Elucubrazioni mentali su questa cosa chiamata mafia

Che cos’è la mafia? A tale quesito ognuno immagina fatti più o meno differenti: chi pensa a pistole e omicidi, chi a denaro sporco ed estorsioni, chi a raccomandazioni e favoreggiamenti, chi a onore e silenzi e chi ricorda piccoli e grandi uomini. Ma qualsiasi immagine noi ne abbiamo, questo sistema che si ritiene lontano da ogni moralità ed etica, è più vicino di quanto si immagini.

La mafia, purtroppo, è un sistema che agisce nel silenzio; un silenzio minaccioso che sopprime qualsiasi cosa e qualsiasi uomo,in cui uno sguardo è di troppo e una parola manca ed è grazie a questo tacere che le organizzazioni mafiose crescono giorno dopo giorno nutrendosi di corruzione e istituzioni, parole e silenzi, povertà e denaro, amore e odio e di fiori e pistole.

Perciò, la lotta alla mafia non è solo la disapprovazione a un’organizzazione che non si tollera, ma questa lotta deve essere la luce che aiuti a illuminare il sentiero di speranza verso la giustizia delle vittime di questo sistema malato. E non importa se combattendo qualcuno dubiterà della fede nei nostri ideali, ma se daremo la speranza anche solo ad un giovane o ad una donna, la nostra battaglia l’avremo già vinta.

Nuccia Ciambrone (scuola Chierici)

La cultura è il cammino della libertà, “Nessuno libera nessuno, nessuno si libera da solo: gli uomini si liberano nella comunione” (Paulo Freire, “La pedagogia degli oppressi”, EGA Editore, Torino).
Possiamo costruire la nostra libertà, durerà nel tempo solamente se le sue fondamenta saranno fatte di Cultura; non possiamo essere liberi senza sapere di poterlo essere. Il grande compito degli oppressi: liberare se stessi e i loro oppressori.

“Se la mafia è un’istituzione anti-Stato che attira consensi perché ritenuta più efficiente dello stato, è compito della scuola rovesciare questo processo perverso, formando giovani alla cultura
dello stato e delle istituzioni” (Paolo Borsellino).

Sarà la Scuola a sconfiggere la mafia, l’essenza dell’educazione come pratica di libertà, nella scuola c’è parola, lavoro, azione e riflessione; queste pratiche se saranno colorate di democrazia, se saranno messe a disposizione di tutti, allora i diritti di questi verranno rispettati. Educare alla legalità, significa anche riconoscere l’altro nella sua sostanza, nella sua realtà, solo su questo terreno potrà nascere un prato contaminato ma fertile. Scuola come crogiolo di parole: semi piantati, stabili, ricche di senso e governate dalla razionalità capaci di ispirare ognuno al rispetto di regole condivise.

Credo che per combattere la criminalità organizzata non basti il lavoro dei Giudici se pur fondamentale, penso che la politica repressiva dello stato non abbia alcun senso; diventa necessario intervenire nei luoghi frequentati da giovani, la Scuola può essere determinante, aiuta un giovane a crescere in armonia con se stesso e a rispettare l’individuo. “Se nulla resterà di queste pagine, speriamo che resti almeno la nostra fiducia nel popolo. La nostra fede negli uomini e nella creazione di un mondo dove sia meno difficile amare.” (Paulo Freire, “La pedagogia degli oppressi”, EGA Editore, Torino).

Eduardo Raia (scuola Magistrali)

Più di 2000 giovani il 1° marzo 2010 hanno sfilato per le strade di Reggio Emilia per dire un fermo NO a tutte le mafie. E’ stato una giornata di festa e di riflessione per la nostra città. “La mafia uccide, il silenzio pure” era scritto su uno dei tanti striscioni del lungo colorato corteo.

Facebook sotto accusa, come l’ipocrisia la fa da padrona

Credo di essere l’unica studentessa della mia scuola con un computer e un ADSL ad essere senza Facebook. Se mi sento una reietta o una sfigata? No anzi, me ne vanto. E lo dico al mondo. Mi ricordo l’anno scorso la grande novità di questo sito che ti mette in comunicazione con l’intero pianeta, con mille possibilità di conoscere meglio altre persone e siti che altrimenti sarebbero rimasti sconosciuti.

