Venerdì 9 dicembre 2016 alle ore 21.00 nella Sala del Tricolore, sede del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, si è tenuto l’incontro, aperto alla cittadinanza, dal titolo: “Nuovi meccanismi corruttivi e crisi della giustizia”. Ingresso gratuito.
E’ stato realizzato un dialogo-intervista con ospiti i magistrati:
– Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, giudice della Corte suprema di Cassazione, già pm del pool “Mani Pulite”, autore del libro “Processo all’italiana”;
– Sebastiano Ardita, procuratore antimafia di Messina, già direttore dell’ufficio detenuti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, autore del libro “Ricatto allo Stato”.
Ha condotto l’iniziativa: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.
Introduzione di:
– Raffaele Ruberto, prefetto di Reggio Emilia che realizzerà un intervento sulla criminalità mafiosa a Reggio Emilia;
– Natalia Maramotti, assessora a Sicurezza e cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia.
Sabato 3 dicembre 2016, alle ore 8.05, nell’aula magna dell’Istituto Galvani di Reggio Emilia si terrà l’incontro “Sentinelle di legalità”, con:
– Francesca Montanari (al centro della foto), presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autrice di video-inchieste sulle mafie in Emilia.
– Alessandro Gallo, scrittore e autore originario di Napoli, presidente dell’associazione Caracò.
France Tv, la principale emittente televisiva nazionale francese, ha intervistato Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia sulle inchieste realizzate sulla criminalità organizzata in Emilia-Romagna, sullo scioglimento del consiglio comunale di Brescello e sul maxi-processo “Aemilia”, il più grande processo di mafia del Nord Italia.
Una parte dell’intervista è stata mandata in onda all’interno dello storico programma televisivo “Avenue de l’Europe” (France 3).
Invece QUIè possibile vedere le video-interviste della Rai a Cortocircuito.
Giovedì 24 novembre 2016 alle ore 21.00 a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, presso la “Casa della Conoscenza” del Comune si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “Informazione sotto tiro”. Ingresso gratuito.
Sono intervenuti:
– Arcangelo Badolati, caposervizio della “Gazzetta del Sud”, autore di libri su ‘ndrangheta e femminicidi;
– Graziella Proto, stretta collaboratrice di Pippo Fava, giornalista ucciso da Cosa Nostra, e direttrice del mensile siciliano “Casablanca”.
– Arnaldo Capezzuto, giornalista del Fatto Quotidiano e coautore del libro “Il Casalese”.
Ha condottol’iniziativa: Pierluigi Senatore, caporedattore centrale di Radio Bruno.
L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Casalecchio di Reno (BO) in collaborazione con Caracò Editore e Cortocircuito, all’interno del festival “Politicamente scorretto”, realizzato insieme alla Regione Emilia-Romagna.
[Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle.]
Nella locandina allegata sono disponibili le informazioni sulla serata “Segni di riscatto”, con il giornalista di Repubblica Giuseppe Baldessarro, in memoria di Mara Marmiroli.
Nuova intervista sulla ‘ndrangheta in Emilia-Romagna e sul maxi-processo “Aemilia”, il più grande processo di mafia del Nord Italia.
L’intervista a Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito, è stata realizzata dal giornalista Francesco Fossa di “Matrix”, programma tv di Canale 5.
Il dialogo, registrato in un bar di Reggio Emilia, andrà in onda prossimamente.
Invece QUI è possibile vedere le video-interviste della Rai a Cortocircuito.
Venerdì 28 ottobre 2016, dalle ore 18, nella Cappella Farnese di palazzo D’Accursio a Bologna (piazza Maggiore) è stato presentato, in prima nazionale, il nuovo libro “Padrini e padroni. Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente”, scritto da Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro e da Antonio Nicaso, scrittore, studioso e storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale.
Durante tutto l’incontro, aperto alla cittadinanza, gli autori hanno dialogato con Giuseppe Baldessarro, giornalista di Repubblica ed Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito.
L’incontro è stato aperto dal saluto di Giulia Di Girolamo, consigliera comunale di fiducia per la legalità del Comune di Bologna.
