I tempi di realizzazione della stazione Mediopadana si dilatano ancora. Le voci di alcuni addetti ai lavori

Come si presenta ora il cantiere

Questo è un approfondimento dell’inchiesta Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto TAV di Reggio Emilia

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 20 Agosto 2012]

4 ottobre 2012. Entro questa data i lavori della Mediopadana saranno conclusi. Così si legge nei dati tecnici del maxi cartellone che campeggia all’ingresso del cantiere della futura stazione del treno ad Alta Velocità di Reggio. Una promessa realizzabile? I primi a ritenerlo poco probabile sono alcuni degli addetti ai lavori del cantiere.

«Non possiamo rilasciare dichiarazioni alla stampa», all’ingresso la sorveglianza ci dà il benvenuto con la frase di rito. Poco dopo, quando facciamo notare che il cartello del cantiere stabilisce la fine dei lavori per l’inizio di ottobre, ci rispondono sorpresi. «Davvero?», chiede incredulo un lavoratore che preferisce rimanere anonimo. «Non lo sapevo. Non sono il responsabile del cantiere, ma non credo proprio sia possibile concludere i lavori in tempi così stretti. E comunque il nostro contratto è stato rinnovato fino alla fine di quest’anno. Almeno fino a dicembre noi saremo qui, è impossibile che quella data sia rispettata».

Così i tempi della Mediopadana probabilmente si allungheranno ancora. E non è la prima volta. Il 6 febbraio 2009 il sindaco di Reggio Graziano Delrio annunciò alla stampa: «Oggi è stato stipulato l’atto ufficiale che segna il definitivo avvio del percorso che porterà, entro fine 2011, alla messa in esercizio della stazione dell’Alta velocità. La stazione di Reggio non è in ritardo». Eppure questa è solo l’ultima di una serie di promesse. «Nel nostro contratto c’era scritto che doveva essere consegnato tutto nel 2009, stazione compresa», aveva dichiarato Alessandro Gandino, ex responsabile pubbliche relazioni del cantiere reggiano della Tav.

Addirittura, in un primo tempo, come ci confermano gli articoli di giornale dell’epoca, la Mediopadana doveva essere pronta entro il 2007. A proposito di quest’ultima data, pochi mesi fa, il sindaco Delrio –intervistato dalla web-tv studentesca Cortocircuito- aveva ammesso che «è stato un errore quello della giunta Spaggiari di promettere, senza un progetto esecutivo in mano, tempi e costi certi».

Il cartellone tecnico

Ora, a causa delle vacanze di metà agosto, il cantiere è praticamente fermo, ma negli ultimi mesi i lavori hanno proceduto a pieno ritmo. Sono stati innalzati una quarantina dei 457 portali d’acciaio che costituiranno la copertura della stazione. Una volta che saranno tutti installati, la Mediopadana “peserà circa 14.000 tonnellate, quasi una volta e mezzo la Tour Eiffel”, si legge sul sito del Comune. E la banchina dei treni sfiorerà il mezzo chilometro: sarà lunga 453 metri.

Un’opera faraonica, fortemente voluta dalla precedente amministrazione comunale, che nel 2001 scelse di accantonare il progetto delle Ferrovie dello Stato, di soli 15 milioni di euro, per chiedere all’architetto Santiago Calatrava di realizzarne uno nuovo, molto più costoso. Il progetto dell’architetto spagnolo è lievitato da un prezzo iniziale di 38,8 milioni di euro agli attuali 79,09. Quest’ultima cifra è stata più volte confermata da sindaco ed assessori. Eppure nel cartellone di fronte al cantiere si legge “importo lavori: 60.801.871”. Mancano circa 19 milioni di euro all’appello.

Secondo i piani dell’amministrazione comunale il progetto reggiano dell’Alta Velocità è destinato ad ampliarsi ulteriormente. Non solo i tre ponti, già inaugurati e sempre firmati da Calatrava, ma anche un nuovo “nodo intermodale”. L’assessore alla mobilità Paolo Gandolfi ha spiegato che «è in gestazione un raccordo dedicato che colleghi direttamente, in entrata e in uscita, l’autostrada alle aree di parcheggio di pertinenza della stazione, senza dover uscire dal casello autostradale. Questo consente un risparmio di tempo e complessivamente una più agile fruibilità della nuova stazione. Così da avere l’ambizione di servire un bacino d’utenza di non meno di due milioni di abitanti e, oltre a Reggio, ben sei provincie: Modena, Parma, Piacenza, Cremona, Mantova e Verona».

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

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Vedi anche la nostra video-inchiesta:

– Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto TAV di Reggio Emilia


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