Trasporto pubblico: «Da settembre corse tagliate di 500mila km, ma si assumono nuovi dirigenti»

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 14 Agosto 2012]

Un milione e 400mila chilometri. E’ il numero che si otteneva tre anni fa sommando la lunghezza di tutte le tratte degli autobus pubblici reggiani. Per la nuova stagione, che inizia a settembre, sono programmati 500mila chilometri in meno. L’effetto è evidente: corse tagliate e tempi d’attesa più lunghi. Molte tratte, prima con una frequenza di 12 minuti, passeranno a 20 minuti d’attesa. Secondo il presidente di Act Angelo Malagoli «a causa dei tagli del governo sugli enti locali, questo è ciò che ci possiamo permettere per tenere i conti in ordine».

Ribatte Mauro Berni, combattivo sindacalista della Uil ed autista degli autobus reggiani: «Si tagliano le corse, ma non i dirigenti. Negli ultimi anni siccome molte aziende del trasporto pubblico locale erano in crisi, si sono favorite le aggregazioni di più società. In un’ottica di mercato, questi passaggi avrebbero dovuto portare ad una riorganizzazione interna, con un taglio degli incarichi dirigenziali. Invece si è fatto il contrario. Con l’obbiettivo di voler rilanciare il trasporto si sono assunti nuovi manager, che ci sono stati presentati come “più competenti” dei precedenti. Ma nulla è cambiato. E i vecchi dirigenti siedono ancora nei loro uffici».

Il risultato, secondo Berni, è chiaro: «Ora sugli autobus sale solo chi è obbligato: gli studenti e le fasce sociali più povere, che ogni anno trovano però un servizio sempre più scadente. Il trasporto pubblico non dovrebbe essere invece concorrente all’auto? Le giornate di blocco del traffico hanno dimostrato di avere uno scarso effetto, perché Reggio non punta su un trasporto pubblico di qualità?».

Altra fonte di spreco, secondo gli autisti della Uil, sono i subappalti. «E’ una piramide di appalti e subappalti. Act appalta la gestione a Seta. Seta gestisce molte tratte del trasporto pubblico in modo diretto, ma ne subappalta alcune ad altre aziende, tra cui Saca. E quest’ultima subappalta a sua volta a Sogea, che è la società per cui lavoro». Le aziende intermediare che ruolo svolgono? «Compilano solo dei fogli di carta», afferma Berni. «In questa catena, gli autobus sono di proprietà di Act e Sogea ci mette gli autisti. I passaggi intermedi sono inutili. Se non si tagliano le catene di subappalti viene il dubbio che si tengano in vita per accontentare le società intermedie, perlopiù cooperative».

La soluzione? Il sindacalista della Uil da tempo sostiene che, per evitare sprechi e strane manovre «non dettate dagli interessi dei cittadini», ci vorrebbe un’agenzia della mobilità veramente indipendente: «Act ha il ruolo di concessionario del trasporto pubblico, invece l’agenzia della mobilità avrebbe una funzione di controllo. Non è in conflitto d’interessi il fatto che l’organo di controllo sia nelle stesse mani dei controllati? La questione – continua Berni – dovrebbe interessare tutti i cittadini, anche quelli che non usano i mezzi pubblici, dato che il trasporto è gestito per quasi l’80% grazie ai finanziamenti statali, regionali e comunali». A sostegno della scarsa indipendenza di queste agenzie, Berni porta l’esempio di Modena, dove l’ex direttore dell’agenzia della mobilità, dopo aver criticato il gestore Actm della città della Ghirlandina, è stato trasferito ad altro incarico. «Così,anziché eliminare i problemi evidenziati dal direttore, si è preferito eliminare direttamente il direttore».

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

L’inchiesta è stata realizzata da Cortocircuito, giornale e web-tv degli studenti reggiani (www.cortocircuito.re.it).

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Vedi anche:

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    4 Responses to “Trasporto pubblico: «Da settembre corse tagliate di 500mila km, ma si assumono nuovi dirigenti»”

    1. Zsu Gonda Says:

      si va in bicicletta o a piedi

    2. Federica Fracassi Says:

      non capisco e non mi adeguo !!!

    3. Riccardo Versari Says:

      Grandi ragazzi/e!! Questo è giornalismo!!! ;-)

    4. Massimo P Says:

      Bellissimo intervento quello del giornalino studentesco Cortocircuito. E’ infatti qualcosa di indefinibile quello che sta avvenendo a Reggio, e tutto questo non solo per i cosiddetti “portoghesi”, ma soprattutto per le politiche schifose che sono inziate, decenni fa, ai tempi dell’ACT, senza dimenticare Davoli, che dovrebbe solo vergognarsi quando compare in tv e parla di trasporto pubblico che non lascerà a piedi nessuno… Senza dimenticare, tra l’altro, che ad essere lasciati a piedi sono le persone che dovrebbe essere tutelate per prime, soprattutto da uno come lui che dice di essere di sinistra: anziani, disabili, stranieri, lavoratori e ambientalisti. Vergogna a SETA e alle amministrazioni comunali di Reggio e provincia!!!