Posts Tagged ‘mafia reggio emilia’

5 azioni contro le mafie

mercoledì, gennaio 15th, 2014

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QUI il testo

 

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Vedi anche:

– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– La video-inchiesta sui quaranta roghi di probabile origine dolosa
– Alcuni video della serata antimafia del 17 settembre in Sala del Tricolore
– Incontro-intervista sulla corruzione con Davigo e Gomez in Sala del Tricolore, le foto
– Incontro con il procuratore antimafia di Reggio Calabria Gratteri e lo storico delle organizzazioni criminali Nicaso

Mafia a Reggio Emilia, intervista allo storico Enzo Ciconte

mercoledì, gennaio 15th, 2014

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«Ho visto i dinosauri»

domenica, luglio 7th, 2013

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Christian è un ex tossicodipendente, ma prima di tutto è un ragazzo reggiano di 22 anni, un ragazzo come tanti altri. Anche a lui piace andare in discoteca al sabato sera per divertirsi con gli amici, nei locali notturni però ha scoperto la droga. Da un anno vive nella comunità “Bellarosa”, vicino ad Albinea (RE), dove sta riacquistando fiducia nel futuro. Quella fiducia nella vita che ha perso proprio mentre pensava di divertirsi davvero, di vivere la vita all’ennesima potenza. E’ questa la beffa.

La storia di Christian trova riscontro anche nelle relazioni antimafia della Prefettura di Reggio Emilia e negli studi dell’Osservatorio regionale sulle dipendenze.

Inchiesta realizzata da Cortocircuito, web-tv e giornalino studentesco indipendente di Reggio Emilia (www.cortocircuito.re.it).

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Vedi anche:

– Posso entrare? Video-inchiesta sulle discoteche reggiane

«Devo recuperare il tempo perso»

domenica, luglio 7th, 2013

Christian intervistato da Cortocircuito

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio”]

di Elia Minari

Troppo facile giudicare e voltarsi dall’altra parte. Troppo facile cercare d’ignorare un mondo che ci passa accanto, in alcuni dei locali dove andiamo alla sera, nei parchi e nelle piazze che frequentiamo abitualmente. Un mondo che approfitta dei nostri umani momenti di debolezza per travolgerci. A dirigere i fili di questo teatro degli orrori, anche se si tende a dimenticarlo, c’è la criminalità organizzata, che grazie al mercato degli stupefacenti fattura ogni anno miliardi di euro.

Christian M. è un ex tossicodipendente, ma prima di tutto è un ragazzo reggiano di 22 anni, un ragazzo come tanti altri. Anche a lui piace andare in discoteca al sabato sera per divertirsi con gli amici. Nei locali notturni però ha scoperto la droga. Da un anno vive nella comunità “Bellarosa”, vicino ad Albinea, dove sta riacquistando fiducia nel futuro. Quella fiducia nella vita che ha perso proprio mentre pensava di divertirsi davvero, di vivere la vita all’ennesima potenza. E’ questa la beffa.

Ci sediamo intorno ad un tavolo, ci guardiamo. Christian ha voglia di dire tutto, di svuotarsi completamente. Forse non l’ha mai fatto fino ad ora.

«Avevo 15 anni ed ero molto timido. Non riuscivo a parlare con le ragazze, la lingua mi si attorcigliava e diventavo paonazzo. Facevo delle figuracce. Questa situazione mi faceva soffrire, però non riuscivo a parlarne con nessuno. A casa ci andavo solo per mangiare e dormire, e qualche domanda di rito del tipo “come stai?” a cui i rispondevo sempre “tutto bene”. continua a leggere …

Incontro con l’ex magistrato Antonio Ingroia su Costituzione e trattativa Stato-mafia

venerdì, giugno 28th, 2013

Giovedì 27 giugno 2013 incontro alla “Gabella”, in via Roma a Reggio Emilia, con Antonio Ingroia, ex procuratore antimafia di Palermo e pm nel processo sulla trattativa Stato-mafia.

A condurre l’incontro Elia Minari dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

L’evento, dal titolo “S.O.S. Costituzione”, è stato organizzato dal periodico di informazione locale Zon@civica in collaborazione con alcune associazioni. Ha introdotto Donato Vena, direttore di Zon@civica. E’ intervenuto Mauro Bortolani, “Associazione reggiana per la Costituzione”.

 

Cliccare sulle foto per allargarle.

