“Padroni di niente ma servi di nessuno”. L’immigrazione figlia delle politiche coloniali

[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 21 Maggio 2011]

Credo che il problema dell’immigrazione sia un problema reale. Sicuramente il fenomeno porta con sé delle difficoltà, ma chi dice di prendere gli immigrati e buttarli fuori dall’Italia fa un discorso senza un senso logico. Credo che la presenza di immigrati, in Italia come altrove, sia il prodotto del colonialismo ieri e del neo-colonialismo oggi. Nel XVI secolo le grandi potenze europee sbarcavano nelle Americhe, in Asia e in Africa: prendevano oro e spezie schiavizzando gli aborigeni. Tutto questo, con forme e modi differenti, continua in qualche modo ancora oggi. L’Italia fa parte insieme agli altri Paesi europei e agli Stati Uniti di un consolidato sistema di multinazionali.

Storicamente il Paese colonizzatore non porta ricchezze, democrazia o cultura dove sbarca, altrimenti gli autoctoni avrebbero le risorse sociali e culturali necessarie a ribellarsi. Talvolta, specie nella storia contemporanea, ci sono esempi di popoli che si sono ribellati al dominio coloniale (o filo-coloniale), come il Cile di Salvador Allende, che arrivò ad avere una socialdemocrazia senza l’utilizzo della violenza. Ad esempio si nazionalizzò la produzione di rame (prima dell’arrivo di multinazionali americane). Il risultato? Allende morì e tutto tornò come prima.

Per questi e altri motivi un immigrato non potrà che espatriare per fuggire alla miseria in cui si ritrova. E ancora, non potrà che cercare di andare in un Paese ricco, che peraltro vive sulle spalle di un altro Paese come il suo di origine. Non ci si può lamentare dell’immigrazione ed essere razzisti nei confronti delle persone: il problema non sono loro, ma forse siamo noi, Paesi ricchi e industrializzati, che invece di aiutare i più poveri e i più deboli li sfruttiamo facendoli regredire sempre più. Ogni popolo dovrebbe essere libero in tutto e per tutto e in caso di crisi (economica o civile che sia) dovrebbe avere al suo fianco ogni altra nazione pronta ad aiutarlo: padroni di niente, servi di nessuno.

Matteo Davoli (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

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Vedi anche:

Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio
- Video-inchiesta: il parmigiano reggiano grazie agli indiani
- Stranieri vittime dell’ignoranza (articolo)

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