Vicini al procuratore Gratteri e alla sua famiglia, dopo il grave episodio intimidatorio

Nei giorni scorsi il figlio del procuratore antimafia di Reggio Calabria Nicola Gratteri è stato vittima di un episodio inquietante: ignoti hanno suonato al campanello della sua abitazione di Messina, dove studia, dicendo di essere poliziotti, ma aperta la porta si sono palesate due persone incappucciate che dal piano superiore scendevano in fretta le scale del condominio. Per fortuna il ragazzo si è chiuso subito in casa e ha allertato velocemente la polizia, quella vera.

Ci ricordiamo di quando il procuratore Gratteri, durante una delle cene insieme a noi, ci parlava di suo figlio che studia all’università di Messina. Ci sentiamo molto vicini a lui, anche perché è un nostro coetaneo. Un ragazzo come noi che si è trovato a subire un grave atto intimidatorio, secondo quanto confermano anche i risultati delle prime indagini. Questo fatto non ci lascia indifferenti.

L’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia esprime massima solidarietà e vicinanza al magistrato Nicola Gratteri e si stringe attorno alla sua famiglia, sperando che sia fatta luce il prima possibile sui responsabili di questo episodio.

 

Nella foto: il procuratore Nicola Gratteri con Elia Minari, coordinatore dell’associazione Cortocircuito.

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
– 
La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Nel tuo piccolo – Cosa ognuno può fare contro le mafie in Emilia

Video liberamente ispirato ai contenuti delle video-inchieste e alle attività di sensibilizzazione dell’associazione Cortocircuito di Reggio Emilia, realizzato da un gruppo di ragazze e ragazzi di Novellara (RE).

Se non si riesce a visualizzare il video, cliccare qui

 

Questo cortometraggio è uno dei tre cortometraggi vincitori della prima edizione del concorso video “Segni di riscatto”, promosso dalle associazioni Colore, Cortocircuito e Libera. Si tratta di un concorso video, nato per ricordare Mara Marmiroli, a cui hanno partecipato ragazze e ragazzi dai 16 ai 20 anni.

QUI le informazioni sulla seconda edizione del concorso video “Segni di riscatto”: è ancora possibile partecipare!

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
– 
La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Cortocircuito nell’Enciclopedia Treccani. Il coordinatore Elia Minari è uno dei 10 personaggi dell’anno 2015

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[articolo del quotidiano “Gazzetta di Reggio”]

Il libro dell’anno 2015 dell’Enciclopedia Treccani, nata nel 1925, dedica due pagine alla storia dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia e alle sue numerose video-inchieste.

Un altro passo avanti per il gruppo di studenti che con il loro lavoro ha contribuito a portare all’attenzione dell’opinione pubblica il tema delle infiltrazioni mafiose in Emilia. Lo hanno fatto attraverso cortometraggi, realizzati da studenti, in parte finiti all’interno di fascicoli della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna e premiati da parte del presidente del Senato Pietro Grasso.

Nella foto: il Tg1 Rai parla di Cortocircuito

La Treccani ha così scelto Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito e studente universitario di giurisprudenza, come uno dei dieci personaggi dell’anno 2015, per la capacità di documentare fatti scomodi già nel 2009, quando in pochi approfondivano il tema della criminalità organizzata in Emilia-Romagna.

Un’attività di denuncia che si unisce a quella di sensibilizzazione: sono state più di 180 le conferenze e gli incontri realizzati da Elia Minari, nel tempo libero dallo studio, all’interno di scuole, università e sale di consigli comunali.

Affiancato da noti magistrati, Minari – insieme agli altri ragazzi di Cortocircuito – ha cercato di trasmettere il messaggio che ognuno, nel suo piccolo, può fare la propria parte contro la criminalità organizzata, compiendo scelte quotidiane.

Tra i dieci personaggi dell’anno scelti dall’Istituto dell’Enciclopedia Treccani ci sono anche Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, l’astronauta Samantha Cristoforetti, la tuffatrice medaglia d’oro Tania Cagnotto, il medico di Emergency sopravvissuto all’ebola Fabrizio Pulvirenti e Milena Canonero, vincitrice di quattro Oscar a Hollywood.

L’Enciclopedia Treccani scrive che «le inchieste di Cortocircuito fanno emergere una rete pervasiva di contatti e intrecci che coinvolgono imprenditori, amministrazioni ed enti deputati ai lavori pubblici».

