Musei: smentito il documento del Consiglio. Il tavolo tecnico discuterà solo delle collezioni storiche, che però non sono finanziate. Intervista all’assessore Catellani 1/2

L’assessore Catellani (a sinistra) e il sindaco Delrio

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 23 Ottobre 2012]

La nascita di un comitato di intellettuali reggiani. Una mobilitazione con centinaia di firme raccolte. I dubbi espressi da artisti di tutta Italia. I contrari anche all’interno del partito di maggioranza. La denuncia bipartisan di aver calato le scelte dall’alto. E’ la sintesi delle polemiche sorte negli ultimi mesi sul progetto dell’architetto Italo Rota di riqualificazione dei Musei Civici di Reggio Emilia, considerato dai suoi detrattori troppo appariscente e «basato sul modello comunicativo della tv». Polemiche che hanno costretto la giunta guidata da Graziano Delrio, seppur confermando il progetto di Rota, a fare due passi indietro. Il primo posticipando al 2015 le opere più discusse dell’architetto milanese. Dalle vasche alle alte strutture in acciaio da collocare all’esterno del museo, i cosiddetti “funghi”. Il secondo passo indietro approvando un tavolo tecnico, per discutere tra esperti.

Il comitato Amici dei Musei, contrario al progetto Rota, ha però parlato di «un tavolo tecnico finto, poiché non decide nulla. L’ennesima presa in giro da parte dell’Amministrazione. Un regalino per mettere a tacere le critiche».

Giovanni Catellani, assessore comunale alla Cultura, come sarà composto il tavolo tecnico? E quando sarà attivato?

«Entro la fine dell’anno. Ovviamente non sarà il comitato Amici dei Musei a decidere chi fa parte del tavolo tecnico. Neppure la giunta potrà avere voce in capitolo. E’ un ruolo riservato alla nostra dirigente e direttrice dei musei Elisabetta Farioli, di cui ci fidiamo molto. Comunque in ogni tavolo di discussione ci sarà un rappresentante del comitato. Siamo aperti al confronto».

Quale ruolo avrà esattamente il tavolo tecnico?

«Un ruolo consultivo per le collezioni archeologiche e naturalistiche».

Queste collezioni sono interessate dal progetto Rota?

«No. Al momento le collezioni storiche, ovvero quella archeologica e quella naturalistica, non vengono toccate dal progetto Rota. Ci mettiamo avanti per valorizzarle meglio».

Il tavolo tecnico quindi non si occuperà del progetto Rota?

«Gran parte del progetto Rota è rinviato al 2015. Il tavolo si occupa di ciò che facciamo adesso».

Quindi, dopo il tavolo tecnico, si riqualificheranno le collezioni storiche?

«Bisogna vedere cosa si potrà fare. Visto che si tratta di collezioni delicate il decidere cosa fare è oggetto di discussione».

I soldi stanziati (un milione e 400mila euro), da spendere nei prossimi mesi, saranno investiti anche nelle collezioni storiche?

«Se legge la delibera vede che non è esplicitato in modo così chiaro. Lo deve chiedere alla direttrice dei Musei. Io non lo so. Una parte di finanziamenti mi pare che sarà destinata anche alle collezioni, ma forse non rientra nel milione e 400mila euro. Posso assicurare che saranno migliorate anche le collezioni storiche, tuttavia non conosco modi e tempi esatti». (La direttrice dei musei ha detto che non ci saranno stanziamenti per le collezioni storiche: vedi QUI)

Non sarebbe opportuno discutere anche dei “funghi” in acciaio e delle vasche di Rota? Perché comunque sono solo rinviati.

«In questo momento dei “funghi” non ne discute più nessuno, sono rinviati al 2015. Il tavolo tecnico si occuperà delle collezioni archeologiche e naturalistiche. Punto».

Ha detto che il tavolo tecnico avrà un ruolo consultivo, significa che non ha potere decisionale?

«Esatto».

Invece nel documento approvato il primo ottobre in Consiglio comunale (o.d.g. alla mozione 12001) si legge che il tavolo tecnico dovrà definire le linee guida da seguire nella riqualificazione. Quindi non è così?

«Ci deve essere stato un errore. Me lo può leggere?»

A metà pagina c’è scritto che la giunta comunale dovrà aderire “alla richiesta dei cittadini” di “creare un tavolo di lavoro composto da esperti, tecnici e operatori del settore, per la definizione di linee guida da seguire nella riqualificazione dei Musei Civici”. Il documento è stato approvato dal Consiglio. Non sarà rispettato?

«E’ riferito solo alla riqualificazione delle collezioni storiche. Va contestualizzato. Ed è ovvio che non ha potere decisionale, perché non si può mettere in discussione la parte del progetto Rota già approvata in via esecutiva in Consiglio comunale. Altrimenti verrebbe vanificata la delibera del 28 agosto a cui quel documento si riferisce».

Se le cose stanno così, quanto scritto nel documento non è un po’ ingannevole? Leggendo il testo del primo ottobre sembra che il tavolo tecnico avrebbe affrontato la riqualificazione in toto, non solo le collezioni storiche. Inoltre non vi è specificato il ruolo solo consultivo del tavolo, anzi si utilizza il verbo “definire”.

«Vogliamo giocare con le parole? Il Consiglio comunale ha confermato di procedere con il progetto Rota. E il Consiglio comunale rappresenta i cittadini. Punto».

Il progetto dei “funghi” in acciaio di Rota

Il comitato Amici dei Musei sostiene che il tavolo tecnico così non conta nulla. E che è stata solo una promessa della giunta per farli tacere.

«Non riesco a capire. Perché non conta nulla?»

Perché il tavolo non ha potere decisionale. Oltre a non poter discutere del progetto Rota, ma di collezioni che non si sa quando saranno riqualificate.

«In Consiglio comunale c’è chi ha vinto e c’è chi ha perso. La mozione del comitato è stata bocciata. Punto. Ora con il comitato discuteremo sulle collezioni storiche. Potranno portare un contributo importante ed utile: non mi sembra una concessione da poco. Se facessi parte del comitato sarei soddisfatto. Inoltre, come già sperimentato in passato, tutti i cittadini potranno dare il loro aiuto ad allestire la “Period room” di Rota, installazione temporanea con gli oggetti portati dalle persone».

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

L’inchiesta è stata realizzata da Cortocircuito, giornale e web-tv degli studenti reggiani (www.cortocircuito.re.it).

 

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