Prima domanda a tutti voi lettori: un amico lontano è vostro amico solo se lo aggiungete su Facebook? Facebook è l’unico modo per gestire un’amicizia a distanza con qualcuno? La posta elettronica e Skype non esistono più? Certo Facebook può essere una facilitazione per mantenerci in contatto con l’amico tedesco che abbiamo conosciuto l’estate scorsa in vacanza studio, ma sicuramente non è l’unico modo.

Già solo la frase che ci presenta il sito sulla pagina iniziale ha un impatto psicologico fortissimo: ci vuole appunto indurre a credere che iscrivendoci potremmo diventare amici del mondo intero. Se per la maggior parte degli adolescenti oggi la concezione di amicizia si limita a: “Ti ho aggiunto su face book, visito spesso il tuo profilo e commento i tuoi link/foto” bè la mia concezione di amicizia è invece fatta di momenti passati insieme, sia a ridere che a piangere, di aiuto vicendevole nei momenti di difficoltà e soprattutto si può portare avanti senza dover per forza visitare una pagina web con i dati personali di una persona.

Le cosiddette amicizie che ogni adolescente ha su Facebook vanno in media dalle 200 alle 600 circa… sono tutti vostri amici sul serio? Sono tutte persone con cui uscite, vi confidate e che sostenete nei momenti difficili? O  sono persone che aggiungete solo per fare numero o perché sono della vostra scuola? Magari la ragazza a cui avete appena inviato la richiesta d’amicizia è la stessa che ogni mattina deridete per le scarpe che secondo voi fanno schifo. Non è ipocrisia questa? Non è falsità allo stato puro avere come amico (anche solo se su internet) persone che nella vita reale neanche guardiamo in faccia o peggio ancora ci stanno antipatiche?

Non è forse una generazione di bugiardi quella che si comporta in questo modo? E che valori potrà trasmettere a quelle future? Che le foto non si fanno per ricordare i momenti belli ma solo per metterle su Facebook e sperare che tutti quelli che le vedano ci invidino perché ci stavamo divertendo? O meglio, facevamo finta di divertirci, perché è questo che Facebook richiede: la finzione. Amici finti, opinioni finte, sorrisi finti, auguri finti e via dicendo.

Ma la cosa più penosa di tutta questa rete di finzione è che non coinvolge soltanto gli eterni indecisi problematici adolescenti, ma anche quarantacinquenni che spinti dall’amico con la sindrome di Peter Pan o dal desiderio di capire meglio i figli si lasciano trascinare e accorrono all’impazzata a cercare tutte le persone di cui si possono ricordare e magari la prima amicizia arriva dall’ex compagna delle superiori con cui non si parlava mai. Che bello! Dopo quasi trent’anni di indifferenza siamo amici! Wow!

Allora giustifichiamo i falsi e i bamboccioni a loro volta figli di genitori come loro…ma gli altri? Tutte le altre persone apparentemente “normali” che appena effettuano una connessione al sito diventano re e regine del finto interesse verso gli altri e dell’idolatria verso sé stessi? Bè…aspettiamo un altro po’ e al sabato sera si uscirà stando a casa davanti al proprio computer…così potrete uscire con tutti i vostri 500 amici insieme no?

P.S. Voglio sottolineare e ribadire che questo articolo non intende assolutamente screditare Facebook, mettendo in dubbio  le sue funzioni e la sua utilità se utilizzato per lo scopo per cui è stato creato, ovvero tenere in contatto le persone. Al contrario è una personalissima opinione riguardante SOLO E SOLTANTO quelle persone che, facendone un uso assiduo e scorretto, si sono rivelate per quello che sono in realtà: incoerenti ed immature.

Giorgia Grisendi (Liceo Scientifico Silvio d’Arzo di Montecchio Emilia -RE)

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Questo articolo ha aperto un intenso dibattito sul nostro blog. In pochi giorni ci sono arrivati quasi 30 commenti. Di seguito inseriamo quelli che saranno pubblicati nel terzo numero della versione cartacea di Cortocircuito a seguito dell’articolo. Tutti gli altri commenti li puoi leggere cliccando su “comments” alla fine del testo.

 

Sono d’accordo con quello che dici. Io mi sono iscritta a Facebook l’anno scorso per curiosità, dato che ogni giorno ne sentivo parlare a scuola dai miei compagni. Ora che lo conosco posso dire che la sua funzione principale per la maggior parte delle persone è unicamente quella di pubblicare link e foto talvolta un po’ troppo spinte per un contesto così pubblico, nella speranza che un perfetto sconosciuto voglia diventare suo “amico”. Molti lo usano per esprimere i propri sentimenti, come se l’amicizia fosse fatta di link, peraltro creati da qualcun’altro, o come se l’amore si potesse esprimere attraverso frasi e commenti pubblicabili con un ormai automatico click del mouse.