L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, è stata organizzata dal Comune di Bologna in collaborazione con Caracò Editore e Cortocircuito. Cura scientifica della dott.ssa Rosa Frammartino.
L’Ordine dei Giornalisti e la Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna hanno organizzato un seminario di formazione rivolto agli iscritti all’ordine professionale. L’incontro si è tenuto sabato 15 ottobre 2016 a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna.
Il convegno è stato costituito dalle relazioni di:
– Giovanni Tizian, giornalista de L’Espresso, autore dei libri “La nostra guerra non è mai finita” e “Il clan degli invisibili”;
– Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, autore di inchieste sulle mafie in Emilia;
– Ugo Vittori, A.U. di Eagle Keeper Service Group, agenzia di investigazione, consulente di Procure per decine di indagini giudiziarie.
Con presentazione del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi” e proiezione di nuovi video, insieme a Elia Minari
Durante gli incontri pubblici saranno affrontati anche dei nuovi temi, con alcuni approfondimenti inediti. Inoltre gli eventi pubblici saranno accompagnati da nuove proiezioni.
Elia Minari è il coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito e il libro parla anche delle inchieste realizzate con Cortocircuito, oltre a molti contenuti inediti.
Ingresso libero e gratuito. Si consiglia di tornare a visitare questa pagina per aggiornamenti sui seguenti incontri pubblici.
[Cliccare sulle locandine per allargarle.]
A Bibbiano e Castelnovo di Sotto (Reggio Emilia)
Vi segnaliamo 2 prossimi incontri pubblici in provincia di Reggio Emilia durante i quali sarà presentato anche (ma non solo!) il libro “Guardare la mafia negli occhi” che contiene le inchieste sulla ‘ndrangheta in Emilia realizzate negli ultimi nove anni da Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.
Durante gli incontri pubblici saranno affrontati anche dei nuovi temi, con alcuni approfondimenti inediti. Inoltre gli eventi pubblici saranno accompagnati da nuove proiezioni.
Invece QUI le informazioni sui precedenti incontri pubblici (nel primo semestre del 2018 e ancora prima).
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Nei prossimi mesi sono programmati dei nuovi incontri pubblici anche a Milano, Trento, Como, Brescia, Parma, Belluno, Reggio Emilia, Bologna, Modena, Palermo… Si consiglia di tornare a visitare questa pagina per aggiornamenti.
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Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.eliaminari.it/libro-inchiesta Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
Invece QUI le recensioni, le interviste tv e gli articoli sul libro-inchiesta
A Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, è stato consegnato il premio “Articolo 21”. Il riconoscimento è stato consegnato a Roma da parte del presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giuseppe Giulietti.
«I ragazzi di Cortocircuito – ha detto al microfono Giulietti – sono straordinari, sono andati a illuminare i lati oscuri. Loro ci insegnano che fare giornalismo non significa essere iscritti a un ordine professionale».
A decidere l’assegnazione del premio, nato per tenere vivo l’articolo della Costituzione sulla libertà d’informazione, è stata una giuria composta prevalentemente da giornalisti della Rai, riuniti nell’associazione “Articolo 21”.
Alla consegna del riconoscimento era presente anche Attilio Bolzoni, storica firma di Repubblica e autore di numerosi libri su Cosa Nostra, che si è ripetutamente complimentato con Elia Minari e Francesca Montanari, presenti a Roma in rappresentanza dell’associazione Cortocircuito.
Il conferimento, si legge nella motivazione ufficiale, è avvenuto per aver «portato avanti inchieste coraggiose, mettendo in luce la presenza invasiva della ‘ndrangheta. Un impegno dimostrato nel far conoscere le vicende più oscure del territorio, denunciando attività illecite e perseguendo la difesa della legalità. Un impegno ancora più meritevole in quanto risponde a un autentico spirito di cittadinanza».
Durante la serata, è intervenuto anche Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla Camorra, che ha dichiarato: «Sono rimasto sorpreso da Cortocircuito. Giancarlo ha fatto quello che fanno i ragazzi di Cortocircuito. E come i ragazzi di Cortocircuito lui veniva osteggiato, gli dicevano che creava problemi al suo territorio. Cortocircuito fa un lavoro straordinario per noi, svela le verità scomode che nessuno ci vuole raccontare».
