«L’agricoltura deve produrre alimenti, non energia». Le critiche agli impianti a biogas

Questo articolo fa parte dell’inchiesta Video-inchiesta impianto biogas di Gazzata: «Non siamo sicuri sia ad impatto zero»

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” l’1 Dicembre 2012]

«La posizione della nostra amministrazione è che i prodotti dell’agricoltura siano destinati esclusivamente ad uso alimentare, e non come biocarburanti», sostiene il sindaco di San Martino in Rio Oreste Zurlini. Sulla stessa linea anche l’assessore dell’Ambiente Gianmaria Casarini: «La vocazione dell’agricoltura è produrre alimenti, non energia». Ma la realtà dell’impianto a biogas di Gazzata, come mostra la video-inchiesta di Cortocircuito, va in direzione opposta.

La principale materia prima attraverso la quale l’impianto produrrà biogas sarà il mais. Una scelta che vanifica la più importante caratteristica di questo tipo di energia alternativa, cioè il basarsi sull’utilizzo di rifiuti organici o degli scarti proveniente dall’agricoltura, come i liquami.

Coltivare alimenti solo per farli fermentare in una cisterna per alcuni è un controsenso, ma un controsenso estremamente redditizio sia per i produttori di biogas che per gli agricoltori: il mais produce molta più energia dei liquami e viene venduto a un prezzo più alto rispetto ai mercati alimentari.

Luca Gemmi (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

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Vedi anche:

– Video-inchiesta impianto biogas di Gazzata: «Non siamo sicuri sia ad impatto zero»
– L’assessore Casarini vorrebbe bloccare il nuovo impianto a biogas: «Non siamo sicuri sia ad impatto zero» 1/3
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