Il problema è che troppo spesso non si parla di vere amicizie, ma della semplice volontà di mostrarsi agli altri per quello che non si è. Secondo me il problema più importante è che l’ipocrisia è ormai radicata anche nella vita quotidiana della nostra società. Troppo spesso la gente, gli adolescenti in particolare, è portata ad indossare una maschera di finzione per essere accettata da un gruppo mentalmente superficiale, o magari perché spinta dai “modelli” che i mass media ci bombardano nella mente giorno dopo giorno senza,purtroppo, che noi ce ne accorgiamo. Complimenti per l’articolo!

Elena Bronzoni (Liceo Moro)

Beh Giorgia sono un po’ d’accordo con te ma non puoi classificare tutti quelli che hanno Facebook come dei bamboccioni finti perché, anche io ho Facebook e tramite lui ho mantenuto amicizie. Certo hai ragione quando parli di quelli che hanno tra gli amici “Tizio” e il giorno dopo a scuola lo deridono. Ma devi tenere conto del fatto che è un social network , come lo è Myspace, Netlog, etc. Per questo io non vedo tanto Facebook come una “stupidata” perché tramite lui, per esempio, posso ridere e scherzare con gli altri. E per il fatto dei commenti alle foto , beh ben vengano. Con i commenti alle foto ridi e scherzi con i tuoi amici , ci sta. Come ho fatto io con le foto dell’Irlanda. Ecco appunto, tutti i ragazzi che ho conosciuto durante quel magnifico viaggio , le ho tutte aggiunte su Facebook e con la maggior parte ci sentiamo quasi tutti i giorni. Per me Facebook non è tutto da disprezzare

Simone Genitoni (ITI)

Condivido pienamente Giorgia! Le amicizie vanno coltivate giorno dopo giorno e non basta avere il nome di una persona in una lista con altri 100 e più per definire quella persona “amico”. Penso che se si vuole si possano mantenere amicizie a distanza anche senza Facebook; mi sembra inoltre che venga usato più che altro per mettere in mostra se stessi e la propria vita. Poi trovo inquietante il fatto che sia studiato per creare una specie di “dipendenza” che fa stare attaccati allo schermo anche delle ore, rischiando di dimenticare il vero significato di parole come “incontrarsi”, ” discutere”, “conoscersi”!

Anna Cossu (Bus)

Trattando solo delle amicizie potrebbe essere in parte vero. Ma Facebook è molto di più, non ci sono solo foto, link, commenti… cercando a fondo trovi dei gruppi politici o discussioni di importanti argomenti sociali! Con questo non voglio dire che sia un bene o un male, ma voglio dire che Facebook non è solo “mi piace la tua foto”. Facebook è anche il datore di lavoro che controlla i nomi sui curricula prima di assumerli o chiamarli in colloquio! E’ spaventosamente potente, il problema è che le cose spaventosamente potenti, per la legge dei grandi numeri, non siamo mai stati in grado di controllarle! Ora come ora non saprei dire come evolverà… certo spero che, come dici tu, non ci si ritrovi a “uscire” il sabato sera con i 500 amici, in un chat party!
ma mi voglio anche augurare che chi usa Facebook sia ben consapevole che l’amicizia non è essere nell’elenco di Facebook… secondo me la critica su questo aspetto è inutile. Preoccupante invece è “la finta foto del finto divertimento”… temo che ti dobbiamo dare ragione su questo Giorgia… ed è triste, molto triste!

Giulia Civita (Liceo D’Arzo di Montecchio Emilia -RE)

Mi sembra un’ esagerazione.. anche se io lo uso Facebook io esco con i miei amici e ho una vita sociale! Con Facebook per esempio riesco a tenermi in contatto con un mio carissimo amico sudafricano, non ci trovo niente di male.. Poi ci sono molti gruppi e pagine che mi pubblicano sulla mia homepage gli articoli che mi interessano. Non credo che ci siano persone sane di mente che si spiaccicano davanti a Facebook e ci stanno tutto il giorno senza avere un contatto umano! Facebook è uno strumento di informazione facile, comodo e gratis. […]

Cesare Conti (Liceo Ariosto Spallanzani)

