Posts Tagged ‘intervista’

Incontro con Giovanni Impastato, il video

sabato, gennaio 21st, 2012

Pubblichiamo un video di sintesi dell’incontro pubblico con Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, giornalista e attivista ucciso dalla mafia.

L’evento, che si è tenuto il 25 Maggio 2011 nella centralissima Piazza Casotti, è stato un successo di pubblico.

L’incontro, promosso in collaborazione con il Consorzio Romero e Gabella, è stato condotto da Elia Minari del giornalino studentesco Cortocircuito e dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. L’assessore Franco Corradini del Comune di Reggio Emilia ha fatto i saluti iniziali.

Nostro padre e i suoi fratelli, tutti mafiosi” ci ha spiegato Giovanni Impastato “erano per noi delle figure protettive, ma tutto finisce quando lo zio Manzella viene ucciso”, “lì Peppino inizia a riflettere”. L’incontro si è concluso con l’elenco – commovente anche per Impastato – di tutti i giornalisti uccisi.

La Redazione di Cortocircuito

 

 

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Qui la foto completa

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Leggi anche:

5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
Giovani per la legalità: libro + dvd

Video-inchiesta: il Parmigiano Reggiano grazie agli indiani

giovedì, dicembre 15th, 2011

Se non visualizzi il video clicca qui.

L’intera filiera produttiva del Parmigiano Reggiano, simbolo di Reggio Emilia nel mondo, oggi è quasi esclusivamente nelle mani degli immigrati, in particolare indiani.
Siamo andati ad intervistare Graziano Salsi, Presidente della cooperativa CILA di Novellara, una delle più grandi aziende agricole di allevamento di bovini dell’Emilia Romagna e uno dei lavoratori indiani di questa cooperativa.

Il video mostra l’integrazione economica e culturale della comunità indiana che vive e lavora nella bassa reggiana. Un valido esempio è il tempio indiano Sikh di Novellara (RE), il più grande in Italia e il secondo in Europa.
Questo cortometraggio è stato realizzato in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia nell’ambito del progetto europeo SPARDA, che ci ha permesso di vedere la nostra città sotto un’altra prospettiva. L’inchiesta è stata realizzata da Mariangela Santucci, Chiara Cigarini e Elia Minari, con la collaborazione di Gianluigi Iembo.

La Redazione del giornalino studentesco Cortocircuito

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Vedi anche:

- Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio sull’immigrazione (partendo dai luoghi comuni)
- Il futuro del Parmigiano Reggiano è in mano ai Sikh (articolo)
- Malainformazione: i luoghi comuni dell’informazione, ovvero la scomparsa dei fatti (video)
- Stranieri vittime dell’ignoranza (articolo)
- “Padroni di niente ma servi di nessuno”. L’immigrazione figlia delle politiche coloniali by Matteo Davoli (articolo)

(15 Dicembre 2011)

Intervista flash a Travaglio sulla trattativa mafia-politica

giovedì, dicembre 15th, 2011

Dopo aver realizzato una video-intervista completa sulla libertà d’informazione (vedi qui) abbiamo ricontattato il giornalista Marco Travaglio per un’altra intervista, questa volta molto breve, sulla famosa trattativa mafia-politica. Sullo stesso argomento abbiamo intervistato anche il Procuratore Antimafia di Palermo Antonio Ingroia, titolare di molti processi legati alle stragi del ’92 (vedi qui).

- Se una trattativa tra Stato e mafia vi fu, secondo lei chi coinvolse nell’ambito della politica?

Aspettiamo che ce lo dica la magistratura. Si parla di più trattative, una fatta dai governi ultimi di Pentapartito: Amato e Ciampi, non da tutti i governi ma da elementi di quei due governi e un’altra fatta da quelli che sono venuti dopo: Berlusconi, Dell’Utri, ecc. Se poi si troveranno le prove di reati ovviamente le procure di Caltanissetta, Palermo e Firenze ci stanno lavorando.

- A proposito del senatore Marcello Dell’Utri, come rientra nella trattativa?

Dell’Utri ha una condanna in appello per mafia, quindi è uno che per trent’anni è stato il referente presso la mafia per conto di Berlusconi. Se poi inventa un partito nel ‘93 credo che la mafia è contenta, no?

- Grazie mille per la disponibilità. E’ stato un grandissimo piacere.

Intervista realizzata dalla Redazione di Cortocircuito. Di questa intervista, come di tutte le altre, abbiamo la registrazione audio integrale.

