Venerdì 20 maggio 2016, dalle ore 21, nel teatro di Gualtieri (nella foto) si è tenuta l’iniziativa “Diritti al cuore”.
Durante la serata, organizzata dalla CGIL, lavoratrici e lavoratori hanno raccontato la Costituzione, collegandola alle loro esperienze lavorative. A seguire ci sono state delle performance musicali.
L’iniziativa è stata aperta, alle ore 21.00, dall’intervento sulle “mafie a Gualtieri” di Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di video-inchieste sulle mafie in Emilia.
La storica inviata del Tg1 Maria Grazia Mazzola ha realizzato un approfondimento sulla ‘ndrangheta in Emilia, concentrandosi in particolare sullo scioglimento per mafia del Consiglio Comunale di Brescello.
Le indagini di Carabinieri e Prefettura, che hanno portato allo scioglimento di Brescello, sono partite dopo una video-inchiesta di Cortocircuito.
La troupe del Tg1 ha intervistato Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia. Una parte dell’intervista è andata in onda su Rai 1 venerdì 29 aprile 2016, in seconda serata, nella trasmissione “Tv7”, Speciale del Tg1.
Il reportage di Rai 1 contiene anche interviste al boss Grande Aracri, al sindaco Coffrini e al parroco di Brescello che afferma nuovamente che la video-inchiesta di Cortocircuito «diffama il paese».
QUI gli articoli sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Brescello.
Invece QUI è possibile vedere la video-inchiesta di Cortocircuito “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, con un ampio approfondimento su Brescello.
All’interno della rassegna “Aut/Aut”, sabato 7 maggio 2016 alle ore 18.00 presso la Rocca dei Bentivoglio di Valsamoggia, in provincia di Bologna, si terrà un convegno dal titolo “Filiera pulita, filiera sporca”.
Interverranno:
– Antonio Cannarella, direttore della Direzione Investigativa Antimafia di Bologna;
– Valerio Giardina, comandante dei Carabinieri di Bologna;
– Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia;
– Andrea Segrè, docente dell’Università di Bologna, presidente CAAB (Centro Agro Alimentare Bologna) e del Fondo PAI (Parchi Agroalimentari Italiani);
– Alessandro Leo, presidente del consorzio Libera Terra Mediterraneo;
– Lorenzo Misuraca, giornalista, autore del libro “Il marcio è servito”;
– Adriano Turrini, presidente di Coop Alleanza 3.0.
Sotto: il logo di “Aut/Aut”, la rassegna contro le mafie che si tiene in provincia di Bologna.
Incontri condotti da “Cortocircuito” con i magistrati Di Matteo, Gratteri, Conte, Imperato e il presidente emerito della Corte Costituzionale Onida.
I temi dell’antimafia, della democrazia, dell’educazione alla cittadinanza attiva, dell’informazione, ma anche delle azioni per contrastare le infiltrazioni mafiose faranno da filo conduttore di “Noi contro le mafie”, la rassegna della legalità che si terrà dall’11 al 16 aprile 2016 a Reggio Emilia. L’iniziativa – promossa dalla Provincia di Reggio Emilia insieme alla Regione Emilia Romagna e ai Comuni reggiani – ha la direzione scientifica del professore Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali,mentrela cura educational è della dott.ssa Rosa Frammartino.
L’associazione Cortocircuito, oltre a contribuire all’organizzazione della rassegna, coordinerà i seguenti convegni. Le iniziative sono ordinate in ordine cronologico inverso, per mettere in primo piano gli incontri rivolti in particolare alla cittadinanza.
Nella foto: il procuratore Gratteri con Elia Minari
Sabato 16 aprile 2016 dalle ore 15.45 alle ore 17.45 presso il teatro Metropolis di Bibbiano (via Gramsci 4), in provincia di Reggio Emilia, incontro dal titolo “Lotte di libertà. Fra antiche e nuove Resistenze”. Dialogo con:
– Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria;
– Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali;
– Teresa Vergalli, staffetta partigiana e scrittrice. Nel corso dell’incontro le sarà consegnata la cittadinanza onoraria di Bibbiano.
– Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.
Introduzione di: Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano.
Interviene: Francesca Montanari, presidente dell’associazione antimafiaCortocircuito di Reggio Emilia.
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Sabato 16 aprile 2016 dalle ore 10.00 di mattina alle ore 12.45 presso l’Auditorium Loris Malaguzzi di Reggio Emilia (via Bligny 1), convegno dal titolo “Contro le mafie in Italia e in Europa: quali rischi e quali norme”. Dialogo con:
– Nino Di Matteo, procuratore antimafia di Palermo e pm del processo sulla trattativa Stato-mafia;
– Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria;
– Mario Conte, giudice della Corte d’Appello di Palermo;
– Francesco Del Bene, magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo e pm del processo sulla trattativa Stato-mafia.
Conduce: Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.
Introduzione di: Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali.
Saluti di: Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia e Luca Vecchi, sindaco del Comune di Reggio Emilia.
Erano presenti tra il pubblico: il prefetto, il questore, il comandante dei carabinieri e il comandante della guardia di finanza di Reggio Emilia, oltre a numerosi sindaci e parlamentari.
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Giovedì 14 aprile 2016 dalle ore 21.00 presso la sala del Consiglio Comunale di Rubiera (piazza Garibaldi 2), in provincia di Reggio Emilia, incontro dal titolo “Mafia e territorio. Diritti e doveri dell’informazione “. Dialogo con:
– Arcangelo Badolati, direttore della “Gazzetta del Sud”;
– Arnaldo Capezzuto, giornalista del Fatto Quotidiano;
– Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.
Conduce: Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali.
Saluto di: Emanuele Cavallaro, sindaco di Rubiera.
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Martedì 12 aprile 2016 dalle ore 9.30 di mattina presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia, nella sede di Reggio Emilia (viale Allegri 9), convegno dal titolo “Una Costituzione da vivere e da praticare”. Dialogo con:
– Valerio Onida, presidente emerito della Corte Costituzionale, già presidente della Scuola Superiore della Magistratura;
– Marco Imperato, magistrato, coautore del libro “Dialoghi sulla Costituzione” (prefazione di Valerio Onida);
– Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali;
– Donatella Loprieno, costituzionalista dell’Università della Calabria;
Conduce: Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.
Interventi di:
– Rita Bertozzi, docente di Sociologia dell’Educazione dell’Università di Modena e Reggio Emilia;
– Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Cervi, in memoria dei sette fratelli Cervi.
Saluti di:
– Natalia Maramotti, assessora a Sicurezza e culturale della legalità del Comune di Reggio Emilia;
– Yuri Torri, segretario dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna;
– Chiara Morelli, Provincia di Reggio Emilia,
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Lunedì 11 Aprile 2016 dalle ore 15.00 alle ore 17.30, nell’auditorium del Museo Cervi a Gattatico (Via Fratelli Cervi 9), in provincia di Reggio Emilia. Dialogo con:
– Marco Imperato, magistrato, autore del libro “Le parole della giustizia”;
– Donatella Loprieno, costituzionalista dell’Università della Calabria.
A seguire saranno illustrate, da parte di associazioni e formatori, alcune esperienze didattiche innovative nel contrasto alle mafie e per la diffusione della cultura della legalità tra i giovani.
Conduce: Francesca Montanari, presidente dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.
Saluti di: Albertina Soliani, presidente dell’Istituto Alcide Cervi.
Pubblichiamo alcuni servizi televisivi del 20 aprile 2016 sulla vicenda e gli articoli pubblicati il giorno dopo sui quotidiani “Gazzetta di Reggio” (giornale del gruppo L’Espresso) e “Prima Pagina Reggio”.
