Reggionelweb intervista Cortocircuito

Il 19 Gennaio 2012 abbiamo rilasciato un’intervista al quotidiano on-line “ReggioNelWeb“. Intervista di Marina Bortolani.

La Redazione di Cortocircuito

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Cortocircuito è il giornalino studentesco autogestito di Reggio Emilia. Un voce libera, a cui partecipano in tanti per dare un contributo attivo. L’intervista a Elia Minari. I nostri coetanei pensano che l’immigrato rubi lavoro agli italiani, ma non è così. Prevale il disinteresse su ciò che accade fuori dalle loro vite.

Sono giovani, vivono a Reggio Emilia e frequentano scuole e università nel nostro territorio. Non rimangono indifferenti ai temi più scottanti di attualità: mafia, immigrazione, crisi economica, informazione, giornate della Memoria, impegno sociale… e lo fanno dando voce ai loro coetanei, permettendo di discutere in uno spazio loro, ma aperto a chiunque voglia dire le propria.

A chi accusa i giovani di poco interesse nei confronti dell’attualità ecco la migliore risposta. Con i migliori auguri di ReggioNelWeb.it affinchè il loro progetto continui e si sviluppi sempre di più.

Elia (nella seconda foto, ndr), quando e com’è nato il giornalino studentesco “Cortocircuito”?

“Cortocircuito” è un giornalino studentesco autogestito di Reggio Emilia. Nasce nel giugno 2009 dall’impegno di alcuni studenti delle scuole superiori con l’intento di fare informazione e di essere un luogo di scambio di opinioni e di idee tra tutti gli studenti: dai licei ai professionali, e ora anche coinvolgendo ragazzi universitari. Sul nostro blog (www.cortocircuito.re.it ) si possono conoscere i nostri progetti, vedere i video realizzati e leggere i nostri articoli e le nostre interviste.

Quanti studenti e studentesse collaborano al progetto?

I ragazzi che partecipano attivamente a tutti i progetti sono 10-15, invece gli autori degli articoli negli ultimi anni sono stati oltre 40. Già dai primi mesi hanno partecipato al giornalino ragazzi di ben 12 scuole superiori di Reggio Emilia e provincia.

Avete una linea politica o partitica specifica?

“Cortocircuito” si distingue per essere assolutamente apartitico e senza una linea politica predefinita. Ad articoli e commenti non viene applicata alcuna censura, ognuno è libero di esprimere la propria idea e la propria opinione. I lettori sono poi liberi di criticare le riflessioni degli altri scrivendo un commento o un articolo di risposta. E’ successo diverse volte, aprendo in alcuni casi dibattiti molto intensi.

I docenti leggono il vostro giornalino? Che eventuali riscontri avete?

Sono diversi i prof che ci seguono, spesso entusiasti e soprattutto molto curiosi. Al liceo classico Ariosto dalla collaborazione con alcuni docenti è nato un progetto video sulle mafie. Alcuni insegnanti invece si oppongo alla realizzazione di questi progetti e concedono pochi spazi.

Elia Minari di Cortocircuito

Dai vostri articoli emerge sempre una particolare attenzione per gli emarginati e gli immigrati, perché avete scelto di trattare questi temi?

Non certo per buonismo, vogliamo far comprendere ai nostri coetanei che l’immigrazione è conveniente dal punto di vista strettamente economico. Non tutti hanno empatia verso l’altro, invece tutti guardano al proprio portafoglio, per questo non avrebbe senso cercare di convincere gli altri che il confronto con culture diverse è bello di per sé. Questo è il motivo per cui i nostri cortometraggi sull’argomento partono tutti dai dati inconfutabili dell’Istat, del Ministero degli Interni, ecc. Però, come dimostrano le nostre interviste lungo la strada, la maggior parte dei nostri coetanei continua a pensare che l’immigrato ruba lavoro agli italiani, delinque ed è un costo per lo stato.

Particolare attenzione anche al tema della Mafia. Com’è vissuto fra i vostri coetanei il tema della mafia a Reggio Emilia?