Io credo che Facebook sia un buon sito in cui puoi incontrare e conoscere gente nuova, capire cosa pensa tramite le sue cose pubblicate oppure mantenere le vecchie amicizie e approfondirle di più condividendo ciò che piace e non. Però sono d’accordo con te su fatto che può anche distruggere delle giornate che, invece che passarle al computer, si potrebbero passare benissimo insieme faccia a faccia a parlare delle solite cose che bene o male ci fanno stare sereni, perché non conta quello che si dice ma conta lo stare insieme. Concordo anche con la tua frase: “quelle persone che si sono rivelate per quello che sono in realtà: incoerenti ed immature.” perché trovi certa gente che man mano ti viene da farti pensare se è stupida o la fa.. e condivido ciò che hanno detto molti altri: è un articolo che fa riflettere, complimenti!

Chiara Oliveti (Città del Tricolore)


Ciclo di incontri antimafia alla Gabella

Incontri della rassegna denominata “Scuola di etica Giacomo Ulivi” presso la Gabella (spazio del Comune situato sotto l’arco di via Roma a Reggio Emilia), salvo non sia indicato un diverso luogo.

Iniziative organizzate dalla Gabella in collaborazione con il gruppo “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie” e con il giornalino studentesco Cortocircuito. Saranno queste realtà giovanili a coordinare gli incontri.

Ingresso gratuito.

 

Martedì 19 ottobre 2010 alle ore 21 incontro con Giorgio di Vita compagno e amico di Peppino Impastato, nel libro “Non con un lamento” racconta l’esperienza di Radio Aut.

Giovedì  4 novembre 2010 alle ore 21 incontro con Sara di Antonio, giornalista e autrice del libro “Mafia. Le mani sul nord”.

Giovedì 18 novembre 2010 ore 21 incontro con Marcello Ravveduto, storico e curatore del libro “Strozzateci tutti”.

Martedì 14 dicembre 2010 alle ore 16, presso il liceo artistico “Gaetano Chierici”, incontro con Gherardo Colombo, ex magistrato del pool “Mani Pulite”.

Giovedì 16 dicembre 2010 2010 alle ore 21 incontro con Alberto Puliafito, giornalista e autore del libro “Protezione Civile Spa”.

Lunedì 21 febbraio 2011 alle ore 21 incontro con Armando Spataro, procuratore aggiunto di Milano.

Giovedì 24 febbraio 2011 alle ore 21 incontro con Giuseppe Lumia, vice-presidente della commissione parlamentare antimafia.

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Giovedì  4 marzo 2010 alle ore 21.00 incontro con Vincenzo Agostino, padre del poliziotto ucciso insieme alla moglie, Ida Castellucci (incinta di 5 mesi).

Martedì  4 maggio 2010 alle ore 20.30 inizia una rassegna di proiezioni di film sulle mafie. Si comincia con il film “Fortàpasc”.

«C’è legame tra stoccaggio, estrazioni e terremoti»

[articolo pubblicato sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 5 giugno 2013]

di Luca Gemmi

A un anno dal terremoto, di trivelle gli abitanti della bassa non vogliono proprio sentirne parlare. Lo dimostra il grande seguito raccolto dal comitato No Triv ad ogni incontro della sua campagna. Non ha fatto eccezione il dibattito di lunedì sera a Fabbrico, dove più di 250 persone sono accorse al Parco Cascina per ascoltare l’attivista e docente alla California State University Maria Rita D’Orsogna. A rappresentare le istituzioni sul palco l’assessore provinciale all’ambiente Mirko Tutino.

I problemi legati alle trivelle sono soprattutto di inquinamento: «Per un barile di petrolio ci sono dieci barili di sostanze di scarto tossiche», ha spiegato la professoressa. Ma la preoccupazione più grande per i cittadini della bassa è la sismicità indotta. Quel presunto legame fra estrazioni e terremoti, che vede scontrarsi attivisti, comunità scientifica e parti politiche. La posizione della D’Orsogna è chiara: «Da studi internazionali emerge un collegamento fra attività estrattive, stoccaggio e terremoti».

La professoressa, che negli Stati Uniti insegna Matematica, è entrata in diretta polemica con la geologa Daniela Fontana. La geologa aveva escluso qualsiasi attività di “fracking” in Italia, per la mancanza di giacimenti adatti. «Il primo caso in Italia è stato quello di Ribolla, a Grosseto», ha invece sostenuto la D’Orsogna. «Un altro in Puglia, ma ci sono anche altri progetti che se non fermati andranno avanti».

