“Vittoria Giunti, la partigiana che combatteva la mafia” incontro con il giornalista Gaetano Alessi

Gaetano Alessi (a destra) intervistato da Elia Minari

[articolo pubblicato sulla Gazzetta di Reggio il 29 Febbraio 2012]

«Non voleva che ci parlassimo, ma che ci capissimo. Era gentile, intelligente, indipendente, rivoluzionaria. Vittoria Giunti è rimasta partigiana sempre, nel cuore e nello spirito, col germe del dubbio, con la voglia di contaminarsi e confrontarsi anche con chi d’anni ne aveva vissuti molti meno di lei».

Quando Gaetano Alessi incontra Vittoria Giunti per la prima volta lui è un ventenne con la sete di giustizia, lei un’anziana signora che ha fatto la storia. Oggi, a distanza di sei anni dalla scomparsa della donna che gli ha cambiato la vita, Alessi continua a portare in giro per l’Italia la testimonianza del loro incontro, racchiusa nel libro “Le eredità di Vittoria Giunti”. Così è avvenuto sabato (25 Febbraio 2012, ndr) alla biblioteca “Salvemini” di Scandiano (RE), alla presenza dell’assessore alla cultura Giulia Iotti e intervistato da Elia Minari del giornalino studentesco Cortocircuito.

«Questo lavoro nasce come atto d’amore. Niente di più. Nessuna pretesa di saggio storico o d’opera letteraria. Ma la ferma volontà di preservare e trasmettere la normalità di una storia straordinaria». Quando Vittoria Giunti arriva per la prima volta a Raffadali (Agrigento) è appena finita la seconda guerra mondiale. Borghese e fiorentina per nascita, moglie del partigiano siciliano Salvatore Di Benedetto, laureata in matematica e fisica «batte contro i confini del mondo, al di là dell’ignoto».

Piomba nella realtà desolata di una Sicilia feudale e arida in cui le «donne dal mantello nero pretendevano pane, lavoro per i loro uomini, scuole per i loro ragazzi» agli sgoccioli della guerra. Diventa nel 1956 il primo sindaco donna in Sicilia, a Santa Elisabetta, e la terza in Italia. Prima partigiana, poi dirigente del Pci, poi ancora componente durante la Costituente di diverse commissioni nazionali tra cui quella per il voto alle donne, Vittoria Giunti ha speso la sua vita nella lotta per la giustizia e per la libertà.

Valentina Barbieri

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