La notizia dell’assoluzione del senatore Andreotti mi riempie di gioia

Dopo aver parlato della malainformazione, averne spiegato i meccanismi che vi sono alla base e aver elencato alcuni clamorosi luoghi comuni che ne sono derivati (vedi qui), analizziamo un caso emblematico di malainformazione. Si tratta di una vicenda di cui tutti dovrebbero essere a conoscenza, ma purtroppo non è così. Stiamo parlando di uno dei più importanti e longevi politici italiani, il sette volte Presidente del Consiglio e attuale senatore a vita Giulio Andreotti.

Il 15 ottobre 2004 la Corte di Cassazione pronuncia l’ultima parola sul processo a carico di Andreotti, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa dalla Procura di Palermo. L’ultimo grado di giudizio non fa altro che confermare la sentenza di appello del 2 maggio 2003:

La corte […] dichiara non doversi procedere nei confronti dello stesso Andreotti in ordine al reato di associazione per delinquere, […] commesso fino alla primavera del 1980, per essere lo stesso reato estinto per prescrizione.

Il testo è inconfutabile, di una chiarezza cristallina. Andreotti non è stato assolto. Il più volte presidente del Consiglio ha commesso il reato di associazione per delinquere fino alla primavera del 1980, solo che dopo 23 anni non è più punibile. Non passa molto tempo che scatta l’orgia delle dichiarazioni dei politici e questa semplice verità è soffocata dalla parole. Siamo andati a ripescare alcune dichiarazioni rilasciate all’agenzia Ansa quel giorno:

La notizia dell’assoluzione del senatore a vita Giulio Andreotti mi riempie di gioia anche se non mi coglie di sorpresa, perché da sempre sono stato convinto assertore della sua innocenza. Clemente Mastella

Mi sembra una buona notizia, mi fa molto piacere. Romano Prodi

Desidero esprimere al presidente Andreotti affettuosa solidarietà. Finisce un’odiosa persecuzione. Francesco Storace

Sono molto felice per lui. Silvio Berlusconi

Voglio esprimere grande amicizia e stima per un grande uomo di stato. Rocco Buttiglione

Giulio Andreotti

Il mattino dopo anche i principali quotidiani italiani danno il loro “appoggio esterno”, ecco alcuni titoli:

La cassazione: Andreotti non è mafioso. Il Giornale

Mafia, definitiva l’assoluzione di Andreotti. Corriere della Sera

La Cassazione assolve Andreotti: non è mafioso. La Stampa

Mafia, la cassazione conferma l’Appello: Andreotti innocente. Il Sole 24 Ore.

Incredibile, ma vero, la verità è stata letteralmente capovolta! I fatti ed i dati sono soffocati da un mare di dichiarazioni bipartisan.
Questo fenomeno, anche se non in modo così eclatante, purtroppo nel nostro paese si ripete frequentemente: centinaia di dichiarazioni, amplificate da tg e quotidiani, annebbiano ogni giorno la realtà dei fatti. Tutto ciò avviene spesso con il silenzio di molti giornalisti, i quali avrebbero il dovere di dire come stanno veramente le cose e non ripetere semplicemente la dichiarazione del politico di turno. Se il politico dichiara “Il sole è quadrato”, il giornalista troppo spesso ripete “Il senatore ha detto che il sole è quadrato”.
Un altro esempio è il Pil. Non si capisce più che Pil abbia il nostro paese: un esponente del centro-sinistra ti dice un valore del Pil, mentre un esponente del centro-destra ti dice un altro valore del Pil. Siamo l’unico paese al mondo ad avere due Pil, uno di destra e uno di sinistra?

 

Riccardo Pelli ed Elia Minari (collaboratori giornalino studentesco Cortocircuito)

(22 Novembre 2011)

Tra le fonti: Ansa.it, Adnkronos.com, Istat.it, “Ai confini del mondo” di Giorgio Fornoni, “Cosa tiene accese le stelle” di Mario Calabresi, “I professionisti del potere” di Elio Rossi, “Dichiarazia” di Mario Portanova, “C’era una volta l’intercettazione” di Antonio Ingroia, “Sulla lingua del tempo presente” di Gustavo Zagrebelsky, “La giustizia è una cosa seria” di Antonio Nicaso e Nicola Gratteri, “Nomi, cognomi e infami” di Giulio Cavalli, “La Convergenza” di Nando dalla Chiesa.

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Vedi anche questi video:

– Malainformazione: i luoghi comuni dell’informazione, ovvero la scomparsa dei fatti
Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio sull’immigrazione