Discorso diverso per lo stoccaggio, cioè la reiniezione di gas in pozzi sotterranei. Tecnica che la stessa multinazionale australiana Po Valley avrebbe previsto per la prossima estrazione nei pozzi di Correggio e Canolo. «In Oklahoma queste operazioni hanno provocato un terremoto del quinto grado», ma altri casi in Russia, Francia, Olanda e Texas. Le stesse compagnie Shell ed Exxon avrebbero ammesso un collegamento fra stoccaggio e sismicità indotta. continua a leggere …

Dalla lista bunga-bunga al “Sacro romano impero”: alcuni dei simboli politici presentati negli ultimi anni

I simboli figli della DC

di Luca Gemmi

Dai vecchi Partito Comunista e Democrazia Cristiana ai moderni Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. La storia politica italiana passa anche per i simboli che ogni anno le persone si ritrovano nelle schede elettorali. Il giornalista Gabriele Maestri li ha raccolti nel libro “I simboli della discordia”, edito da Giuffrè. Un lungo lavoro di ricerca nelle pubblicazioni e nei polverosi archivi del Ministero dell’Interno, un viaggio fra emblemi di gloriosi antichi partiti e simboli di ben più basso livello.

Innanzitutto, da dove è nata quest’idea?

L’idea del libro nasce da una passione che ho avuto fin da piccolo, quando guardavo le trasmissioni elettorali. Il simbolo è la cosa che più colpisce in un partito insieme alle facce delle persone, perché è colorato e per l’immagine chiara e distinguibile: uno scudo crociato, un garofano o una falce e martello. Quando sono arrivato all’università, ho deciso di approfondire l’argomento. Doveva essere solo un articolo, ma c’era così tanto materiale che alla fine ho deciso di farci un libro.

Nel corso della ricerca si è trovato fra le mani dei simboli particolari?

Avrei voluto vedere la faccia delle persone che alle ultime elezioni amministrative hanno ricevuto nella scheda elettorale la lista “Bunga-bunga, più pilo per tutti”. Un signore si è presentato con un simbolo con una figura di donna chiaramente molto prosperosa. La parte “Più pilu per tutti” gliel’hanno bocciata perché era troppo volgare. Gli hanno anche chiesto di ridurre le dimensioni di seno e glutei della figura continua a leggere …

Collettivo Studentesco Locomotori

Il “Collettivo Studentesco Locomotori” è un gruppo studentesco delle scuole superiori di Reggio Emilia, apartitico, indipendente e laico. Nell’anno scolastico 2010-2011 la “Consulta Provinciale degli Studenti” è stata guidata da alcuni ragazzi del collettivo.

Dalla fine dell’anno 2011 le attività del collettivo studentesco sono terminate. Alcuni ragazzi del collettivo, insieme ad altri, si sono uniti allo staff del giornalino studentesco Cortocircuito (www.cortocircuito.re.it).

(9 Gennaio 2012)

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Il Collettivo Studentesco Locomotori è nato nel 2009 da un gruppo di studenti con tante idee pronti a far sentire la propria voce. L’antirazzismo, l’antisessismo e l’antifascismo sono i nostri capisaldi.

Ci battiamo affinché sia garantito il diritto allo studio di ogni studente, opponendoci ai continui tagli alle scuole pubbliche, alle gravose spese per i trasporti e per i testi scolastici, alla mancanza di spazi per i giovani nei quali ritrovarsi per studiare o fare musica.

Siamo per una città più a misura di studente, partecipe ed attenta alle necessità di noi giovani.

Siamo per una scuola che premi il merito ed abbatta le diseguaglianze, per una scuola laboratorio di partecipazione, di democrazia e di idee.

Infine il Collettivo Studentesco Locomotori ha un grande riguardo per le problematiche di attualità e si impegna nel sociale con progetti per il volontariato“.

Una seduta della “Consulta provinciale degli studenti”, guidata da ragazzi del Collettivo Locomotori

Slides evento ottobre 2020

Cliccare QUI per visualizzarle e scaricarle.

 

 

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Slides realizzate da Elia Minari che ha condotto gli eventi formativi, nell’ambito del percorso “conCittadini”.

 

 

 

 

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Video eventi formativi antimafia – percorso “conCittadini”

Incontro formativo del 23 Ottobre 2020 con il magistrato Alessandra Dolci:

Incontro formativo del 30 Ottobre 2020 con il giornalista Paolo Borrometi:

Entrambi gli incontri hanno previsto gli interventi e la conduzione di Elia Minari, giurista, scrittore, responsabile di corsi.

