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4 nuovi video per la legalità, contro le mafie

domenica, dicembre 11th, 2011

Pubblichiamo quattro video che documentano alcune attività da noi recentemente realizzate:

- Il primo video documenta alcuni estratti dell’incontro pubblico del 29 Novembre 2011 ad Albinea (RE) con Nicola GratteriProcuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, ed Antonio Nicasostudioso e scrittore, nonché uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale.
Nel video il Procuratore Gratteri spiega, portando il chiaro esempio di un supermercato della ‘ndrangheta, di come “le mafie non producano ricchezza e neppure lavoro“. Inoltre il Prof. Nicaso ci mette in guardia: “in Italia le mafie non le abbiamo mai combattute, perché non abbiamo mai voluto combatterle”, abbiamo combattuto solo la “macelleria criminale”, i poveracci, aggiungendo “chi ancora può credere che il capo della mafia sia Totò Rina o Bernardo Provenzano? .. se questi fossero stati i capi della mafia li avremmo già distrutti da tanto tempo”.
Inoltre chiariscono “i mafiosi quando sono venuti al nord sono entrati in certi ambiti perché qualcuno ha aperto loro la porta, perché qualcuno non ha saputo dire no ai soldi e ai voti delle mafie”.
L’incontro è stato introdotto da Elia Minari del Giornalino studentesco Cortocircuito e dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. Noi continueremo a combattere le mafie prendendo parola e utilizzando lo strumento della cultura, unica pistola sfuggita dalle mani della mafia. QUI il video.

- Il secondo video: brevi discorsi improvvisati di Nuccia Ciambrone ed Elia Minari per presentare le attività dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie” e del Giornalino studentesco Cortocircuito, in occasione della serata “In-patto” del 5 Novembre 2011 in piazza Martiri del 7 Luglio a Reggio Emilia. Evento organizzato insieme al gruppo “Quanto Basta”. QUI il video.

- Il terzo video è l’intervista -da noi realizzata- a Piercamillo Davigoex pm del pool “Mani Pulite” e uno dei massimi esperti di corruzione. Attualmente è Giudice alla Corte Suprema di Cassazione. QUI il video.

- Infine, il quarto, è un video shock: dopo aver inaugurato la targa in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ai Giardini di Reggio Emilia, ci si avvicina un ragazzo originario della Sicilia che ci dice “Provenzano faceva lavorare i giovani, faceva solo appalti.” Ma la realtà è molto diversa… Come ci ha spiegato più volte il Procuratore Antimafia di Reggio Calabria Gratteri, nella mafia -se si entra poveri- se ne esce morti o morti di fame. Inoltre la mafia quando ti dà un lavoro ti toglie tutto il resto: i diritti, e soprattutto la dignità. QUI il video.

Tutte le riprese sono state fatte da Federico Marcenaro del Giornalino studentesco Cortocircuito.

La Redazione di Cortocircuito

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Vedi anche:

5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
- Giovani per la legalità: libro + dvd
- Video-intervista a Nicola Gratteri, Procuratore Antimafia di Reggio Calabria
- Intervista a Antonio Nicaso, esperto internazionale di ‘ndrangheta

(11 Dicembre 2011)

Intervista a Davigo, uno dei massimi esperti di corruzione

domenica, dicembre 19th, 2010

Piercamillo Davigo da noi intervistato

(clicca qui per vedere il video di questa intervista)

Piercamillo Davigo ha iniziato la sua carriera come giudice presso il Tribunale di Vigevano; poi è divenuto Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Milano, dove si è occupato prevalentemente di reati finanziari, societari e contro la Pubblica Amministrazione. In questo contesto ha fatto parte del pool “Mani Pulite”, insieme ai colleghi Gherardo Colombo, Antonio Di Pietro, Gerardo D’Ambrosio, Francesco Borrelli, Ilda Boccassini, Armando Spataro. Successivamente è divenuto Consigliere della Corte d’Appello di Milano. Ora ricopre il ruolo di Giudice alla Corte Suprema di Cassazione. Davigo attualmente è considerato uno dei massimi esperti di corruzione nel nostro paese.

- Iniziamo da una questione che tutti gli italiani si chiedono: come mai in Italia i processi durano così tanto?

La ragione principale è che ce ne sono troppi, noi facciamo dieci volte più processi della Gran Bretagna con gli stessi soldi, la maggior parte dei processi sono per reati che si potrebbero tranquillamente non perseguire, si tratta di reati che potrebbero essere soppressi. Questo però intasa gli apparati giudiziari e impedisce di fare i processi rapidamente, è come quando c’è un ingorgo: se ci sono troppe macchine su una strada il traffico non circola più.

- L’organizzazione “Transparency International”, che calcola il livello di percezione della corruzione, colloca l’Italia al penultimo posto in Europa e dopo numerosi paesi africani a livello mondiale. Secondo lei cosa bisognerebbe fare in concreto per combattere questa vera e propria piaga italiana: la corruzione?

Davigo con la toga da magistrato

Innanzitutto controllare molto meglio di quanto si possa fare oggi le riserve occulte, cioè intervenire con norme serie sulle falsità contabili. Dopo la vicenda Enron negli Stati uniti hanno stabilito che gli amministratori delle società vadano in tribunale a giurare che il bilancio è vero, se è falso li perseguono per pergiuri che comporta 25 anni di prigione. Da noi il falso in bilancio è stato trasformato in una contravvenzione che di solito si prescrive prima che il processo sia finito.

- Come mai, secondo lei, non si riesce a combattere la corruzione? Non c’è la volontà politica?

Non credo ci sia, negli ultimi 15 anni è stato fatto molto poco per rendere più facile la scoperta e la repressione di questi reati, è stato fatto molto per impedire i processi per questi reati. Ciò è stato fatto ad ampio spettro, da tutti gli schieramenti politici. continua a leggere …