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[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 29 giugno 2013]

di Luca Gemmi

È un Ingroia inedito quello intervenuto giovedì sera (27 giugno 2013, ndr) nell’affollatissima sala della “Gabella”. L’ex pm, protagonista di importanti processi a mafiosi e politici, pochi giorni fa ha deciso di lasciare la magistratura per dedicarsi interamente alla politica. Tema principale della serata è stata la Costituzione, ma la discussione ha toccato anche temi caldi come magistratura e trattativa Stato-mafia. Ad organizzare l’evento il periodico Zon@civica, il cui direttore Donato Vena ha introdotto la serata, insieme all’associazione Cortocircuito.

La prima invettiva è contro i poteri forti, politici ed economici: «Siamo dentro un processo di crisi della democrazia nel quale le opportunità del cittadino di incidere nei processi decisionali è ridotto al minimo, perché sono le élite economiche a decidere i destini delle nazioni», ha attaccato l’ex pm. «C’è un’insofferenza dei poteri finanziari, che realmente governano il mondo, verso la democrazia, che è per loro un impaccio». continua a leggere …

Video dell’incontro con il sindaco sotto scorta di Monasterace

giovedì, giugno 13th, 2013

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Incontro pubblico con Maria Carmela Lanzetta, sindaco di Monasterace (Reggio Calabria) più volte minacciata dalla ‘ndrangheta, e con Goffredi Buccini, giornalista del Corriere della Sera autore del libro “L’Italia quaggiù” (Laterza). L’evento si è tenuto lunedì 8 aprile 2013 nella Sala del Consiglio Comunale di Rubiera.

Ha coordinato Elia Minari della redazione di  Cortocircuito.

Introduzione di Emanuele Cavallaro, vicesindaco di Rubiera. Tra il pubblico erano presenti il sindaco di Rubiera Lorena Baccarani, la parlamentare Antonella Incerti ed Enrico Bini, presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia.

L’incontro è stato organizzato dal Comune di Rubiera insieme al progetto “Percorsi di cittadinanza e legalità” del consorzio cooperativo Oscar Romero, promosso da Rosa Frammartino e Mauro Ponzi.

Video di Federico Marcenaro di Cortocircuito.

QUI foto e articolo sull’incontro.

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Incontro con Maria Falcone e con il cappellano dell’ospedale psichiatrico giudiziario

mercoledì, giugno 12th, 2013

Sabato 8 giugno 2013 al Parco Cervi a Reggio Emilia incontro pubblico con Maria Falcone, autrice del libro “Carceri, lo spazio è finito” e con Don Daniele Simonazzi, cappellano dell’Opg, Ospedale Psichiatrico Giudiziario, di Reggio Emilia. L’evento rientra nel programma delle “Giornate dei Beni Comuni” che si sono tenute dal 5 al 9 giugno al Parco Cervi.

Ha coordinato Elia Minari della redazione di Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco indipendente di Reggio Emilia.

Come introduzione all’incontro alcuni ospiti dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario si sono raccontati in forma teatrale.

Foto di Pietro Montorsi. Clicca sulle foto per allargarle.

Incontro con la moglie del capo-scorta di Falcone

domenica, giugno 2nd, 2013

Incontro pubblico con Tina Montinaro, moglie del capo-scorta del magistrato Giovanni Falcone, una donna tosta che da 21 anni cerca la verità. Sabato 25 maggio 2013 alle 20:30 nella sala “Incontro” di Casalgrande (RE).

Con la partecipazione programmata di Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito.

Organizzato da Buona Nascita onlus e Comune di Casalgrande.

Tavola rotonda con Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali

venerdì, maggio 17th, 2013

Giovedì 16 maggio 2013 a palazzo Magnani a Reggio Emilia incontro con lo studioso e storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso, la docente di Sociologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia Rita Bertozzi, l’assessore all’Istruzione della Provincia di Reggio Emilia Ilenia Malavasi e con Alessandro Pecoraro di Caracò Editore. Ha coordinato Elia Minari della redazione di Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco indipendente di Reggio Emilia.

L’evento rientra all’interno del festival “Noi contro le mafie”, organizzato dalla Provincia di Reggio Emilia e dal consorzio Oscar Romero.

[Cliccare sulle foto per allargarle.]

 

Festival Noicontrolemafie 2013 – dal 13 al 18 maggio

sabato, maggio 4th, 2013

I temi dell’antimafia, della democrazia, dell’educazione alla cittadinanza attiva, dell’informazione, ma anche delle azioni per contrastare le infiltrazioni mafiose faranno da filo conduttore di “Noicontrolemafie”, la Festa della legalità, giunta quest’anno alla terza edizione. L’iniziativa è promossa dalla Provincia di Reggio Emilia in collaborazione con il consorzio Oscar Romero e con la direzione scientifica di Antonio Nicaso.

