Registrazione videomessaggio per Castelvetrano, le foto

Sabato 12 Febbraio 2011 alla Gabella di via Roma, insieme agli studenti del liceo Classico Ariosto che partecipano a “Percorsi di cittadinanza e legalità” delle scuole superiori di Reggio Emilia e al gruppo “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”, abbiamo registrato un videomessaggio indirizzato agli studenti di Castelvetrano (in provincia di Trapani). La località siciliana è stata teatro di una vicenda preoccupante, quando lo scorso 19 gennaio in occasione dell’anniversario di nascita di Paolo Borsellino i presidi delle scuole del paese hanno vietato agli studenti di partecipare all’incontro pubblico con il Procuratore Ingroia e il pentito Calcara. Per vedere il video e per ulteriori info clicca qui. (clicca sulle foto per allargarle)

La Redazione di Cortocircuito

Il 27 Gennaio contro le mafie

Giovedì 27 gennaio 2011 a Reggio Emilia si terrà il convegnoMemoria e impegno contro culture razziste e mafie”.

L’incontro, per la parte “lotta di liberazione dalle mafie”, vedrà la presenza di Nicola Gratteri, procuratore antimafia di Reggio Calabria. Gratteri, autore dei libri “La Malapianta” e “Fratelli di sangue”, è il magistrato attualmente più esposto nella lotta contro la ‘ndrangheta.

Inoltre, per ricordare l’impegno e la memoria contro il razzismo e il significato della giornata della Memoria interverranno Nando Rinaldi, Direttore di Istoreco e Giacomo Notari, Presidente dell’ANPI di Reggio Emilia.

Il convegno, moderato dalla conduttrice del Tg di Teletricolore Cristiana Boni, sarà introdotto dai saluti di Sonia Masini, presidente della Provincia di Reggio Emilia, di Mauro Ponzi, presidente del Consorzio Sociale Romero e di Riccardo Pelli, Vicepresidente della Consulta Provinciale degli Studenti di Reggio Emilia e collaboratore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

L’evento, di cui Cortocircuito è media partner, è stato ideato dalla dott.ssa Rosa Frammartino.

Serata in ricordo del magistrato Antonino Scopelliti

Martedì 21 dicembre 2010 alle 21 in Gabella (spazio pubblico sotto l’arco di via Roma), a Reggio Emilia, si terrà un incontro pubblico con Rosanna Scopelliti, figlia di Antonino Scopelliti, magistrato ucciso dalla mafia nel 1991 e Aldo Pecora, fondatore del movimento antimafia “Ammazzateci tutti” e autore di “Primo sangue”, libro sulla morte del Giudice Antonino Scopelliti che sarà presentato nel corso della serata.

L’evento, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, è promosso da “Percorsi di cittadinanza e legalità“, curati dalla dott.ssa Rosa Frammartino, insieme all’associazione culturale antimafia Cortocircuito, media partner ufficiale dell’evento.

L’evento sarà condotto da Cortocircuito.

“Il 9 agosto 1991 il giudice Antonino Scopelliti venne ucciso in un agguato a Campo Calabro, lasciando la moglie e la figlia di sette anni, Rosanna, della cui esistenza, per motivi di sicurezza, pochissimi sapevano. La morte di Scopelliti, impegnato in quei giorni in Cassazione per il maxi-processo di Palermo, aprì di fatto la stagione delle stragi, il duro e ambiguo confronto tra Stato e mafia che avrebbe portato, poco dopo, alle morti di Falcone e Borsellino.”

(clicca sulla locandina a sinistra per allargarla)

Droga a Reggio Emilia, cosa ne sai? -sondaggio anonimo

In collaborazione con l’Osservatorio Civico Antimafie e i “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie” stiamo cercando di raccogliere informazioni su quello che nella nostra città è un fenomeno in continua espansione e fonte di grande ricchezza per la criminalità organizzata: il traffico di stupefacenti. Abbiamo quindi pensato di realizzare un sondaggio per vedere concretamente come e dove avviene il commercio di droga a Reggio Emilia. Vi chiediamo dunque di aiutarci nello svolgere questa attività rispondendo a cinque semplici domande, le cui risposte rimarranno in completo anonimato. In questo modo non aiuterete solo noi, ma soprattutto la città e dunque anche voi stessi!

