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Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto Tav di Reggio Emilia

mercoledì, aprile 18th, 2012

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«I costi per la realizzazione della stazione “Mediopadana” dell’Alta Velocità di Reggio non sono aumentati». Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente ANCI, risponde secco alle domande su costi e tempi del progetto Tav di Reggio Emilia. Eppure le delibere comunali e gli atti ufficiali, spulciati dalla redazione del giornalino studentesco Cortocircuito, smentiscono Delrio.

Persino Mauro Del Bue, assessore della giunta Delrio ed ex sottosegretario alle Infrastrutture, riferendosi alla stazione dell’Alta Velocità di Reggio Emilia scrisse «vi è stata una costante lievitazione dei costi» (interrogazione parlamentare del 24 Luglio 2006).

E i tempi? Tante promesse, raramente mantenute. «Nel nostro contratto c’era scritto che doveva essere consegnato tutto nel 2009, stazione compresa», afferma Alessandro Gandino, ex responsabile pubbliche relazioni del Presidio Informativo di Cepav, il consorzio di imprese che fino al 2007 si è occupato della realizzazione della linea ferroviaria dell’Alta Velocità e delle opere connesse nella tratta Milano-Bologna.

Gandino -intervistato dalla redazione del giornalino studentesco Cortocircuito- evidenzia anche l’esistenza di eccessive catene di subappalti: «Una gara di appalti e subappalti. C’è un mondo che ci ha mangiato. Non sto parlando di corruzione, ma di parassitismo puro». Gandino rivela che anche lui non era pagato in modo diretto, ma attraverso una serie si subappalti che ovviamente gonfiavano in modo consistente i costi.

La seconda parte della video-inchiesta di Cortocircuito affronta il progetto Tav di Reggio nel suo complesso: dal costo dei ponti di Calatrava alla pensilina del casello autostradale, dalle infiltrazioni mafiose denunciate anche da Roberto Saviano alla mancanza di trasparenza.

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Inchiesta della redazione del giornalino studentesco Cortocircuito (inchieste@cortocircuito.re.it). Realizzata da Riccardo Pelli, Elia Minari, Federico Marcenaro, Marco Pisi, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo, Letizia Cocconi, Matteo Davoli, Andrea Franzoni, Francesco Garuti, Silvia Cristofori e Francesco Chiriatti.

 La rassegna stampa sull’inchiesta:

- Il Giornale di Reggio: La denuncia sui lavori della Tav, i costi sono lievitati dell’800% in dieci anni
- Prima Pagina: I costi della stazione Tav smentiscono il sindaco. Inchiesta del giornalino studentesco fa le pulci ai conti del progetto
- ReggioNelWeb: L’inchiesta degli studenti smentisce il sindaco Delrio. Cortocircuito porta alla luce tutto sui costi della stazione Tav
- ReggiOnline: Costi e ritardi, la Tav sospesa tra inferno e paradiso. Il giornalino Cortocircuito ha realizzato un’inchiesta che punta a fare chiarezza

La rassegna stampa sulla replica:

Il Giornale di Reggio: Costi Tav, Delrio ammette: «Non c’è trasparenza». Il sindaco controreplica a Cortocircuito e scarica l’aumento sulla giunta Spaggiari
ReggioNelWeb: Delrio scarica tutto sulla Spaggiari. Il sindaco replica sull’aumento dei costi dell’Alta Velocità, ma non convince
Il Resto del Carlino: Vele di Calatrava, Delrio: «Presto tutte le spese on line». Il sindaco ammette: «Rispetto al progetto iniziale i costi sono effettivamente aumentati»
Prima Pagina: Delrio ora ammette: «Rispetto alla previsione della giunta Spaggiari c’è stato un aumento». Il sindaco risponde a Cortocircuito

Collegati:

Repubblica.it pubblica una sintesi della nostra video-inchiesta sulla stazione Mediopadana
Delrio replica all’inchiesta sulla stazione Mediopadana
Le foto dell’intervista al sindaco Graziano Delrio (21 marzo 2012)
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Altri documenti: le delibere comunali sui costi dei ponti dei Calatrava
«Costi lievitati anche a causa del parassitismo». La testimonianza dell’ex resp. comunicazione del cantiere Tav di Reggio by Elia Minari

Aggiornamenti:

«La Mediopadana il 4 ottobre non sarà pronta». Le voci di alcuni addetti ai lavori by Elia Minari
«Ho conosciuto la mafia nel cantiere Tav di Reggio Emilia». Parla il Presidente della Camera di Commercio Bini 
(video)

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Le nostre video-inchieste:

- «Il referendum sull’acqua non sarà rispettato». Video-inchiesta nella città leader del referendum: Reggio Emilia 
- Posso entrare? Video-inchiesta sulle discoteche reggiane
- Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio sull’immigrazione (partendo dai luoghi comuni)
- Video-inchiesta: il Parmigiano Reggiano grazie agli indiani

(18 Aprile 2012)

Vittoria Giunti, la partigiana che combatteva la mafia

mercoledì, febbraio 29th, 2012

Gaetano Alessi (a destra) intervistato da Elia Minari

[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 29 Febbraio 2012]

«Non voleva che ci parlassimo, ma che ci capissimo. Era gentile, intelligente, indipendente, rivoluzionaria. Vittoria Giunti è rimasta partigiana sempre, nel cuore e nello spirito, col germe del dubbio, con la voglia di contaminarsi e confrontarsi anche con chi d’anni ne aveva vissuti molti meno di lei».

