«Un nuovo statuto per il Movimento 5 Stelle». La proposta di Olivieri dopo il “caso Favia”

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano "Prima Pagina Reggio" il 18 Agosto 2012]

«Il Movimento 5 Stelle ha bisogno di un nuovo statuto». Il giorno dopo aver condannato le ospitate in tv a pagamento del collega grillino Giovanni Favia, il capogruppo dei 5 Stelle in Sala del Tricolore Matteo Olivieri suggerisce la sua linea per evitare in futuro il ripetersi di errori simili.

Le parole di Olivieri – intervistato da noi ieri – hanno riscosso successo tra la base del Movimento, che sul web ha apprezzato l’aver preso le distanze da una scelta, considerata da molti, quantomeno inopportuna. «Sono stupito ed amareggiato – aveva detto ieri Olivier i- perché conosco da tanti anni il consigliere regionale Favia. E’ un validissimo rappresentante del nostro movimento, ma questo volta bisogna ammetterlo: ha fatto un errore. Non potrà continuare a pagare per essere intervistato. Il M5S ha dimostrato che è possibile fare politica a costi bassissimi».

Quando gli chiediamo come Favia abbia potuto scegliere in modo autonomo di pagare per andare in tv, in un movimento che si vanta di condividere tutte le decisioni con la base, in particolare quelle che riguardano i soldi pubblici, Olivieri spiega: «Ogni rappresentante del M5S può sceglie autonomamente quanti soldi, di quelli che la regione fornisce ad ogni consigliere, spendere per la comunicazione. Ad esempio, a Reggio abbiamo deciso di non utilizzare neanche un soldo pubblico. Per quanto riguarda Favia, bisogna specificare che in questo caso ha potuto scegliere in modo indipendente perché si trattava di una cifra contenuta. Se avesse voluto proporre una campagna pubblicitaria di diverse migliaia di euro, avrebbe dovuto consultare tutti gli eletti del M5S».

E qual è il limite di spesa entro il quale la scelta può essere autonoma? «Non c’è un limite prefissato», ammette Olivieri. «Dipende da situazione a situazione. Questo problema prima di oggi non si è mai presentato, fino ad ora le spese erano abbastanza contenute».

Il consigliere reggiano dei 5 stelle si accorge della falla e propone la sua soluzione: «Ora abbiamo solo il “Non Statuto del Movimento” che però non entra così nei dettagli. Per evitare questo tipo di disguidi sarebbe opportuno avere uno statuto più preciso, che definisca meglio i budget e le circostanze in cui è obbligatorio consultare le assemblee provinciali. Fino ad ora, in diverse circostanze, il senso di responsabilità ha funzionato, ma per il futuro bisognerà porsi delle regole più chiare».

E aggiunge: «Nei partiti tradizionali, da Pd a Lega, nessuno sa come vengano spesi i soldi, il Movimento 5 Stelle deve distinguersi. Come ha sempre fatto -tranne in questa occasione- deve fornire un atteggiamento cristallino nei confronti degli elettori».

Nel frattempo, i simpatizzanti dei 5 Stelle aspettano anche la nuova piattaforma web, promessa da Grillo negli scorsi mesi, per poter scegliere, direttamente online, i candidati del MoVimento che si presenteranno alle elezioni della prossima primavera. Sarà la prima tornata elettorale in cui i 5 stelle cercheranno di sfondare a livello nazionale.

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

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Favia ribatte: «Informazione in mano a chi governa, dobbiamo difenderci»

«Oggi l’informazione in regione, è in mano a chi governa, a chi ha i rapporti con le lobby economiche. La giunta ha 31 giornalisti e 40 comunicatori, noi dobbiamo difenderci e far sapere cosa stiamo facendo». Non retrocede di un passo il consigliere regionale dei 5 Stelle Giovanni Favia.

Ieri pomeriggio, con alcune frasi postate su Facebook, Favia ha replicato a quanti – come il reggiano Olivieri – criticano la sua scelta di pagare per andare in tv: «La trasmissione è un’ora al mese in diretta, col telefono aperto ai cittadini. E poi, tutti parlano di tv ma in realtà la forza di quella trasmissione è la diffusione radio, guardate lo studio e vi renderete conto che è una radio con addosso puntata una videocamera».

Tuttavia Favia ha riconosciuto, definendolo «l’unico punto discutibile», che nella trasmissione non compariva la dicitura in sovraimpressione con scritto “spazio a pagamento”. Così il tutto avveniva alle spalle dei telespettatori, che pensavano di assistere ad un normale confronto televisivo.

«Mi vergogno per quel che leggo», stigmatizza il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti Enzo Iacopino. «In Emilia Romagna ci sono consiglieri regionali che pagano per essere intervistati dalle tv. E giornalisti che ammettono di prendere il denaro. È informazione, questa? Non credo. Mi auguro che l’Ordine regionale si attivi, anche con una riunione straordinaria».

Oltre al 5 Stelle Favia, tra gli “ospiti” accertati nelle trasmissioni a pagamento, anche Galeazzo Bignami del Pdl, Manes Bernardini della Lega Nord, Gianguido Naldi di Sel e Silvia Noè dell’Udc. Una pratica ampiamente diffusa. Anche se nella bufera è finito soprattutto il Movimento 5 Stelle, che si è sempre detto attento a come vengano spesi i soldi dei cittadini. E che da sempre si proclama paladino dell’informazione in rete.

A questo proposito, il sostenitore dei 5 Stelle Francesco Tasso su Facebook scrive: «E’ un controsenso. In campagna elettorale avete dimostrato di arrivare a ottimi risultati senza aver bisogno della tv. Sarebbe stato più coerente continuare così, pubblicando i video online. E tutt’al più partecipando ad alcune trasmissioni in cui siete invitati. Ma pagare per andare in tv non ha proprio senso».

Aggiunge Marco Di Giusto: «Capisco perfettamente che la cosa sia legale, però penso che a questo punto occorra restituire i soldi spesi. Sarebbe un bel gesto da prendere in considerazione». C’è chi invece sostiene Favia senza ripensamenti: «Vai dritto per la tua strada e non ascoltare nessuno».

Elia Minari (collaboratore giornalino studentesco Cortocircuito)

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Vedi anche:

«Favia ha sbagliato». Il capogruppo reggiano dei 5 stelle Olivieri interviene sulle interviste a pagamento e fa autocritica: «dovevamo controllare meglio»

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    One Response to “«Un nuovo statuto per il Movimento 5 Stelle». La proposta di Olivieri dopo il “caso Favia””

    1. Grillino informato Says:

      Regole, statuti, si, anche in reggio 5 stelle servirebbero, dove olivieri comanda a bacchetta.

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