«Favia ha sbagliato». Il capogruppo reggiano dei 5 stelle Olivieri interviene sulle interviste a pagamento e fa autocritica: «dovevamo controllare meglio, è stata anche una mia carenza»

Il bolognese Giuseppe Favia e Beppe Grillo

[articolo pubblicato come notizia d'apertura sul nuovo quotidiano "Prima Pagina Reggio" il 17 Agosto 2012]

«Sono stupito ed amareggiato», il consigliere reggiano del Movimento 5 Stelle Matteo Olivieri commenta così la vicenda che in questi giorni sta scuotendo il palazzo della Regione Emilia Romagna. Al centro della polemica le apparizioni televisive degli eletti di via Aldo Moro. Alcuni consiglieri avrebbero pagato dai 200 ai 500 euro, prelevati dalle risorse pubbliche, per 60 minuti di diretta nelle tv locali. Le emittenti regionali coinvolte sarebbero 7Gold ed E’ tv: quest’ultima nega tutto, invece 7Gold conferma.

Nella vicenda sono coinvolti esponenti di ogni colore politico, dal Pdl a Sel. Anche se nella bufera è finito soprattutto il Movimento 5 Stelle, che si è sempre detto attento a come vengono spesi i soldi dei cittadini. E che da sempre si proclama paladino dell’informazione in rete. Il consigliere emiliano del M5S Giovanni Favia ha ammesso di avere stipulato un contratto di 200 euro a trasmissione per apparire in alcune emittenti locali. Ed ha rivendicato la sua scelta: «Continuerò a pagare per andare in tv fino a quando l’informazione non sarà libera». Di tutt’altro avviso Beppe Grillo, che ieri sul suo blog ha scritto laconico: «Pagare per andare in tv è come pagare per andare al proprio funerale, anche se è certamente lecito». Sulla stessa linea anche il consigliere reggiano Matteo Olivieri, che non usa mezzi termini nel giudicare il comportamento del collega bolognese.

Olivieri, lo sapeva che Favia utilizzava soldi pubblici per andare nelle tv della nostra regione?

Purtroppo non ne ero a conoscenza. E devo essere sincero: sono stupito ed amareggiato. Favia lo conosco da tanti anni, è un validissimo rappresentante del nostro movimento, ma questo volta bisogna ammetterlo: ha fatto un errore. Il M5S ha dimostrato che è possibile fare politica a costi bassissimi, a Reggio siamo i capofila: stampiamo i volantini grazie alle offerte dei simpatizzanti e rinunciamo ai rimborsi della sala del Tricolore.

Quindi questa volta il M5S non è stato trasparente?

Favia ha dichiarato che l’aveva pubblicato sul sito internet regionale del Movimento, nel quale vengono rese note tutte le spese che i consiglieri fanno ed i loro stipendi. Sapevamo che una piccola somma dei soldi che la regione mette a disposizione dei gruppi consiliari viene utilizzata per la comunicazione, certo non credevo che si trattasse di ospitate in tv a pagamento. E’ stata una mia carenza, e di tutti gli altri eletti, non controllare adeguatamente come venivano spesi questi soldi.

Sul sito però non c’è scritto che venivano utilizzati per pagare delle ospitate in tv.

In effetti andava spiegato meglio. Sicuramente si è trattato di un gesto inopportuno.

Il reggiano Matteo Olivieri e Beppe Grillo

Favia dovrebbe quindi fare un passo indietro?

Ogni sei mesi tutti i consiglieri del M5S rimettono il loro mandato nelle mani degli elettori che votando possono scegliere se confermare o meno i propri eletti. Valuteremo, ma questo errore non può cancellare tutte le battaglie che Favia ha portato avanti in questi anni. Una cosa però è certa: non potrà continuare a pagare per essere intervistato.

Invece lui ha dichiarato di voler proseguire «fino a quando l’informazione non sarà libera».

E’ vero che è meglio non partecipare ai talk show, in questi contenitori si privilegiano i battibecchi perché fanno salire l’audience, ma questo non giustifica il pagamento di un giornalista. Per essere chiari, lei ora è libero di farmi tutte le domande che vuole perché non è retribuito dal sottoscritto: è il tassello fondamentale dell’informazione indipendente.

Questo non è il primo errore di comunicazione in casa 5 stelle. L’intervista del neosindaco di Parma Federico Pizarotti al settimanale di gossip “Chi”, con tanto di foto insieme alla moglie, non è incoerente con la linea del Movimento?

Probabilmente si, credo che Federico se ne sia pentito. Anche se ci sono cose peggiori. Ad esempio, con questa vicenda si è nascosto il processo ad Errani che avrebbe dato un milione di euro di soldi pubblici all’azienda del fratello.

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

«Favia ha sbagliato». Il capogruppo reggiano dei 5 stelle Olivieri interviene sulle interviste a pagamento e fa autocritica: «sapevamo che venivano utilizzati fondi regionali per la comunicazione, ma dovevamo controllare meglio».

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Vedi anche:

«Un nuovo statuto per il Movimento 5 Stelle». La proposta di Olivieri dopo il caso Favia. «Decidere insieme budget e circostanze d’uscita»

Le nostre inchieste:

«Il referendum sull’acqua non sarà rispettato». Video-inchiesta nella città leader del referendum: Reggio Emilia
Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto TAV di Reggio Emilia
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    One Response to “«Favia ha sbagliato». Il capogruppo reggiano dei 5 stelle Olivieri interviene sulle interviste a pagamento e fa autocritica: «dovevamo controllare meglio, è stata anche una mia carenza»”

    1. Riccardo Versari Says:

      Bella intervista!!

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