Quando Gaetano Alessi incontra Vittoria Giunti per la prima volta lui è un ventenne con la sete di giustizia, lei un’anziana signora che ha fatto la storia. Oggi, a distanza di sei anni dalla scomparsa della donna che gli ha cambiato la vita, Alessi continua a portare in giro per l’Italia la testimonianza del loro incontro, racchiusa nel libroLe eredità di Vittoria Giunti”. Così è avvenuto sabato (25 Febbraio 2012, ndr) alla biblioteca “Salvemini” di Scandiano, alla presenza di Giulia Iotti, assessore alla cultura del comune di Scandiano ed intervistato da Elia Minari del giornalino-blog studentesco “Cortocircuito”. continua a leggere …

Una spaghettata antimafie per il giornalista sotto protezione (articolo+intervista)

giovedì, febbraio 9th, 2012

[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 5 Febbraio 2012]

Dal ventidue dicembre la vita di Giovanni Tizian, collaboratore del gruppo l’Espresso, è cambiata. Due giorni prima della vigilia di Natale, oltre alle consuete telefonate di auguri da parte di familiari ed amici, Tizian ha ricevuto una telefonata sicuramente meno desiderata. Dall’altro capo della linea c’era il procuratore capo di Modena Zincani che gli annunciava la decisione di assegnarli due uomini di scorta.

Ora, che tutto è diventato più difficile, per non farlo sentire solo e per esprimergli solidarietà, in tanti sono accorsi alla spaghettata antimafie organizzata dell’Anpi in collaborazione con “Libera. Associazioni nomi e numeri contro le mafie”, ieri all’oratorio Helder Camara di San Polo.

Friselle pugliesi, polenta fritta, erbazzone reggiano, spaghetti: prelibatezze del sud e del nord, prodotti quasi tutti provenienti dalle terre confiscate alla mafie, coltivate da aziende agricole sociali d’agricoltura biologica. «Consumare i prodotti dei terreni confiscati alle mafie è un segnale importantissimo», ha sottolineato Annalisa Duri del coordinamento di Libera Reggio. «Spesso le terre dei mafiosi una volta confiscate vengono abbandonate. Questa è una sconfitta per lo stato e così la gente può dire “meglio quando c’era il mafioso”. Acquistando i prodotti di queste terre si ridà speranza alla faccia pulita dell’Italia».

Dopo pranzo, Tizian ha parlato di “Gotica. ‘Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” edito da Round Robin. 300 pagine con fatti, nomi e cognomi. continua a leggere …

Incontro con Giovanni Impastato, il video

sabato, gennaio 21st, 2012

Pubblichiamo un video di sintesi dell’incontro pubblico con Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato, giornalista e attivista ucciso dalla mafia.

L’evento, che si è tenuto il 25 Maggio 2011 nella centralissima Piazza Casotti, è stato un successo di pubblico.

L’incontro, promosso in collaborazione con il Consorzio Romero e Gabella, è stato condotto da Elia Minari del giornalino studentesco Cortocircuito e dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. L’assessore Franco Corradini del Comune di Reggio Emilia ha fatto i saluti iniziali.

Nostro padre e i suoi fratelli, tutti mafiosi” ci ha spiegato Giovanni Impastato “erano per noi delle figure protettive, ma tutto finisce quando lo zio Manzella viene ucciso”, “lì Peppino inizia a riflettere”. L’incontro si è concluso con l’elenco – commovente anche per Impastato – di tutti i giornalisti uccisi.

La Redazione di Cortocircuito

 

 

Se non visualizzi il video clicca qui.

Qui la foto completa

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Leggi anche:

5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
Giovani per la legalità: libro + dvd

5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie

domenica, dicembre 25th, 2011

VEDI IL VIDEO DELLE 5 AZIONI

Nella lotta alle mafie certamente le istituzioni possono fare molto, ma cosa può fare un semplice cittadino privo di responsabilità istituzionali o politiche? Cosa può fare colui che non è né magistrato, né poliziotto, né parlamentare? Colui che magari pensa con rassegnazione di essere “condannato” alla parte di spettatore o, nel migliore dei casi, alla parte di tifoso. Ci siamo sentiti porre questa domanda numerosissime volte, per questo abbiamo deciso di cercare di dare una risposta più chiara, attraverso cinque semplici azioni che ogni cittadino può attuare ogni giorno contro le mafie. Si tratta di semplici azioni nate da ciò che abbiamo imparato in questi anni, dalle nostre riflessioni, ma sono aperte anche alle vostre proposte e ai vostri suggerimenti (scrivi@cortocircuito.re.it).

Queste cinque azioni contro le mafie servono anche per smettere di lamentarsi soltanto, per smettere di delegare sempre agli altri. La magistratura e le forze dell’ordine svolgono un ruolo sicuramente indispensabile, ma non è sufficiente! Serve l’impegno di tutti noi, con piccoli gesti, che possono però creare seri problemi alle organizzazioni mafiose. Perché le mafie prosperano anche grazie ai nostri silenzi e alla nostra indifferenza.

A questo proposito, negli ultimi anni Falcone e Borsellino ci sono stati presentati troppo spesso come degli eroi-martiri solo da commemorare. Quest’immagine è fuorviante. Falcone e Borsellino non sono eroi, sono uomini che facevano il loro dovere, morti da uomini liberi. Chiamarli eroi si sposa con il distanziare il loro percorso con il nostro, si sposa con la deresponsabilizzazione del cittadino, si sposa con il delegare agli altri.

Per questi motivi, come gruppo “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie” e come redazione di “Cortocircuito”, web-tv e giornale studentesco indipendente di Reggio Emilia (www.cortocircuito.re.it) negli ultimi quattro anni abbiamo realizzato cortometraggi, video-inchieste, interviste e diverse iniziative antimafia, per cercare di sensibilizzare la cittadinanza sulla presenza delle mafie nella nostra città. E per invitare i nostri coetanei a uscire dall’indifferenza. 

