ReggiOnline: Costi e ritardi, la Tav sospesa tra inferno e paradiso. Il giornalino Cortocircuito ha realizzato un’inchiesta che punta a fare chiarezza

[articolo pubblicato su ReggiOnline il 19 Aprile 2012]

“I costi per la realizzazione della stazione ‘Mediopadana’ dell’Alta Velocità di Reggio non sono aumentati”. Così il sindaco di Reggio Graziano Delrio ha risposto alle domande presentate dai giovani di Cortocircuito (che ha mandato questa inchiesta, con tanto di video, ai giornali) su costi e tempi del progetto Tav in occasione della “rassegna della legalità” promossa dall’associazione antimafia Libera lo scorso 21 marzo nell’Aula Magna dell’università di Reggio. Il primo cittadino, ovviamente, si riferisce ad aumenti recenti.

Purtroppo l’origine dell’impennata dei costi si è verificata prima che Delrio insediasse con l’amministrazione precedente Spaggiari, che decise nel 2002 che la stazione non doveva essere una stazione normale (sarebbe costata 15 milioni di euro), ma che doveva essere griffata Calatrava. Questo, a partire dal 2002, fece lievitare i costi dell’intervento realizzato dal Consorzio Cepav fino ai 38,8, in un primo momento e poi fino a 79 milioni in un secondo momento (questo avvenne durante la giunta Delrio ma a quel punto l’opera non poteva più essere fermata). Dopo che il consorzio Cepav nel 2007 è uscito di scena, c’è stata una gara al ribasso che ha visto l’assegnazione dell’opera a 70 milioni di euro. Tuttavia i milioni risparmiati, secondo quanto dichiarato dal sindaco, saranno utilizzati per opere accessorie, portando di nuovo il costo della stazione a 79 milioni di euro. E’ quindi corretto dire che il costo della stazione è passato dai 15 milioni iniziali a 79 milioni di euro (considerando i costi accessori).

Le delibere comunali e gli atti ufficiali, spulciati dalla redazione del giornalino studentesco Cortocircuito, confermano quanto accaduto. Mauro Del Bue, assessore della giunta Delrio ed ex sottosegretario alle Infrastrutture, riferendosi alla stazione dell’Alta Velocità, quando era sottosegretario del governo Berlusconi e non ancora assessore al Comune di Reggio, scrisse: “Vi è stata una costante lievitazione dei costi (interrogazione parlamentare del 24 luglio 2006)”.

E i tempi? “Nel nostro contratto c’era scritto che doveva essere consegnato tutto nel 2009, stazione compresa”, ha spiegato Alessandro Gandino, ex responsabile pubbliche relazioni del presidio informativo di Cepav, il consorzio di imprese che fino al 2007 si è occupato della realizzazione della linea ferroviaria Tav e delle opere connesse nella tratta Milano-Bologna. Gandino, intervistato dalla redazione di Cortocircuito – ha inoltre evidenziato l’esistenza di eccessive catene di subappalti: “C’è un mondo che ci ha mangiato. Non sto parlando di corruzione, ma di parassitismo puro”. Gandino ha rivelato poi che anche lui non era pagato in modo diretto, ma attraverso una serie si subappalti che ovviamente gonfiavano in modo consistente i costi.

Il giornalino studentesco ha approfondito tutte queste tematiche ricavandone un’inchiesta che si sviluppa su due piani: nella prima parte c’è l’intervista al sindaco Delrio che parla della “MedioPadana” oltre alla storia che ha portato alla posa della prima pietra e a quanto ne è conseguito. Un secondo video, invece, parla del progetto Tav nel suo complesso: dal costo dei ponti di Calatrava alla pensilina del casello autostradale, dalle infiltrazioni mafiose denunciate anche da Roberto Saviano alla mancanza di trasparenza per l’assenza di gare d’appalto regolari, come accade in tutto il resto d’Europa e come lo stesso Delrio ricorda.

QUI la video-inchiesta e gli altri articoli collegati

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