Prove nella Sala del Tricolore per la serata antimafia di presentazione dell’inchiesta “Non è successo niente”

 Oggi in Sala del Tricolore ambientazione con il luogo per prepararci alla serata di martedì 17 settembre 2013 alle ore 21!
Anche il montaggio della video-inchiesta sta continuando…

Aggiornamento: QUI la video-inchiesta sui roghi, le foto della proiezione in Sala del Tricolore e gli altri articoli dei quotidiani.

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L’intervista della “Gazzetta di Reggio” a Elia Minari della redazione di Cortocircuito (clicca sulla foto per allargarla):

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di Ginevra Del Bene Errico

Quaranta roghi dolosi in un anno a Reggio Emilia. A confermarlo è stato il procuratore capo del tribunale Giorgio Grandinetti, intervistato dai giovani giornalisti di Cortocircuito. E “quaranta roghi a Reggio Emilia” è il sottotitolo della video inchiesta che martedì prossimo verrà proiettata in anteprima nella Sala del Tricolore. «Siamo stati invitati dall’assessore Franco Corradini in municipio – racconta il direttore di Cortocircuito Elia Minari – per mostrare il nostro progetto. E siamo onorati di potere presentare il frutto del nostro lavoro alla città».

Come è partita la vostra indagine?

«Premesso che da sempre ci occupiamo del radicamento della ’ndrangheta a Reggio, considerando l’aumento esponenziale di incendi potenzialmente dolosi nella nostra città, abbiamo iniziato unendo i nomi e cognomi delle famiglie colpite dai roghi trovando dei collegamenti. Negli ultimi 12 mesi c’è stata un’escalation di incendi dolosi fino ad arrivare, come ci ha confermato il procuratore capo, al numero non indifferente di 40 roghi dolosi tra Reggio e provincia».

Quali sono i dati raccolti nel corso del vostro colloquio con Grandinetti?

«Innanzitutto è stato disponibilissimo nei nostri confronti e puntuale nel rispondere alle nostre sollecitazioni. Il procuratore capo Giorgio Grandinetti ci ha spiegato in maniera chiara e trasparente cosa sta succedendo, sottolineando che l’escalation degli incendi dolosi nella nostra provincia è allarmante. Nelle città vicine alla nostra, dove Grandinetti ha avuto modo di operare, non si è mai verificato un numero così elevato di roghi di probabile origine dolosa. Nelle altre realtà, gli incendi, ci ha spiegato il procuratore capo, avvenivano in misura contenuta. A Reggio i roghi sono tanti ma soprattutto, in troppi casi, gli automezzi dati alle fiamme riportano agli stessi nomi e cognomi».

Grandinetti ha parlato di “episodi mafiosi”?

«Il procuratore ha dichiarato che alcuni degli incendi potrebbero essere legati alla criminalità organizzata, e in questi casi tutti gli atti relativi sono stati tempestivamente trasmessi alla procura distrettuale di Bologna che è competente per le indagini sulla criminalità organizzata. Grandinetti infine ha precisato che pur non essendo tutti i roghi dolosi di sicura matrice mafiosa, il fenomeno non va sottovalutato».

Parlando invece con i vigili del fuoco, cosa è emerso?

«Non sempre per i vigili del fuoco è facile riscostruire ciò che è accaduto. A volte trovano la “fonte” dell’incendio come bottiglie piene di liquido infiammabile, altre volte capiscono immediatamente di trovarsi di fronte a roghi collegati uno all’altro in quanto vengono danneggiate una stessa famiglia o una stessa impresa».

Dopo questa vostra esperienza sul campo, che idea vi siete fatti?

«L’interpretazione è difficile. Sicuramente siamo preoccupati perché le vittime di questi roghi scelgono di non parlare. La risposta che spesso ci viene data anche davanti all’evidenza è “non è successo niente”. Per questo abbiamo intitolato la nostra video intervista in questo modo». E nonostante le risposte stentino ad arrivare, «Continueremo a parlare di mafia – conclude Minari – per far sì che i riflettori non si spengano. Noi non molliamo, anzi dopo le minacce ricevute siamo ancora più stimolati ad andare fino in fondo».

Ginevra Del Bene Errico

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