-6276" title="folla per Giovanni Impastato reggio emilia" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2011/05/folla-per-Giovanni-Impastato-reggio-emilia1-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" />Pubblichiamo un video di sintesi dell&#8217;incontro pubblico con <strong>Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato</strong>, <strong>giornalista e attivista ucciso dalla mafia</strong>.</p>
<p>L&#8217;evento, che si è tenuto il 25 Maggio 2011 nella centralissima Piazza Casotti, è stato un successo di pubblico: <strong>hanno partecipato oltre 300 persone!</strong></p>
<p>L&#8217;incontro, promosso in collaborazione con il Consorzio Romero e Gabella, è stato condotto da Elia Minari del giornalino studentesco Cortocircuito e dei &#8220;Giovani a Reggio Emilia contro le mafie&#8221;. L’Assessore Franco Corradini ha fatto i saluti iniziali.</p>
<p>&#8220;<strong>Nostro padre e i suoi fratelli, tutti mafiosi</strong>&#8221; ci ha spiegato Giovanni Impastato &#8220;<strong>erano per noi delle figure protettive</strong>, ma tutto finisce quando lo zio Manzella viene ucciso&#8221;, &#8220;lì Peppino inizia a riflettere&#8221;. L&#8217;incontro si è concluso con l&#8217;elenco -commovente anche per Impastato- di tutti i giornalisti uccisi.</p>
<p>La Redazione di Cortocircuito</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3VXSCIFh68Y" target="_blank"><img class="alignleft size-large wp-image-6807" title="incontro con giovanni impastato" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2011/08/impastato-player-ok-1024x597.jpg" alt="" width="717" height="418" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=3VXSCIFh68Y" target="_blank"><span style="color: #000000;">Se non visualizzi il video clicca qui.</span><br />
</a></p>
<p style="text-align: right;"><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2011/08/impastato-foto-incontro-okok.jpg"><span style="color: #000000;">Qui la foto completa</span></a></p>
<p style="text-align: center;">………………………….</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Leggi anche:</strong></span></p>
<p>- <a title="Permanent Link to Privato: 5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie" rel="bookmark" href="http://www.cortocircuito.re.it/5-azioni-che-ogni-cittadino-puo-fare-contro-le-mafie/"><span style="color: #000000;">5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri</span><br />
</a>- <a title="Permanent Link to Giovani per la legalità: libro + dvd" rel="bookmark" href="http://www.cortocircuito.re.it/dvd-legalita/"><span style="color: #000000;">Giovani per la legalità: libro + <strong>dvd</strong></span></a></p>
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		<title>3 eventi: Gherardo Colombo, Giorgio Prodi e Libera</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:26:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Segnaliamo alcuni eventi della scuola di etica e politica “Giacomo Ulivi”, promossa da Gabella, organizzati in collaborazione con il giornalino studentesco Cortocircuito. &#160; Lunedì 23 Gennaio 2012 – ore 21 – Gabella CINA E ITALIA – ECONOMIA E CULTURA Incontro con GIORGIO PRODI Ricercatore in economia applicata all’Università di Ferrara, membro del comitato scientifico di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/Gherardo_Colombo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-7718" title="Gherardo_Colombo" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/Gherardo_Colombo-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>Segnaliamo alcuni eventi della scuola di etica e politica “Giacomo Ulivi”, promossa da Gabella, organizzati in collaborazione con il giornalino studentesco Cortocircuito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lunedì 23 Gennaio 2012 – ore 21 – Gabella<br />
CINA E ITALIA – ECONOMIA E CULTURA<br />
Incontro con <strong>GIORGIO PRODI</strong><br />
Ricercatore in economia applicata all’Università di Ferrara, membro del comitato scientifico di Osservatorio Asia. Le sue attività di ricerca si concentrano attualmente sull’impatto delle economie asiatiche sul sistema produttivo italiano. L’incontro sarà <strong>coordinato da alcuni ragazzi di Cortocircuito</strong>. <strong><a href="http://www.cortocircuito.re.it/giorgio-prodi-smentisce-luoghi-comuni-sulla-cina/"><span style="color: #0000ff;">QUI foto e articolo della serata.</span></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì 1 Febbraio  2012 – ore 20.30 – Sala del Tricolore<br />
LE REGOLE DELLA DEMOCRAZIA<br />
Incontro con <strong>GHERARDO COLOMBO</strong></p>
<div id="attachment_7721" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/gian-nuccia-malaguzzi.jpg"><img class="size-medium wp-image-7721 " title="alcuni di noi ad un evento antimafia" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2012/01/gian-nuccia-malaguzzi-300x184.jpg" alt="" width="300" height="184" /></a><p class="wp-caption-text">alcuni di noi ad un evento antimafia</p></div>