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Leggi anche:

- Intervista al giornalista Marco Travaglio sull’informazione in Italia
- 5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri

4 nuovi video per la legalità, contro le mafie

domenica, dicembre 11th, 2011

Pubblichiamo quattro video che documentano alcune attività da noi recentemente realizzate:

- Il primo video documenta alcuni estratti dell’incontro pubblico del 29 Novembre 2011 ad Albinea (RE) con Nicola GratteriProcuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, ed Antonio Nicasostudioso e scrittore, nonché uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale.
Nel video il Procuratore Gratteri spiega, portando il chiaro esempio di un supermercato della ‘ndrangheta, di come “le mafie non producano ricchezza e neppure lavoro“. Inoltre il Prof. Nicaso ci mette in guardia: “in Italia le mafie non le abbiamo mai combattute, perché non abbiamo mai voluto combatterle”, abbiamo combattuto solo la “macelleria criminale”, i poveracci, aggiungendo “chi ancora può credere che il capo della mafia sia Totò Rina o Bernardo Provenzano? .. se questi fossero stati i capi della mafia li avremmo già distrutti da tanto tempo”.
Inoltre chiariscono “i mafiosi quando sono venuti al nord sono entrati in certi ambiti perché qualcuno ha aperto loro la porta, perché qualcuno non ha saputo dire no ai soldi e ai voti delle mafie”.
L’incontro è stato introdotto da Elia Minari del Giornalino studentesco Cortocircuito e dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. Noi continueremo a combattere le mafie prendendo parola e utilizzando lo strumento della cultura, unica pistola sfuggita dalle mani della mafia. QUI il video.

- Il secondo video: brevi discorsi improvvisati di Nuccia Ciambrone ed Elia Minari per presentare le attività dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie” e del Giornalino studentesco Cortocircuito, in occasione della serata “In-patto” del 5 Novembre 2011 in piazza Martiri del 7 Luglio a Reggio Emilia. Evento organizzato insieme al gruppo “Quanto Basta”. QUI il video.

- Il terzo video è l’intervista -da noi realizzata- a Piercamillo Davigoex pm del pool “Mani Pulite” e uno dei massimi esperti di corruzione. Attualmente è Giudice alla Corte Suprema di Cassazione. QUI il video.

- Infine, il quarto, è un video shock: dopo aver inaugurato la targa in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ai Giardini di Reggio Emilia, ci si avvicina un ragazzo originario della Sicilia che ci dice “Provenzano faceva lavorare i giovani, faceva solo appalti.” Ma la realtà è molto diversa… Come ci ha spiegato più volte il Procuratore Antimafia di Reggio Calabria Gratteri, nella mafia -se si entra poveri- se ne esce morti o morti di fame. Inoltre la mafia quando ti dà un lavoro ti toglie tutto il resto: i diritti, e soprattutto la dignità. QUI il video.

Tutte le riprese sono state fatte da Federico Marcenaro del Giornalino studentesco Cortocircuito.

La Redazione di Cortocircuito

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Vedi anche:

5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
- Giovani per la legalità: libro + dvd
- Video-intervista a Nicola Gratteri, Procuratore Antimafia di Reggio Calabria
- Intervista a Antonio Nicaso, esperto internazionale di ‘ndrangheta

(11 Dicembre 2011)

La realtà distorta e capovolta dai luoghi comuni

martedì, novembre 22nd, 2011

Per luoghi comuni spesso si intende “i giovani di oggi non sono come quelli di una volta” o “le donne non sanno guidare”. In questo articolo invece quando parliamo di luoghi comuni non ci riferiamo a queste stupide frasi fatte, ma ai luoghi comuni frutto di un’informazione distorta, che finisce spesso per capovolgere la realtà, offuscando i fatti ed i dati.

L’opinione pubblica risulta confusa da questo tornado mediatico formandosi opinioni del tipo “gli incidenti stradali mortali negli ultimi trent’anni sono aumentati”, “la maggior parte degli immigrati arriva in Italia via mare con i barconi” o “siamo tutti intercettati”. Queste sono solo alcune delle numerose risposte che abbiamo raccolto ponendo alcune semplici domande a qualche persona intervistata lungo la strada. Quasi sempre, la gente è sicura delle risposte che dà a questo genere di domande, non avendo alcun tipo di dubbio o di esitazione; invece spesso queste risposte sono sbagliate, a volte corrispondono addirittura all’opposto della realtà. Vediamo alcuni esempi.

Gli incidenti stradali mortali negli ultimi trent’anni sono aumentati o diminuiti in Italia? La risposta unanime è stata: “Aumentati!” Una ragazza ci ha spiegato meglio “sono aumentati a causa di alcool e droghe”. Sembra incredibile, ma la realtà è diversa: nel 1980 i morti sulle strade furono 8537, nel 2009 -nonostante l’aumento esponenziale delle auto- sono stati la metà.