Invece QUI è possibile ascoltare le frasi – contenute in un’intervista realizzata da Cortocircuito – dell’ex sindaco di Brescello, l’avvocato Marcello Coffrini, su Francesco Grande Aracri, condannato in via definitiva per mafia nel 2008, considerato dai magistrati uno dei “reggenti“ della cosca.
Inoltre QUI è possibile vedere la video-inchiesta di Cortocircuito “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, con un ampio approfondimento su Brescello.
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Le precedenti dimissioni del sindaco Marcello Coffrini, dopo l’intervista di Cortocircuito (estratto di un articolo del Fatto Quotidiano del 22 gennaio 2016):
Frasi del sindaco di Brescello, l’avvocato Marcello Coffrini, su Francesco Grande Aracri, condannato in via definitiva per mafia nel 2008, considerato dai magistrati uno dei “reggenti” della cosca. QUI l’inchiesta integrale.
Marcello Coffrini è sindaco dal 2014, invece dal 2005 al 2014 è stato assessore dello stesso Comune, con deleghe a Urbanistica, Edilizia e Sicurezza. Prima del 2004, per 19 anni, è stato sindaco di Brescello Ermes Coffrini, papà di Marcello.
1) Una parte della nostra video-inchiesta “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. In particolare, il sindaco Coffrini su Francesco Grande Aracri afferma: “E’ gentilissimo, è uno molto tranquillo… è molto composto, educato, ha sempre vissuto a basso livello. Hanno un’azienda… con cui fanno i marmi… mi fa piacere che siano riusciti a ripartire”.
Questa parte della nostra video-inchiesta è stata anche proiettata nel Tribunale di Reggio Emilia da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, durante il processo di sequestro di 3 milioni di euro di beni di Francesco Grande Aracri.
2) Gazzetta di Reggio del 24 settembre 2014, dichiarazioni del sindaco Coffrini su Francesco Grande Aracri:
“«Può capitare che io lo riceva in Comune per questioni tecniche» […] In molti hanno affermato che c’è un rapporto diretto tra i due, come conferma Coffrini: «Io in paese do del tu a tutti, è la mia prassi».”
Nella stessa intervista Coffrini afferma anche l’opposto:
“salvo poi affermare di conoscere Grande Aracri «come fotografia sui giornali: tutto l컓.
3) Il Resto del Carlino (edizione Reggio del 25 settembre 2014), titolo in prima pagina (QUI la foto del titolo, QUI il testo integrale):
“«Grande Aracri lavorò a casa mia». Ermes Coffrini, ex sindaco e papà dell’attuale: «Brescello non è un paese infiltrato»”.
Nel testo dell’articolo Ermes Coffrini (sindaco di Brescello per dieci anni e papà dell’attuale sindaco Marcello Coffrini) afferma:
«Chi dice che la zona è fortemente infiltrata è smentito dai fatti». […] Se incontrasse Grande Aracri per strada? «Se si incontra una persona per strada e ti saluta, per banale cortesia e senso civico si risponde al saluto. Una stretta di mano non è una compromissione».
Poi racconta un altro episodio (quando Grande Aracri non era ancora stato condannato):
«Avevo bisogno di fare lavori a casa mia e diedi un incarico ad una impresa. Fu così che tra i muratori mi trovai a casa Francesco Grande Aracri. Lavorava normalmente, non diede problemi. Oggi c’è una condanna definitiva, la situazione è ben diversa». […] Qualche tempo fa ero in sala d’attesa in un ambulatorio. Sento che qualcuno mi saluta: era Grande Aracri. Mi chiede: come va? E io a mio volta gli ho chiesto come stava. Ma cosa avrei dovuto fare? Queste sono cose minime di civiltà. Io con la sua famiglia non ho rapporti».
4) “In piazza c’erano anche i figli e parenti del boss”, articolo sul Fatto QuotidianoQUI
5) Sul Resto del Carlino del 21 settembre 2014, titolo :
“«Il condannato per associazione mafiosa? Tranquillo e gentile, non dà problemi». Brescello, il sindaco conferma il suo giudizio positivo su Grande Aracri”.