Il premio è stato conferito a Cortocircuito per i documentari d’inchiesta e gli approfondimenti realizzati. Come ad esempio la video-inchiesta sul paese di Brescello che è citata anche nel decreto ufficiale di scioglimento per mafia del Comune, oltre a essere stata proiettata in Tribunale da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Inoltre nel corso della premiazione sono state ricordate le inchieste realizzate da Cortocircuito sui cantieri della Tav, sulla scuola di Montecchio, su alcune discoteche e sui subappalti nel ciclo dei rifiuti.
L’associazione Cortocircuito è stata premiata anche per le numerose iniziative di sensibilizzazione realizzate: dal 2009 ha organizzato oltre 190 convegni e incontri pubblici. La giuria ha evidenziato che il premio “Articolo 21” nasce per ricordare Paolo Giuntella, storico giornalista del Tg1 prematuramente scomparso.
[Articolo del 4 ottobre 2016]
Durante la serata il giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni ha detto «Elia e Francesca siete straordinari, alla vostra età fate cose incredibili. Cortocircuito è una forza».
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Intervista a Elia Minari realizzata dal giornalista della Rai Vicenzo Frenda
(pubblicata su Articolo21.org)
Se l’Emilia due anni fa si è risvegliata dal suo torpore lo si deve a chi ha saputo fare domande. A guardarsi attorno e a capire che tante cose non tornavano. Era per la ‘ndrangheta che si era radicata progressivamente nel territorio, scavando piano piano nella rigogliosa economia della via Emilia, facendo arrivare nel tempo da Cutro persone, capitali e mentalità criminale. Aggredendo la linfa di un territorio prima ingenuo e poi connivente.
A questo pregiudizio non si sono uniformati i ragazzi di Cortocircuito, la web-tv di Reggio Emilia. Dieci liceali che guardandosi intorno hanno iniziato a farsi delle domande. Da quelle domande, poste agli interlocutori giusti, si è arrivati allo scioglimento del consiglio comunale di Brescello per infiltrazione mafiosa, la prima amministrazione in Emilia Romagna. Il paese diventato famoso per aver ambientato la favola italiana di Don Camillo e Peppone si è scoperto vulnerabile. La ‘ndrangheta, ha detto il procuratore antimafia Alfonso, lì non si è infiltrata, ma radicata e può contare fra Reggio Emilia e Parma su 7 mila persone e 7 mila voti. Abbiamo intervistato Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito.
Cosa pensate dello scioglimento per mafia del comune di Brescello?
Speriamo che tutti a Brescello ora prendano consapevolezza del problema ‘ndrangheta, cosa che finora non c’è stata. Quando abbiamo iniziato a raccontare ciò che non andava, i cittadini ci rispondevano che stavamo infangando il nome del comune, ci dicevano di smetterla.
Come è nata la vostra voglia di indagare, filmare, raccontare i fatti di Brescello?
Ci siamo resi conto che attorno a noi tante cose non tornavano. A Brescello c’erano terreni occupati abusivamente da costruzioni che non venivano rimosse dal sindaco, c’erano roghi inspiegabili ad aziende del territorio. Così abbiamo chiesto di vedere alcune delibere del Comune e poi un’intervista al sindaco.
Le imprese del boss Grande Aracri a Brescello
In quella intervista, il sindaco Marcello Coffrini ha detto la frase da cui tutto è partito, riferita a Francesco Grande Aracri, il boss ‘ndranghetista di Cutro condannato per mafia e confinato a Brescello.
Coffrini ha detto di lui: “E’ gentilissimo, composto educato ha sempre vissuto a basso livello”. Da cittadini emiliani non ci saremmo mai sognati di sentire una frase così da un sindaco dell’Emilia Romagna.
Sentito questo, senza timore avete deciso di pubblicare tutto in un web-documentario a disposizione di tutti.