Ecco le nostre 5 azioni:

- PRIMA AZIONE: INFORMARSI IN MODO CRITICO. E’ fondamentale informarsi ed informare, se non si conosce un fenomeno non si è in grado di fronteggiarlo e di combatterlo adeguatamente.
Tuttavia si tratta di un compito non facilissimo. I media spesso sono condizionati da molteplici aspetti di convenienza editoriale e politica. Inoltre sono diversi i casi in cui la stampa tende a derubricare probabili fatti di mafia ad atti di vandalismo o a “fenomeni elettrici”. Per questo è fondamentale, oltre a informarsi di piùinformarsi da più fonti; solo in questo modo è possibile formarsi un’idea più veritiera possibile su un determinato fatto. Informandovi da più fonti riuscirete ad essere giornalisti di voi stessi!
Inoltre è importante non prendere nessuna fonte, dal servizio televisivo all’articolo di giornale, come oro colato, ma non considerare una verità assoluta neanche un video di “youtube”. Essere quindi curiosi, ma anche dubbiosi.

- SECONDA AZIONE: CONSUMARE IN MODO CRITICO. E’ possibile acquistare i prodotti delle terre confiscate alle mafie, gestite prevalentemente da cooperative sociali di agricoltura biologica, riunite a livello nazionale da “Libera Terra”. E’ un segnale importantissimo perché spesso le terre dei mafiosi una volta confiscate vengono abbandonate: questa è una sconfitta per lo Stato e così la gente può dire “meglio quando c’era il mafioso”.
Inoltre si possono acquistare i prodotti nei negozi che aderiscono ad “Addiopizzo”, anche al nord. A Milano, per la Direzione Distrettuale Antimafia, oltre cinquemila commercianti pagherebbero il pizzo. Consumando in maniera critica è come se andassimo a votare ogni volta che facciamo la spesa.
E’ anche importante ricordare che ci vuole qualche cautela in più nel caso di ristoranti, pizzerie, imprese e negozi sorti improvvisamente con evidente impegno di consistenti capitali. Non sono pochi i casi in cui, anche nel nostro territorio, ci si è scontrati con luoghi coinvolti in azioni di riciclaggio di denaro mafioso.
Infine, anche se può sembrare scontato e anche se molte volte non è un fatto collegato alle mafie, bisogna sempre farsi fare lo scontrino, perché diversi commercianti “si dimenticano” di farlo.

- TERZA AZIONE: PARTECIPARE AL VOTO. Se non si sceglie si lascia che altri scelgano per noi. La mafia spesso offre i suoi pacchetti di voti alle elezioni: dalle comunali alle europee, per questo occorre partecipare al voto, incluso quello referendario. E’ importante cercare di scegliere i candidati “più puliti”, perché le mafie non sono ne’ di destra ne’ di sinistra, spesso puntano sul cavallo vincente. Indicare la preferenza è fondamentale, perché meno elettori usano il proprio voto di preferenza più facile sarà per pochi elettori vicini a un’organizzazione mafiosa fare entrare, ad esempio, in un consiglio comunale il proprio candidato.

- QUARTA AZIONE: NON ACCETTARE SCORCIATOIE. Per combattere le mafie, bisognerebbe imparare a dire no alle tante scorciatoie che la vita offre ogni giorno, ai favori, alle raccomandazioni, preferendo “al puzzo del compromesso morale, il fresco profumo della libertà”, come auspicava il giudice Paolo Borsellino.

- QUINTA AZIONE: DENUNCIARE-PARTECIPARE. L’indifferenza è compromesso. Il silenzio degli onesti è il pericolo maggiore che ci sia per la democrazia. Noi crediamo che ogni cittadino possa fare la sua parte, anzi debba fare la sua parte, contro il radicamento mafioso nella nostra città. Perché come dice il secondo paragrafo dell’articolo 4 della nostra bella Costituzione “Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.” Quindi l’indifferenza è incostituzionale!

Occorre uscire dal silenzio e prendere parola. Perché una libertà passiva non esiste, la libertà va esercitata ogni giorno, per lei occorre spendersi.

Inoltre chi lavora in istituti di credito, chi è notaio, chi è proprietario di immobili, aziende, imprese, ecc… può fare di più. Ci siamo spesso chiesti come si comportino questi cittadini quando si accorgono che il denaro trattato potrebbe essere frutto di reati di mafia. Vogliamo credere che sceglierebbero di perdere un cliente, un’occasione di lavoro, di vedere sfumare un affare, con la soddisfazione di aver dato un contributo al prevalere della società degli onesti su quella dei criminali. E’ sufficiente che siano indifferenti alla provenienza dei soldi perché il risultato sia esattamente l’opposto.

Adesso non abbiamo più scuse, non possiamo più dire “non lo sapevo”. Perché solo il coraggio degli onesti può riaccendere la speranza, capendo che con le mafie non può esserci futuro. Aspettiamo i vostri suggerimenti e le vostre proposte per migliorare insieme queste cinque azioni (scrivi@cortocircuito.re.it).

 

Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo, Federico Marcenaro, Luca Gemmi, Andrea Franzoni, Alberto Masssari, Francesca Montanari, Matteo Davoli, Francesco Chiriatti, Marco Pisi, Riccardo Pelli, Pietro Montorsi, Francesco Giglioli, Valentina Barbieri, Gabriele Manici, Aya Radwan e  Xhesika Shkurti.

“Giovani a Reggio Emilia contro le mafie” e redazione di Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco di Reggio Emilia.

(aggiornato il 23 Marzo 2013)

VEDI IL VIDEO DELLE 5 AZIONI

 

 

Bibliografia: “La convergenza” di Nando dalla Chiesa, “La giustizia è una cosa seria” di Antonio Nicaso e Nicola Gratteri, “Sulle regole” di Gherardo Colombo, “Nomi, cognomi e infami” di Giulio Cavalli, “Nel labirinto degli dei” di Antonio Ingroia.