 

 

(Articolo del quotidiano “Gazzetta di Reggio” del 31 dicembre 2015).

QUI le foto dell’intervista del Tg1 Rai.

 

L’operazione “Aemilia”

APPROFONDIMENTO

Nelle due pagine dedicate ad Elia Minari, l’Enciclopedia Treccani scrive: «Dalle sue dichiarazioni si evince che lo sguardo critico e investigativo si è maturato nello scollamento fra una realtà vissuta e narrata come funzionale, progressista, ispirata a principi di buona convivenza civile, quale chiunque nato e cresciuto nella ricca e operosa Reggio Emilia ha respirato, e l’affiorare di una realtà sottostante, assai meno narrata quando non addirittura denegata.

Questa realtà rilevante e sommersa è l’oggetto dell’attenzione intorno alla quale fin dai tempi del liceo Elia Minari ha radunato un gruppo di amici, fondando nel 2009 un giornalino studentesco che poi si è evoluto in una web-tv, sfruttando le possibilità informative capillari della rete.

Ciò che scopre Elia Minari, insieme ai suoi collaboratori, fin dalle prime inchieste sulla discoteca prescelta dal suo liceo per le feste di inizio e chiusura d’anno, è che si tratta di un luogo di smercio di denaro sporco gestito da affiliati a una cosca della ‘ndrangheta. Segue un’inchiesta sul numero spropositato di incendi dolosi – più di quaranta – avvenuti a Reggio Emilia nel 2012, e anche lì emerge una trama di vendette fra personaggi legati all’edilizia e all’imprenditoria indagati per associazione mafiosa.

Mentre l’opinione pubblica si trincera dietro il silenzio o la negazione che ‘anche’ a Reggio Emilia ci sia criminalità organizzata, le inchieste di Cortocircuito fanno emergere una rete pervasiva di contatti e intrecci che coinvolgono imprenditori, amministrazioni ed enti deputati ai lavori pubblici.

Il materiale di questo scavo, sempre rigorosamente basato sull’acquisizione di documenti e sulla collaborazione con le forze dell’ordine e della giustizia, confluisce nella video-inchiesta “La ’Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, che contiene anche una serie di interviste nelle quali molti interpellati – sindaci, amministratori, appaltatori, dirigenti –, sottovalutando i ‘ragazzini’ che li stavano interrogando, rilasciano affermazioni così candidamente oscene da venire utilizzate in tribunale dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna.

La video-inchiesta fa capire come l’infiltrazione criminale risalga, lungo la via dell’edilizia, fino agli anni Settanta del secolo scorso e come anche celebrate opere pubbliche, quali la stazione dell’alta velocità Mediopadana, non siano esenti da una sospetta lievitazione di costi, ingiustificata dal progetto e dalle delibere comunali. Minari è impegnato anche nell’informazione in scuole superiori e Università». [Continua…]

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Incontro con il procuratore generale di Palermo e il procuratore antiterrorismo di Roma, insieme a Lucarelli

La sera di venerdì 4 dicembre 2015 nella Sala del Tricolore, sede del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, si è tenuto l’incontro dal titolo: “Contrastare nuove mafie e terrorismo”, con ospiti:

– Roberto Scarpinato, procuratore generale di Palermo, già magistrato del pool antimafia con Falcone e Borsellino, autore del libro “Il ritorno del principe”;

– Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto di Roma, responsabile del pool antiterrorismo, già coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia, autore del libro “Roma mafiosa”;

– Carlo Lucarelli, scrittore e giornalista Rai.

A condurre l’incontro, aperto alla cittadinanza, è stato Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito, associazione culturale antimafia di Reggio Emilia.

Hanno introdotto l’iniziativa pubblica il sindaco Luca Vecchi e Natalia Maramotti, assessora a Sicurezza e Cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia.

E’ intervenuta Francesca Montanari, presidente dell’associazione Cortocircuito.

Convegno organizzato dall’associazione Cortocircuito, in collaborazione con il Comune di Reggio Emilia e la Regione Emilia-Romagna. Serata sostenuta da: Provincia di Reggio Emilia, Libera Reggio Emilia, gruppo “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie” e “Alleanza reggiana per una società senza mafie”. L’iniziativa rientra all’interno del progetto “Reggio contro le mafie.it“.  Ingresso gratuito.