Senza alcun ripensamento abbiamo pubblicato tutto. Erano fatti di rilievo. Non c’era ancora l’inchiesta Aemilia. Da noi la gente diceva che la ‘ndrangheta non c’era. C’era negazione del fenomeno. Noi abbiamo vinto innanzitutto i nostri pregiudizi e abbiamo dato credito solo ai fatti e abbiamo segnalato ogni anomalia ai Carabinieri.
Dopo la pubblicazione c’è stata la reazione che uno si aspetterebbe in territori storicamente collusi.
Due i fatti che ci hanno colpiti. Dopo la video inchiesta il parroco di Brescello, don Evandro Gherardi, in una intervista al Resto del Carlino ha detto: “Cortocircuito ha fatto danni al turismo”. Una reazione che non ci saremmo mai aspettati. Per lui era l’inchiesta sulla penetrazione della ‘ndrangheta a fare danni al turismo e non la ‘ndrangheta stessa. Il secondo fatto riguarda una manifestazione in piazza a Brescello in sostegno al sindaco Coffrini, avvenuta subito dopo la pubblicazione della nostra video-inchiesta. A questa manifestazione hanno preso parte i figli di Francesco Grande Aracri. È lì che i Carabinieri hanno preso sul serio le nostre segnalazioni, ci hanno chiesto di acquisire i video che avevamo girato e poi ci hanno ascoltato in Prefettura.
Era il 2014. Da quegli episodi politicamente non è accaduto nulla, il sindaco ha visto confermata la fiducia del consiglio comunale. Ma cosa vi dicevano?
Alcune persone ci invitavano a cambiare argomento. Ci dicevano non è successo nulla. Alla fine degli incontri che organizzavamo per sensibilizzare su questo tema, è capitato che qualcuno si avvicinasse per dirci che la ‘ndrangheta non è presente qui. Un imprenditore ci ha detto che il nostro lavoro danneggiava l’economia di un territorio florido. Un costruttore calabrese durante le nostre riprese ha dato delle manate alla telecamera per bloccarci.
Un rogo doloso
Però in tanti hanno ascoltato la vostra denuncia e vi hanno mostrato gratitudine.
Noi non vogliamo essere un esempio, ma vogliamo solo che ogni cittadino si ponga delle domande. Non c’è bisogno di gesti eclatanti o eroici, ma di cittadini responsabili e attenti.
Da questa esperienza avete organizzato tanti incontri con magistrati, giornalisti, amministratori locali che si battono quotidianamente contro la mafia.
Sentiamo il bisogno di informarci e informare i nostri coetanei: dal 2009 abbiamo realizzato oltre 190 incontri in scuole, università, consigli comunali e regionali. Questo c’è stato d’aiuto e non ci ha fatto sentire soli. Molti magistrati ci invitano a continuare ad approfondire. Ma a livello locale alcuni cittadini continuano a negare. C’è chi dice che questa non è mafia perché non spara e non è violenta. Ma la ‘ndrangheta emiliana è questa: silenziosa, imprenditoriale, col volto pulito. E’ una ndrangheta che bisogna saper riconoscere. Altri sindaci invece ci contattano, ci chiedono consigli sugli appalti.
Il vostro prezioso lavoro ha portato una riscrittura della storia di quello che era conosciuto come il paese di Don Camillo e Peppone e che ora è anche il paese di Francesco Grande Aracri.
Il rischio vero era che questi fatti, presenti e sotto gli occhi di tutti, non emergessero. Si è sempre detto che i sindaci emiliani avessero gli anticorpi per bloccare la mafia. Non era così. Questo deve essere un monito per tutti. Ci vuole maggiore attenzione e trasparenza. Noi abbiamo fatto solo semplici domande sui fatti.
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Segue l’articolo della Gazzetta di Reggio del 4 ottobre 2016:
Sabato 1° ottobre 2016, dalle ore 18.00, si è tenuto l’incontro dal titolo “Svegliati Aemilia. Contro la presenza mafiosa in Emilia Romagna”, incentrato sul maxi-processo Aemilia, il più grande processo per mafia del Nord Italia. L’iniziativa si è tenuta presso il centro del volontariato di Bentivoglio, in provincia di Bologna.