La legalità non è una limitazione della libertà, ma l’unica strada per raggiungere davvero la libertà”.
Nicola Gratteri e Antonio Nicaso

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Vedi anche:

Cosa possiamo fare contro le mafie? 5 azioni possono fare la differenza! (video)
Libera rilancia a livello nazionale le nostre 5 azioni contro le mafie

- Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio sull’immigrazione
- Malainformazione: i luoghi comuni dell’informazione, ovvero la scomparsa dei fatti

4 nuovi video per la legalità, contro le mafie

domenica, dicembre 11th, 2011

Pubblichiamo quattro video che documentano alcune attività da noi recentemente realizzate:

- Il primo video documenta alcuni estratti dell’incontro pubblico del 29 Novembre 2011 ad Albinea (RE) con Nicola GratteriProcuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, ed Antonio Nicasostudioso e scrittore, nonché uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale.
Nel video il Procuratore Gratteri spiega, portando il chiaro esempio di un supermercato della ‘ndrangheta, di come “le mafie non producano ricchezza e neppure lavoro“. Inoltre il Prof. Nicaso ci mette in guardia: “in Italia le mafie non le abbiamo mai combattute, perché non abbiamo mai voluto combatterle”, abbiamo combattuto solo la “macelleria criminale”, i poveracci, aggiungendo “chi ancora può credere che il capo della mafia sia Totò Rina o Bernardo Provenzano? .. se questi fossero stati i capi della mafia li avremmo già distrutti da tanto tempo”.
Inoltre chiariscono “i mafiosi quando sono venuti al nord sono entrati in certi ambiti perché qualcuno ha aperto loro la porta, perché qualcuno non ha saputo dire no ai soldi e ai voti delle mafie”.
L’incontro è stato introdotto da Elia Minari del Giornalino studentesco Cortocircuito e dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. Noi continueremo a combattere le mafie prendendo parola e utilizzando lo strumento della cultura, unica pistola sfuggita dalle mani della mafia. QUI il video.

- Il secondo video: brevi discorsi improvvisati di Nuccia Ciambrone ed Elia Minari per presentare le attività dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie” e del Giornalino studentesco Cortocircuito, in occasione della serata “In-patto” del 5 Novembre 2011 in piazza Martiri del 7 Luglio a Reggio Emilia. Evento organizzato insieme al gruppo “Quanto Basta”. QUI il video.

- Il terzo video è l’intervista -da noi realizzata- a Piercamillo Davigoex pm del pool “Mani Pulite” e uno dei massimi esperti di corruzione. Attualmente è Giudice alla Corte Suprema di Cassazione. QUI il video.

- Infine, il quarto, è un video shock: dopo aver inaugurato la targa in memoria di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino ai Giardini di Reggio Emilia, ci si avvicina un ragazzo originario della Sicilia che ci dice “Provenzano faceva lavorare i giovani, faceva solo appalti.” Ma la realtà è molto diversa… Come ci ha spiegato più volte il Procuratore Antimafia di Reggio Calabria Gratteri, nella mafia -se si entra poveri- se ne esce morti o morti di fame. Inoltre la mafia quando ti dà un lavoro ti toglie tutto il resto: i diritti, e soprattutto la dignità. QUI il video.

Tutte le riprese sono state fatte da Federico Marcenaro del Giornalino studentesco Cortocircuito.

La Redazione di Cortocircuito

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Vedi anche:

5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
- Giovani per la legalità: libro + dvd
- Video-intervista a Nicola Gratteri, Procuratore Antimafia di Reggio Calabria
- Intervista a Antonio Nicaso, esperto internazionale di ‘ndrangheta

(11 Dicembre 2011)

Intervista a Manfredi Borsellino, figlio di Paolo Borsellino

martedì, settembre 20th, 2011

Manfredi Borsellino con il padre e la madre

Manfredi Borsellino è figlio del famoso giudice Paolo Borsellino, ucciso con un’auto esplosiva il 19 Luglio 1992 a Palermo.
Quando Paolo Borsellino, ora simbolo mondiale della lotta contro le mafie, saltò in aria in via D’Amelio il figlio Manfredi aveva 21 anni. Manfredi Borsellino, attualmente Commissario di Polizia di Cefalù (PA), sta continuando a servire lo Stato, come fece il padre fino alla morte. Lo abbiamo contattato telefonicamente per un’intervista.

- Dopo la strage di Capaci nel ‘92, il Giudice Borsellino confessò ad Antonio Ingroia che si sentiva invecchiato di 10 anni in pochi giorni. Uno stato d’animo di cui la famiglia ebbe modo di accorgersi?

Dopo la morte di Falcone mio padre cambiò. Prima era una persona estremamente divertente, con un umorismo abbastanza spiccato: non amava prendersi sul serio e scherzava anche sulle cose più drammatiche. Dopo la strage di Capaci invece si chiuse un poco in se stesso e gradualmente, quasi a presagire la tragedia, si allontanò dalla famiglia. Fu da parte di mio padre un’operazione molto sottile. Era talmente preparato all’eventualità di essere, da un momento all’altro, vittima di un attentato che voleva prepararci al periodo successivo alla sua eventuale morte.

Lei questo quando lo comprese?*

Noi lo capimmo soltanto dopo la morte di mio padre, infatti in quei famosi 57 giorni (tra l’attentato a Falcone e quello a Borsellino, ndr) io e le mie sorelle non comprendevamo questo atteggiamento di mio padre. [...] Invece oggi siamo grati a mio padre per aver fatto in modo che noi potessimo, non solo accettare la sua morte violenta e improvvisa, ma fossimo anche preparati a sostenere tutte le difficoltà, tutti gli assalti anche indiscriminati dei mass media e dell’opinione pubblica dopo la sua morte. Malgrado io e le mie sorelle fossimo abbastanza giovani, io avevo appena 21 anni quando mio padre ci lasciò, ci ritrovammo delle persone molto più adulte dell’età che avevamo.

- Le facciamo una domanda molto “difficile”, secondo lei suo padre poteva essere salvato?

Si, credo che si poteva evitare. Si sapeva che la prossima vittima designata, dopo l’attentato a Giovanni Falcone, era mio padre. Quindi lo Stato era nelle condizioni di salvare mio padre, costringendolo o indulgendolo ad allontanarsi da Palermo con la famiglia in quei giorni drammatici successivi la strage di Capaci. Invece non arrivò nessun segnale da parte del Governo di allora. [...] E’ mia personale convinzione che se mio padre fosse stato costretto, anche contro la sua volontà, ad allontanarsi da Palermo per raggiungere una località segreta, determinati scenari sarebbero mutati velocemente e mio padre probabilmente non sarebbe stato assassinato. Però purtroppo con i se non si può cambiare il corso della storia.