[Foto di Francesco Giglioli. Cliccare sulle foto per allargarle. Graphic design della locandina di Gabriele Giglioli.]

 

 

 

 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Alla convention della Presidenza del Consiglio sull’utilizzo sociale del digitale

Pubblichiamo alcuni articoli sull’invito ricevuto da Cortocircuito al primo “Italian Digital Day”. Erano presenti all’iniziativa a Torino anche Francesca Montanari, presidente dell’associazione Cortocircuito e Francesco Giglioli, creatore del sito internet di Cortocircuito. L’evento si è tenuto sabato 21 novembre 2015.

 

[Articolo del web-magazine “ReggioNelWeb”. A sinistra articolo della “Gazzetta di Reggio”.]

E’ Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, una delle trenta persone chiamate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri a intervenire al primo “Italian Digital Day” che si è tenuto alla Reggia di Venaria a Torino.

L’esperienza degli studenti reggiani di Cortocircuito è stata selezionata per come ha saputo utilizzare i nuovi media per uno scopo sociale. E’ dal 2009 che le attività dell’associazione Cortocircuito cercano di sensibilizzare e informare, utilizzando principalmente il web, sulla penetrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso in Emilia. Il coordinatore dell’associazione Elia Minari, studente di giurisprudenza, ha spiegato davanti a una platea di quasi mille persone come le attività di Cortocircuito si sono sviluppate nel tempo.

Sono partiti da un semplice giornalino studentesco delle scuole superiori di Reggio Emilia, con una piccola telecamera e un software per il montaggio. «Con il passare degli anni la curiosità e la voglia di capire è aumentata. Le video-inchieste realizzate negli ultimi sette anni – ha spiegato Minari – nascono solo dal desiderio di porre alcune domande. Non ci siamo basati sulle nostre opinioni personali, ma sull’approfondimento dei documenti: visure delle Camere di commercio, delibere comunali, interdittive antimafia, atti giudiziari. Speriamo di aver contribuito, da studenti, ad aumentare la sensibilità sulla vicinanza del problema della criminalità organizzata».

Parte di un articolo della Gazzetta di Reggio

Oltre al premier Matteo Renzi, erano tante le autorità presenti: il ministro della Pubblica amministrazione Madia, il nuovo direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, il sindaco di Torino Fassino, il presidente della Regione Piemonte Chiamparino e Roberto Viola, direttore generale della DG Connect della Commissione Europea.

Questa iniziativa, nata per volontà dell’Unione Europea, ha l’obiettivo di individuare i migliori progetti sul territorio, nell’ambito della cultura digitale e dell’innovazione sociale, che possano essere utili alla collettività. Le trenta persone, tra cui Minari, che sono intervenute alla convention organizzata dal governo sono state nominate “Digital Champions”. Si tratta di esperienze, provenienti da tutta Italia, di utilizzo innovativo, creativo e socialmente utile del digitale e delle risorse del web.

«Quando abbiamo iniziato nel 2009 avevamo scoperto con grande stupore che la discoteca dove si tenevano le feste ufficiali del nostro liceo era, secondo la Prefettura, usata dalla ’ndrangheta per riciclare denaro di provenienza illecita. Tutti devono sapere chi c’è dietro un locale o un’impresa, così da poter scegliere consapevolmente a chi dare il proprio denaro», osserva Minari.

 

 

QUI l’articolo del quotidiano “La Stampa”.

QUI l’articolo del quotidiano “ReggioNelWeb”.

[Foto di Francesco Giglioli di Cortocircuito. Cliccare sulle foto per allargarle.]






 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Incontro su violenza contro le donne e lotta alla criminalità organizzata

Nel corso della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, mercoledì 25 novembre 2015 dalle ore 18.00, si è tenuta la seguente iniziativa presso il Consiglio Comunale di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia.

“L’invisibile faccia della luna” di e con l’attrice Ada Roncone: monologo ispirato alla storia vera di una donna, testimone di giustizia in terra di ‘ndrangheta.

Sono intervenute: 

– Paola Tognoni, assessora alle Pari Opportunità;

– Francesca Montanari, presidente dell’associazione antimafia Cortocircuito e Cittadina Onoraria di Bibbiano.

