Il Giornale di Reggio: La denuncia sui lavori della Tav, i costi sono lievitati dell’800% in dieci anni

[articolo pubblicato su Il Giornale di Reggio il 19 Aprile 2012]

Costi lievitati e tempi biblici per la stazione Mediopadana. E’ ormai un genere letterario, ma ad occuparsene questa volta sono i giornalisti in erba di Cortocircuito, il giornalino studentesco di Reggio Emilia. Si parte dai 15 milioni del 2001 per arrivare ai 135 milioni attuali del 2012. A fare le pulci al più discusso intervento degli ultimi dieci anni in provincia di Reggio è stato il giovane Elia Minari, che con i colleghi Riccardo Pelli, Federico Marcenaro, Marco Pisi, Nuccia Ciambrone, Letizia Cocconi, Matteo Davoli, Andrea Franzoni, Francesco Garuti, Silvia Cristofori e Francesco Chiriatti hanno guardato le delibere relative ai ponti e alla erigenda stazione mediopadana e si sono limitati a fare il totale che si ottiene sommando i costi dei ponti e quelli della fermata non ancora terminata: 135 milioni. Praticamente la prova che in questi 10 anni la cifra iniziale è quasi decuplicata.

Un dato non vero secondo il sindaco di Reggio Graziano Delrio che, in occasione della rassegna della legalità, ha avuto un vivace dibattito con i giovani cronisti arrivando a smentire la cifra. Da un punto di vista puramente sostanziale stazione e ponti sono costati alla collettività, in questo caso le Ferrovie dello Stato, 9 volte in più rispetto a quanto la giunta Spaggiari aveva stabilito. Colpa di una serie di fattori, a cominciare dall’ingresso nel progetto della griffe di Santiago Calatrava, che ha fatto lievitare gli iniziali 15 milioni ai 38 previsti nel 2002. Ma colpa anche di una serie di extra, tra subappalti e altro che hanno fatto lievitare la cifra fino a 79 milioni di euro per la stazione e di 47 per i ponti.

Nella video inchiesta sulla Tav da ieri sera su youtube (www. cortocircuito. re. it) si affrontano con numeri e delibere alla mano tutte le tappe dell’operazione che è costata al committente, Italferr, l’800% rispetto alla cifra iniziale.
Ma c’è di più: i giornalisti in erba hanno anche ritrovato un’interrogazione parlamentare del 2006 dell’allora sottosegretario alle infrastrutture Mauro Del Bue sulla lievitazione dei costi. Quel Del Bue che oggi è assessore della giunta Delrio. Se da un lato però la lievitazione tra il 2001 e il 2002 era giustificata dall’ingresso dell’archistar spagnola, più difficile è giustificare l’aumento spropositato dal 2002 al 2007 con le spese che lievitano anche fino a 79 milioni di euro solo per la stazione e di 47 per i ponti. A cercare di orientare su quel periodo è Alessandro Gandino, all’epoca responsabile delle comunicazioni di Cepav, il consorzio primo aggiudicatario dei lavori, che alla web tv ha parlato del «parassitismo di un mondo che girava attorno alle catene dei subappalti», che ha consentito a tanti di farsi le budella d’oro. «Perché in tanti hanno giocato sull’extra», ha spiegato. Nel corso di quel faccia a faccia con gli studenti Delrio aveva ribadito tre volte che l’aumento non c’è stato senza però spiegare i passaggi.

Delrio, che nei giorni scorsi, ha anche risposto ad una interrogazione analoga della consigliera Pdl Annamaria Terenziani, ha imputato l’aumento anche alla procedura di affidamento diretto dei lavori, quando sarebbe stato meglio un affidamento tramite gara, come avviene in tutt’Europa. «Il partire però dall’ingresso di Cimolai – hanno detto – significa non riconoscere ciò che è stata la storia della Mediopadana e i conseguenti appetiti della malavita organizzata che puntualmente nel tratto Alta velocità padano ci sono stati come ripetutamente segnalato dalla Dia in questi dieci anni».

Andrea Zambrano

QUI la video-inchiesta e gli altri articoli collegati

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