- Lei ha studiato legge ed è oggi Commissario di Polizia. Quanto ha influito nella sua scelta il fatto di essere figlio di Paolo Borsellino?

Mio padre è stato magistrato, mio nonno materno è stato magistrato, mio bisnonno è stato un giudice militare: una certa aria di giustizia e di legge l’ho respirata fin da bambino. Ho voluto continuare questa strada familiare, anche se con un incarico diverso, poiché credo tantissimo nei valori della giustizia e dell’onestà. Amo a dismisura la mia terra e la città in cui vivo, ho il dovere di fare di tutto per cambiarla in meglio. Indubbiamente la scelta del lavoro è stato influenzata anche dal fatto che mio padre era quasi sempre circondato da poliziotti di scorta o da carabinieri o finanzieri che lo aiutavano nell’attività investigativa, per cui sono sempre stato attratto dal lavoro svolto da questi validissimi collaboratori di mio padre. continua a leggere …

Noicontrolemafie 2011

giovedì, maggio 19th, 2011

Noicontrolemafie 2011 – Ci sono loro. Ma ci siamo anche noi.

E’ questo il titolo del festival della legalità che si svolgerà a Reggio Emilia il 27, 28 e 29 Maggio 2011. Si tratta di una tre giorni di convegni, seminari, conferenze e spettacoli, promossa dalla Provincia di Reggio Emilia, con l’ideazione e la direzione scientifica del professor Antonio Nicaso e la cura educational della Dott.ssa Rosa Frammartino.

Nel corso del festival saranno anche proiettati video e spot contro le mafie realizzati dal giornalino studentesco Cortocircuito insieme ai “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. Saremo sempre noi giovani a gestire il punto informazione-accoglienza all’entrata del festival nella giornata conclusiva del 29 Maggio al parco Cervi (ex Tocci). Vi aspettiamo!

La Redazione di Cortocircuito

- Clicca qui per leggere il programma (pdf)

Intervista a Ingroia, Procuratore Antimafia di Palermo

martedì, aprile 19th, 2011

Antonio Ingroia da noi intervistato

(clicca qui per vedere il video di questa intervista)

Antonio Ingroia è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Si forma professionalmente a Palermo, dove nel 1987 entra nel pool di Falcone e Borsellino, quest’ultimo l’aveva espressamente voluto al proprio fianco. Sostituto procuratore a Palermo dal 1992, diviene un importante Pubblico Ministero Antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata e conduce processi molto rilevanti sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell’economia. Una delle indagini che fanno capo a lui riguarda Marcello Dell’Utri, Senatore del Pdl e cofondatore di Forza Italia, che avrebbe fatto da ponte tra mafia del sud e mondo imprenditoriale del nord. Ha recentemente ascoltato il testimone Massimo Ciancimino e il pentito Gaspare Spatuzza, le cui parole hanno fatto molto clamore a livello nazionale.

- Il 19 gennaio scorso a Castelvetrano è stata una giornata di sconfitta per la legalità. Qualcuno si è scusato per quel teatro vuoto? (Per sapere cos’è accaduto il 19 Gennaio 2011 a Castelvetrano clicca qui )

Sì, ho poi ricevuto le scuse dell’assessore regionale alla pubblica istruzione che ha organizzato una sorta di manifestazione riparatrice qualche settimana dopo, nella parco archeologico di Selinunte, con la partecipazione di tutte le scuole, inclusi i dirigenti scolastici e delle autorità. Il governo regionale ha cercato di dare una dimostrazione di attenzione, attribuendo quella aggiornata ad un difetto di comunicazione. continua a leggere …

Video-intervista a Ingroia, Procuratore aggiunto della DDA di Palermo

giovedì, marzo 17th, 2011


Se non visualizzi il video clicca qui.

Antonio Ingroia è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Si forma professionalmente a Palermo, dove nel 1987 entra nel pool di Falcone e Borsellino, quest’ultimo l’aveva espressamente voluto al proprio fianco. Sostituto procuratore a Palermo dal 1992, diviene un importante Pubblico Ministero Antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata e conduce processi molto rilevanti sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell’economia. Una delle indagini che fanno capo a lui riguarda Marcello Dell’Utri, Senatore del Pdl e cofondatore di Forza Italia, che avrebbe fatto da ponte tra mafia del sud e mondo imprenditoriale del nord. Ha recentemente ascoltato il testimone Massimo Ciancimino e il pentito Gaspare Spatuzza, le cui parole hanno fatto molto clamore a livello nazionale.

La Redazione di Cortocircuito

P.S. Per sapere cos’è accaduto il 19 Gennaio 2011 a Castelvetrano, di cui si parla nella prima domanda, clicca qui.

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Leggi anche:

Sala vuota per Borsellino nel paese del boss, i video
5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
Intervista a Antonio Ingroia (testo scritto)

(17 Marzo 2011)

Incontro con Nicaso, esperto internazionale di mafie

giovedì, gennaio 6th, 2011

Antonio Nicaso, studioso e scrittore, nonchè uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale, ha presentato il suo ultimo libro “La mafia spiegata ai ragazzi” a Reggio Emilia. L’incontro si è tenuto il 10 Dicembre 2010 alla Gabella, spazio del Comune sotto l’arco di via Roma ed è stato condotto da Elia Minari del giornalino studentesco Cortocircuito.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione di Cortocircuito con il progettoPercorsi di cittadinanza e legalità” che il Consorzio Cooperativo “Oscar Romero” promuove con le scuole superiori di Reggio Emilia, dando continuità ad un’esperienza educativa che, ancora oggi alla sua quinta edizione, è affidata alla direzione scientifica della Dott.ssa Rosa Frammartino. Il giornalino studentesco Cortocircuito è il media partner ufficiale dell’edizione progettuale 2010/11.