E’ vero che la presenza di immigrati aumenta la delinquenza? ”Alla grande!”, così hanno esordito alcuni ragazzi intervistati che non sembrano avere dubbi sull’argomento. I dati però dicono altro: infatti, nonostante la presenza di immigrati in Italia negli ultimi 20 anni sia aumentata vertiginosamente e più di ogni altro Paese europeo (dal 1998 al 2008 la crescita è stata del 246%, fonte Istat), la delinquenza non è aumentata sostanzialmente. Un sondaggio Istat-Ministero degli Interni mostra che nel 2003 si sono commessi lo stesso numero di crimini del 1996 e nel 2007 il numero di reati è stato simile al 1991 continua a leggere …

La notizia dell’assoluzione del senatore Andreotti mi riempie di gioia

martedì, novembre 22nd, 2011

Dopo aver parlato della malainformazione, averne spiegato i meccanismi che vi sono alla base e aver elencato alcuni clamorosi luoghi comuni che ne sono derivati (vedi qui), analizziamo un caso emblematico di malainformazione. Si tratta di una vicenda di cui tutti dovrebbero essere a conoscenza, ma purtroppo non è così. Stiamo parlando di uno dei più importanti e longevi politici italiani, il sette volte Presidente del Consiglio e attuale senatore a vita Giulio Andreotti.

Il 15 ottobre 2004 la Corte di Cassazione pronuncia l’ultima parola sul processo a carico di Andreotti, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa dalla Procura di Palermo. L’ultimo grado di giudizio non fa altro che confermare la sentenza di appello del 2 maggio 2003:

La corte […] dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere, […] commesso fino alla primavera del 1980, per essere lo stesso reato estinto per prescrizione.

Il testo è inconfutabile, di una chiarezza cristallina. Andreotti non è stato assolto. Il più volte presidente del Consiglio ha commesso il reato di associazione per delinquere fino alla primavera del 1980, solo che dopo 23 anni non è più punibile. Non passa molto tempo che scatta l’orgia delle dichiarazioni dei politici e questa semplice verità è soffocata dalla parole. Siamo andati a ripescare alcune dichiarazioni rilasciate all’agenzia Ansa quel giorno:

La notizia dell’assoluzione del senatore a vita Giulio Andreotti mi riempie di gioia anche se non mi coglie di sorpresa, perché da sempre sono stato convinto assertore della sua innocenza. Clemente Mastella

Mi sembra una buona notizia, mi fa molto piacere. Romano Prodi

Desidero esprimere al presidente Andreotti affettuosa solidarietà. Finisce un’odiosa persecuzione. Francesco Storace continua a leggere …

News ottobre-novembre

martedì, ottobre 25th, 2011

- Nel capitolo IV del nuovo libro ‘Il secolo lungo‘ di Margherita Hack e’ stato pubblicato integralmente il testo dell’intervista che Cortocircuito ha fatto alla famosa astrofisica! QUI altre info.

- Matteo Davoli, presidente uscente della “Consulta Provinciale degli Studenti” e collaboratore fisso di Cortocircuito, ci espone la sua idea di “Oratorio laico“. QUI l’articolo.

- Sabato 5 novembre 2011 in Piazza Martiri del 7 Luglio andrà in scena “IN-PATTO“, serata dedicata al Patto “Alleanza reggiana per una società senza mafie”, con musica, interventi, video e testimonianze. L’evento è organizzato dalle associazioni “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”, “Quanto Basta”, “Giornalino studentesco Cortocircuito”, “Collettivo Locomotori”, “Libera” e “Colore”. QUI il volantino.

La Redazione di Cortocircuito

Intervista a Manfredi Borsellino, figlio di Paolo Borsellino

martedì, settembre 20th, 2011

Manfredi Borsellino con il padre e la madre

Manfredi Borsellino è figlio del famoso giudice Paolo Borsellino, ucciso con un’auto esplosiva il 19 Luglio 1992 a Palermo.
Quando Paolo Borsellino, ora simbolo mondiale della lotta contro le mafie, saltò in aria in via D’Amelio il figlio Manfredi aveva 21 anni. Manfredi Borsellino, attualmente Commissario di Polizia di Cefalù (PA), sta continuando a servire lo Stato, come fece il padre fino alla morte. Lo abbiamo contattato telefonicamente per un’intervista.

- Dopo la strage di Capaci nel ‘92, il Giudice Borsellino confessò ad Antonio Ingroia che si sentiva invecchiato di 10 anni in pochi giorni. Uno stato d’animo di cui la famiglia ebbe modo di accorgersi?