Grazie per la collaborazione,
la Redazione di Cortocircuito

IL SONDAGGIO E’ CHIUSO!

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1– Hai mai fatto uso di sostanze stupefacenti?

2– Se la tua risposta alla domanda 1 è “no”, conosci qualcuno che ne ha fatto uso?

3– Se la tua risposta alla domanda 1 è “si”, di quali sostanze hai fatto uso?

4– Dove le trovi?

5– Da chi le trovi? (es. amico, compagno di scuola, sconosciuto etc.)

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Leggi anche:

– Boicottiamo le mafie by La Redazione (qui anche i risultati del sondaggio)

Intervista a Roberto Scardova del Tg3

 

 

Scardova da noi intervistato

Roberto Scardova è vice caporedattore e inviato speciale del Tg3 nazionale. Nel corso della sua attività professionale si è dedicato agli avvenimenti che hanno segnato la recente storia italiana, temi sui quali ha condotto numerose inchieste per il Tg3 e la rubrica Primo Piano. Per lungo tempo è stato inviato in Afghanistan. Scardova è stato anche il primo giornalista italiano a raggiungere la centrale nucleare di Chernobyl dopo l’incidente al reattore numero 4. Ha curato i servizi, sempre per il Tg3, sull’assassinio in Somalia di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin sin dal giorno della loro morte.

– Secondo lei dall’Afghanistan abbiamo sempre avuto un’informazione corretta? Ci è sempre stato raccontato tutto?

Fin dai tempi della guerra condotta in Afghanistan dall’Unione Sovietica l’informazione ha avuto delle grosse lacune, aumentate poi in particolare quando si è cercato di giustificare l’attacco che gli Stati Uniti imposero all’Afghanistan, in seguito all’attentato dell’11 Settembre alle famose torri gemelle di New York. In quell’occasione il motivo ufficiale dell’attacco degli Stati Uniti all’Afghanistan era isolare Bin Laden, in realtà poi si è scoperto che nessuno ha davvero cercato Bin Laden, tutti sapevano che Bin Laden era nascosto in certi luoghi dove le bombe e i bombardieri americani non sono mai arrivati. Tutti hanno poi saputo che Bin Laden si nascondeva in Pakistan: il Pakistan è uno dei principali alleati degli Stati Uniti d’America, ma anche questo non è mai stato detto.

Inoltre non si è mai detto che la guerra in Afghanistan è una guerra condotta contro una popolazione civile miserrima, di disgraziati, di poveretti che non hanno da mangiare, non hanno di che sfamarsi. I bombardamenti prima russi, poi americani e ora anche i talebani prima di tutto hanno distrutto le dighe, le risorse idriche, le centrali elettriche: vivere in Afghanistan era un inferno. Chi di noi (giornalisti, ndr) è andato in Afghanistan ha cercato di spiegare che più che la guerra bisognava portare la pace e ricostruire questo paese per avere un minimo di credito da parte dell’Occidente, questo purtroppo non è mai stato sottolineato abbastanza. continua a leggere …

Incontro con lo storico delle organizzazioni criminali Antonio Nicaso in Gabella

Antonio Nicaso, storico delle organizzazioni criminali, studioso e scrittore, nonchè uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale, ha presentato il suo ultimo libro a Reggio Emilia. L’incontro si è tenuto il 10 dicembre 2010 alla Gabella, spazio sotto l’arco di via Roma, a Reggio Emilia, ed è stato condotto da Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

L’iniziativa è nata dalla collaborazione di Cortocircuito con il progetto “Percorsi di cittadinanza e legalità” del consorzio cooperativo “Oscar Romero”.

 

Cosa ti aspetti dal mondo del lavoro?

Abbiamo realizzato un video con alcune brevi interviste ai giovani della nostra città sulle loro aspettative dal mondo del lavoro.

Il video è stato progettato per il convegno “Career Opportunities – Giovani e lavoro a Reggio Emilia” che si è tenuto il 6 dicembre 2010 nell’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

La Redazione di Cortocircuito

Se non visualizzi il video clicca qui.

(30 novembre 2010)

A Reggio Emilia è presente la mafia? – il cortometraggio

Assolutamente non penso, questo sentore me lo da il fatto che il tessuto sociale mi sembra abbastanza integro e sano”. E’ una delle tante risposte che abbiamo ricevuto dalla gente alla domanda: “Secondo lei, a Reggio Emilia è presente la mafia?”.

