Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio sull’immigrazione (partendo dai luoghi comuni)

 

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“Rubano lavoro agli italiani, aumentano la delinquenza, sono un costo”, questi sono solo alcuni dei diffusissimi luoghi comuni sul fenomeno dell’immigrazione, raccolti con delle interviste lungo la strada, da cui prende forma il cortometraggio “Noborder, senza confini”.  Il documentario fornisce anche uno spaccato di una zona della città – il quartiere della stazione  fortemente cambiata negli ultimi decenni in relazione al fenomeno della migrazione. Partendo dai dati dell’Istat, del Ministero degli Interni e della Banca d’Italia, il cortometraggio cerca di fornire utili spunti di riflessione sul fenomeno, senza negare i problemi di convivenza comunque esistenti e che sono fisiologici in un contesto sociale in forte mutamento.

Il documentario è stato realizzato dalla redazione del giornalino studentesco Cortocircuito, nell’ambito di “Noborder”, progetto della Provincia di promozione della comunicazione interculturale attraverso l’uso dei nuovi media, rivolto agli studenti delle scuole superiori di Reggio Emilia.

Cortometraggio della redazione di Cortocircuito. Realizzato da Elia Minari (coordinamento e regia), Federico Marcenaro (riprese), Riccardo Pelli (voce narrante), Nuccia Ciambrone, Greta Perrotta, Matteo Davoli, Giulia Domenichini, Anna Lusuardi, Marco Melloni, Davide Gaudiero, Marco Pisi, Roberto Rossi, Cesare Vezzani, Francesco Garuti, Alberto Zuccoli, Laura Malfeo, Gabriele Guidetti, Federico Berardino, Elias Lonidetti, Davide Belli, Francesco Giglioli.

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Vedi anche:

– Video-inchiesta: il parmigiano reggiano grazie agli indiani
– Malainformazione: i luoghi comuni dell’informazione, ovvero la scomparsa dei fatti (video)
– Stranieri vittime dell’ignoranza (articolo)
– “Padroni di niente ma servi di nessuno”. L’immigrazione figlia delle politiche coloniali by Matteo Davoli (articolo)

(4 Maggio 2011)

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    8 Responses to “Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio sull’immigrazione (partendo dai luoghi comuni)”

    1. Mauro Says:

      veramente complimenti ragazzi……

    2. Riccardo Staglianò Says:

      Complimenti.

    3. Cortocircuito Says:

      Grazie mille! Ci fanno molto piacere i vostri messaggi di apprezzamento!!

      A presto, la Redazione

    4. Cortocircuito Says:

      Dobbiamo aggiungere il nome di “Greta Perrotta” nelle persone che hanno collaborato alla realizzazione del cortometraggio.

      Ci scusiamo per la dimenticanza!

      A presto, la Redazione di Cortocircuito

    5. Luca Says:

      Salve! Volevo farvi i complimenti per il vostro
      cortometraggio sul tema dell’immigrazione. Credo che sia
      il più bel documento realizzato su questo tema a Reggio,
      che supera di gran lunga quello di giornali e televisioni
      locali. Il cortometraggio ha il merito di dare voce alle
      persone e mostrare la realtà senza filtri, ma al tempo
      stesso non rinuncia a ragionare e offrire una chiave di
      lettura. Cordiali Saluti

    6. Cortocircuito Says:

      Grazie mille per i complimenti! Ci fa davvero molto piacere e ci incoraggia ad andare avanti.

      La Redazione di Cortocircuito

    7. Silvia Says:

      molto interessante il video e mi sembra anche sviluppato bene.
      ciò che non capisco mai bene è come si possa parlare degli immigrati in maniera così economica. quel che dice Riccardo Staglianò è sicuramente vero e molto utile per convincere dell’utilità dei migranti. ma è lì che vogliamo fermarci? non vi sembra una forma di razzismo -sicuramente più soave- pensare allo straniero come a un beneficio e parlare di lui come una cifra, un dato o un introito? raramente se ne considerano i bisogni, i desideri e le abitudini. l’immigrato resta comunque colui che “può” entrare se porta ricchezza, quest’ottica non sta cambiando purtroppo.
      grazie per il lavoro che fate a nome di tutti

    8. Cortocircuito Says:

      Grazie per aver lasciato il tuo commento Silvia!
      Purtroppo non tutti hanno empatia verso l’altro, invece tutti guardano al proprio portafoglio, per questo sarebbe poco fruttuoso cercare di convincere gli altri che il confronto con culture diverse è bello di per sé. Invece purtroppo la paura è una dotazione di serie che tutti gli uomini hanno. Questo è il motivo per cui i nostri cortometraggi sull’argomento partono tutti dai dati inconfutabili dell’Istat, del Ministero degli Interni, ecc. Però, come dimostrano le nostre interviste lungo la strada, la maggior parte dei nostri coetanei continua a pensare che l’immigrato ruba lavoro agli italiani, delinque ed è un costo per lo stato. Questa distorsione della realtà -a causa dei diffusissimi luoghi comuni- secondo noi e’ il primo punto da combattere; solo una volta che la verità basata sui dati sarà condivisa da tutti potremo affrontare meglio il tema anche da un punto di vista ‘umano’.

      La Redazione di Cortocircuito