Radio Bruno, Caracò Editore e Cortocircuito sono i media partner del festival.

Cortocircuito coordinerà anche alcuni incontri (l’intero programma su www.noicontrolemafie.it):

– Martedì 14 maggio ore 21 al teatro Herberia di Rubiera (RE) spettacolo di Alessandro Gallo e Maria Cristina Sarò. Saluti del sindaco di Rubiera Lorena Baccarani e dell’assessore all’Istruzione della Provincia Ilena Malavasi. Coordina Riccardo Pelli del giornalino studentesco Cortocircuito e dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”

– Giovedì 16 maggio ore 15 a palazzo Magnani a Reggio Emilia incontro con lo studioso e storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso, la docente di Sociologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia Rita Bertozzi, l’assessore all’Istruzione della Provincia di Reggio Emilia Ilenia Malavasi. Coordina Elia Minari della redazione di Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco indipendente di Reggio Emilia e del gruppo “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. Qui le foto dell’iniziativa

Ecco un video sulle reazioni di alcune ragazze e ragazzi ai progetti antimafia collegati al festival:

In quest’altro video parla Antonio Nicaso, uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta e direttore del festival:

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Vedi anche:

– Incontro con Lanzetta, sindaco di Monasterace, e Buccini, giornalista del Corriere, le foto
– Incontro con la giornalista d’inchiesta tedesca Petra Reski
– Il procuratore Gratteri e il prof Nicaso a Rubiera, le foto
– Incontro con la testimone di giustizia Piera Aiello e il biografo di Borsellino Lucentini, le foto

Incontro con Lanzetta, da farmacista a sindaco (sotto scorta) di Monasterace. Insieme a Buccini, giornalista del Corriere

martedì, aprile 9th, 2013

Lunedì 8 aprile 2013 nella Sala del Consiglio Comunale di Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, incontro pubblico con Maria Carmela Lanzetta, sindaca di Monasterace (Reggio Calabria) più volte minacciata dalla ‘ndrangheta, e con Goffredo Buccini, giornalista del Corriere della Sera autore del libro “L’Italia quaggiù”  (Laterza).

Ha coordinato Elia Minari dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

Introduzione di Emanuele Cavallaro, vicesindaco di Rubiera.

Tra il pubblico erano presenti il sindaco di Rubiera Lorena Baccarani, la parlamentare Antonella Incerti ed Enrico Bini, presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia.

L’incontro è stato organizzato dal Comune di Rubiera insieme al progetto “Percorsi di cittadinanza e legalità” del consorzio cooperativo Oscar Romero, promosso da Rosa Frammartino e Mauro Ponzi.

 

[Foto di Luca Gemmi. Clicca sulle foto per allargarle.]


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[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” l’11 aprile 2013]

QUI il video dell’evento

Le hanno incendiato la farmacia di famiglia, sparato tre colpi contro la Panda parcheggiata sotto casa, costringendola a vivere sotto scorta. Eppure Maria Carmela Lanzetta – sindaco di Monasterace, paesino della Locride di circa 3500 abitanti – non ha mai rinunciato continua a leggere …

‘Ndrangheta negata per anni: in Germania, come a Reggio Emilia. All’università incontro con la giornalista tedesca d’inchiesta Petra Reski

martedì, marzo 19th, 2013

Presentazione del libro “Sulla strada per Corleone. Storie di mafia tra Italia e Germania” con l’autrice Petra Reski, giornalista tedesca.

Giovedì 14 marzo 2013 alle ore 15 all’Università di Reggio Emilia, in viale Allegri. Coordina l’incontro Elia Minari della redazione di Cortocircuito.

Saluti di Dino Giovannini, direttore scientifico della biblioteca dell’Università di Modena e Reggio Emilia e introduzione di Pinuccia Montanari, direttore tecnico della biblioteca dell’Università di Reggio e referente del progetto “Sostenibilità ambientale”. Evento promosso dal progetto ”Percorsi di Cittadinanza e Legalità” del Consorzio Oscar Romero. Cura scientifica di Rosa Frammartino. In collaborazione con la Provincia di Reggio Emilia e la Regione Emilia Romagna.

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Petra Reski (a sinistra) intervistata da Elia Minari

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 18 marzo 2013]

Per anni il radicamento della ‘ndrangheta è stato ignorato, negato, taciuto, fino a quando il fenomeno è diventato talmente palese da non potere più essere nascosto. Sembra la storia delle infiltrazioni della criminalità organizzata nel nord Italia, inclusa Reggio, in realtà è accaduto anche in Germania, come ha raccontato la giornalista tedesca Petra Reski in un incontro pubblico all’università di Reggio, promosso dall’ateneo insieme al consorzio Oscar Romero e alla Provincia. A coordinare il dibattito è stato Elia Minari, collaboratore del giornale studentesco Cortocircuito.

