Posts Tagged ‘procuratore’

Intervista a Spataro, Procuratore aggiunto di Milano

martedì, maggio 24th, 2011

Armando Spataro da noi intervistato

(clicca qui per vedere il video di questa intervista)

Armando Spataro è Procuratore aggiunto di Milano. E’ Coordinatore del Gruppo specializzato nel settore dell’antiterrorismo ed è tra i dirigenti dell’Associazione Nazionale Magistrati. Si è occupato prima di sequestri di persona e poi di terrorismo di sinistra, coordinando tutte le inchieste milanesi fino al 1989. Successivamente si è occupato di criminalità organizzata, partecipando alla Direzione Distrettuale Antimafia dal 1991, anno in cui si è costituita. Nel 1994 ha fatto parte del pool di “Mani Pulite”. Nel 1998 è stato eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Dal 2003 coordina il Dipartimento Terrorismo ed Eversione, diventando responsabile di indagini su terrorismo interno ed internazionale: in particolare quello di matrice islamica, tra cui il caso dell’imam egiziano Abu Omar.

- Le cause aperte nel nostro paese sono più di 9 milioni. Secondo lei, cosa si potrebbe e dovrebbe fare, in concreto, per snellire i tempi comunque biblici della giustizia italiana? […]

Per venire incontro alla soluzione di questi problemi si possono fare tante cose, nessuna di quelle che il governo mette in campo. Processo breve, processo lungo, legittimo impedimento, lodo Alfano, separazione delle carriere, separazione dei ruoli di Pubblico Ministero e della polizia giudiziaria: nulla per l’efficienza e i tempi della giustizia. Ciò che serve invece è semplificare il rito, il rito del processo penale negli anni si è ingolfato, perché in nome di presunte garanzie sono state immesse nell’ordinamento una serie di norme che hanno solo introdotto formalismi e non effettività della tutela dei diritti. Basti pensare alle impugnazioni, in nessun’altra parte del mondo una Corte di Cassazione ha presso di sé pendenti decine di migliaia di processi. Basti pensare alle notifiche. Basti pensare che al termine dell’indagine il Pubblico Ministero non può essere certo di averla chiusa, perché ancora esiste una fascia di attività che il difensore potrebbe chiedere allungando i tempi. Basti pensare alla prescrizione ormai così ridotta, da indurre gli avvocati, del tutto legittimamente, a tentare di allungare i processi per ottenerla. continua a leggere …

Intervista a Ingroia, Procuratore Antimafia di Palermo

martedì, aprile 19th, 2011

Antonio Ingroia da noi intervistato

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Antonio Ingroia è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Si forma professionalmente a Palermo, dove nel 1987 entra nel pool di Falcone e Borsellino, quest’ultimo l’aveva espressamente voluto al proprio fianco. Sostituto procuratore a Palermo dal 1992, diviene un importante Pubblico Ministero Antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata e conduce processi molto rilevanti sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell’economia. Una delle indagini che fanno capo a lui riguarda Marcello Dell’Utri, Senatore del Pdl e cofondatore di Forza Italia, che avrebbe fatto da ponte tra mafia del sud e mondo imprenditoriale del nord. Ha recentemente ascoltato il testimone Massimo Ciancimino e il pentito Gaspare Spatuzza, le cui parole hanno fatto molto clamore a livello nazionale.

- Il 19 gennaio scorso a Castelvetrano è stata una giornata di sconfitta per la legalità. Qualcuno si è scusato per quel teatro vuoto? (Per sapere cos’è accaduto il 19 Gennaio 2011 a Castelvetrano clicca qui )

Sì, ho poi ricevuto le scuse dell’assessore regionale alla pubblica istruzione che ha organizzato una sorta di manifestazione riparatrice qualche settimana dopo, nella parco archeologico di Selinunte, con la partecipazione di tutte le scuole, inclusi i dirigenti scolastici e delle autorità. Il governo regionale ha cercato di dare una dimostrazione di attenzione, attribuendo quella aggiornata ad un difetto di comunicazione. continua a leggere …

Video-intervista a Spataro, Procuratore aggiunto di Milano

martedì, marzo 22nd, 2011

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Armando Spataro è Procuratore aggiunto di Milano. E’ Coordinatore del Gruppo specializzato nel settore dell’antiterrorismo ed è tra i dirigenti dell’Associazione Nazionale Magistrati. Si è occupato prima di sequestri di persona e poi di terrorismo di sinistra, coordinando tutte le inchieste milanesi fino al 1989. Successivamente si è occupato di criminalità organizzata, partecipando alla Direzione Distrettuale Antimafia dal 1991, anno in cui si è costituita. Nel 1994 ha fatto parte del pool di “Mani Pulite”. Nel 1998 è stato eletto componente del Consiglio Superiore della Magistratura. Dal 2003 coordina il Dipartimento Terrorismo ed Eversione, diventando responsabile di indagini su terrorismo interno ed internazionale: in particolare quello di matrice islamica, tra cui il caso dell’imam egiziano Abu Omar.

