Chi controlla davvero Iren? Inchiesta acqua pubblica Reggio Emilia 2/3

Questo articolo fa parte dell’inchiesta «Il referendum sull’acqua non sarà rispettato». Video-inchiesta nella città leader del referendum: Reggio Emilia

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 26 Agsoto 2012]

QUI il 1° articolo. QUI il 3°

«I sindaci non hanno più il controllo di Iren. Oramai le decisioni sono totalmente in mano ai manager». A lanciare la pesante accusa è Sergio Veneziani, ingegnere in pensione del Comune di Reggio ed ex direttore della municipalizzata Agac. «E’ logico che l’obiettivo di una società che gestisce il servizio idrico pubblico sia quelli di fare dei dividendi? E’ una battaglia negli interessi dei cittadini questa? E’ una tassazione indiretta sui cittadini. La tariffa di un servizio pubblico dovrebbe essere pari ai costi». Inoltre Veneziani si chiede: «E’ possibile essere passati, da un’azienda che era sana, a 3 miliardi deficit?».

A Reggio Emilia il servizio idrico è gestito da Iren Spa, una società multiservizi quotata in Borsa che gestisce l’acqua e il ciclo dei rifiuti anche a Parma, Genova e Torino. Iren è una società a maggioranza pubblica, infatti i sindaci detengono complessivamente oltre il 51% delle quote, ma una fetta consistente di azioni è nelle mani dei soci privati.

E a capo dell’azienda vi sono dei manager. Uno di questi, il direttore generale di Iren Andrea Viero, l’ultimo anno ha ricevuto uno stipendio di 442mila euro. Per fare un paragone, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama guadagna 299mila euro all’anno: l’uomo più potente al mondo guadagna meno del direttore di Iren. Tutto questo accade in un momento in cui l’azienda deve affrontare un debito complessivo attorno i 3 miliardi di euro.

Ma chi sono i proprietari privati di Iren? Sfogliando l’azionariato della multiutility del 2010, la redazione della web-tv studentesca Cortocircuito ha trovato tra i soci privati anche il fondo Amber Capital, con sede legale alle isole Cayman, noto paradiso fiscale. «Non sono d’accordo con questa scelta –precisa il sindaco di Correggio Marzio Iotti*- l’evasione va punita. Ognuno però risponde delle proprie responsabilità e delle proprie colpe».

Viene da chiedersi: se i sindaci, che hanno la quota di maggioranza di Iren, si lamentano delle scelte dei manager, controllano davvero Iren? «Forse non abbastanza», ammette laconico Iotti* ai microfoni di Cortocircuito.

Anche l’assessore all’Ambiente della Provincia di Reggio Emilia Mirko Tutino protesta per le scelte di Iren troppo manageriali: «Il direttore generale di Iren Andrea Viero ha parlato ad un consiglio provinciale come a degli azionisti di borsa. Noi vorremmo sentire un linguaggio diverso».

Ora in diversi ammettono lo scarso controllo che il pubblico, ovvero i sindaci, hanno su Iren. Ma chi affidò Iren ai privati? I sindaci stessi. Già dal 2005 decisero di privatizzare quote sempre maggiori del sevizio idrico locale. Quindi Reggio scelse i privati ben prima che la legge del governo Berlusconi lo imponesse.

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

*Marzio Iotti, oltre ad essere sindaco di Correggio (RE) è il rappresentante per la provincia di Reggio Emilia nell’agenzia regionale per i servizi idrici (Atersir)

L’inchiesta è stata realizzata da Cortocircuito, giornale e web-tv degli studenti reggiani (www.cortocircuito.re.it).

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