I seguenti video sono una sintesi dell’interessantissimo incontro, in cui si è parlato anche della realtà reggiana, dando ai presenti l’opportunità di formulare tante domande. Il Prof. Nicaso non si è sottratto e ci ha dato spiegazioni molto dettagliate e assolutamente meritevoli di ascolto. Per facilitare la visualizzazione di una sintesi dell’incontro abbiamo realizzato 3 video di circa 10 minuti ciascuno. Clicca qui per vedere l’INDICE DEI FILMATI.

La Redazione di Cortocircuito

1) Come nasce il libro e che cos’è la mafia?

2) La mafia al nord e a Reggio Emilia

3) Interventi dal pubblico e conclusioni

Antonio Nicaso è scrittore, ricercatore e consulente italiano, è uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale. Insegna storia delle organizzazioni criminali negli Stati Uniti. Nel 1995 ha pubblicato “Global mafia”, un libro che per la prima volta ha introdotto e spiegato il concetto di partenariato criminale. Ha scritto insieme a Nicola Gratteri, Procuratore Antimafia di Reggio Calabria, “Fratelli di sangue” e “La Malapianta”, che hanno venduto più di 250.000 copie. Recentemente ha scritto “La mafia spiegata ai ragazzi”, un libro destinato a lasciare il segno. clicca qui per vedere l’INDICE DEI FILMATI …

Primo sangue: Rosanna Scopelliti e Aldo Pecora in Gabella

martedì, dicembre 21st, 2010

Martedì 21 Dicembre 2010 alle 21 in Gabella (sotto l’arco di via Roma) ci sarà un incontro pubblico con Rosanna SCOPELLITI, figlia di Antonino Scopelliti, magistrato ucciso dalla mafia nel 1991 e Aldo PECORA, fondatore del movimento antimafia “Ammazzateci tutti” e autore di “PRIMO SANGUE”, libro sulla morte del Giudice Antonino Scopelliti che sarà presentato nel corso della serata. L’evento, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, è promosso da “Percorsi di cittadinanza e legalità“, curati dalla Dott.ssa Rosa Frammartino, insieme ai “Giovani contro le mafie” e al giornalino studentesco Cortocircuito, media partner ufficiale dell’evento.

L’evento sarà condotto da Giulia Domenichini di Cortocircuito.

“Il 9 agosto 1991 il giudice Antonino Scopelliti venne ucciso in un agguato a Campo Calabro, lasciando la moglie e la figlia di sette anni, Rosanna, della cui esistenza, per motivi di sicurezza, pochissimi sapevano. La morte di Scopelliti, impegnato in quei giorni in Cassazione per il maxi-processo di Palermo, aprì di fatto la stagione delle stragi, il duro e ambiguo confronto tra Stato e mafia che avrebbe portato, poco dopo, alle morti di Falcone e Borsellino.”

La Redazione di Cortocircuito

(clicca sulla locandina a sinistra per allargarla)


Aggiornato il cortometraggio sulla mafia!

venerdì, dicembre 17th, 2010

Il “work in progress” del nostro cortometraggio sulla mafia a Reggio Emilia sta continuando.

Seguendo le vostre indicazioni l’abbiamo ancora decisamente migliorato! Per vederlo clicca qui.

Inviaci i tuoi commenti a scrivi@cortocircuito.re.it !!

La Redazione di Cortocircuito

Video-intervista a Gratteri, Procuratore aggiunto della DDA di Reggio Calabria

mercoledì, dicembre 8th, 2010

Se non visualizzi il video clicca qui.

Nicola Gratteri è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Attualmente è uno dei magistrati più conosciuti della DDA. Impegnato da tanti anni in prima linea contro la ’ndrangheta, la criminalità organizzata calabrese, dal 1989 vive sotto scorta ed è sfuggito a diversi attentati. Specializzatosi nella lotta al traffico internazionale di droga, ha contribuito alla cattura di oltre 120 latitanti. E’ stato titolare di inchieste che hanno portato alla decimazione dei vertici delle più importanti cosche, ha lavorato anche sulla strage di Duisburg, in Germania. Nicola Gratteri è il magistrato che conosce meglio le distorsioni del sistema penale/investigativo/penitenziario che permettono all’ndrangheta di prosperare in tutto il mondo.

La Redazione di Cortocircuito

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Leggi anche:

- Intervista a Nicola Gratteri (testo scritto)
- 5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri

(8 Dicembre 2010)

Intervista a Gratteri, Procuratore Antimafia di Reggio C.

martedì, dicembre 7th, 2010

Nicola Gratteri da noi intervistato

(clicca qui per vedere il video di questa intervista)

Nicola Gratteri è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Attualmente è uno dei magistrati più conosciuti della DDA. Impegnato da tanti anni in prima linea contro la ’ndrangheta, la criminalità organizzata calabrese, dal 1989 vive sotto scorta ed è sfuggito a diversi attentati. Specializzatosi nella lotta al traffico internazionale di droga, ha contribuito alla cattura di oltre 120 latitanti. E’ stato titolare di inchieste che hanno portato alla decimazione dei vertici delle più importanti cosche, ha lavorato anche sulla strage di Duisburg, in Germania. Nicola Gratteri è il magistrato che conosce meglio le distorsioni del sistema penale/investigativo/penitenziario che permettono all’ndrangheta di prosperare in tutto il mondo.

- Partiamo dai fondamenti: che cos’è la ‘ndrangheta?

In questo momento è l’organizzazione più arrogante e più forte, perché più ricca. Questo perché ha il quasi monopolio di importazione di cocaina in Europa e perché ha strutture patriarcali con il vincolo di sangue, quindi il rischio di collaboratori di giustizia è quasi minimo. In questo modo la ‘ndrangheta è l’organizzazione più solida e più credibile all’estero da parte delle altre organizzazioni criminali.

