Bus, chi non paga ci costa 2 milioni. E secondo la Uil le nuove macchinette «favoriscono l’evasione»

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 14 Agosto 2012]

«Le macchinette dei biglietti sono state installate dietro l’abitacolo dell’autista. In questo modo non riusciamo a controllare chi fa il biglietto dell’autobus». Marco Avena, segretario trasporti Uil, nonché autista degli autobus pubblici reggiani, punta il dito contro le nuove emettitrici automatiche di biglietti. L’attuale gestore Seta le ha appena installate su tutti gli autobus cittadini. Costo totale: 150 mila euro.

Anche se la funzionalità a regime delle macchinette automatiche potrà essere testata solo da metà settembre, quando l’utenza principale di Seta – ovvero gli studenti – ritorneranno sui banchi di scuola, il dibattito è già acceso.

Il sindacalista Avena si dice basito per la scelta della posizione delle macchinette dei biglietti, ovvero dietro ai conducenti dei mezzi: «In questo modo si agevola l’evasione. Chi vuole non pagare il biglietto potrà tranquillamente continuare a farlo». Secondo i progetti di Seta invece, ad essere agevolato è l’acquisto dei biglietti che, grazie alle macchinette automatiche, avverrà in modo più rapido. Il sindacato ribatte che anche prima era possibile acquistare il biglietto sull’autobus, direttamente dalle mani dell’autista, consentendo un maggiore controllo.

Bisogna però far notare che la meccanizzazione del processo ha consentito di ridurre la maggiorazione del prezzo rispetto ai biglietti comprati a terra. La differenza è ora di 30 centesimi (da 1,20 a 1,50 euro) per le tratte urbane e di 50 centesimi (da 2 a 2,50 euro) per le tratte suburbane, mentre quelle extraurbane sono escluse dal progetto. Ribatte la Uil: «Anche continuando a far vendere i biglietti dagli autisti, era possibile concedere lo stesso prezzo dei biglietti acquistati a terra, senza così eliminare il controllo».

Tuttavia, a parere degli autisti Uil, le scelte sbagliate sono iniziate due anni fa. Nel 2010 sono state sostituite tutte le obliteratrici degli autobus, ma anche queste si è deciso di collocarle dietro ai conducenti. «Noi autisti vorremmo poter controllare davanti ai nostri occhi chi, facendo il furbo a danno della collettività, non paga il biglietto. Secondo il Dpr 753/1985 sarebbe nostro compito intimare di scendere a chi è sprovvisto di biglietto, ma in questo modo non ci è possibile».

Eppure un passo avanti contro i cosiddetti portoghesi era stato fatto: ora anche chi è in possesso di un abbonamento mensile o annuale deve obliterarlo ad ogni corsa. E, non come in passato, quando chi era in possesso di un abbonamento poteva comodamente tenerlo in tasca, mostrandolo solo in caso di controlli ufficiali. Impedendo così al conducente del mezzo qualsiasi tipo di verifica.

Nonostante ora siano tutti obbligati a passare per la macchinetta obliteratrice, l’evasione rimane alta: oltre il 25% degli utenti viaggerebbe senza biglietto. E in alcune tratte il numero di passeggeri irregolari salirebbe al 50%. Queste stime sono state confermate anche da Angelo Malagoli, presidente di Act (Azienda consortile trasporti). «I dati parlano chiaro – sostiene la Uil – ogni anno l’evasione del trasporto reggiano ci costa 2 milioni di euro. Sarebbe sufficiente spostare le obliteratrici e le nuove macchinette automatiche di fianco all’autista per tagliare le gambe agli evasori».

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

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    2 Responses to “Bus, chi non paga ci costa 2 milioni. E secondo la Uil le nuove macchinette «favoriscono l’evasione»”

    1. Paola Says:

      Beh, io ritengo invece che le macchinette siano un grande aiuto per chi vuole fare il biglietto, ma non ha potuto farlo a terra. Costituisce una falsità il fatto che anche prima si potesse fare dall’autista: so, per esperienza diretta, che nel 90% dei casi, l’autista, in realtà non lo aveva. Per combattere l’evasione, non è certo rilevante la posizione della macchinetta o il fatto di dover obliterare per forza (mai visto in vita mia un autista che abbia fatto scendere qualcuno!), bensì occorrerebbe INTENSIFICARE I CONTROLLI. Io sono anni che prendo autobus a Reggio Emilia, soprattutto la linea 2: avrò visto i controllori sì e no due volte l’anno. Per questo, la gente è incoraggiata a non fare il biglietto. Se ci fossero controlli costanti come quelli presenti sui treni, l’evasione si ridurrebbe all’1-2%. Il resto sono critiche gratuite e aria fritta.

    2. Luca Sassi Says:

      Secondo me invece se, come in sostanza propongono gli autisti della Uil, gli autisti controllassero davanti ai loro occhi che tutti obliterano il biglietto si abbatterebbe davvero l’evasione. Molti piu controllori sarebbero un costo aggiuntivo consistente.

      Se prima alcuni autisti non avevano il biglietto era colpa di Seta che non faceva rispettare questa regola ai suoi autisti.