 

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Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
Il libro, che contiene delle inchieste sui segreti della ‘ndrangheta in Emilia e nel Nord Italia, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
Invece QUI le recensioni, le interviste tv e gli articoli sul libro-inchiesta.

Chi controlla davvero Iren? Inchiesta acqua pubblica Reggio Emilia 2/3

Questo articolo fa parte dell’inchiesta «Il referendum sull’acqua non sarà rispettato». Video-inchiesta nella città leader del referendum: Reggio Emilia

[articolo pubblicato come notizia d’apertura sul nuovo quotidiano “Prima Pagina Reggio” il 26 Agsoto 2012]

QUI il 1° articolo. QUI il 3°

«I sindaci non hanno più il controllo di Iren. Oramai le decisioni sono totalmente in mano ai manager». A lanciare la pesante accusa è Sergio Veneziani, ingegnere in pensione del Comune di Reggio ed ex direttore della municipalizzata Agac. «E’ logico che l’obiettivo di una società che gestisce il servizio idrico pubblico sia quelli di fare dei dividendi? E’ una battaglia negli interessi dei cittadini questa? E’ una tassazione indiretta sui cittadini. La tariffa di un servizio pubblico dovrebbe essere pari ai costi». Inoltre Veneziani si chiede: «E’ possibile essere passati, da un’azienda che era sana, a 3 miliardi deficit?».

A Reggio Emilia il servizio idrico è gestito da Iren Spa, una società multiservizi quotata in Borsa che gestisce l’acqua e il ciclo dei rifiuti anche a Parma, Genova e Torino. Iren è una società a maggioranza pubblica, infatti i sindaci detengono complessivamente oltre il 51% delle quote, ma una fetta consistente di azioni è nelle mani dei soci privati.

E a capo dell’azienda vi sono dei manager. Uno di questi, il direttore generale di Iren Andrea Viero, l’ultimo anno ha ricevuto uno stipendio di 442mila euro. Per fare un paragone, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama guadagna 299mila euro all’anno: l’uomo più potente al mondo guadagna meno del direttore di Iren. Tutto questo accade in un momento in cui l’azienda deve affrontare un debito complessivo attorno i 3 miliardi di euro. continua a leggere …

Quattro giornate formative gratuite a Bruxelles e L’Aja sul contrasto a mafie e corruzione, per studenti delle Università dell’Emilia-Romagna e laureati – edizione 2019

Aggiornamento: QUI le informazioni sull’edizione di Settembre 2020.

 

 

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L’Associazione Culturale Antimafia Cortocircuito in collaborazione con L’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, l’Università di Parma e insieme ad altri enti, organizza “quattro giornate formative gratuite a Bruxelles e L’Aja sul contrasto a mafie e corruzione” che si terranno dall’11 al 14 Novembre 2019, rivolte a studenti universitari e giovani laureati.

La selezione dei partecipanti avverrà, tramite la realizzazione di un breve saggio scritto oppure  un video, da inviare entro il 28 Settembre 2019, via mail. La partecipazione alla selezione è gratuita.
Tutti gli elaborati dovranno essere integralmente in lingua italiana.

Queste quattro giornate formative intendono promuovere la cultura della legalità, della responsabilità civile ed etica per la futura classe dirigente emiliano-romagnola e per formare professionisti consapevoli.

Lo scopo è fornire le conoscenze concrete e gli strumenti idonei per operare in un contesto dinamico ed europeo, con la necessità di riconoscere e contrastare fenomeni mafiosi e corruttivi sempre più insidiosi e camaleontici, come dimostrano anche le recenti sentenze della Corte Suprema di Cassazione che riguardano l’Emilia-Romagna.

Nell’Unione Europea i fenomeni mafiosi sono sempre più considerati una priorità, sia sul versante preventivo amministrativo sia dal punto di vista penale (come dimostrano le recenti inchieste giudiziarie in diversi Stati dell’Unione Europea). L’Unione Europea ha approvato diverse riforme in materia, che hanno istituito o riformato diverse agenzie ed enti, come Eurojust, Europol, Olaf e la Procura Europea.

Le quattro giornate formative all’estero sono inserite in un viaggio di formazione (dalla durata di quattro giorni consecutivi) che prevede, in particolare, la visita a due città che sono il cuore delle istituzioni, degli enti e delle agenzie investigative dell’Unione Europea: Bruxelles e L’Aja.