La Germania ha conosciuto la ‘ndrangheta solo il 15 agosto 2007, con la scioccante strage di Duisburg, invece «le mafie “conoscono” la Germania dagli anni ’70», ha affermato Reski. La giornalista tedesca dopo gli oltre 70 colpi sparati a Duisburg nel ristorante-pizzeria “Da Bruno”, per cui in primo grado sono stati inflitti otto ergastoli, ha deciso di fare nomi e cognomi delle persone che secondo il rapporto del BKA, la polizia federale tedesca, sono collegate con la ‘ndrangheta. Un duro colpo inferto all’organizzazione criminale che è costato caro a Reski: intimidazioni, minacce e querele. Fino a trovarsi costretta a cancellare alcune pagine del suo “Santa Mafia”, nonostante riportassero testualmente alcuni rapporti della polizia criminale. Da allora il libro “Santa Mafia” in Germania, dove Reski è famosa per le sue inchieste, è stato ristampato con alcune pagine annerite, destando parecchio scalpore.

La locandina dell’evento

Leggendo il rapporto del BKA, in parte riportato anche nel nuovo libro di Petra Reski “Sulla strada per Corleone”, si scoprono dati scioccanti: 229 clan di ‘ndrangheta in Germania gestirebbero oltre 300 ristoranti, 61 dei quali riconducibili al solo clan Pelle-Romeo, a cui erano affiliate le sei vittime della strage di Duisburg. Reski ha spiegato che la ‘ndrangheta in Germania predilige i ristoranti-pizzeria come base per i propri traffici perché oltre le Alpi «le intercettazioni nei locali pubblici sono vietate. Inoltre attraverso i ristoranti è possibile riciclare denaro frutto di altre attività», ben lontane dall’arte culinaria. Un altro aspetto da considerare è la possibilità, offerta dalla gestione di un locale, di potere intrattenere relazioni anche con persone del mondo imprenditoriale e politico, senza destare sospetti. A questo proposito è stato sottolineato che «le organizzazioni mafiose, in Germania come nel nord Italia, si radicano perché qualcuno accetta i soldi e i voti delle mafie. Altrimenti non conterebbero nulla». Alla domanda: cosa ha fatto la Germania dopo la strage di Duisburg per contrastare la  ‘ndrangheta? La giornalista tedesca ha risposto con un laconico «nulla», ribaltando l’immagine comune di un paese efficiente e rigido.

Nel corso del dibattito hanno preso la parola anche Dino Giovannini, docente di psicologia sociale, Pinuccia Montanari, direttrice tecnica della biblioteca dell’università, Ilenia Malavasi, assessore all’istruzione della Provincia di Reggio, Rosa Frammartino, responsabile del progetto “Percorsi di cittadinanza e legalità” e l’attrice Roberta Bedogni. Tra il pubblico era presente anche il presidente della Camera di Commercio Enrico Bini, tra i primi a lanciare l’allarme sulla presenza della ‘ndrangheta nella nostra città.

«Non solo la ‘ndrangheta, ma anche Cosa Nostra è da sempre interessata alla Germania. Un esempio? La moglie, due figli e il fratello del boss Bernardo Provenzano hanno soggiornato nel territorio tedesco. E non facevano certo parte degli emigrati con la scatola di cartone», ha concluso Petra Reski.

L’arte della legalità in piazza Casotti – Rassegna della legalità 2013

lunedì, gennaio 14th, 2013

 

 

Giovedì 21 marzo ore 15.00 in Piazza Casotti Officina Educativa del Comune di Reggio Emilia promuove L’arte della legalità: installazioni, musica e performance artistiche aperte a tutti, in memoria delle vittime delle mafie; a cura dei .Net, in collaborazione con i Giovani contro le Mafie, Cortocircuito, Leva Giovani “Adesso lo sai” e con la partecipazione dei CCR per giocare al gioco da tavolo “Diamoci una regolata” sui diritti dei bambini, le regole di convivenza civile e gli articoli della Costituzione; a cura del CCR Nord-Est.

La Redazione di Cortocircuito

14 marzo 2013

Denunciare le mafie a Reggio Emilia e a Partanna. Incontro con la testimone di giustizia Piera Aiello, il video

giovedì, dicembre 27th, 2012

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Processo Edilpiovra, nessuna denuncia dopo i camion incendiati: seconda tappa sulla ‘ndrangheta a Reggio Emilia.