Vi sono state anche brevi letture e riflessioni sul tema a cura di alcuni cittadini. 

A seguire aperitivo in collaborazione con Auser Bibbiano.

QUI le foto del conferimento della cittadinanza onoraria all’associazione Cortocircuito.

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Seconda edizione del concorso video “Segni di riscatto”

Seconda edizione del concorso video “Segni di riscatto”, nato dall’Associazione “Colore-cittadini contro le mafie”, in collaborazione con “Libera Reggio Emilia”, l’associazione Cortocircuito e il movimento “Agende Rosse di Salvatore Borsellino”, in ricordo di Mara Marmiroli.

Si tratta di un concorso video rivolto a ragazze e ragazzi dai 16 ai 30 anni.

Il tema consiste nell’individuare segni di speranza nel contrasto alle mafie, nati da situazioni di degrado ed emarginazione. I filmati dovranno testimoniare il percorso di riscatto.

A rappresentare Cortocircuito nella giuria del premio sarà il nostro Andrea Franzoni. QUI la locandina del concorso con i dettagli tecnici. QUI il modulo per iscriversi al concorso.

Per altre informazioni è possibile contattare l’associazione “Colore”:  info@colore.re.it

 

Troppo spesso non ci ricordiamo di quando il giudice Falcone diceva che la mafia è un fenomeno umano e che come tale avrà un termine. Ci sembra che certe situazioni siano immodificabili, se non in peggio, e che su certi luoghi, gruppi, fatti sarebbe meglio lasciar cadere l’oblio, dimenticarseli, magari liberarsene lasciandoli navigare per conto proprio. Chi si occupa di antimafia sa che il crimine organizzato non è affatto un problema circoscrivibile e rimuovibile facilmente. La crescita del nostro paese dipende dalla capacità di tutti di far emergere il meglio, le energie positive che ci circondano, a partire proprio da quelle situazioni dove sembra più difficile reperirle.

Questo progetto nasce per far emergere tutte le buone notizie, e aiutare chi si affaccia all’età adulta a concentrarsi su queste. La prospettiva non è quella di individuare esperienze e situazioni straordinarie, ma piuttosto di vedere quando la giustizia riprende il sopravvento nella normalità, nelle dinamiche di tutti i giorni, tra persone normali. Si chiede di guardare la realtà in profondità per cogliere le radici delle piante sane che non si vedono, ma ci sono.

Il progetto è finanziato con i contributi di quanti hanno voluto ricordare Mara Marmiroli, compagna non solo di resistenza contro mafie e massonerie deviate, ma anche di costruzione di un mondo diverso e più giusto. Non si può riassumere un vita così ricca in poche righe, quindi ci siamo concentrati su di un aspetto: Mara ha voluto da sempre investire sul positivo per innescare circoli virtuosi, e vorremmo che questo fosse uno dei mille contributi da lei dati in questo senso.

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
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– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

 

All’auditorium Malaguzzi convegno con i procuratori Scarpinato e Capaldo

Sabato 5 dicembre 2015, alle ore 10.30, nell’auditorium del Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia, si è tenuto il convegno “Come contrastare le mafie invisibili”.

L’iniziativa, rivolta a studenti universitari e a studenti di otto scuole superiori di Reggio Emilia, ha avuto come relatori:

– Roberto Scarpinato, procuratore generale di Palermo, già magistrato del pool antimafia con Falcone e Borsellino, autore del libro “Il ritorno del principe”;

– Giancarlo Capaldo, procuratore aggiunto di Roma, responsabile del pool antiterrorismo, già coordinatore della Direzione Distrettuale Antimafia, autore del libro “Roma mafiosa”.

A condurre l’incontro è stato Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito, associazione culturale antimafia di Reggio Emilia.

Hanno introdotto l’iniziativa Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia e Natalia Maramotti, assessora a Sicurezza e Cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia. L’iniziativa rientra all’interno del progetto “Reggio contro le mafie.it“.  Ingresso gratuito.

QUI le foto del convegno della sera precedente, con gli stessi ospiti, nella sala del Consiglio Comunale di Reggio Emilia.

[Cliccare sulle foto per allargarle.]