Pubblichiamo il cortometraggio, da noi realizzato, sulla presenza mafiosa a Reggio Emilia.

La Redazione di Cortocircuito

(3 Novembre 2010)

Se non visualizzi il video clicca qui.

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Vedi anche:

– 5 azioni che ogni cittadino può fare contro le mafie

 

Registrazione di “Cose Nostre”, le foto

Pubblichiamo alcune foto scattate ieri sera, mentre registravamo il collegamento tv da Reggio Emilia per “Cose nostre”, maratona televisiva nazionale per la legalità, che sarà trasmesso Venerdì 5 Novembre 2010 alle 20:00.

(clicca sulle foto per allargarle)

La Redazione di Cortocircuito

 

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Vedi anche:

– Il nostro collegamento tv per “Cose Nostre” (video)
– La rassegna stampa sul nostro collegamento per “Cose Nostre”
Giovani per la legalità: libro + dvd


Memorie di un amante (Angelo Vassallo)

Una serata come le altre. Tranquilla. Silenziosa. Era una serata in cui le mie preoccupazioni erano svanite nelle ombre e dovevano rimaner li finché l’aurora non le avrebbe illuminate nuovamente. Con la mente leggera correvo veloce, con la mia Audi grigia, fra le tante strade del mio paese perché,  a casa, mi attendevano. Amavo la mia famiglia tanto quanto la mia terra perché mi sapevano regalare grandi emozioni ma soprattutto mi sapevano riscaldare il cuore sempre e comunque.

Ero un folle per molti, un visionario per altri ma sono certo che è proprio grazie alla mia “follia”, se così si può definire, e alla mia voglia di porgere l’occhio verso il futuro che oggi la mia gente si trovi a vivere in gioia e serenità. Pollica è sempre stata la mia ragione di vita. I suoi cittadini, le sue case, le sue situazioni ed il suo mare saranno sempre parte di me. Ah.. Il suo mare.. Solcai le sue onde assaporandone gusto e odore . Fronteggiai molte volte le sue ire, sfidando il destino, uscendone sempre vincitore. Ero certo che il mare non sarebbe mai stata la mia tomba.

Correvo. Le luci dei lampioni mi illuminavano il cammino. Dovevo fare presto. Avevo una gran voglia di baciare mia moglie e di abbandonarmi, poi, nella grande notte salernitana. Imboccai, quindi, una piccola strada secondaria. Scalai un paio di marce facendo rombare il mio potente motore tedesco che, certamente, non avrebbe avuto alcun problema ad affrontare l’esigua salita che mi si celava dinnanzi.

L’orologio segnava le ore 22. Ad un certo punto, poco distante da me, comparve una macchina che, con i suoi due fari, mi disturbarono la vista. Anch’essa correva veloce ma in senso opposto al mio. Mi misi su un lato della strada, permettendo così il  transito anche se, in teoria, la viabilità era a senso unico. continua a leggere …

A Bologna prima nazionale del nuovo libro del procuratore capo di Catanzaro Gratteri e dello studioso Nicaso

Venerdì 28 ottobre 2016, alle 18, nella Cappella Farnese di palazzo D’Accursio a Bologna (piazza Maggiore) sarà presentato, in prima nazionale, il nuovo libro di: Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro e Antonio Nicaso, scrittore, studioso e storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale.

Il titolo del libro è “Padrini e padroni. Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente” edito da Mondadori.

Durante l’incontro, aperto alla cittadinanza, gli autori dialogheranno con Giuseppe Baldessarro, giornalista di Repubblica ed Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito.

L’incontro sarà aperto dal saluto del sindaco di Bologna, Virginio Merola, e dall’introduzione di Giulia Di Girolamo, consigliera comunale di fiducia del sindaco per la legalità del Comune di Bologna.

L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, è organizzata dal Comune di Bologna in collaborazione con Caracò Editore e Cortocircuito. Cura scientifica della dott.ssa Rosa Frammartino.