Video di SINTESI dell’incontro pubblico con la testimone di giustizia Piera AielloUmberto Lucentini, biografo di Paolo Borsellino, scrive per “Il Giornale di Sicilia” e per “L’espresso”, che si è tenuto il 12 Dicembre 2012 presso la Corte Ospitale di Rubiera (Reggio Emilia).

Piera Aiello dopo il matrimonio ha scoperto il vero volto del marito: mafioso figlio di mafioso. Rimasta vedova, con una figlia di tre anni, ha deciso di ribellarsi all’omertà. L’ha sostenuta il procuratore Paolo Borsellino, che le ha trasmesso il coraggio per affrontare la vita nell’ambito di un programma di protezione. Attualmente Piera Aiello vive in una località segreta sotto un’altra identità. continua a leggere …

Incontro con la testimone di giustizia Piera Aiello e il biografo di Borsellino Lucentini, le foto

domenica, dicembre 16th, 2012

Mercoledì 12 Dicembre 2012 alle ore 21 presso la Corte Ospitale di Rubiera (RE) incontro con Umberto Lucentini,biografo di Paolo Borsellino, scrive per “Il Giornale di Sicilia” e per “L’espresso”. QUI il video

Con la straordinaria presenza della testimone di giustizia Piera Aiello (per questioni di sicurezza non può essere fotografata). Dopo il matrimonio ha scoperto il vero volto del marito: mafioso figlio di mafioso. Rimasta vedova, con una figlia di tre anni, ha deciso di ribellarsi all’omertà. L’ha sostenuta il procuratore Paolo Borsellino, che le ha trasmesso il coraggio per affrontare la vita nell’ambito di un programma di protezione.  Attualmente Piera Aiello vive in una località segreta sotto un’altra identità.

A condurre l’incontro Jacopo della Porta, caporedattore di Parmaonline. La serata è stata introdotta da Elia Minari della redazione di Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco indipendente di Reggio Emilia. L’assessore alla Cultura di Rubiera Emanuele Cavallaro e il presidente del consorzio sociale Oscar Romero Mauro Ponzi hanno fatto i saluti iniziali.

Foto di Francesco Giglioli di Cortocircuito. Clicca sulle foto per allargarle

La Redazione di Cortocircuito
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Vedi anche:

– Il video di una parte dell’evento
– L’annuncio dell’evento

‘Ndrangheta a Reggio Emilia e dintorni. Incontro con il procuratore Gratteri e il prof. Nicaso a Rubiera, il video

venerdì, novembre 30th, 2012

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Camion incendiati, cene sospette, politici che ancora minimizzano, interdittive antimafia ad aziende che hanno operato nei cantieri pubblici: accade tutto a Reggio Emilia. “Le mafie – ha affermato il prof. Nicaso – sono arrivate qui perché servivano a qualcuno. Gli anticorpi? Non ci sono più”.

Video di sintesi della serata con Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria e Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali, che si è tenuta il 22 Novembre 2012 al teatro Herberia di Rubiera (Reggio Emilia). continua a leggere …

Video-inchiesta impianto biogas di Gazzata (RE): «Non siamo sicuri sia ad impatto zero»

giovedì, novembre 29th, 2012

 

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[L’assessore Casarini vorrebbe bloccare il nuovo impianto di San Martino in Rio. Il biogas costruito a pochi chilometri da Reggio Emilia viola anche alcune leggi regionali, ma l’impianto è stato approvato poco prima.]

«Non abbiamo la possibilità di bloccare l’impianto, lo faremmo volentieri. Non siamo sicuri sia ad impatto zero». Queste le dure parole dell’assessore dell’Ambiente Gianmaria Casarini sull’impianto a biogas che sorgerà a Gazzata, frazione di San Martino in Rio a pochi chilometri da Reggio Emilia. continua a leggere …

Incontro con il procuratore Gratteri e il professore Nicaso a Rubiera

domenica, novembre 25th, 2012

Giovedì 22 novembre 2012 al teatro Herberia di Rubiera Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria e Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, hanno presentato il loro ultimo libro “Dire e non dire“. (QUI il video)

A condurre l’incontro Pierluigi Senatore, direttore della redazione giornalistica di Radio Bruno. La serata è stata introdotta da Elia Minari della redazione di Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco indipendente di Reggio Emilia. L’assessore alla Cultura di Rubiera Emanuele Cavallaro ha fatto i saluti istituzionali.

L’evento è stato organizzato dal Comune di Rubiera con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, in collaborazione con il progetto ”Percorsi di Cittadinanza e Legalità” del Consorzio Oscar Romero, promossi da Rosa Frammartino e Mauro Ponzi. Ingresso gratuito.

