Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio
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“Rubano lavoro agli italiani, aumentano la delinquenza, sono un costo”, questi sono solo alcuni dei diffusissimi luoghi comuni sul fenomeno dell’immigrazione, raccolti con delle interviste lungo la strada, da cui prende forma il cortometraggio “Noborder, senza confini”. Il documentario fornisce anche uno spaccato di una zona della città -il quartiere della stazione- fortemente cambiata negli ultimi decenni in relazione al fenomeno della migrazione. Partendo dai dati dell’Istat, del Ministero degli Interni e della Banca d’Italia, il cortometraggio cerca di fornire utili spunti di riflessione sul fenomeno, senza negare i problemi di convivenza comunque esistenti e che sono fisiologici in un contesto sociale in forte mutamento.
Il documentario è stato realizzato dalla redazione del giornalino studentesco Cortocircuito, nell’ambito di “Noborder”, progetto della Provincia di promozione della comunicazione interculturale attraverso l’uso dei nuovi media, rivolto agli studenti delle scuole superiori di Reggio Emilia.
La Redazione di Cortocircuito
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Vedi anche:
- Video-inchiesta: il parmigiano reggiano grazie agli indiani
- Malainformazione: i luoghi comuni dell’informazione, ovvero la scomparsa dei fatti (video)
- Stranieri vittime dell’ignoranza (articolo)
- “Padroni di niente ma servi di nessuno”. L’immigrazione figlia delle politiche coloniali by Matteo Davoli (articolo)
Tags: cortocircuito, cortometraggio, giornalino, immigrati, immigrazione, interculturalità, interviste, luoghi comuni immigrazione, provincia, reggio emilia, scuole, stazione, studentesco, via turri





maggio 26th, 2011 at 6:24 pm
veramente complimenti ragazzi……
luglio 8th, 2011 at 7:53 pm
Complimenti.
luglio 11th, 2011 at 9:34 pm
Grazie mille! Ci fanno molto piacere i vostri messaggi di apprezzamento!!
A presto, la Redazione
luglio 12th, 2011 at 1:26 pm
Dobbiamo aggiungere il nome di “Greta Perrotta” nelle persone che hanno collaborato alla realizzazione del cortometraggio.
Ci scusiamo per la dimenticanza!
A presto, la Redazione di Cortocircuito
ottobre 27th, 2011 at 1:04 pm
Salve! Volevo farvi i complimenti per il vostro
cortometraggio sul tema dell’immigrazione. Credo che sia
il più bel documento realizzato su questo tema a Reggio,
che supera di gran lunga quello di giornali e televisioni
locali. Il cortometraggio ha il merito di dare voce alle
persone e mostrare la realtà senza filtri, ma al tempo
stesso non rinuncia a ragionare e offrire una chiave di
lettura. Cordiali Saluti
ottobre 27th, 2011 at 4:10 pm
Grazie mille per i complimenti! Ci fa davvero molto piacere e ci incoraggia ad andare avanti.
La Redazione di Cortocircuito
gennaio 22nd, 2012 at 2:32 pm
molto interessante il video e mi sembra anche sviluppato bene.
ciò che non capisco mai bene è come si possa parlare degli immigrati in maniera così economica. quel che dice Riccardo Staglianò è sicuramente vero e molto utile per convincere dell’utilità dei migranti. ma è lì che vogliamo fermarci? non vi sembra una forma di razzismo -sicuramente più soave- pensare allo straniero come a un beneficio e parlare di lui come una cifra, un dato o un introito? raramente se ne considerano i bisogni, i desideri e le abitudini. l’immigrato resta comunque colui che “può” entrare se porta ricchezza, quest’ottica non sta cambiando purtroppo.
grazie per il lavoro che fate a nome di tutti
gennaio 22nd, 2012 at 2:52 pm
Grazie per aver lasciato il tuo commento Silvia!
Purtroppo non tutti hanno empatia verso l’altro, invece tutti guardano al proprio portafoglio, per questo sarebbe poco fruttuoso cercare di convincere gli altri che il confronto con culture diverse è bello di per sé. Invece purtroppo la paura è una dotazione di serie che tutti gli uomini hanno. Questo è il motivo per cui i nostri cortometraggi sull’argomento partono tutti dai dati inconfutabili dell’Istat, del Ministero degli Interni, ecc. Però, come dimostrano le nostre interviste lungo la strada, la maggior parte dei nostri coetanei continua a pensare che l’immigrato ruba lavoro agli italiani, delinque ed è un costo per lo stato. Questa distorsione della realtà -a causa dei diffusissimi luoghi comuni- secondo noi e’ il primo punto da combattere; solo una volta che la verità basata sui dati sarà condivisa da tutti potremo affrontare meglio il tema anche da un punto di vista ‘umano’.
La Redazione di Cortocircuito