- La ‘ndrangheta è sempre più ricca, ma la Calabria continua a esser la regione più povera d’Italia. Com’è possibile?

La ‘ndrangheta non si arricchisce e commette reati per far vivere meglio i calabresi, la ‘ndrangheta è un’organizzazione che mira ad arricchirsi per fini propri, per fini che riguardano gli organizzatori e gli associati stessi all’organizzazione. Gli investimenti li fanno al centro-nord Italia e in Europa.

"La Malapianta", il libro

- Perché non in Calabria? Perché la ‘ndrangheta non investe in Calabria?

Ci sono vari motivi. Intanto investire in Calabria vuol dire maggiore visibilità, se io sto in Calabria e ho grosse possibilità economiche attirano l’attenzione da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, invece se io investo a Modena ho maggiori possibilità di mimetizzare la ricchezza, perché sono in una provincia ricca. Inoltre tenere la gente povera vuol dire schiacciarla, soggiogarla, vuol dire tenerla sempre con la mano tesa, vuol dire tenerla sempre nel bisogno.

- Si sente spesso dire che le mafie condizionano il voto, anche la ‘ndrangheta? Lo fa solo in Calabria?

Posso andare oltre nel dirle che spesso sono i candidati ad andare a casa dei capimafia a chiedere i voti. Questo significa che le mafie e l’ndrangheta sono ancora più forti di prima e quindi che godono di maggiore credibilità e di maggiore potere contrattuale rispetto a quello politico in Calabria.

- Secondo lei quanti voti riesce a spostare la ‘ndrangheta? Inoltre, la ‘ndrangheta è più di destra o di sinistra?

Riesce a spostare un 20%, quindi basta che la ‘ndrangheta sposti il pacchetto di voti a destra o a sinistra determinando la scelta del sindaco. continua a leggere …

Intervista a Nicaso, esperto internazionale di ‘ndrangheta

martedì, novembre 30th, 2010

Antonio Nicaso da noi intervistato

Antonio Nicaso è scrittore, ricercatore e consulente italiano, è uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale. Insegna storia delle organizzazioni criminali negli Stati Uniti. Nel 1995 ha pubblicato “Global mafia”, un libro che per la prima volta ha introdotto e spiegato il concetto di partenariato criminale. Ha scritto insieme a  Nicola Gratteri, Procuratore Antimafia di Reggio Calabria, “Fratelli di sangue” e “La Malapianta”, che hanno venduto più di 250.000 copie. Recentemente ha scritto “La mafia spiegata ai ragazzi”, un libro destinato a lasciare il segno.

- Lei recentemente ha dichiarato “Qui siamo in presenza di un insediamento vero e proprio delle famiglie malavitose. Nel Reggiano ci sono veri e propri locali di ‘ndrangheta.” In base a cosa ha tratto delle conclusioni così drastiche su Reggio Emilia?

In questa provincia non ci sono soltanto infiltrazioni, c’è un radicamento di ‘ndrangheta. Queste sono notizie che vengono da informative e da testimonianze di collaboratori di giustizia, grazie ai quali è stato possibile tracciare una mappatura della presenza della ‘ndrangheta in questa provincia.

- Però molti sostengono che la criminalità organizzata a Reggio Emilia riguarda solo i calabresi, o comunque soli i meridionali, e non va ad intaccare il sistema sociale ed economico reggiano. Lei cosa ne pensa?

Penso che non sia vero. Inizialmente dei mafiosi sono arrivati qui attraverso l’istituto del soggiorno obbligato, ma poi si sono radicati e hanno cominciato ad infiltrarsi e a radicarsi in alcuni settori vitali di questa provincia. Per entrare in questi settori spesso c’è bisogno di una sponda  reggiana, c’è bisogno di un imprenditore che cerca manodopera a basso prezzo, c’è bisogno di un imprenditore che attraverso l’autotrasporto vuole risparmiare dei soldi, quindi inserendosi prima nell’edilizia e poi in tanti altri settori di questa provincia la ‘ndrangheta è riuscita a radicarsi e a riciclare tanto denaro sporco.

Fratelli di sangue, il libro

- A Reggio Emilia qualche mese sono anche esplose due bombe sotto altrettante auto a poca distanza spazio-temporale l’una dall’altra e pochi giorni dopo l’arresto di una famiglia di usurai. Cosa sta accadendo a Reggio Emilia? Non si tratta più solo dei famosi colletti bianchi che si infiltrano silenziosamente nell’economia del nord del Paese?

La ‘ndrangheta non si inserisce soltanto nei flussi finanziari, ha anche una forte solidità territoriale. Spesso spara quando è costretta a farlo, perché generalmente la ‘ndrangheta -ma in generale le mafie- sono molto più forti quando non sparano e quando si muovono sotto traccia; spesso  devono sparare perché rispondono ad una logica: quella di colpire uno per educarne cento. Questi sono segnali di nervosismo, perché in condizioni normali la ‘ndrangheta tende a taglieggiare gli imprenditori senza farsi sentire e senza farsi notare.

- La mafia, secondo lei, è riuscita a cogliere il trend della globalizzazione?

La ‘ndrangheta è forse una delle poche organizzazioni criminali che è riuscita a coniugare il vecchio e il nuovo: la capacità di restare ancorata alle tradizioni, alle regole, ai riti di iniziazione, ecc…, ma anche la capacità  di cogliere il trend della globalizzazione. La ’ndrangheta è l’organizzazione criminale che utilizza di più Internet per riciclare denaro, è un’organizzazione che utilizza Skype, che investe in borsa e che utilizza tutte le nuove tecnologie a disposizione in questo momento. continua a leggere …

Il nostro videomessaggio per Pino Maniaci e Telejato

domenica, novembre 28th, 2010

Videomessaggio a sostegno di Pino Maniaci, coraggioso giornalista siciliano direttore della piccola emittente televisiva Telejato, minacciato -anche fisicamente- dalla mafia. Per ribadire il nostro NO ALLE MAFIE E ALLE CENSURE ALL’INFORMAZIONE LIBERA.