 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Convegno a Bologna con docenti universitarie, sul contrasto culturale alle mafie

A Bologna convegno dal titolo “Scuola, università e associazioni: educazione alla legalità e al contrasto alle mafie”. Si è tenuto martedì 15 dicembre 2015, alle ore 21. Tra gli altri, sono intervenuti:

– Stefania Pellegrini, docente del dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Bologna;

– Laura Corazza, docente del dipartimento di scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna;

– Marilena Pillati, assessore a scuola e istruzione del Comune di Bologna;

– Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia; 

– Antonio Monachetti, coordinatore di Bologna dell’associazione Libera;

– Alessandro Gallo, presidente della casa editrice Caracò;

Hanno condotto l’incontro: Gabriele Chessa e Silvia Manfredini.

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Proseguono i progetti di Cortocircuito nelle scuole

Stiamo continuando gli incontri sul tema della legalità e dell’antimafia all’interno delle scuole superiori di Reggio Emilia. Agli studenti cerchiamo di trasmettere il messaggio che ognuno, nel suo piccolo, può fare la propria parte contro le mafie, a seconda dei gesti che compiamo quotidianamente.

Progetti organizzati da Cortocircuito insieme ad altre realtà associative.

[Foto e video di Andrea Mafrica di Cortocircuito.]

Invece QUI la scorsa giornata di formazione su mafie e legalità, rivolta a insegnati delle scuole superiori, educatori e a personale di enti pubblici. Si è tenuta presso l’Assemblea Legislativa regionale con il presidente emerito della Corte Costituzionale Onida e i docenti universitari Dalla Chiesa e Bertozzi

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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“Æmilia-ndrina”, incontro con Carlo Lucarelli, Giovanni Tizian e altri

Domenica 22 novembre 2015 a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, presso la “Casa della Conoscenza” del Comune si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “Æmilia-ndrina: una questione civile”, coordinata dallo scrittore e conduttore Rai Carlo Lucarelli.

Sono intervenuti:

– Giovanni Tizian, giornalista de L’Espresso;
– Cinzia Franchini, imprenditrice minacciata e presidentessa nazionale CNA-Fita;
– Elia Minari, coordinatore dell’associazione Cortocircuito, autore di video-inchieste sulle mafie in Emilia;
– Enza Rando, avvocato, responsabile dell’ufficio legale di Libera;
– Roberto Montà, presidente nazionale di “Avviso Pubblico”, associazione di enti pubblici contro la criminalità organizzata.

A margine del convegno e durante l’incontro pubblico Carlo Lucarelli, introducendo l’intervento di Elia Minari di Cortocircuito,  ha detto: «In molti si chiedono: cosa si può fare contro la criminalità organizzata? La risposta che darei è: bastano poche persone che fanno le cose giuste. Basta un gruppo di ragazzi con una videocamera, capaci anche di ribaltare una città e fare cambiare le cose. E’ quello che hanno fatto i ragazzi di Cortocircuito.» […] «Le inchieste di Elia Minari sono finite anche agli atti di processi.»

Era presente tra il pubblico anche Giuliano Poletti, ministro del Lavoro. L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Casalecchio di Reno (BO), all’interno del festival “Politicamente scorretto”, realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna.

[Cliccare sulle foto per allargarle.]


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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Intervista al Tg1 Rai: “I reportage di un coraggioso gruppo di studenti”

Una troupe del Tg1 Rai è venuta a Reggio Emilia per intervistare Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito, associazione culturale antimafia di Reggio Emilia. L’intervista era incentrata sulle video-inchieste realizzate dal 2009 e sull’attività di infomazione dell’associazione sulla penetrazione della criminalità organizzata in Emilia.

Intervista registrata e mandata in onda il 4 novembre 2015.

Invece QUI la precedente intervista del Tg3 (edizione nazionale).


 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Il Fatto Quotidiano: “Cortocircuito, i ragazzi della web-tv che hanno anticipato la magistratura. Nati nel 2009 da un giornalino scolastico di Reggio, hanno preceduto le inchieste sulla ‘ndrangheta in Emilia”

Nella foto: Nando Dalla Chiesa ed Elia Minari

Articolo pubblicato sul “Fatto Quotidiano”, scritto dal professore Nando Dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università di Milano e docente di Sociologia della criminalità organizzata. E’ figlio del prefetto di Palermo ucciso da Cosa Nostra.