Foto di Luca Gemmi di Cortocircuito. Clicca sulle foto per allargarle.

La Redazione di Cortocircuito

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Vedi anche:

Il video di una parte dell’evento
– L’annuncio dell’evento
– Il prof Nicaso a Rubiera: «Era bello poter credere che in questa terra ci fossero gli anticorpi per resistere» 1/2

– Il procuratore Gratteri a Rubiera: «Dia, troppe sedi e pochi fondi» 2/2

 

Il procuratore Gratteri a Rubiera: «Dia, troppe sedi e pochi fondi» 2/2

domenica, novembre 25th, 2012

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 24 Novembre 2012]

«Non ci sono fondi né benzina delle voltanti né per pagare gli straordinari degli agenti. Però si trovano i soldi per aprire nuove sedi della Dia e per pagarne carabinieri e poliziotti che fanno lo stesso lavoro dei colleghi che operano nei comandi provinciali». E’ la dura critica mossa da Nicola Gratteri dal teatro Herberia di Rubiera giovedì sera per presentare il nuovo libro sulla ‘ndrangheta, “Dire e non dire”, edito da Mondadori e scritto a quattro mani con l’esperto di organizzazione criminali Antonio Nicaso, presente assieme a lui sul palco. Una critica ancora più dura perché viene dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, da anni attivo ed esposto in prima persona nella lotta alle mafie. continua a leggere …

Il prof Nicaso a Rubiera: «Era bello poter credere che in questa terra ci fossero gli anticorpi per resistere» 1/2

domenica, novembre 25th, 2012

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 24 Novembre 2012]

«Era bello poter credere che in questa terra ci fossero gli anticorpi per resistere. E’ finita la favoletta del piccolo mondo antico». Reggio Emilia e tutto il Nord Italia devono cominciare a fare i conti con la ‘ndrangheta, sostiene lo scrittore e studioso delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso dal palco dell’Herberia a Rubiera. Insieme a lui e al coautore Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria, su palco a condurre la serata c’era Pierluigi Senatore, direttore redazione giornalistica Radio Bruno, mentre l’introduzione è stata curata da Elia Minari, del giornalino studentesco Cortocircuito e del gruppo “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. continua a leggere …

Reggiolo unita contro l’attentato della ‘ndrangheta

martedì, novembre 13th, 2012

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 9 Novembre 2012]

Non sono bastati nove camion in fiamme e non è bastata la probabile firma della ‘ndrangheta per mettere a tacere la coscienza civica del paese di Reggiolo, nella provincia di Reggio Emilia. Quella della bassa è una comunità che non si è nascosta, non si è tirata indietro, ma ha alzato la propria voce e urlato attraverso gli striscioni di quei ragazzi che recitavano, “No all’omertà”. Si sono trovati in piazza, in occasione del presidio organizzato dall’“Alleanza reggiana per una società senza mafie”, assieme a tutti i rappresentanti dalle istituzioni, alle associazioni di categoria, ai sindacati e alle imprese locali.

Sembra in tutto per tutto una storia di mafia quella avvenuta nella notte di martedì scorso, quando un rogo è divampato oltre i cancelli di un’azienda di trasporti di materiale inerte di proprietà di Domenico Bonifazio, cutrese di nascita e reggiolese di residenza da 14 anni. Non è tanto il nome della famiglia, non legato ad alcun clan cutrese, ma la modalità dell’azione a far pensare alla mano della criminalità organizzata. Le stesse modalità con le quali solo due giorni prima è stato dato fuoco a una cava a Sissa, vicino a Parma. continua a leggere …

Reggiolo: incendio doloso distrugge nove camion, l’ombra della ‘ndrangheta

mercoledì, novembre 7th, 2012

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 7 Novembre 2012]

E’ doloso l’incendio che si è sviluppato stanotte in via Aurelia a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia. Coinvolti 9 autocarri di proprietà di una ditta di autotrasporti che sono stati dati alle fiamme da ignoti introdottisi all’interno di un capannone adibito a ricovero per i grossi autocarri.

L’azienda, la Bonifazio trasporti, è di proprietà di una famiglia cutrese. Le fiamme si sono sprigionate all’interno del deposito alle 21.30 e per spegnere l’incendio sono stati necessari ben sette mezzi dei vigili del fuoco da Guastalla, Carpi e Reggio.