Dopo la morte di Falcone mio padre cambiò. Prima era una persona estremamente divertente, con un umorismo abbastanza spiccato: non amava prendersi sul serio e scherzava anche sulle cose più drammatiche. Dopo la strage di Capaci invece si chiuse un poco in se stesso e gradualmente, quasi a presagire la tragedia, si allontanò dalla famiglia. Fu da parte di mio padre un’operazione molto sottile. Era talmente preparato all’eventualità di essere, da un momento all’altro, vittima di un attentato che voleva prepararci al periodo successivo alla sua eventuale morte.

Lei questo quando lo comprese?*

Noi lo capimmo soltanto dopo la morte di mio padre, infatti in quei famosi 57 giorni (tra l’attentato a Falcone e quello a Borsellino, ndr) io e le mie sorelle non comprendevamo questo atteggiamento di mio padre. [...] Invece oggi siamo grati a mio padre per aver fatto in modo che noi potessimo, non solo accettare la sua morte violenta e improvvisa, ma fossimo anche preparati a sostenere tutte le difficoltà, tutti gli assalti anche indiscriminati dei mass media e dell’opinione pubblica dopo la sua morte. Malgrado io e le mie sorelle fossimo abbastanza giovani, io avevo appena 21 anni quando mio padre ci lasciò, ci ritrovammo delle persone molto più adulte dell’età che avevamo.

- Le facciamo una domanda molto “difficile”, secondo lei suo padre poteva essere salvato?

Si, credo che si poteva evitare. Si sapeva che la prossima vittima designata, dopo l’attentato a Giovanni Falcone, era mio padre. Quindi lo Stato era nelle condizioni di salvare mio padre, costringendolo o indulgendolo ad allontanarsi da Palermo con la famiglia in quei giorni drammatici successivi la strage di Capaci. Invece non arrivò nessun segnale da parte del Governo di allora. [...] E’ mia personale convinzione che se mio padre fosse stato costretto, anche contro la sua volontà, ad allontanarsi da Palermo per raggiungere una località segreta, determinati scenari sarebbero mutati velocemente e mio padre probabilmente non sarebbe stato assassinato. Però purtroppo con i se non si può cambiare il corso della storia.

- Lei ha studiato legge ed è oggi Commissario di Polizia. Quanto ha influito nella sua scelta il fatto di essere figlio di Paolo Borsellino?

Mio padre è stato magistrato, mio nonno materno è stato magistrato, mio bisnonno è stato un giudice militare: una certa aria di giustizia e di legge l’ho respirata fin da bambino. Ho voluto continuare questa strada familiare, anche se con un incarico diverso, poiché credo tantissimo nei valori della giustizia e dell’onestà. Amo a dismisura la mia terra e la città in cui vivo, ho il dovere di fare di tutto per cambiarla in meglio. Indubbiamente la scelta del lavoro è stato influenzata anche dal fatto che mio padre era quasi sempre circondato da poliziotti di scorta o da carabinieri o finanzieri che lo aiutavano nell’attività investigativa, per cui sono sempre stato attratto dal lavoro svolto da questi validissimi collaboratori di mio padre. continua a leggere …

Intervista a Beppino Englaro, padre di Eluana

martedì, maggio 24th, 2011

Beppino Englaro da noi intervistato

Beppino Englaro è padre di Eluana, ragazza che a seguito di un incidente stradale ha vissuto in stato vegetativo per 17 anni. La richiesta del padre è stata quella di interrompere l’alimentazione forzata, considerata un inutile “accanimento terapeutico”. Questo ha scatenato un notevole dibattito nel nostro paese sui temi legati alle questioni di fine vita. Dopo un lungo iter giudiziario, l’istanza del padre è stata accolta dalla magistratura per mancanza di possibilità di recupero della coscienza ed in base alla volontà della ragazza, ricostruita tramite testimonianze. Il dibattito si è poi espanso anche al Parlamento, il Premier Berlusconi ha affermato che “teoricamente Eluana avrebbe potuto avere figli”. La morte di Eluana Englaro è sopravvenuta alle 19:35 del 9 febbraio 2009 a seguito dell’interruzione della nutrizione artificiale.

- Lei ha dichiarato “La vera libertà è dentro la società”. Ci spieghi meglio.

Ne sono convintissimo, perché la vera libertà è solo dentro la società. Le proprie libertà e i propri diritti fondamentali si possono esercitare solo dentro la società, alla luce del sole.

- Perché, secondo lei, una persona, anche se è un famigliare, può scegliere della vita di un’altra persona?

