Impianto approvato ad insaputa del sindaco. La giunta di San Martino in Rio (RE) non sapeva che l’ufficio tecnico del proprio Comune aveva autorizzato il biogas 2/3

L’assessore Gianmaria Casarini

Questo articolo fa parte dell’inchiesta Video-inchiesta impianto biogas di Gazzata: «Non siamo sicuri sia ad impatto zero»

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” l’1 Dicembre 2012]

«L’impianto a biogas – dichiara Gianmaria Casarini, assessore dell’Ambiente di San Martino in Rio – è stato varato ad insaputa del sindaco e del sottoscritto». Sembra incredibile, ma è tutto vero.

Il 28 luglio 2011 l’ufficio tecnico del Comune di San Martino in Rio – come confermano i documenti spulciati dalla redazione di Cortocircuito – ha autorizzato la costruzione dell’impianto a biogas. Tuttavia l’assessore Casarini e il sindaco di San Martino, Oreste Zurlini, hanno scoperto che il Comune da loro guidato aveva concesso il permesso per la costruzione dell’impianto solo nel novembre 2011. Quindi per quattro mesi l’assessore è rimasto all’oscuro dell’autorizzazione e anche il sindaco non ne sapeva nulla.

Una parte dell’impianto a biogas

«Potete immaginarvi le tensioni all’interno del Comune causate da questo importante difetto di comunicazione», dichiara sconfortato l’assessore Casarini. «Si tratta di un aspetto piuttosto sgradevole. Rispondendo ad un’interrogazione del Movimento 5 Stelle – spiega – avevo affermato che c’era solo un’idea vaga sul progetto. Poi invece ho scoperto che l’autorizzazione all’impianto era già stata data, ma anche il sindaco non lo sapeva». Casarini afferma che comunque nulla sarebbe cambiato, perché –dichiara – di non poter fermare la costruzione dell’impianto, nonostante la sua volontà andrebbe in direzione opposta.

Negli ultimi minuti della video-inchiesta l’assessore Casarini conferma: «Il Comune ha autorizzato la costruzione dell’impianto a biogas a mia insaputa». Il progetto è stato quindi varato ad insaputa del sindaco, ad insaputa dell’assessore dell’Ambiente. E soprattutto ad insaputa di chi ha la finestra della propria casa a meno di 20 metri dal futuro impianto a biogas, a cui per mesi è stata negata l’esistenza del progetto.

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

L’inchiesta è stata realizzata da Cortocircuito, giornale e web-tv degli studenti reggiani (www.cortocircuito.re.it).

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Vedi anche:

– Video-inchiesta impianto biogas di Gazzata: «Non siamo sicuri sia ad impatto zero»
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