I carabinieri di Reggio indagano sull’accaduto ma hanno già avviato le indagini con la Procura in ordine al reato di danneggiamento doloso. Sul posto sono state trovate infatti tracce di liquido infiammabile. continua a leggere …

«Ho conosciuto la mafia nel cantiere Tav di Reggio Emilia». Parla il pres. della Camera di Commercio Bini

mercoledì, settembre 5th, 2012

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Questo è un approfondimento dell’inchiesta Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto TAV di Reggio Emilia

Per la prima volta, Enrico Bini racconta in modo dettagliato quello che lui definisce «il suo primo contatto con la malavita organizzata in Emilia». Ci troviamo nel cantiere del Treno ad Alta Velocità di Reggio Emilia. Dal 2001 al 2005. E Bini, non ancora presidente della Camera di Commercio di Reggio, ricopriva il ruolo di responsabile commerciale di Transcoop. Il general contractor Cepav Uno gli aveva assegnato la gestione del trasporto degli inerti e del movimento terra nella tratta che va da Fontana di Rubiera a Ponte Taro. Ovvero tutta la linea Tav della provincia di Reggio Emilia.

«Sono entrato in contatto -racconta Bini- con personaggi che sono arrivati a Reggio proponendosi con prezzi interessanti e con una grossa disponibilità di mezzi. Nella tratta in cui ho lavorato operavano da 120 a 130 camion al giorno». E poi un giorno «da Bologna (dalla Prefettura, ndr) ci è arrivato l’ordine di staccare un’impresa che era arrivata a Reggio con una quindicina di mezzi perché era sotto inchiesta per infiltrazioni mafiose. E questa società operava nel cantiere reggiano della Tav già da un anno e mezzo».

 

Introduzione di Giulia Domenichini e intervista di Elia Minari, entrambi della redazione di Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco indipendente di Reggio Emilia.

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Vedi anche:

– Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto TAV di Reggio Emilia
– «La Mediopadana il 4 ottobre non sarà pronta». Le voci di alcuni addetti ai lavori by Elia Minari
– «Auto blindate e camion fermi senza motivo». La denuncia sul cantiere reggiano della Tav del presidente della Camera di Commercio by Elia Minari
– «Costi lievitati anche a causa del parassitismo». La testimonianza dell’ex resp. comunicazione del cantiere Tav di Reggio by Elia Minari

(3 Settembre 2012)

«Costi lievitati anche a causa del parassitismo». La testimonianza dell’ex resp. comunicazione del cantiere Tav di Reggio

lunedì, settembre 3rd, 2012

Alessandro Gandino da noi intervistato

Questo articolo fa parte dell’inchiesta Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto TAV di Reggio Emilia

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 3 Settembre 2012]

«Io non ho visto la mafia, anche se non la escludo: i subappalti erano tanti. Invece posso dire con certezza che nel cantiere Tav di Reggio Emilia c’era del parassitismo». Questa la testimonianza di Alessandro Gandino all’interno della video-inchiesta sul progetto dell’Alta Velocità di Reggio, realizzata dalla web-tv Cortocircuito , che online ha registrato migliaia di visualizzazioni.

Gandino è stato il “responsabile pubbliche relazioni” di Reggio del Presidio Informativo di Cepav Uno, il consorzio di imprese che fino al 2007 si è occupato della realizzazione della linea ferroviaria ad Alta Velocità e delle opere connesse nella tratta Milano-Bologna.

«Era stato fatto un preventivo con determinati prezzi, ma in corso d’opera i costi aumentarono. Nel cantiere Tav di Reggio – ha spiegato Gandino – ho visto un mondo che viveva senza fare nulla, gonfiando i costi. Non sto parlando né di corruzione, né di altro, ma di parassitismo puro». E ha sostenuto che «in molti giocassero sugli extra», aggiungendo spese extra per aumentare il proprio profitto. «Avendo a che fare con cifre enormi, se lo potevano permettere. E nessuno se ne accorgeva».

Gandino ha evidenziato anche l’esistenza di eccessive catene di subappalti, persino nelle opere di minore importanza: «Ho visto catene di appalti e subappalti che lasciavano abbastanza perplessi. C’è stato un intero mondo che probabilmente ci ha mangiato». Gandino, dopo l’intervista video, ha rivelato che anche lui non era pagato in modo diretto, ma attraverso una serie di subappalti, gonfiando quindi i costi.