L’iniziativa è stata aperta da Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, che ha tenuto un lungo intervento incentrato sulla presenza della criminalità organizzata a Bologna e dintorni. Nel corso della serata sono stati proiettati dei video di Cortocircuito.
È seguito un dialogo con:
– Federico Lacche (nella foto), direttore di “Libera Radio”;
– Michele De Rose, segretario generale della Filt-CGIL dell’Emilia-Romagna (settore su edilizia e trasporto);
– Antonio Monachetti e Sofia Nardacchione di Libera Bologna.
Domenica 3 luglio 2016 in provincia di Parma sarà realizzato un incontro sulle mafie in Emilia. L’iniziativa si terrà in occasione di un campo antimafia di Libera, con giovani provenienti da tutta Italia, che si sta tenendo in un bene confiscato alla criminalità organizzata a Salsomaggiore Terme.
L’incontro, che è in programma alle ore 15.30, si terrà presso la sede della “Associazione Nazionale Partigiani Italiani” di Salsomaggiore Terme (via dei Partigiani Salsesi n°3 a Salsomaggiore Terme, Parma).
E’ previsto un dialogo con:
– Francesca Monatanari, presidente dell’associazione antimafia Cortocircuito;
Il 2 giugno 2016, in occasione della festa della Repubblica, a Bibbiano in provincia di Reggio Emilia, alle ore 17.30 si è tenuto l’incontro “Uomini e idee per la democrazia”, con:
– Marco Imperato, magistrato e autore dei libri “Le parole della giustizia” e “Dialoghi sulla Costituzione”. Il procuratore Imperato recentemente ha condotto l’operazione internazionale “Barqueiro” che ha portato a 11 milioni di beni sequestrati e più di 50 perquisizioni in Italia, Spagna, Portogallo e Slovenia.
– Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia e cittadino onorario di Bibbiano (QUIle foto del conferimento della cittadinanza onoraria).
Ha coordinato l’iniziativa: Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano.
Nel corso dell’incontro è stata consegnata la targa “Campione di legalità” al magistrato Marco Imperato, da molti anni impegnato per la diffusione della cultura della legalità.
Il sindaco di Bibbiano ha dichiarato: «I ragazzi di Cortocircuito sono i nuovi partigiani. Questi ragazzi non si sono voltati dall’altra parte, hanno voluto capire. Hanno dato un contributo importante al contrasto alle mafie. A loro non saremo mai abbastanza grati per ciò che hanno fatto per la comunità».
Inoltre i diciottenni bibbianesi riceveranno una copia della Costituzione italiana.
Interviste su Rai 1 a Francesca Montanari ed Elia Minari dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.
Approfondimento sull’inchiesta “Aemilia” e sullo scioglimento per mafia del Consiglio Comunale di Brescello. L’ex sindaco Marcello Coffrini afferma che su Brescello «possiamo parlare di irregolarità amministrative e di errori. Accetto l’addebito», ma sostiene che queste irregolarità non sono state fatte per avvantaggiare i mafiosi.
Pubblichiamo un video di sintesi del servizio della giornalista Catia Barone di Rai 1, andato in onda il 23 maggio 2016.
QUI un’altra intervista su Rai 1 in un reportage sullo scioglimento per mafia di Brescello. Il parroco: «Brescello non è mafiosa. Cortocircuito diffama il paese».
Invece QUIgli articoli sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Brescello.
Inoltre QUI è possibile vedere la video-inchiesta di Cortocircuito “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, con un ampio approfondimento su Brescello.
Lunedì 23 maggio 2016, in occasione della strage di Capaci nella quale perse la vita il giudice Giovanni Falcone, nell’aula magna dell’Istituto Chierici di Reggio Emilia si è tenuto un incontro con Francesca Montanari, presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.
Attraverso l’intervista preparata dagli studenti, Francesca Montanari ha spiegato come sono nate e come si sono evolute le attività di Cortocircuito, mediante il lavoro di gruppo e la scoperta di fatti preoccupanti legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso in Emilia.
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