No, esattamente il contrario. Io ho solo dato voce ad Eluana, ma in futuro vogliamo che siamo noi a dare voce a noi stessi, per quando non avremo più voce. continua a leggere …

Intervista a Spataro, Procuratore aggiunto di Milano

martedì, maggio 24th, 2011

Armando Spataro da noi intervistato

(clicca qui per vedere il video di questa intervista)

Armando Spataro è Procuratore aggiunto di Milano. E’ Coordinatore del Gruppo specializzato nel settore dell’antiterrorismo ed è tra i dirigenti dell’Associazione Nazionale Magistrati. Si è occupato prima di sequestri di persona e poi di terrorismo di sinistra, coordinando tutte le inchieste milanesi fino al 1989. Successivamente si è occupato di criminalità organizzata, partecipando alla Direzione Distrettuale Antimafia dal 1991, anno in cui si è costituita. Nel 1994 ha fatto parte del pool di “Mani Pulite”. Nel 1998 è stato eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Dal 2003 coordina il Dipartimento Terrorismo ed Eversione, diventando responsabile di indagini su terrorismo interno ed internazionale: in particolare quello di matrice islamica, tra cui il caso dell’imam egiziano Abu Omar.

- Le cause aperte nel nostro paese sono più di 9 milioni. Secondo lei, cosa si potrebbe e dovrebbe fare, in concreto, per snellire i tempi comunque biblici della giustizia italiana? […]

Per venire incontro alla soluzione di questi problemi si possono fare tante cose, nessuna di quelle che il governo mette in campo. Processo breve, processo lungo, legittimo impedimento, lodo Alfano, separazione delle carriere, separazione dei ruoli di Pubblico Ministero e della polizia giudiziaria: nulla per l’efficienza e i tempi della giustizia. Ciò che serve invece è semplificare il rito, il rito del processo penale negli anni si è ingolfato, perché in nome di presunte garanzie sono state immesse nell’ordinamento una serie di norme che hanno solo introdotto formalismi e non effettività della tutela dei diritti. Basti pensare alle impugnazioni, in nessun’altra parte del mondo una Corte di Cassazione ha presso di sé pendenti decine di migliaia di processi. Basti pensare alle notifiche. Basti pensare che al termine dell’indagine il Pubblico Ministero non può essere certo di averla chiusa, perché ancora esiste una fascia di attività che il difensore potrebbe chiedere allungando i tempi. Basti pensare alla prescrizione ormai così ridotta, da indurre gli avvocati, del tutto legittimamente, a tentare di allungare i processi per ottenerla. continua a leggere …

Intervista a Ingroia, Procuratore Antimafia di Palermo

martedì, aprile 19th, 2011

Antonio Ingroia da noi intervistato

(clicca qui per vedere il video di questa intervista)

Antonio Ingroia è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Si forma professionalmente a Palermo, dove nel 1987 entra nel pool di Falcone e Borsellino, quest’ultimo l’aveva espressamente voluto al proprio fianco. Sostituto procuratore a Palermo dal 1992, diviene un importante Pubblico Ministero Antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata e conduce processi molto rilevanti sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell’economia. Una delle indagini che fanno capo a lui riguarda Marcello Dell’Utri, Senatore del Pdl e cofondatore di Forza Italia, che avrebbe fatto da ponte tra mafia del sud e mondo imprenditoriale del nord. Ha recentemente ascoltato il testimone Massimo Ciancimino e il pentito Gaspare Spatuzza, le cui parole hanno fatto molto clamore a livello nazionale.

- Il 19 gennaio scorso a Castelvetrano è stata una giornata di sconfitta per la legalità. Qualcuno si è scusato per quel teatro vuoto? (Per sapere cos’è accaduto il 19 Gennaio 2011 a Castelvetrano clicca qui )

Sì, ho poi ricevuto le scuse dell’assessore regionale alla pubblica istruzione che ha organizzato una sorta di manifestazione riparatrice qualche settimana dopo, nella parco archeologico di Selinunte, con la partecipazione di tutte le scuole, inclusi i dirigenti scolastici e delle autorità. Il governo regionale ha cercato di dare una dimostrazione di attenzione, attribuendo quella aggiornata ad un difetto di comunicazione. continua a leggere …

Intervista a Colombo, ex PM del pool “Mani Pulite”

martedì, aprile 19th, 2011

Gherardo Colombo da noi intervistato

(clicca qui per vedere il video di questa intervista)

Gherardo Colombo è un ex magistrato divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme. Fondamentale fu il suo contributo anche alle indagini e ai processi nell’ambito dell’operazione “Mani pulite” che di fatto rivoluzionò la scena politica italiana: partiti storici come la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano sparirono, tanto da far parlare di un passaggio ad una Seconda Repubblica. Nel 2007 comunica le sue dimissioni da magistrato con lettera al Consiglio Superiore della Magistratura ed al Ministero della Giustizia. Da allora si impegna nell’educazione alla legalità nelle scuole, attraverso incontri con studenti di tutta Italia. Attualmente è anche Presidente della casa editrice Garzanti.