Spesso non c’è consapevolezza tra i nostri coetanei, spesso il fenomeno delle mafie al nord viene vissuto come qualcosa di lontano. Anche molti adulti tendono a negare la presenza delle mafie nella nostra provincia: andando ad intervistare i cittadini lungo la strada abbiamo ottenuto risposte del tipo “a Reggio la mafia non c’è, il tessuto sociale è forte, c’è solo qualcuno del sud che fa un po’ di casino”. La realtà purtroppo non è questa, ce lo dicono le relazioni della DIA, le sentenza passate ingiudicato, perché come dice il procuratore Gratteri “i mafiosi sono entrati in certi ambiti perché qualcuno ha aperto loro la porta, perché qualcuno non ha saputo dire no ai soldi e ai voti delle mafie”.

Insieme ai “giovani contro le mafie” organizziamo eventi con magistrati e giornalisti, realizziamo cortometraggi ed interviste,… per cercare di sensibilizzare, perché se non si conosce un fenomeno non si è in grado di fronteggiarlo e di combatterlo adeguatamente.

Come vivono oggi i giovani a Reggio Emilia?

L’indifferenza prevale, molti (ma non tutti!) si disinteressano di ciò che accade al di fuori della loro vita, pensano più all’oggi che al domani, si preoccupano molto della discoteca del sabato sera e molto poco della crisi economica che attanaglia il nostro paese. Per questo “Cortocircuito” da ampio spazio ai temi d’attualità, apparentemente distanti, ma in realtà a due passi da noi.

Cosa cambiereste?

Nella nostra città mancano spazi di aggregazione libera, dove i giovani possano incontrarsi senza essere subordinati alle logiche del consumo. Un luogo dove i giovani possano suonare, dove si possano organizzare dibattiti e concerti in modo autonomo. L’unico esperimento che va in questa direzione è “La Gabella” di via Roma, spazio che utilizziamo per numerosi eventi.

Progetti futuri di Cortocircuito?

Innanzitutto abbiamo appena stilato cinque semplici azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie, vi invitiamo a leggerle sul nostro blog. Stiamo anche realizzando un nuovo cortometraggio per la giornata della Memoria, per cercare di combattere un revisionismo storico che negli ultimi anni si è fatto sempre più forte. Inoltre abbiamo in programma una nuova tappa del progetto “Malainformazione –la scomparsa dei fatti”, che si pone l’obbiettivo di cercare di demolire numerosi luoghi comuni trasmessi dall’informazione di massa. Infine, il 1° Febbraio aspettiamo nella nostra città l’ex pm di “Mani Pulite” Gherardo Colombo.

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    9 Responses to “Reggionelweb intervista Cortocircuito”

    1. Guido Says:

      secondo me dovreste far conoscere maggiormente certe ingiustizie che regnano nel mondo della scuola, ve lo dice uno che fino all’anno scorso era alle superiori. Purtroppo a volte certi professori fanno dei veri e propri danni nella vita di un ragazzo e della sua famiglia.

    2. Jenko Says:

      a tutti quei soloni reggiani che credono di insegnare ai giovani come ci si de comportare.Godooooo!!!!

    3. Davide Valeriani Says:

      Bravi ragazzi e grazie di tutto quello che fate!

    4. Fabrizio Molteni Says:

      @jenko concordo, poi si percepisce freschezza in ciò che fanno con Cortocircuito.

    5. Pioggia Says:

      a me sembrate di sinistra, nonostante la pappardella che siete apolitici, traspare palesemente da che parte state. voglio vedere se uno volesse scrivere un articolo con il potere economico degli ebrei nel mondo…cosa fate? Lo pubblicate? anche i commenti successivi?

    6. Roberto R Says:

      i vostri principi sono sani, sanissimi, ma se foste una testata vera e propria farebbero di tutto per mettervi la museruola.

    7. Studente Liceo Classico Says:

      @guido ok per batostare quelli che se lo meritano, ma anche valorizzare quei professori che fanno dell’insegnamento una missione di vita. e per fortuna che ce ne sono ancora…

    8. Cortocircuito Says:

      Innanzitutto grazie mille a tutti per i commenti!!!

      @pioggia certo, pubblicheremmo qualsiasi articolo e commento, ma subito sotto scriveremmo il parere chiaro e netto della redazione. E cercheremmo un confronto sulle idee, non sulle ideologie.

      @guido se conosci casi specifici di ingiustizia nella scuola segnalaceli, grazie

      La Redazione di Cortocircuito

      scrivi@cortocircuito.re.it

    9. Davide Valeriani Says:

      @pioggia Perché, la lotta alla mafia è una battaglia di sinistra? A me pare che di mafiosi ce ne siano a destra come a sinistra…