Invece QUI tutte le foto del convegno, organizzato dall’associazione Cortocircuito, con ospite Nando Dalla Chiesa e il presidente emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida.

 

Di Nando Dalla Chiesa

Ero curiosissimo. E ora vediamoli di persona questi studenti di “Cortocircuito”, la gloriosa web tivù emiliana, nata nel 2009 da un giornalino scolastico di Reggio Emilia. Nel mondo dell’antimafia sono ormai un mito. Sono loro, una ventina di ragazze e ragazzi, ad avere dato con le proprie inchieste la sveglia a una regione ebbra della retorica degli “anticorpi”, letteralmente liquefatti davanti all’avanzata dei clan calabresi.

Elia Minari, il coordinatore di questa creatura è molto giovane. Alto, magro, un bel ciuffo scuro, fa giurisprudenza. Si muove nel convegno bolognese con la disinvoltura di un presentatore televisivo. Ha letto molti libri e ha fatto le sue battaglie sul campo in un ambiente incredulo e talvolta ostile. Nella sala congressi della Regione Emilia Romagna, amministra il pubblico, porge domande, incalza gli insegnanti (che cos’ è per lei la legalità, che cos’è la morale, chi è il “furbo”,…). Poi commenta e sintetizza. Studio di istinto il modo di fare di Elia, quella inedita combinazione di deferenza e autorevolezza. E penso che solo ragazzi così sarebbero potuti andare a riprendere i luoghi dei roghi reggiani prima che arrivassero le operazioni giudiziarie: locali, cantieri e auto incendiati, una quarantina di casi, senza che la città si allarmasse “perché tanto qui non siamo in Calabria”.

Francesca Montanari di Cortocircuito

Solo ragazzi di buone letture e con una buona dose di irriverenza (ma una perfetta educazione) avrebbero potuto immortalare l’agghiacciante intervista con il sindaco di Brescello, il paese di Peppone e don Camillo finito in bocca ai Grande Aracri di Cutro, e sorprenderlo, con quell’accento che più emiliano non si può, mentre fa sua la causa delle imprese del boss (così “composto ed educato”) che saranno poi confiscate.

Sul viso di Elia e di Francesca Montanari, la presidente dell’associazione, tira un’aria di fresca impudenza. Forse è la ricetta vincente delle inchieste diventate famose. Come quella che li portò a interrogarsi sull’appalto per la nuova scuola media di Montecchio: vinto con il 23% di ribasso da una ditta che non aveva nemmeno presentato il certificato antimafia. Sparita la ditta, mai fatta la scuola.

Fanno vedere al qualificato pubblico il filmato di Brescello. E certo provoca una corrente di umorismo nero vedere i colonizzatori di Cutro, provincia di Crotone, accusarli, fuori dal bar, di infangare l’immagine di Brescello. O insultarli mentre con maestria i ragazzi incassano e continuano a far domande scomode. Grande giornalismo di ventenni coraggiosi.

Elia Minari

Spiega Elia alla platea che la prima volta che intuirono che con la mafia ci avevano a che fare direttamente fu quando scoprirono che la festa per la fine dell’anno scolastico era stata organizzata in una discoteca luogo di riciclaggio di denaro di provenienza illecita e luogo di smercio della droga (lo diceva un rapporto del prefetto), i cui due proprietari di allora sarebbero poi stati indagati nell’ambito dell’operazione “Aemilia”. Perché ci portano proprio qui?, si chiesero. Insomma, ribellarsi ai propri stessi ambienti per ribellarsi davvero alla mafia; un po’ come il giovane Pif in La mafia uccide solo d’estate. “Poi, andando avanti con le nostre inchieste, trovammo cose sempre più preoccupanti”.

Studenti pionieri, più avanti degli adulti. Viene purtroppo in mente, a proposito di “Cortocircuito”, come nel bellissimo film dedicato a Lea Garofalo, e andato su Rai 3 mercoledì sera, sia scomparso ciò che di grande fecero le studentesse milanesi per stare accanto alla domanda di giustizia della giovanissima Denise. Due anni in aula dandosi il turno, per non lasciarla idealmente mai sola. A decine. Uno dei più memorabili episodi di solidarietà antimafiosa tra coetanei. Realizzato nel totale anonimato, fino però a vedersi riconoscere da parte del Comune di Milano la massima onorificenza civile dell’Ambrogino d’oro. Tutto sparito.