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Il magistrato Nicola Gratteri, nella sua attuale veste di procuratore capo di Catanzaro e prima come procuratore antimafia di Reggio Calabria, è impegnato da tanti anni in prima linea contro la ’ndrangheta, la criminalità organizzata calabrese. Dal 1989 vive sotto scorta ed è sfuggito a diversi attentati. Specializzatosi nella lotta al traffico internazionale di droga, ha contribuito alla cattura di oltre 120 latitanti. E’ stato titolare di inchieste che hanno portato alla decimazione dei vertici delle più importanti cosche, ha lavorato anche sulla strage di Duisburg, in Germania. Nicola Gratteri è il magistrato che conosce meglio le distorsioni che permettono alla ‘ndrangheta di prosperare in tutto il mondo.

Invece Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali, è uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale. Insegna storia delle organizzazioni criminali negli Stati Uniti. Nel 1995 ha pubblicato “Global mafia”, un libro che per la prima volta ha introdotto e spiegato il concetto di partenariato criminale. 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
– 
La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Incontro con il magistrato Marco Imperato

Venerdì 8 ottobre 2010, alle ore 21.00, incontro pubblico allo spazio “Gabella”, sotto l’arco di via Roma a Reggio Emilia, con il magistrato Marco Imperato. Marco Imperato è anche membro dell’Associazione Nazionale Magistrati. 

La Redazione di Cortocircuito

 

 

 

Post-terremoto all’Aquila, l’Antimafia indaga su Reggio

La Procura Distrettuale Antimafia dell’Aquila, che da tempo sta indagando sulla ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, ha messo gli occhi anche su alcune imprese reggiane in odore di ‘ndrangheta. Accertamenti sarebbero in corso da qualche giorno anche nella nostra provincia. Secondo quanto si è appreso, in particolare, a confortare questa tesi vi sarebbero dichiarazioni di collaboratori di giustizia e intercettazioni telefoniche. Alle prime battute di queste indagini sugli appalti per la ricostruzione del terremoto in Abruzzo, all’Aquila erano scattate le manette per sei persone, legate al clan dei casalesi. Ora la svolta: anche l’ndrangheta, e in particolare le cosche già radicate in Emilia hanno messo le mani su questo business“.

La notizia di questo nuovo inquietante filone di indagine arriva a Reggio all’indomani della firma del protocollo antimafia per i lavori della Tav. Ricordiamo che anche la costruzione della Tav nella tratta Reggio-Parma, quasi un anno fa, aveva avuto problemi simili:

19 Ottobre 2009, indagini della Direzione investigativa antimafia a carico dei un’ impresa di Gela, secondo gli investigatori, «imparentata» con una famiglia mafiosa – che ha operato nei cantieri TAV (Treno ad alta velocità) nella tratta Reggio Emilia-Parma.

Questa è l’ennesima prova che le mafie hanno una consistente presenza a Reggio Emilia. Spesso però questa presenza è sottovalutata e schivata.
Le attività gestite nella nostra città dai clan mafiosi sono traffico di droga, edilizia, autotrasporti, estorsioni, gioco d’azzardo, settore del divertimento. I clan presenti all’interno della nostra città sono molteplici: Casalesi, ‘Ndrangheta (Grandi Aracri-Nicoscia, Arena-Dragone).

La Redazione di Cortocircuito

Cineforum, Vedere per Informare

Il Collettivo Studentesco Locomotori presenta una rassegna cinematografica che tocca i più svariati temi. Ecco il programma:

25/09/2010 Economia Capitalism: a love story
02/10/2010
 Mafie Alla luce del Sole
16/10/2010 Ambiente Una Scomoda Verità
23/10/2010 Televisione 
Videocracy

Tutti i film saranno proiettati in Gabella (spazio del Comune sotto l’arco di Via Roma) a partire dalle ore 18.00.

Inchiesta: la verità sull’immigrazione (partendo dai luoghi comuni)

tre ragazze da noi intervistate

Da quest’inchiesta, realizzata dalla redazione di Cortocircuito nell’estate 2011, ha preso spunto il cortometraggio “Noborder, senza confini”, clicca qui per vederlo.

Siamo andati in giro per il centro storico della nostra città ad intervistare qualche nostro coetaneo per chiedergli il suo parere sull’immigrazione, partendo da alcuni diffusissimi “luoghi comuni” sull’argomento. Dopo abbiamo letto accuratamente i documenti in merito sui siti del Ministero dell’Interno, della Banca d’Italia, dell’Istat e di altri Istituti si Ricerca per vedere se i “luoghi comuni” sull’immigrazione corrispondono ai DATI. Leggete di seguito cosa abbiamo scoperto! …il testo è un po’ lungo, ma ne vale la pena.