- Lei afferma spesso che è impossibile che ci sia giustizia se i cittadini non comprendono le regole, qual è il perché delle regole?

Per riuscire a capire il perché delle regole bisogna fare un percorso. Le regole non sono tutte uguali, differiscono moltissimo a seconda del contenuto: in Italia nel 1938 sono state introdotte le leggi razziali, nel 1948 è entrata in vigore la Costituzione; sono in antitesi le due cose. Quindi, per riuscire a capire che relazione esiste tra le regole e noi, è necessario andare a guardarci dentro e metterle in relazione, vedere cosa ci danno e che cosa ci tolgono. Noi viviamo in un paese la cui Costituzione garantirebbe, se fosse osservata, a tutti la stessa libertà. Questo è senz’altro positivo, però bisogna parlarne.

- Lei afferma quindi la necessità di un pensiero collettivo dal basso, però spesso invece le regole sono imposte dall’alto. Non è così?

Non sono imposte dall’alto, perché le persone che fanno le regole sono elette dai cittadini. Se ai cittadini non vanno bene le persone che fanno le regole, le cambiano. Se non c’è nessuno che, secondo i cittadini, può andar bene devono mettersi loro a far politica.

Il poll "Mani pulite": Davigo, Colombo, Borrelli, Di Pietro

- Secondo lei, come mai è sempre più conveniente eludere le regole?

Perché si guarda alla comodità del momento e non agli effettivi interessi personali.

- Se invece le regole vanno addirittura contro i principi sanciti dalla nostra Costituzionale, come deve comportarsi secondo lei un magistrato, ma anche un semplice cittadino?

I magistrati: se le leggi sono contrarie alla Costituzione le mandano alla Corte Costituzionale che poi decidere se la legge è incostituzionale, in tal caso la Corte Costituzionale la espelle dall’ordinamento. I cittadini: se le leggi si possono cambiare, come succede in un paese come il nostro, le leggi si cambiano, lo strumento è quello di cambiare le leggi. Se le leggi fossero così intrusive negativamente dei diritti fondamentali della persona, se oggi venisse emanata una legge come le leggi razziali, sarebbe -secondo me- compito del cittadino, oltre che di cercare di cambiarla, nel frattempo disattenderla. continua a leggere …

Video-intervista improvvisata all’ex brigatista Paroli

martedì, aprile 19th, 2011

Se non visualizzi il video clicca qui.

Tonino Loris Paroli è un ex operaio metalmeccanico della Lombardini di Reggio Emilia. Già nel 1970 entrò a far parte delle Brigate Rosse, fa quindi parte del “gruppo storico” dell’organizzazione terroristica di estrema sinistra. Nel 1975 venne arrestato a Torino, ha trascorso 16 anni in carcere. L’abbiamo intervistato, improvvisando le domande, a margine della presentazione del libro “Intrigo Internazionale” del giornalista Giovanni Fasanella.

La Redazione di Cortocircuito

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Leggi anche:

Intervista a Loris Paroli (testo scritto)

(19 Aprile 2011)

Video-intervista a Spataro, Procuratore aggiunto di Milano

martedì, marzo 22nd, 2011

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Armando Spataro è Procuratore aggiunto di Milano. E’ Coordinatore del Gruppo specializzato nel settore dell’antiterrorismo ed è tra i dirigenti dell’Associazione Nazionale Magistrati. Si è occupato prima di sequestri di persona e poi di terrorismo di sinistra, coordinando tutte le inchieste milanesi fino al 1989. Successivamente si è occupato di criminalità organizzata, partecipando alla Direzione Distrettuale Antimafia dal 1991, anno in cui si è costituita. Nel 1994 ha fatto parte del pool di “Mani Pulite”. Nel 1998 è stato eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Dal 2003 coordina il Dipartimento Terrorismo ed Eversione, diventando responsabile di indagini su terrorismo interno ed internazionale: in particolare quello di matrice islamica, tra cui il caso dell’imam egiziano Abu Omar.

La Redazione di Cortocircuito

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Leggi anche:

- Intervista a Armando Spataro (testo scritto)

(22 Marzo 2011)

Video-intervista a Colombo, ex PM del pool “Mani Pulite”

venerdì, marzo 18th, 2011

Se non visualizzi il video clicca qui.