Beni confiscati a Grande Aracri

E invece teniamoceli cari i giovani dell’antimafia, e rendiamo loro onore per quel che fanno, da Scampia a Bologna. Sperando che mai per questo si sentano un po’ divi. Giusto Elia? “Giusto, il rischio c’è. La storia di questa lotta è fatta di personaggi, di eroi solitari. Ma noi vogliamo scongiurarlo. Vogliamo essere in molti, uno che fa diritto, l’altra relazioni internazionali, l’altro ingegneria informatica… Non un gruppo che insegna agli altri come si vive. Ma tante persone e competenze diverse per contrastare le mafie, ognuno con le proprie capacità”. E questo sì che è un bel programma.

Nando Dalla Chiesa

(21 novembre 2015)

 

 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
– 
La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Il procuratore antimafia di Reggio Calabria Nicola Gratteri a Bagnolo. Il presidente della Provincia: «L’attività antimafia di Cortocircuito è determinante almeno quanto l’attività delle istituzioni»

Venerdì 27 novembre 2015 alle ore 18.00 presso il teatro Gonzaga di Bagnolo in Piano, in provincia di Reggio Emilia, si è tenuto un incontro con il magistrato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. E’ stato intervistato sul palco da Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito, associazione culturale antimafia di Reggio Emilia. Ingresso gratuito.

L’intervista pubblica è stata preceduta dal conferimento della cittadinanza onoraria al procuratore Nicola Gratteri, “per il suo straordinario impegno nella lotta alla criminalità mafiosa e per la diffusione della cultura della legalità tra i giovani”.

Introduzione di:

– Paola Casali, sindaco di Bagnolo in Piano;
– Raffaele Ruberto, prefetto di Reggio Emilia;
– Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia;
– Massimo Mezzetti, assessore della Regione Emilia-Romagna alla Cultura e politiche per la legalità.

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Il presidente della Provincia Giammaria Manghi, all’inizio dell’iniziativa pubblica, ha detto: «C’è una nuova resistenza, contro la criminalità organizzata, composta da militanze civili ed extra-istituzionali importanti. Elia Minari di Cortocircuito è un giovane che rappresenta giovani che non sono nelle istituzioni, ma che “militano” con il loro lavoro di diffusione culturale e di protagonismo positivo contro le infiltrazioni malavitose, lo dico convintamente. E’ un segnale importantissimo, è determinante almeno quanto l’attività che le istituzioni stanno portando avanti in questi mesi».

Il procuratore Nicola Gratteri ha aggiunto: «Elia e i ragazzi di Cortocircuito li ho visti crescere. Quando era venuto a presentarsi, diversi anni fa, Elia non era spigliato come adesso, era molto giovane e timido», ha concluso sorridendo.

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Uno dei precedenti incontri con il proc. Gratteri

Il magistrato Nicola Gratteri, nella sua veste di procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, è impegnato da tanti anni in prima linea contro la ’ndrangheta, la criminalità organizzata calabrese. Dal 1989 vive sotto scorta ed è sfuggito a diversi attentati. Specializzatosi nella lotta al traffico internazionale di droga, ha contribuito alla cattura di oltre 120 latitanti. E’ stato titolare di inchieste che hanno portato alla decimazione dei vertici delle più importanti cosche, ha lavorato anche sulla strage di Duisburg, in Germania. Nicola Gratteri è il magistrato che conosce meglio le distorsioni che permettono alla ‘ndrangheta di prosperare in tutto il mondo.

Il procuratore Gratteri è autore, insieme al criminologo Antonio Nicaso, di numerosi testi sulla criminalità organizzata, tra cui l’ultimo libro “Oro bianco. Storie di uomini, traffici e denaro dall’impero della cocaina”.

QUI un’intervista in cui il procuratore Gratteri parla di Cortocircuito.

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Giornata di formazione su mafie e legalità presso l’Assemblea Legislativa regionale con il presidente emerito della Corte Costituzionale Onida e i docenti universitari Dalla Chiesa e Bertozzi

L’associazione culturale Cortocircuito ha organizzato, insieme all’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, la seguente giornata di formazione sulla legalità e sul contrasto culturale alle organizzazioni criminali di stampo mafioso. Tale iniziativa era rivolta a insegnanti e personale di enti pubblici, oltre a educatori e membri di associazioni.