Poi nel testo dell’articolo:
«Io vedo Francesco Grande Aracri in paese da anni. Gira sempre in bici, saluta le persone, non ha mai creato problemi a nessuno».
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Le reazioni
Pubblichiamo anche alcune dichiarazioni sulla vicenda:
«Il sindaco di Brescello è inadeguato per il ruolo nel quale si trova. Viene da chiedersi: sindaco, ci sei o ci fai?».
Rosi Bindi, presidente della commissione parlamentare antimafia (Gazzetta di Reggio – 20 marzo 2015)
«Quanto emerge dal video (di Cortocircuito) è grave e preoccupante. […] Non mi sarei mai aspettato un situazione simile nel Reggiano. Siamo in Emilia, terra di valori civili, di partigiani, di Resistenza».
Francesco Caruso,presidente del Tribunale di Reggio Emilia (Gazzetta di Reggio – 23 settembre 2014)
«È sconcertante quanto denunciato da Cortocircuito».
Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera (Gazzetta di Reggio – 18 marzo 2015)
«A Brescello una troupe di giovani coraggiosi ha girato, come web-tv Cortocircuito, un formidabile servizio. Tema: gli ottimi e cordialissimi rapporti del sindaco con tale Francesco Grande Aracri, abitante nel paese da molti anni, ma non un cittadino come tutti gli altri. Egli infatti è stato condannato per mafia e sottoposto a sorveglianza speciale. E’ inoltre al centro di attività economiche sospette che hanno recentemente portato ad un sequestro di beni a suo carico, da parte dei Carabinieri di Reggio Emilia, per un valore di 3 milioni di euro. […] Spesso, anche se vi sono presenze mafiose di tutta evidenza, fortissima e diffusa è la tendenza a negarle. Miopia, superficialità, sottovalutazione e ignoranza si intrecciano».
Gian Carlo Caselli, già procuratore capo di Palermo e di Torino (editoriale sul Fatto Quotidiano – 3 ottobre 2014)
«Ci sono amministratori che, pur non essendo collusi, non riescono a capire alcune dinamiche tipicamente mafiose. Bisogna capire che è un comportamento tipico del mafioso mostrarsi gentile, garbato e affabulatore. Lo fa per radicarsi in una certa realtà. Ci sono pubblici amministratori e imprenditori che hanno aperto le porte alla ‘ndrangheta».
Nicola Gratteri, procuratore antimafia di Reggio Calabria (Gazzetta di Reggio – 29 settembre 2014)
«Mentre il sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, è ancora al proprio posto dopo aver pubblicamente lodato il reggente locale della ‘ndrangheta Francesco Grande Aracri, il sindaco di Lamezia Gianni Speranza apprende in questi giorni che Nicolino Grande Aracri, capo della cosca di Cutro e fratello di Francesco, intendeva ucciderlo (“..una botta in testa e finisce ammazzato”) . Fino a quando in Italia si tollererà che un sindaco amico di un mafioso resti in carica, nessuno si stupisca se quegli stessi mafiosi minacciano di morte un altro sindaco colpevole di fare correttamente il proprio lavoro».
Claudio Fava, vice-presidente della Commissione parlamentare antimafia (Gazzetta di Reggio, 15 marzo 2015)
Venerdì 22 aprile 2016, dalle ore 10.30 di mattina, nell’auditorium “Rita Levi Montalcini” a Mirandola, in provincia di Modena, si terrà un incontro rivolto a oltre quattrocento studenti.
L’iniziativa è aperta anche alla cittadinanza. Occorre prenotarsiscrivendo una mail all’associazione Cortocircuito.
Il convegno, dal titolo “Libertà, Regole e Trasgressioni. Il contrasto alle mafie dopo l’operazione Aemilia”, prevede un dialogo con:
– Gherardo Colombo, già magistrato del pool “Mani Pulite”, autore del libro “Sulle regole”;
– Livio Pepino, già giudice della Corte suprema di Cassazione, autore del libro “Forti con i deboli”;
– Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di video-inchieste sulle mafie in Emilia.