Gherardo Colombo è un ex magistrato divenuto famoso per aver condotto o contribuito a inchieste celebri quali la scoperta della Loggia P2, il delitto Giorgio Ambrosoli, i processi Imi-Sir/Lodo Mondadori/Sme. Fondamentale fu il suo contributo anche alle indagini e ai processi nell’ambito dell’operazione “Mani pulite” che di fatto rivoluzionò la scena politica italiana: partiti storici come la Democrazia Cristiana e il Partito Socialista Italiano sparirono, tanto da far parlare di un passaggio ad una Seconda Repubblica. Nel 2007 comunica le sue dimissioni da magistrato con lettera al Consiglio Superiore della Magistratura ed al Ministero della Giustizia. Da allora si impegna nell’educazione alla legalità nelle scuole, attraverso incontri con studenti di tutta Italia. Attualmente è anche Presidente della casa editrice Garzanti.

La Redazione di Cortocircuito

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Leggi anche:

- 5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
- Intervista a Gherardo Colombo (testo scritto)

(18 Marzo 2011)

Video-intervista a Ingroia, Procuratore aggiunto della DDA di Palermo

giovedì, marzo 17th, 2011


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Antonio Ingroia è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Si forma professionalmente a Palermo, dove nel 1987 entra nel pool di Falcone e Borsellino, quest’ultimo l’aveva espressamente voluto al proprio fianco. Sostituto procuratore a Palermo dal 1992, diviene un importante Pubblico Ministero Antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata e conduce processi molto rilevanti sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell’economia. Una delle indagini che fanno capo a lui riguarda Marcello Dell’Utri, Senatore del Pdl e cofondatore di Forza Italia, che avrebbe fatto da ponte tra mafia del sud e mondo imprenditoriale del nord. Ha recentemente ascoltato il testimone Massimo Ciancimino e il pentito Gaspare Spatuzza, le cui parole hanno fatto molto clamore a livello nazionale.

La Redazione di Cortocircuito

P.S. Per sapere cos’è accaduto il 19 Gennaio 2011 a Castelvetrano, di cui si parla nella prima domanda, clicca qui.

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Leggi anche:

Sala vuota per Borsellino nel paese del boss, i video
5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
Intervista a Antonio Ingroia (testo scritto)

(17 Marzo 2011)

Intervista a un ricercatore di storia contemporanea

giovedì, marzo 17th, 2011

Andrea Rapini da noi intervistato

Andrea Rapini è ricercatore di storia contemporanea dell’Università di Modena e Reggio Emilia. La sua ultima pubblicazione universitaria è “Lo stato sociale”.

- Cosa l’ha spinta a fare il ricercatore, in particolare il ricercatore di storia contemporanea?

Chi decide, come me, di provare a fare ricerca nel campo della storia contemporanea certamente non è motivato da ragioni di tipo economico, perché con la ricerca in questo campo si fanno pochi soldi. Inoltre le possibilità e gli sbocchi per chi si laurea in storia contemporanea sono pochi.

Quindi direi di essere stato spinto dalla passione per lo studio e per la ricerca, oltre alla convinzione che la conoscenza della storia e degli strumenti per ricostruire il passato […] ci danno delle capacità per riuscire a comprendere e decostruire meglio il presente. Per capire meglio i problemi del presente e quindi per riuscire a rispondere meglio alle sfide e alle urgenze dell’attualità.

- Spesso si dice che la storia è maestra di vita o addirittura che la storia aiuta a prevedere il futuro, non è quindi vero?*

Credo non sia vero, è una frase un po’ retorica. Non si riesce a prevedere il futuro sulla base della conoscenza del passato, […] però grazie alla conoscenza e allo studio del passato si è più attrezzati per riuscire a risolvere i problemi del presente. Si riesce ad esempio a capire che tutti problemi e tutti i fenomeni del presente hanno delle radici e delle spiegazioni storiche; non sono quindi dei fenomeni naturali, ma hanno una loro maturazione nel tempo, un loro sviluppo e quindi anche un loro esaurimento. Conoscendo queste cause e questi processi storici si riescono a capire meglio i problemi del presente.

- Torniamo un attimo indietro: lei è originario dell’Abruzzo, come mai è ricercatore all’università di Modena e Reggio Emilia? continua a leggere …

Intervista all’ex PM Luigi De Magistris

giovedì, marzo 17th, 2011

Luigi De Magistris da noi intervistato

Luigi De Magistris è stato Sostituto Procuratore di Catanzaro. Si è occupato di casi di corruzione nella pubblica amministrazione e di rapporti tra criminalità e politica. Tra le inchieste più rilevanti c’è la cosiddetta inchiesta delle “Toghe lucane”, che ha direttamente coinvolto magistrati e dirigenti di polizia. Successivamente, nell’ambito della famosa inchiestaWhy Not” del 2007, il PM De Magistris ha fatto eseguire 26 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati. Negli atti dell’inchiesta figurano anche alcune intercettazioni telefoniche tra l’allora Ministro della Giustizia Mastella e l’imprenditore Saladino. Proprio il Ministro Mastella chiese ed ottenne il trasferimento cautelare d’urgenza di De Magistris. In conclusione sia De Magistris che i suoi collaboratori furono rimossi dall’inchiesta creando un caso nazionale. Nel Marzo 2009 De Magistris entra in politica, attualmente è Europarlamentare dell’Italia dei Valori.

