Bocciata la mozione contro i politici “riciclati” 1/2

Consiglio comunale di Reggio Emilia

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 30 Ottobre 2012]

La mozione popolare che si prefiggeva l’obbiettivo di «rendere più meritocratici i criteri di accesso alle aziende partecipate» è stata bocciata. Le 1200 firme dei cittadini raccolte da Reggio Democratica, movimento nato da alcuni fuoriusciti da Pd ed Italia dei Valori, non sono state sufficienti a convincere la maggioranza dei consiglieri della Sala del Tricolore. Hanno votato favorevolmente solo Matteo Olivieri del Movimento 5 Stelle e Miles Barbieri del gruppo misto.

La mozione chiedeva che il Consiglio comunale modificasse (emendando la delibera 136 del 2009) i criteri per la nomina e la scelta dei rappresentanti pubblici negli enti e nelle aziende partecipate dal Comune di Reggio Emilia. E introducesse l’obbligo di possedere competenze specifiche certificate da curricula. Rendendo così obbligatoria una selezione pubblica, aperta a tutti i cittadini europei e debitamente pubblicizzata. Oltre a chiedere di escludere chi si è candidato, o chi ha ricoperto il ruolo di assessore, nelle ultime due legislature.

«Basta scorrere l’elenco degli amministratori delle partecipate per vedere quanto queste siano lottizzate dai componenti dei partiti», esordisce in Consiglio comunale Claudia Zafferri di Reggio Democratica.

«Quando queste firme sono arrivate in Consiglio comunale c’è stata fibrillazione». E’ l’ammissione di Giorgio Campioli del Pd, che dichiara di condividere gli obbiettivi generali della mozione, perché «la trasparenza è fondamentale. Però questa mozione è frutto dell’antipolitica. Non è detto che con le nomine politiche vengano scelti solo degli incompetenti, sarebbe assurdo affermarlo».

Reggio Democratica sostiene che non si tratti di antipolitica, ma della necessità di  garantire a tutti i cittadini parità di valutazione. «Facendo in modo – afferma Zafferri – che la rete di amicizie partitiche non incidano nella selezione». La vera antipolitica, secondo Reggio Democratica, sarebbe invece non prendere atto dello stato delle cose, «lasciando tutto immutato e arroccandosi in una sterile difesa di casta».

«Anche noi abbiamo nominato la nostra Filomena De Sciscio nelle Farmacie Comunali Riunite e il nostro Francesco Fantuzzi in Rete, l’ente che gestisce le case di riposo – ammette Matteo Riva, ex Italia dei Valori – e quindi per coerenza sono contrario».

Liborio Cataliotti (Pdl)

Liborio Cataliotti del Pdl, confessa che quando era coordinatore provinciale di Forza Italia il sindaco gli ha «più volte chiesto se aveva qualcuno da voler nominare». Ma Cataliotti assicura di aver indicato «solo persone meritevoli. Dietro la mozione è invece evidente l’antipolitica che vuole delegittimare anche la buona politica, che noi abbiamo rappresentato a livello nazionale».

E’ dello stesso parere anche il collega di partito Claudio Bassi e il leghista Matteo Iotti: «Vediamo i disastri che vengono fatti da certi candidati scelti su base di tessere di partito. Tuttavia non possono essere discriminati tutti i politici, non siamo tutti uguali».

Per Matteo Olivieri del Movimento 5 Stelle «anche l’opposizione è contenta di questo sistema perché anch’essa può fare le sue nomine, come è sempre accaduto». Sulla stessa linea l’ex leghista, ora gruppo misto, Miles Barbieri che condivide la mozione. «Anzi – dichiara in Consiglio – bisognerebbe andare oltre, diminuendo gli stipendi degli amministratori delle partecipate».

Il capogruppo del Pd Luca Vecchi non ci sta: «Se passasse la mozione discrimineremmo alcune persone. A Reggio nelle ultime elezioni sono state presentate più di dieci liste: quasi tutta la città era candidata. Come possiamo escluderli?». Brusio dagli spalti del pubblico, qualcuno sbotta: «Sono ridicoli. Maggioranza ed opposizione sono sulla stessa linea. La “Casta” reggiana fa catenaccio».

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

L’inchiesta è stata realizzata da Cortocircuito (www.cortocircuito.re.it).

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Vedi anche:

– I politici reggiani “riciclati” nelle partecipate del Comune 2/2

– IPad, chiacchiere e ritardi: «Tutto regolare». L’accusa dei cittadini: «Consiglieri comunali reggiani impegnati a fare altro durante le sedute. E’ raccapricciante»

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