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

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Vedi anche:

– Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto TAV di Reggio Emilia
– «Ho conosciuto la mafia nel cantiere Tav di Reggio Emilia». Parla il Presidente della Camera di Commercio Bini
– «La Mediopadana il 4 ottobre non sarà pronta». Le voci di alcuni addetti ai lavori by Elia Minari

«Il referendum sull’acqua non sarà rispettato». Video-inchiesta nella città leader del referendum: Reggio Emilia

sabato, agosto 25th, 2012

 

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Reggio Emilia fu la città leader del 2° quesito referendario: il 96,17% dei votanti scelse di eliminare le logiche del guadagno dall’acqua pubblica. Tuttavia, nonostante la grande partecipazione popolare, a distanza di più di un anno, il referendum sulla gestione dell’acqua non è ancora stato applicato. continua a leggere …

Cgil: «Nel trasporto pubblico stanno arrivando imprese sospette da fuori regione»

domenica, luglio 22nd, 2012

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 22 Luglio 2012]

«Il trasporto persone è il nuovo settore a rischio infiltrazioni mafiose». Questa la denuncia del presidente della Camera di Commercio Enrico Bini. L’Sos è stato lanciato qualche giorno fa in una nostra intervista (Vedi qui), in cui Bini ha acceso i riflettori su un settore che fino ad oggi non si pensava essere appannaggio della criminalità organizzata. In diverse occasioni Bini si è distinto per essere tra i primi a segnalare appalti e vicende sospette. Dai cantieri della Tav ad alcuni subappalti di Iren. Per questo, oltre che per il ruolo ricoperto, le sue denunce hanno un particolare peso. Infatti le reazioni alle parole di Bini non si sono fatte attendere.

Ciro Maiocchi, segretario trasporti della Cgil reggiana, condivide le parole del presidente dell’ente camerale. Ed aggiunge alcuni dettagli: «Negli ultimi tempi si stanno affacciando nuove imprese da fuori regione, i prezzi stracciati che spesso offrono fanno sorgere più di un dubbio. L’offerta più bassa è ormai l’unico parametro con cui si vincono quasi tutte le gare d’appalto. In questo modo le aziende che operano nella legalità, pagando tutte le tasse, rischiano di essere tagliate fuori».

Maiocchi, le imprese locali come reagiscono?

«Per continuare a vincere gli appalti le aziende locali devono obbligatoriamente offrire prezzi stracciati, ma come faranno poi ad investire nella sicurezza? E riusciranno a pagare regolarmente tutti i lavoratori? continua a leggere …

«I Comuni rischiano di tradire i protocolli antimafia che hanno firmato», denuncia il presidente della Camera di Commercio. «Trasporto persone: pericolo infiltrazioni»

giovedì, luglio 19th, 2012

Enrico Bini da noi intervistato (foto d’archivio)

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 19 Luglio 2012]

Suona il telefono. Enrico Bini ci risponde dalla Sicilia. Il presidente della Camera di Commercio di Reggio in questi giorni è in trasferta a Palermo per le commemorazioni della strage di via D’Amelio. Esattamente 20 estati fa vi perse la vita uno dei magistrati più esposti contro la mafia: il giudice Paolo Borsellino. Ora tutti glorificano Falcone e Borsellino sull’altare degli eroi. Invece, 20 anni fa, i due magistrati siciliani erano soli nella lotta contro Cosa Nostra. «Sono stati uccisi prima di tutto dallo Stato che non li ha sostenuti -ricorda il giudice Giuseppe Ayala, che trascorse diversi anni al loro fianco- chiamarli eroi ora è troppo facile. Da vivi furono umiliati e derisi. Prima della loro morte in molti negavano addirittura l’esistenza della mafia».

In tempi più recenti, anche la nostra città sottovalutò le mafie. Per diversi anni chi denunciava la presenza della ‘ndrangheta non veniva ascoltato. E’ bene ricordarlo. In prima linea, tra quelli che lanciarono un forte grido d’allarme, vi era Enrico Bini. Per diverso tempo non fu creduto. Qualcuno addirittura arrivò a scrivere, nero su bianco, che le sue denunce infangavano il volto pulito di Reggio Emilia. Nessuno ha ancora chiesto scusa. E le mafie hanno ringraziato. Nel silenzio delle istituzioni, da tre anni finalmente interrotto, la ‘ndrangheta ha potuto riciclare tanto denaro sporco. Edilizia, trasporti e gioco d’azzardo sono i campi in cui si muove con più facilità.

Bini, ci sono nuovi settori a rischio?

«Negli ultimi tempi mi sono arrivate alcune segnalazioni preoccupanti sul trasporto persone. In questo comparto, diversi Comuni della nostra provincia fanno gare d’appalto al massimo ribasso, ovvero assegnando la gestione del servizio all’impresa che offre l’offerta economicamente migliore. E’ un parametro che non considera la qualità del servizio ed il rispetto dei diritti fondamentali dei lavoratori, è impossibile che un’azienda legale possa offrire prezzi così bassi. Chi vince questi appalti, per trarne un profitto, dovrà sottopagare il personale e tagliare la manutenzione dei mezzi. continua a leggere …