- Finche si occupava di droga, di omicidi, di estorsioni, anche di traffico di esseri umani era considerato un bravo magistrato, un ottimo Pubblico Ministero. Poi, come sottotitola anche il suo libro “storia di un cattivo magistrato”, è diventato una cattiva toga. Quando e come ha scoperto di essere un cattivo magistrato?

Me l’hanno fatto scoprire più che altro, io ero sempre lo stesso, per cui cattivo magistrato lo dovevo essere dall’inizio o mai. In realtà sono diventato “cattivo magistrato” appena alcune inchieste molto delicate hanno toccato il rapporto nella gestione illegale della spesa pubblica tra politici, imprenditori, pezzi deviati delle istituzioni e criminalità organizzata. In quel momento è scattato un meccanismo, tutto interno alle istituzioni deviate: prima per ostacolarmi, poi per togliermi le inchieste, infine per trasferirmi. Molti dei personaggi di quelle inchieste si trovano oggi anche negli atti dei magistrati di Firenze, di Perugia e di Roma che stanno indagando sulla P3, la nuova P2, “le cricche”, insomma il potere occulto di parte del paese. continua a leggere …

Intervista ad Alessandri, Presidente Federale della Lega Nord

giovedì, marzo 17th, 2011

Angelo Alessandri da noi intervistato

Angelo Alessandri è Presidente Federale della Lega Nord Padania. Inoltre è Presidente della VIII Commissione permanente della Camera dei Deputati che si occupa di ambiente, territorio e lavori pubblici. Abbiamo intervistato l’On. Alessandri sul discusso tema dell’immigrazione, su cui qualche mese fa la Redazione di Cortocircuito ha svolto un’approfondita inchiesta (leggi qui l’articolo-inchiesta).

- Secondo lei, la presenza di immigrati, che negli ultimi anni è aumentata vertiginosamente, ha portato un aumento della delinquenza, del numero di reati?

Non si può dire che ogni immigrato sia un delinquente, ma sicuramente quando si porta gente a cui non si può garantire un futuro in qualche modo finisce per fare qualcosa, si arrangia. Purtroppo molte donne sono finite a prostituirsi, anche se speravano di venir qua a fare altro, molti uomini non avendo un posto di lavoro sicuro e garantito sono finiti in mano alle criminalità. […] I numeri degli immigrati nelle carceri sono impressionanti. Se si fa venire della gente in modo poco chiaro dicendogli “venite qua che c’è lavoro”, ma poi il lavoro non c’è, alla fine si è razzisti all’incontrario. […]

- Come bisognerebbe comportarsi quindi?*

Sarebbe giusto dire “quanti posti possiamo realmente prevedere nei prossimi dieci anni?”, come facevano per i nostri padri e nostri nonni quando emigravano all’estero. Questo però significa chiudere completamente le frontiere, aprire solo a chi puoi dare veramente un’opportunità di integrazione e di futuro. Una politica seria sull’immigrazione vuol dire anche scegliere i posti di provenienza, penso ci siano alcuni problemi dal punto di vista religioso, sociale e comportamentale con alcuni luoghi di provenienza. I pochi posti di lavoro disponibili bisognerebbe andarli ad offrire a persone provenienti da luoghi compatibili con casa nostra continua a leggere …

Video-intervista a Lucarelli, giallista ed autore di “Blu Notte”

giovedì, marzo 17th, 2011

Se non visualizzi il video clicca qui.

Carlo Lucarelli è scrittore, sceneggiatore e conduttore televisivo. Il suo esordio letterario avvenne nel 1990 con il giallo “Carta bianca, il primo di una lunga serie di noir a sfondo poliziesco, genere per il quale Lucarelli è tradotto e conosciuto anche all’estero. Da diversi anni conduce ed è autore di un programma televisivo di successo per RaiTre “Blu Notte -misteri italiani”, recentemente rinominato “Lucarelli Racconta”, nel quale ricostruisce la storia dell’Italia attraverso i suoi misteri insoluti. Due suoi personaggi letterari, “L’ispettore Coliandro” e “Il commissario De Luca”, sono approdati in tv dando il nome alle serie omonime di sceneggiati televisivi per la Rai.

La Redazione di Cortocircuito

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Leggi anche:

Intervista a Carlo Lucarelli (testo scritto)

(17 Marzo 2011)