<p>Ex magistrato italiano, attualmente ritiratosi dal servizio, divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, Mani pulite, i processi Imi-Sir, Lodo Mondadori e Sme. L’incontro, patrocinato dal Comune di Reggio Emilia, sarà <strong>introdotto da alcuni ragazzi del giornalino studentesco Cortocircuito </strong>e dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. <span style="color: #0000ff;"><strong>EVENTO RINVIATO CAUSA GROSSA NEVICATA.</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Inoltre: Sabato 28 Gennaio 2012 – ore 20 – Parco Pertini, Cavriago<br />
<strong>CENA-INCONTRO DI SOLIDARIETA’ DI LIBERA<br />
</strong>Menù tradizionale con prodotti di terreni confiscati alle mafie. Interverranno Enrico Bini, Presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, rappresentanti di “Libera”, del giornalino Cortocircuito e dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”.</p>
<p>La Redazione di Cortocircuito</p>
<p>P.S. Si può leggere il programma completo di Gabella su <a href="http://www.gabella.re.it" target="_blank"><span style="color: #000000;">www.gabella.re.it</span></a>.</p>
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		<title>Che ve ne frega?</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Jan 2012 12:25:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[“Meditate che questo è stato:/vi comando queste parole./Scolpitele nel vostro cuore,/stando in casa andando per via,/coricandovi alzandovi;/ripetetele ai vostri figli./O vi si sfaccia la casa,/la malattia vi impedisca/i vostri nati torcano il viso da voi.” (Primo Levi &#8211; Se questo è un uomo) Quando vi fanno pensare alla Shoah, il 27 di gennaio, il Giorno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2011/03/27-Gennaio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-4348" title="27 Gennaio" src="http://www.cortocircuito.re.it/wp-content/uploads/2011/03/27-Gennaio-300x280.jpg" alt="" width="270" height="252" /></a>“Meditate che questo è stato:/vi comando queste parole./Scolpitele nel vostro cuore,/stando in casa andando per via,/coricandovi alzandovi;/ripetetele ai vostri figli./O vi si sfaccia la casa,/la malattia vi impedisca/i vostri nati torcano il viso da voi.” </em><br />
<em>(Primo Levi &#8211; Se questo è un uomo)</em><em> </em></p>
<p>Quando vi fanno pensare alla <strong>Shoah, il 27 di gennaio, il Giorno della Memoria</strong>, <em>pensate</em> alle dita incancrenite per il freddo, rigide e scure, suppuranti, alle ginocchia spigolose ed infiammate, al bacino incavo tra le anche puntute sotto la pelle tesa, alle costole in vista;<br />
<em>pensate</em> alla testa rapata; <em>pensate</em> alle orecchie rosse per il gelo;<br />
<em>pensate</em> agli occhi privi di espressione e poi ditemi se parlo di un uomo o di una carcassa: ditemi <em>se questo è un uomo</em>!<br />
Per qualcuno erano numeri tatuati e niente altro.</p>
<p><strong>Che ve ne frega?</strong> Forse sì, tra voi c’è ancora qualcuno che li ritiene solo numeri, <strong>lontane ombre del passato delle quali può fare volentieri a meno</strong>, alle quali non vuole dedicare neanche cinque minuti dei suoi pensieri, neppure il 27 gennaio. Eppure io non so se sono tanto crudele da augurarvi cinque minuti di quel che passarono i deportati. Io ci penso spesso.</p>
<p>Se non lo avete ancora capito vorrei che pensaste, come persone, individui, uomini, perché <strong>i numeri non pensano, le masse non ragionano </strong>e controllare <em>una</em> cosa è più semplice che controllare <em>tante</em> menti; per i menefreghisti, state pur certi che <strong>troverete qualcuno che vi userà, ammesso che non stia già succedendo</strong>, perché la presunzione odierna è un’ottima armatura solo fin quando l’acqua non vi arriva alla gola ed allora affogherete. Altrettanto, <strong>assuefarsi al degrado ed accettarlo è un peso destinato a schiacciarvi</strong>, perciò <em>pensate</em> alle vittime dei nazifascisti ed a cosa simboleggiano.</p>
<p>Invito anche i giovani “fascistelli” ed i neo-nazisti a guardare in viso il feto morto, figlio dei loro eroi, perché si vergognino del loro feticismo per le uniformi, per il culto della violenza, per la mentalità retrograda, maschilista ed anti-democratica, per le quali portano avanti miti dei quali non comprendono neanche origini e crimini. E tali crimini basterebbero ad allontanarne una <em>persona</em>. <span id="more-7452"></span></p>
<p>Ah, <em>pensate</em> a chi guarderà distratto la foto di qualcuno tra voi: nel <em>tuo</em> bel pigiamino a strisce, un signor nessuno all’ombra di un manichino in uniforme, un altro nessuno, l’uno privato della vita, l’altro dell’anima. <strong>Dov’è il bene in questo? Io spero che nessun fotografo abbia mai occasione di immortalare questo futuro.</strong><br />
<em>Pensate</em>.</p>
<p>Niccolò M. Menozzi (Liceo Moro)</p>
<p style="text-align: center;">……………………………………</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Vedi anche:</strong></span></p>
<p>- <a title="Permanent Link to Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio" rel="bookmark" href="http://www.cortocircuito.re.it/indifferenza-opera-nella-storia/"><span style="color: #000000;">27 gennaio: l&#8217;indifferenza opera nella storia (video)</span></a></p>
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<p>// ]]&gt;</script></p>
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