Costi ad alta velocità. Video-inchiesta sul progetto Tav di Reggio Emilia

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«I costi per la realizzazione della stazione “Mediopadana” dell’Alta Velocità di Reggio non sono aumentati». Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia e presidente ANCI, risponde secco alle domande su costi e tempi del progetto Tav di Reggio Emilia. Eppure le delibere comunali e gli atti ufficiali, spulciati dalla redazione del giornalino studentesco Cortocircuito, smentiscono Delrio.

Persino Mauro Del Bue, assessore della giunta Delrio ed ex sottosegretario alle Infrastrutture, riferendosi alla stazione dell’Alta Velocità di Reggio Emilia scrisse «vi è stata una costante lievitazione dei costi» (interrogazione parlamentare del 24 Luglio 2006).

E i tempi? Tante promesse, raramente mantenute. «Nel nostro contratto c’era scritto che doveva essere consegnato tutto nel 2009, stazione compresa», afferma Alessandro Gandino, ex responsabile pubbliche relazioni del Presidio Informativo di Cepav, il consorzio di imprese che fino al 2007 si è occupato della realizzazione della linea ferroviaria dell’Alta Velocità e delle opere connesse nella tratta Milano-Bologna.

Gandino -intervistato dalla redazione del giornalino studentesco Cortocircuito- evidenzia anche l’esistenza di eccessive catene di subappalti: «Una gara di appalti e subappalti. C’è un mondo che ci ha mangiato. Non sto parlando di corruzione, ma di parassitismo puro». Gandino rivela che anche lui non era pagato in modo diretto, ma attraverso una serie si subappalti che ovviamente gonfiavano in modo consistente i costi.

La seconda parte della video-inchiesta di Cortocircuito affronta il progetto Tav di Reggio nel suo complesso: dal costo dei ponti di Calatrava alla pensilina del casello autostradale, dalle infiltrazioni mafiose denunciate anche da Roberto Saviano alla mancanza di trasparenza.

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Inchiesta della redazione del giornalino studentesco Cortocircuito. Realizzata da Elia Minari (coordinamento e interviste), insieme a Riccardo Pelli (voce narrante), Federico Marcenaro (riprese).

 La rassegna stampa sull’inchiesta:

Il Giornale di Reggio: La denuncia sui lavori della Tav, i costi sono lievitati dell’800% in dieci anni
Prima Pagina: I costi della stazione Tav smentiscono il sindaco. Inchiesta del giornalino studentesco fa le pulci ai conti del progetto
ReggioNelWeb: L’inchiesta degli studenti smentisce il sindaco Delrio. Cortocircuito porta alla luce tutto sui costi della stazione Tav
ReggiOnline: Costi e ritardi, la Tav sospesa tra inferno e paradiso. Il giornalino Cortocircuito ha realizzato un’inchiesta che punta a fare chiarezza

La rassegna stampa sulla replica:

– Il Giornale di Reggio: Costi Tav, Delrio ammette: «Non c’è trasparenza». Il sindaco controreplica a Cortocircuito e scarica l’aumento sulla giunta Spaggiari
– ReggioNelWeb: Delrio scarica tutto sulla Spaggiari. Il sindaco replica sull’aumento dei costi dell’Alta Velocità, ma non convince
– Il Resto del Carlino: Vele di Calatrava, Delrio: «Presto tutte le spese on line». Il sindaco ammette: «Rispetto al progetto iniziale i costi sono effettivamente aumentati»
– Prima Pagina: Delrio ora ammette: «Rispetto alla previsione della giunta Spaggiari c’è stato un aumento». Il sindaco risponde a Cortocircuito

Collegati:

– Repubblica.it pubblica una sintesi della nostra video-inchiesta sulla stazione Mediopadana
– Delrio replica all’inchiesta sulla stazione Mediopadana
– Le foto dell’intervista al sindaco Graziano Delrio (21 marzo 2012)
Altri documenti: le delibere comunali sui costi dei ponti dei Calatrava
– «Costi lievitati anche a causa del parassitismo». La testimonianza dell’ex resp. comunicazione del cantiere Tav di Reggio by Elia Minari

