Durante la Fotografia Europea visitare Reggio è scoprire un’altra città

Si parte in bicicletta dai Chiostri di San Pietro –disponibili gratuitamente durante il weekend, riconsegna entro le h.23- dopo avere fatto il biglietto valido per tutte le mostre -7€ per gli studenti- cartina del centro alla mano e 10 tappe con migliaia di fotografie, un unico filo conduttore “Vita comune, immagini per la cittadinanza” e 4 temi: Cambiamento, Luoghi comuni, Partecipazione, Differentemente.

Questa è Fotografia Europea 2012, ma non solo. FE è anche scoprire posti ricchi di arte e storia come i chiostri di S.Pietro con i suoi affreschi, la Sinagoga con i suoi freddi ma splendidi marmi, la galleria Parmeggiani con i suoi gioielli.

FE è vedere un’ora di video originali di rock band Londinesi anni Sessanta o scoprire com’erano le sedi della Dc e del Pci a Reggio durante gli anni di Piombo.

E’ una visita autoguidata attraverso la città in cui a volte non ne possiamo più di viverci, studiarci, lavorarci, ….o forse lo diciamo e basta, ma sotto sotto ci appartiene e siamo fieri di esservi legati. Fino al 24 giugno, c’è la possibilità di vivere quest’esperienza alternativa e forse iniziare a guardare Reggio con occhi diversi.

Prima tappa, la sorprendente e poco comune mostra alla galleria Parmeggiani ,“Humanscape” di Marco Bolognesi, che ritrae la condizione umana con figure asessuate piazzate in un minimondo di Lego e Meccano.

Poco lontano, lo Spazio Gerra con “Mister Sixtieis “ di Philip Townsend, la mostra più rivista di quest’edizione “C’è gente che è già venuta 5 volte, e non i soliti due sfigati, ma tanti, ve lo assicuro” ci dice il ragazzo della biglietteria.  Un vero tuffo nella Londra degli anni sessanta, con foto di Mary Quant e di Mick Jagger quando non erano ancora nessuno, storie e didascalie scritte sui muri in un turbinio di simboli.

La contraddizione più grande la abbiamo forse alla Sinagoga con la mostra “Urban Changing” di Peter Bialobrzeski: i grattacieli di ultima generazione delle più grandi metropoli di Medio ed estremo Oriente (Jakarta, Manila, Shangai, Abu Dabi…) accanto alla povertà più assoluta di chi vive in periferia, il tutto dentro un antico e spoglio edificio, che però riesce ancora a trasmettere la grandezza di un tempo.

Ultima tappa prima di ritornare a San Pietro (dove sono presenti ben 11 mostre!), i Chiostri di San Domenico, con la mostra “Des Europèens”  di Henry Cartier Bresson, che ritrae oltre mezzo secolo di cittadini e vita del nostro continente, italiani compresi, con incredibili scorci del Sud dove il tempo sembra essersi fermato.  Pezzo forte di quest’edizione di FE insieme a “La pace impossibile: dalle fotografie di guerra ai paesaggi, 1958-2011” di Don McCullin, a palazzo Magnani fino al 15 Luglio.

Poco distante, al “Students’ Hostel” dei Chiostri della Ghiara la mostra “ScatteREMO” degli studenti dell’Università di Modena e Reggio, appartenente al circuito OFF. 30 foto da Los Angeles all’Aquila, passando per Auschwitz, per raccontare la vita comune secondo gli universitari.

L’Ostello ha appena festeggiato il primo compleanno dalla nuova gestione e ha accolto più di 12,000 persone, la metà delle quali turisti stranieri. Inoltre, ogni mercoledì sera, in collaborazione con l’associazione universitaria “UniREMO”, musica dal vivo grazie ai band contests. Ma non solo: serate politiche e d’aggregazione giovanile.

Articolo e foto di Giorgia Grisendi (collaboratrice giornalino studentesco Cortocircuito)

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