  • Bruxelles è la capitale politica dell’Unione Europea. A Bruxelles è presente anche l’ufficio della Regione Emilia-Romagna presso l’Unione Europea e ha sede l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf). A Bruxelles hanno luogo molte attività del Parlamento Europeo che, in particolare negli ultimi anni, sta cercando di contrastare in modo incisivo, con atti legislativi, il riciclaggio, la corruzione, la concussione e altri reati spesso realizzati da organizzazioni criminali transnazionali di stampo mafioso.
  • L’Aja è la capitale della cooperazione giudiziaria dell’Unione Europea e della giustizia internazionale. Presso L’Aja ha sede l’agenzia europea Eurojust, impegnata nel coordinamento investigativo tra organi giudiziari di diversi Stati dell’Unione, oltre ad Europol, agenzia che aiuta le autorità nazionali a contrastare le forme gravi di criminalità transnazionale coordinando l’attività degli organi di polizia. A L’Aja ha sede anche la Corte Penale Internazionale.

Saranno realizzati incontri formativi in particolare presso i suddetti enti, istituzioni e agenzie, tramite incontri ravvicinati con addetti ai lavori. Il programma può variare in base agli impegni lavorativi dei professionisti che operano presso tali enti, istituzioni e agenzie.

La maggior parte degli incontri formativi a Bruxelles e L’Aja sono realizzati in lingua italiana, tramite traduzione dei contenuti.

 

Ogni partecipante selezionato avrà diritto, come premio, ad avere gratuitamente:

  • La partecipazione agli incontri di formazione a Bruxelles e L’Aja, durante le quattro giornate formative.
  • Il pernottamento all’estero durante le quattro giornate formative a Bruxelles e L’Aja. Si tratta di tre notti totali, di cui due notti a Bruxelles e una notte a L’Aja. Il pernottamento avverrà in camere doppie con bagno (dando priorità alle preferenze dei partecipanti che saranno raccolte il primo giorno di viaggio). Riassumendo: si tratta di quattro giornate, incluso il tempo del viaggio aereo di andata e ritorno.
  • Il biglietto aereo (andata e ritorno, da/a un aeroporto del Nord Italia), in classe economica.
  • Il trasporto da Bruxelles a L’Aja (in treno o autobus).
  • Una parziale copertura del costo dei pasti (si intende che sarà coperto il costo di alcuni pasti).

Ai partecipanti selezionati delle quattro giornate formative sarà rilasciato un attestato di partecipazione che può essere citato nel proprio curriculum. Si precisa che questo attestato non dà automaticamente diritto a crediti universitari o altri crediti riconosciuti a fini legali, a meno che sia la singola Università (o altro ente) a riconoscerli.

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Requisiti per la partecipazione

Può presentare domanda di partecipazione chi rientra in uno dei seguenti requisiti:

  • ogni studente di un’Università dell’Emilia-Romagna, iscritto a qualsiasi corso di laurea triennale o magistrale (inclusi gli studenti che iniziano il primo anno di università nell’a.a. 2019-2020);
  • ogni laureato in un’Università dell’Emilia-Romagna (con una laurea triennale o magistrale, in qualsiasi disciplina) che abbia conseguito una laurea tra l’01/01/2016 e il 15/09/2019;
  • ogni residente in Emilia-Romagna che sia:
    • studente universitario (in una qualsiasi università italiana o europea), iscritto a qualsiasi corso di laurea triennale o magistrale (inclusi gli studenti che iniziano il primo anno di università nell’a.a. 2019-2020);
    • oppure laureato (in una qualsiasi università italiana o europea, con una laurea triennale o magistrale in qualsiasi disciplina) che abbia conseguito una laurea tra l’01/01/2016 e il 15/09/2019.

La partecipazione alla selezione è interamente gratuita. È possibile partecipare alla selezione solo individualmente, non in un gruppo.
Per maggiori dettagli leggere l’Avviso di selezione al seguente link:

Per partecipare cliccare qui (PDF con i dettagli)

(Il link contiene anche il modulo da compilare per partecipare)

 

Per informazioni: formazione.antimafia@gmail.com

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Può partecipare alla selezione anche chi non ha partecipato al corso “Prevenzione e contrasto della corruzione e della criminalità organizzata”, in fase di realizzazione presso l’Università di Parma.
Per informazioni sulla prossima giornata formativa del corso, che si terrà Giovedì 26 settembre 2019 ed è completamente gratuita, cliccare QUI (può partecipare anche chi non è iscritto al corso di formazione e chi non ha partecipato ai precedenti incontri formativi). 