Aggiornamenti:

– «La Mediopadana il 4 ottobre non sarà pronta». Le voci di alcuni addetti ai lavori by Elia Minari
– «Ho conosciuto la mafia nel cantiere Tav di Reggio Emilia». Parla il Presidente della Camera di Commercio Bini 
(video)

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Le nostre video-inchieste:

«Il referendum sull’acqua non sarà rispettato». Video-inchiesta nella città leader del referendum: Reggio Emilia 
Posso entrare? Video-inchiesta sulle discoteche reggiane
Noborder, senza confini: il nostro cortometraggio sull’immigrazione (partendo dai luoghi comuni)
Video-inchiesta: il Parmigiano Reggiano grazie agli indiani

(18 Aprile 2012)

Inchiesta: la verità sull’immigrazione (partendo dai luoghi comuni)

tre ragazze da noi intervistate

Da quest’inchiesta, realizzata dalla redazione di Cortocircuito nell’estate 2011, ha preso spunto il cortometraggio “Noborder, senza confini”, clicca qui per vederlo.

Siamo andati in giro per il centro storico della nostra città ad intervistare qualche nostro coetaneo per chiedergli il suo parere sull’immigrazione, partendo da alcuni diffusissimi “luoghi comuni” sull’argomento. Dopo abbiamo letto accuratamente i documenti in merito sui siti del Ministero dell’Interno, della Banca d’Italia, dell’Istat e di altri Istituti si Ricerca per vedere se i “luoghi comuni” sull’immigrazione corrispondono ai DATI. Leggete di seguito cosa abbiamo scoperto! …il testo è un po’ lungo, ma ne vale la pena.

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1- Stupri, rapine, scippi, …ascoltando i telegiornali e leggendo i quotidiani risulta evidente cha la presenza di immigrati sul nostro territorio incrementa considerevolmente il numero di reati. Secondo te è vero che la presenza di immigrati aumenta la delinquenza?

– Riccardo Menozzi ed Edoardo Talignani: Si, si …
– Matteo Foracchia: E’ un fenomeno che comunque alimenta il mercato nero e anche di scippi e delinquenza.
– Elisa Valli: Secondo me c’è, più che altro poiché arrivano persone che hanno brutte intenzioni …
– Gaetano D’Angelo: Alla grande!
– Wael Hussein: Fai te vecchio, l’immigrazione …si, per forza.
– Andrea Delrio: Si sempre.
– Federico Rossi: Secondo me loro vengono in Italia per fare dei casini, perché se li fanno nei loro paesi ci sono troppe leggi …e “gli fanno il culo”.
– Eleonora B.: Purtroppo è brutto generalizzare, ma se guardiamo le percentuali dei casi sono sempre queste persone.
– Jean Claude: Assolutamente si!
– Alessandro Ferretti: Secondo me, l’immigrazione porta a tante brutte cose.

grafico n°1

Nonostante la presenza di immigrati in Italia, come illustra la linea blu di questo grafico (n°1), negli ultimi 20 anni sia aumentata vertiginosamente e più di ogni altro paese europeo (dal 1998 al 2008 la crescita è stata del 246%, fonte Istat), la delinquenza non è aumentata sostanzialmente. Infatti come illustra chiaramente lo stesso grafico (n°1), ottenuto da un sondaggio Istat – Ministero degli Interni, nel 2003 si sono commessi lo stesso numero di crimini del 1996 e nel 2007 il numero di reati è stato simile al 1991. L’aumento di crimini che vediamo tra il 2006 e il 2007 è dovuto invece all’indulto.

In sostanza negli ultimi 15 anni, nonostante il forte aumento dell’immigrazione, il numero totale dei crimini non ha avuto un aumento significativo. Ad ogni modo, a confermare questa tesi vi è anche un rapporto della Banca d’Italia che, attraverso studi econometrici, dimostra che l’aumento del numero di immigrati non causa un aumento del numero di crimini.

Eppure un sondaggio ISPO, che risale al 2003, mostra come il 57,4% degli italiani -come i ragazzi da noi intervistati- vede l’immigrazione come fonte di delinquenza. continua a leggere …