La giornata di formazione, promossa dall’associazione Cortocircuito all’interno del percorso “ConCittadini”, è patrocinata dall’Ufficio Scolastico Regionale, dal Ministero dell’Istruzione e dal Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna.

L’iniziativa si è tenuta venerdì 13 novembre 2015 a partire dalle 9.30 del mattino, presso l’auditorium Fanti dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna a Bologna, con ospiti:

– Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, nonché presidente della Scuola Superiore della Magistratura;

– Nando dalla Chiesa, direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università di Milano e docente di Sociologia della criminalità organizzata. E’ figlio del prefetto di Palermo ucciso da Cosa Nostra;

– Rita Bertozzi, docente di Sociologia dell’Educazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Il convegno è stato condotto da Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, che ha anche realizzato diversi interventi sul tema del contrasto alla criminalità organizzata.
Il professore Dalla Chiesa ha detto: «I documenti di Cortocircuito sono agghiaccianti. Devo farvi i complimenti per il grande lavoro realizzato».

Saluto iniziale di Yuri Torri, segretario dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa regionale.

La giornata è proseguita nel pomeriggio con 15 gruppi tematici che hanno affrontato attività laboratoriali diverse, durante le quali è intervenuta anche la presidente dell’associazione Cortocircuito Francesca Montanari e altri volontari dell’associazione Cortocircuito.

L’iniziativa è stata ripresa da una troupe di Rai 3.

Invece QUI una delle precedenti iniziative di Cortocircuito presso l’Assemblea Legislativa regionale.

[Cliccare sulle foto per allargarle.]

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
– 
La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
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– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
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“Svegliati Æmilia” nell’arena del parco Cervi, con il magistrato Imperato, il giornalista de L’espresso Tizian e tanti altri

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Presso l’arena del parco Cervi di Reggio Emilia sabato 26 settembre 2015, a partire dalle ore 9.15 di mattina, si è tenuto un incontro, aperto alla cittadinanza, insieme a:

– Giovanni Tizian, giornalista de “L’Espresso”;
– Marco Imperato, magistrato e autore del libro “Le parole della giustizia”;
– Gaetano Alessi, co-autore del Dossier “Le mafie in Emilia Romagna”;
– Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale Legambiente;
– Fiorella Ferrarini, vicepresidente Anpi Reggio Emilia;
– Elia Minari e Francesca Montanari, associazione Cortocircuito, autori di inchieste sulle mafie in Emilia;
– Nadia Monti, referente regionale “Avviso Pubblico” Emilia-Romagna;
– Cinzia Franchini, imprenditrice minacciata e presidentessa nazionale CNA-Fita;
– Federico Lacche, Libera Radio;
– Caterina Lusuardi, Colore – cittadini contro le mafie, che animerà la mattinata.

Erano presenti tra il pubblico: il presidente della provincia e i sindaci di Reggio Emilia, Quattro Castella, Rubiera, Scandiano, Sant’Ilario d’Enza.

L’iniziativa è stata organizzata da Libera Emilia-Romagna, associazione Cortocircuito, movimento Agende Rosse di Salvatore Borsellino, associazione Colore.

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Ciò che è successo il 28 gennaio 2015 era ormai annunciato da tempo: la nostra regione ha visto 117 arresti tra affiliati, politici e imprenditori ritenuti vicini al clan ‘ndranghetista Grande Aracri. L’ormai famosa operazione “Æmilia” ha colpito, contemporaneamente, in Emilia, Lombardia, Piemonte, Veneto, Calabria e Sicilia, per un totale di 160 persone fermate. Da quel giorno è partita una raffica di sequestri (oltre 400 milioni di euro), altri arresti, avvisi di garanzia e indagini collaterali che probabilmente porteranno a processo 224 persone, tutte ritenute vicine alla cosca Grande Aracri. A breve inizieranno le udienze per questo nuovo maxi-processo della storia italiana, il secondo, dopo Black Monkey contro i Femìa, in Emilia-Romagna contro la ‘ndrangheta, la più potente mafia italiana.

[Foto di Francesco Giglioli di Cortocircuito. Cliccare sulle foto per allargarle.]

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Video del Fatto Quotidiano sull’iniziativa:

Se non si riesce a visualizzare il video, cliccare qui

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
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– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
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