Pubblichiamo due video: il primo filmato, a differenza del secondo, non contiene la sintesi della nostra telefonata con Pino Maniaci.

La Redazione di Cortocircuito

Se non visualizzi il video clicca qui.

Se non visualizzi il video clicca qui.

Realizzato da:
- Cortocircuito, giornalino studentesco di Reggio Emilia (www.cortocircuito.re.it)
- Giovani a Reggio Emilia contro le mafie (cercali su Facebook)
- “Percorsi di legalità e cittadinanza” delle scuole superiori di Reggio Emilia, progetto promosso dal Consorzio Cooperativo “O. Romero” e coordinato da Rosa Frammartino

Video girato a “La Gabella”, spazio del Comune di Reggio Emilia.

Anche da Reggio Emilia, i giovani contro le mafie dicono: “SIAMO TUTTI TELEJATO“.
Il nostro messaggio a Pino Maniaci e alla famiglia di Telejato.
Accanto alla piccola TV di Partinico (PA) che fa grande informazione contro i boss.
Domenica 28 Novembre 2010

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Vedi anche:

Le foto della registrazione del videomessaggio per Telejato
Intervista completa a Pino Maniaci (testo scritto)

Inoltre:

- 5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri

(28 Novembre 2010)

Intervista a Pino Maniaci, coraggioso giornalista siciliano

domenica, novembre 28th, 2010

Pino Maniaci è direttore della piccola emittente televisiva siciliana Telejato, da più di dieci anni in prima linea nella lotta contro la mafia. Telejato con sede a Partinico, in provincia di Palermo, ha un “bacino d’utenza” caratterizzato storicamente dalla forte presenza mafiosa: Corleone, Cinisi, Montelepre, Alcamo, Partinico, Castellammare del Golfo, San Giuseppe Jato. Pino Maniaci ha ricevuto molteplici minacce e subito diversi attentati mafiosi, tra i più gravi c’è l’incendio dell’auto e il pestaggio ad opera del figlio di un boss mafioso. Telejato e Pino Maniaci sono considerati, a livello internazionale, un baluardo della lotta contro le mafie e della libera informazioneAbbiamo contattato telefonicamente Pino per un’intervista.

- Che cos’è Telejato?

Telejato è definita la più piccola emittente d’Italia, anche se non credo sia così, la definiamo così in modo paradossale per dire che dalla più piccola emittente d’Italia, sotto la direzione di Pino Maniaci dal 1999, si fanno nomi e cognomi dei mafiosi presenti nel nostro territorio, un po’ come l’ufficio anagrafe. Abbiamo anche un nostro motto -molto bello- che dovrebbe diventare il motto di tutti siciliani onesti “loro si sentono uomini d’onore e per noi disonorarli è una questione d’onore”, questo è il vessillo che si è dato Telejato nel tempo per combattere questo cancro della nostra società -della Sicilia- chiamato mafia. Telejato la rilevai nel 1999 perché stava per chiudere e da lì iniziò un’avventura che sinceramente non pensavo mi portasse a tanto, nel senso di minacce, intimidazioni e quant’altro. Abbiamo comunque deciso di andare avanti “senza se e senza ma” e di combattere questo fenomeno.

- Chi è che ce l’ha con lei Pino Maniaci? Ricordiamo che ha ricevuto più di 250 querele, come mai? continua a leggere …

Il nostro collegamento tv per “Cose Nostre”

sabato, novembre 6th, 2010

Cose Nostre” e’ la maratona televisiva nazionale per la legalità lanciata su internet per ricordare Angelo Vassallo. E’ andata in onda venerdì 5 novembre 2010 alle 20, a due mesi esatti dalla morte del sindaco di Pollica ucciso nel suo paese, su 180 micro web tv e sui grandi network editoriali Repubblica TV, Corriere.it, Rainews24, Current (canale 130 di Sky), l’Unità, Wired, Il Fatto Quotidiano, Il Sole24Ore, Tg3 web. Alla maratona televisiva ha partecipato anche Reggio Emilia con un collegamento video realizzato dal giornalino studentesco Cortocircuito.

Nel breve collegamento da Reggio, registrato il 30 Ottobre 2010 in Gabella e coordinato da Elia Minari del giornalino studentesco Cortocircuito, oltre ad andare in onda alcune risposte della gente sulla mafia a Reggio Emilia da noi raccolte, sono intervenuti Enrico Bini – Presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia, Mauro Ponzi – Presidente consorzio Oscar Romero, Nuccia Ciambrone dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie” e Giulia Domenichini del giornalino studentesco Cortocircuito.

Ecco il video del collegamento tv da Reggio Emilia, da noi realizzato:

 

Se non visualizzi il video clicca qui.

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Vedi anche:

Le foto della registrazione del collegamento da Reggio Emilia
Il video completo della maratona televisiva nazionale “Cose Nostre”
La rassegna stampa sul nostro collegamento per “Cose Nostre”

Inoltre:

5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
Il nostro videomessaggio per Pino Maniaci e Telejato (l’omertà)
A Reggio Emilia è presente la mafia? -il nostro cortometraggio
Memorie di un amante (Angelo Vassallo) by Gabriele Manici
- Giovani per la legalità: libro + dvd


A Reggio Emilia è presente la mafia? – il cortometraggio

mercoledì, novembre 3rd, 2010

Assolutamente non penso, questo sentore me lo da il fatto che il tessuto sociale mi sembra abbastanza integro e sano”. E’ una delle tante risposte che abbiamo ricevuto dalla gente alla domanda: “Secondo lei, a Reggio Emilia è presente la mafia?”.

Pubblichiamo il cortometraggio, da noi realizzato, sulla presenza mafiosa a Reggio Emilia.

La Redazione di Cortocircuito

Se non visualizzi il video clicca qui.

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Vedi anche:

5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
Il nostro videomessaggio per Pino Maniaci e Telejato (l’omertà)

(3 Novembre 2010)