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1- Stupri, rapine, scippi, …ascoltando i telegiornali e leggendo i quotidiani risulta evidente cha la presenza di immigrati sul nostro territorio incrementa considerevolmente il numero di reati. Secondo te è vero che la presenza di immigrati aumenta la delinquenza?

– Riccardo Menozzi ed Edoardo Talignani: Si, si …
– Matteo Foracchia: E’ un fenomeno che comunque alimenta il mercato nero e anche di scippi e delinquenza.
– Elisa Valli: Secondo me c’è, più che altro poiché arrivano persone che hanno brutte intenzioni …
– Gaetano D’Angelo: Alla grande!
– Wael Hussein: Fai te vecchio, l’immigrazione …si, per forza.
– Andrea Delrio: Si sempre.
– Federico Rossi: Secondo me loro vengono in Italia per fare dei casini, perché se li fanno nei loro paesi ci sono troppe leggi …e “gli fanno il culo”.
– Eleonora B.: Purtroppo è brutto generalizzare, ma se guardiamo le percentuali dei casi sono sempre queste persone.
– Jean Claude: Assolutamente si!
– Alessandro Ferretti: Secondo me, l’immigrazione porta a tante brutte cose.

grafico n°1

Nonostante la presenza di immigrati in Italia, come illustra la linea blu di questo grafico (n°1), negli ultimi 20 anni sia aumentata vertiginosamente e più di ogni altro paese europeo (dal 1998 al 2008 la crescita è stata del 246%, fonte Istat), la delinquenza non è aumentata sostanzialmente. Infatti come illustra chiaramente lo stesso grafico (n°1), ottenuto da un sondaggio Istat – Ministero degli Interni, nel 2003 si sono commessi lo stesso numero di crimini del 1996 e nel 2007 il numero di reati è stato simile al 1991. L’aumento di crimini che vediamo tra il 2006 e il 2007 è dovuto invece all’indulto.

In sostanza negli ultimi 15 anni, nonostante il forte aumento dell’immigrazione, il numero totale dei crimini non ha avuto un aumento significativo. Ad ogni modo, a confermare questa tesi vi è anche un rapporto della Banca d’Italia che, attraverso studi econometrici, dimostra che l’aumento del numero di immigrati non causa un aumento del numero di crimini.

Eppure un sondaggio ISPO, che risale al 2003, mostra come il 57,4% degli italiani -come i ragazzi da noi intervistati- vede l’immigrazione come fonte di delinquenza. continua a leggere …

Una barba di ingiustizia

Sono passati 21 anni. Era il 5 agosto 1989, giorno in cui l’agente Nino Agostino e la moglie Ida vennero uccisi davanti all’abitazione della famiglia Agostino da uomini-bestie mafiosi. Nino era un poliziotto “scomodo” a Cosa nostra, poiché aveva scoperto fatti relativi all’attentato fallito destinato a Giovanni Falcone all’Addaura.

Dopo 21 anni cosa è rimasto? Disperazione, dolore, tristezza e angoscia per la perdita di Nino e Ida, ma soprattutto rabbia: giustizia non è stata fatta, gli assassini e i mandanti dell’omicidio sono ancora liberi e sul caso è stato apposto il segreto di Stato. Quel giorno la famiglia si era ritrovata per festeggiare il compleanno della sorella di Nino e, quella che doveva essere una giornata serena, si trasformò in tragedia quando Nino e Ida uscendo di casa furono colpiti dai proiettili dei mafiosi che scapparono via infami e contenti.

I genitori di Nino, Vincenzo e Augusta, appena avviate le indagini si dimostrarono molto decisi nel voler soddisfare la loro sete di giustizia e purtroppo ancora oggi, portano avanti questa dura battaglia contro chi ha ucciso Nino e Ida e contro quello Stato che non ha ancora scoperto la verità. Da quel 5 Agosto ’89 Vincenzo Agostino non si taglia né barba e né capelli e continueranno a crescere finché non sarà stata fatta giustizia, ricordando così l’ingiusta morte di Nino, Ida e la bambina che ella portava in grembo.

Nuccia Ciambrone