 

 

 

 

 

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Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
Invece QUI le recensioni, le interviste tv e gli articoli sul libro-inchiesta.

 

 

 

Rassegna stampa inchiesta Mediopadana

QUI la video-inchiesta
QUI la video-replica

 

La rassegna stampa sull’inchiesta:

– Il Giornale di Reggio: La denuncia sui lavori della Tav, i costi sono lievitati dell’800% in dieci anni
– Prima Pagina: I costi della stazione Tav smentiscono il sindaco. Inchiesta del giornalino studentesco fa le pulci ai conti del progetto
– ReggioNelWeb: L’inchiesta degli studenti smentisce il sindaco Delrio. Cortocircuito porta alla luce tutto sui costi della stazione Tav
– ReggiOnline: Costi e ritardi, la Tav sospesa tra inferno e paradiso. Il giornalino Cortocircuito ha realizzato un’inchiesta che punta a fare chiarezza

La rassegna stampa sulla replica:

– Il Giornale di Reggio: Costi Tav, Delrio ammette: «Non c’è trasparenza». Il sindaco controreplica a Cortocircuito e scarica l’aumento sulla giunta Spaggiari
– ReggioNelWeb: Delrio scarica tutto sulla Spaggiari. Il sindaco replica sull’aumento dei costi dell’Alta Velocità, ma non convince
– Il Resto del Carlino: Vele di Calatrava, Delrio: «Presto tutte le spese on line». Il sindaco ammette: «Rispetto al progetto iniziale i costi sono effettivamente aumentati»
– Prima Pagina: Delrio ora ammette: «Rispetto alla previsione della giunta Spaggiari c’è stato un aumento». Il sindaco risponde a Cortocircuito

– Repubblica.it pubblica una sintesi della nostra video-inchiesta sulla stazione Mediopadana

QUI la video-inchiesta
QUI la video-replica

Le delibere comunali sui costi dei 3 ponti di Calatrava di Reggio Emilia

Questo è un approfondimento dell’inchiesta Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto TAV di Reggio Emilia

Costo totale: quasi 47 milioni di euro. (Per l’esattezza: 46.855.000 euro). Ecco la dimostrazione, con documenti ufficiali, che il loro costo è aumentato:

In una delibera del Comune di Reggio Emilia del 6 Luglio 2002 (si riferisce già all’architetto Calatrava) si legge “Il tetto di spesa per la realizzazione di cui sopra (i tre ponti, ndr) non dovrà superare l’importo complessivo di 33,6 milioni di euro, inclusivo degli oneri relativi alla successiva revisione della progettazione definitiva-esecutiva e alla direzione artistica. Gli extracosti rispetto all’importo di 18,6 milioni di euro attualmente previsto per la realizzazione delle opere, eccetera ….” .

Il  28 aprile 2004, come si legge in un’altra delibera i costi dei tre ponti sono nuovamente aumentati: “gli extracosti per la realizzazione delle opere (i tre ponti, ndr) da parte di TAV/CEPAV rispetto all’importo di 18,6 milioni di euro ammontano a 28 milioni e 255 mila euro”. Facendo la somma, totale dei ponti: quasi 47 milioni di euro.

Gli stralci delle due delibere (clicca sulle foto per allargarle):

 

 

A Casalgrande Don Gallo, prete di strada – le foto

E’ stato modificato il link. LE FOTO LE TROVI QUI: https://www.cortocircuito.re.it/don-andrea-gallo-per-storia-di-un-precariato/

350 persone ad ascoltare Don Andrea Gallo, prete di strada. Intervista e presentazione di Elia Minari di Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco di Reggio Emilia.

Introduzione allo spettacolo-concerto “Storia di un precariato” del gruppo musicale “DeSamistade”, liberamente ispirato a “Storia di un impiegato” di Fabrizio De Andrè. Venerdì 4 gennaio 2013 al teatro De Andrè di Casalgrande (RE).

Lo spettacolo sarà replicato a Reggio Emilia città, al Fuori Orario e in altri luoghi.

Foto di Matteo Colla (ad eccezione di quella con il pubblico). Clicca sulle foto per allargarle.

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Vedi anche:

– L’annuncio dell’evento
– L’articolo sull’evento