La Redazione di Cortocircuito

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Leggi anche:

- Intervista a Armando Spataro (testo scritto)

(22 Marzo 2011)

Video-intervista a Ingroia, Procuratore aggiunto della DDA di Palermo

giovedì, marzo 17th, 2011


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Antonio Ingroia è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Si forma professionalmente a Palermo, dove nel 1987 entra nel pool di Falcone e Borsellino, quest’ultimo l’aveva espressamente voluto al proprio fianco. Sostituto procuratore a Palermo dal 1992, diviene un importante Pubblico Ministero Antimafia, si occupa di noti casi legati alla malavita organizzata e conduce processi molto rilevanti sui rapporti tra la mafia e il mondo della politica e dell’economia. Una delle indagini che fanno capo a lui riguarda Marcello Dell’Utri, Senatore del Pdl e cofondatore di Forza Italia, che avrebbe fatto da ponte tra mafia del sud e mondo imprenditoriale del nord. Ha recentemente ascoltato il testimone Massimo Ciancimino e il pentito Gaspare Spatuzza, le cui parole hanno fatto molto clamore a livello nazionale.

La Redazione di Cortocircuito

P.S. Per sapere cos’è accaduto il 19 Gennaio 2011 a Castelvetrano, di cui si parla nella prima domanda, clicca qui.

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Leggi anche:

Sala vuota per Borsellino nel paese del boss, i video
5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri
Intervista a Antonio Ingroia (testo scritto)

(17 Marzo 2011)

Video-intervista a Gratteri, Procuratore aggiunto della DDA di Reggio Calabria

mercoledì, dicembre 8th, 2010

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Nicola Gratteri è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Attualmente è uno dei magistrati più conosciuti della DDA. Impegnato da tanti anni in prima linea contro la ’ndrangheta, la criminalità organizzata calabrese, dal 1989 vive sotto scorta ed è sfuggito a diversi attentati. Specializzatosi nella lotta al traffico internazionale di droga, ha contribuito alla cattura di oltre 120 latitanti. E’ stato titolare di inchieste che hanno portato alla decimazione dei vertici delle più importanti cosche, ha lavorato anche sulla strage di Duisburg, in Germania. Nicola Gratteri è il magistrato che conosce meglio le distorsioni del sistema penale/investigativo/penitenziario che permettono all’ndrangheta di prosperare in tutto il mondo.

La Redazione di Cortocircuito

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Leggi anche:

- Intervista a Nicola Gratteri (testo scritto)
- 5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie by Elia Minari, Nuccia Ciambrone, Gianluigi Iembo e altri

(8 Dicembre 2010)

Intervista a Gratteri, Procuratore Antimafia di Reggio C.

martedì, dicembre 7th, 2010

Nicola Gratteri da noi intervistato

(clicca qui per vedere il video di questa intervista)

Nicola Gratteri è Procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. Attualmente è uno dei magistrati più conosciuti della DDA. Impegnato da tanti anni in prima linea contro la ’ndrangheta, la criminalità organizzata calabrese, dal 1989 vive sotto scorta ed è sfuggito a diversi attentati. Specializzatosi nella lotta al traffico internazionale di droga, ha contribuito alla cattura di oltre 120 latitanti. E’ stato titolare di inchieste che hanno portato alla decimazione dei vertici delle più importanti cosche, ha lavorato anche sulla strage di Duisburg, in Germania. Nicola Gratteri è il magistrato che conosce meglio le distorsioni del sistema penale/investigativo/penitenziario che permettono all’ndrangheta di prosperare in tutto il mondo.

- Partiamo dai fondamenti: che cos’è la ‘ndrangheta?

In questo momento è l’organizzazione più arrogante e più forte, perché più ricca. Questo perché ha il quasi monopolio di importazione di cocaina in Europa e perché ha strutture patriarcali con il vincolo di sangue, quindi il rischio di collaboratori di giustizia è quasi minimo. In questo modo la ‘ndrangheta è l’organizzazione più solida e più credibile all’estero da parte delle altre organizzazioni criminali.

- La ‘ndrangheta è sempre più ricca, ma la Calabria continua a esser la regione più povera d’Italia. Com’è possibile?

La ‘ndrangheta non si arricchisce e commette reati per far vivere meglio i calabresi, la ‘ndrangheta è un’organizzazione che mira ad arricchirsi per fini propri, per fini che riguardano gli organizzatori e gli associati stessi all’organizzazione. Gli investimenti li fanno al centro-nord Italia e in Europa.

"La Malapianta", il libro

- Perché non in Calabria? Perché la ‘ndrangheta non investe in Calabria?

Ci sono vari motivi. Intanto investire in Calabria vuol dire maggiore visibilità, se io sto in Calabria e ho grosse possibilità economiche attirano l’attenzione da parte delle forze dell’ordine e della magistratura, invece se io investo a Modena ho maggiori possibilità di mimetizzare la ricchezza, perché sono in una provincia ricca. Inoltre tenere la gente povera vuol dire schiacciarla, soggiogarla, vuol dire tenerla sempre con la mano tesa, vuol dire tenerla sempre nel bisogno.

- Si sente spesso dire che le mafie condizionano il voto, anche la ‘ndrangheta? Lo fa solo in Calabria?

Posso andare oltre nel dirle che spesso sono i candidati ad andare a casa dei capimafia a chiedere i voti. Questo significa che le mafie e l’ndrangheta sono ancora più forti di prima e quindi che godono di maggiore credibilità e di maggiore potere contrattuale rispetto a quello politico in Calabria.

- Secondo lei quanti voti riesce a spostare la ‘ndrangheta? Inoltre, la ‘ndrangheta è più di destra o di sinistra?

Riesce a spostare un 20%, quindi basta che la ‘ndrangheta sposti il pacchetto di voti a destra o a sinistra determinando la scelta del sindaco. continua a leggere …