«Ci hanno negato che fosse in costruzione l’impianto». La protesta dei cittadini, c’è chi abita a 19 metri dall’impianto 3/3

Ombretta Daccari

Questo articolo fa parte dell’inchiesta Video-inchiesta impianto biogas di Gazzata: «Non siamo sicuri sia ad impatto zero»

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” l’1 Dicembre 2012]

Gli abitanti della frazione di Gazzata il biogas non lo vogliono. Più volte hanno incontrato l’amministrazione comunale di San Martino in Rio (RE) per esprimere la propria contrarietà alla costruzione dell’impianto, contrarietà espressa anche dal Comune, che però dichiara di non poter fermare l’impianto. Ma fra i residenti della zona c’è chi il biogas lo subirà più di altri. E’ il caso della signora Ombretta Daccari, la cui abitazione è situata a una vicinanza impressionante rispetto a una delle quattro vasche-silos dell’impianto: appena 19 metri.

Daccari, lei è stata avvertita della costruzione dell’impianto dall’amministrazione comunale?

«No. Ed è per questo che siamo molto arrabbiati: quando ho telefonato in Comune, nel novembre 2011, mi hanno assolutamente negato che ci fosse un progetto del genere. E invece era già stato approvato in luglio, quattro mesi prima».

Quali sono i disagi che l’impianto provoca ai residenti?

«Sento vibrazioni continue in tutta la casa. Non solo: non rispettano gli orari dei cantieri, che sarebbero dalle 8 alle 12 e dalle 15 alle 19. Alle 5 di mattina sono già sul cantiere a fare rumore».

Una parte dell’impianto a biogas

«Esatto. La via è stata rovinata dal passaggio quotidiano di camion, per tutto il giorno tutti i giorni, creando delle crepe nell’asfalto tali che sta diventando impraticabile percorrerla in bici. Oltretutto all’inizio della strada c’è il divieto d’accesso per i camion!»

Non molto lontano da casa sua passa anche il treno ad alta velocità.

«Quando sono venuta a vivere qui era tutta campagna. Negli ultimi anni hanno costruito Tav, tangenziale e ora il Biogas. E nessuno ci ha detto nulla. Neppure il Comune di San Martino in Rio, guidato dal mio sindaco».

Ora cosa pensa di fare?

«Io chiedo di bloccare i lavori, non lo voglio il biogas. Oppure che mi paghino la casa, perché voglio andarmene da qua. L’ho messa in vendita da più di un anno, ma ora non la venderò più. Sono anche venute delle persone a vederla, ma quando hanno saputo che c’era questo progetto non erano più interessate. Chi è che vuole abitare vicino a un biogas?».

Luca Gemmi (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

L’inchiesta è stata realizzata da Cortocircuito, giornale e web-tv degli studenti reggiani (www.cortocircuito.re.it).

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Vedi anche:

– Video-inchiesta impianto biogas di Gazzata: «Non siamo sicuri sia ad impatto zero»
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