Saluti di:
– Yuri Torri, segretario dell’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna;
– Maino Benatti, sindaco di Mirandola.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna e dall’associazione Cortocircuito, all’interno del percorso “ConCittadini” e in collaborazione con il Comune di Mirandola.
Interverrà Francesca Montanari, presidente dell’associazione Cortocircuito.
Le informazioni sul corso di formazione sono disponibili cliccandoQUI.
Agli eventi formativi, presso l’Università di Parma, hanno partecipato studenti universitari, neolaureati e professionisti, provenienti da tutte le Università dell’Emilia-Romagna (sono venuti studenti e laureati anche da Bologna e dal Compus di Forlì).
L’ingresso dei partecipanti il 3 Aprile 2019:
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L’incontro formativo della mattina nell’Aula dei Filosofi dell’Università di Parma (aperto anche alla cittadinanza):
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L’incontro formativo del pomeriggio nell’Aula Magna dell’Università di Parma:
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Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.eliaminari.it/libro-inchiesta Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
Invece QUI le recensioni, le interviste tv e gli articoli sul libro-inchiesta
Giovedì 7 aprile 2016 a Parma si terrà un incontro sul processo Aemilia, dal titolo “La mafia della porta accanto: come è successo che abbiamo le mafie in casa?”. L’iniziativa, che è in programma alle ore 19.00, si terrà presso il centro Montanara (via Pellicelli 13). L’incontro è organizzato da Libera Parma.
Dialogo con:
– Maria Chiara Perri, giornalista del quotidiano La Repubblica;
– Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito, autore di video-inchieste sulle mafie in Emilia.
Sabato 2 aprile 2016 al liceo Canossa di Reggio Emilia si terrà l’iniziativa “Le azioni quotidiane”.
Interverranno:
– Francesca Montanari (nella foto a sinistra), presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, per spiegare come sono nate e come si sono evolute le attività di Cortocircuito, attraverso il lavoro di gruppo e la scoperta di fatti preoccupanti legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso in Emilia.
– Chiara Ghirelli (nella foto a destra), curatrice di alcuni progetti nelle scuole dell’associazione Cortocircuito, coordinerà dei laboratori interattivi incentrati su temi connessi con le mafie: discriminazioni, soprusi e ingiustizie.
L’iniziativa proseguirà sabato 30 aprile, sempre al liceo Canossa.
Il progetto al liceo Canossa è stata organizzato dall’associazione Cortocircuito in collaborazione con il percorso “ConCittadini” dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.
Pubblichiamo un articolo del quotidiano “La Stampa” che parla delle nostre attività, iniziate nel 2009.
Invece QUI è possibile leggere un articolo del quotidiano “La Repubblica” su Cortocircuito.
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TITOLO: “L’associazione studentesca che svela le trame della ‘ndrangheta in Emilia. Le video inchieste di Cortocircuito hanno portato alla luce elementi poco chiari su appalti e comportamenti degli amministratori pubblici”.
Articolo di Franco Giubilei.
Che ci fosse qualcosa che non quadrava, proprio qui nel cuore dell’Emilia, i ragazzi dell’associazione Cortocircuito hanno cominciato ad avvertirlo quando ancora frequentavano le superiori, scoprendo che la discoteca dove facevano le feste della scuola in realtà nascondeva un’attività di riciclaggio di denaro sporco, come sarebbe stato appurato in seguito.
«E’ da allora che abbiamo cominciato a interessarci a questi problemi», spiega Elia Minari, studente universitario di giurisprudenza e coordinatore dell’associazione, che da allora ha cominciato a scavare sotto la superficie di una realtà apparentemente sana, ritenuta fino a poco tempo fa tradizionalmente immune alle infiltrazioni della criminalità organizzata.
Le video inchieste pubblicate nel corso degli ultimi anni sul web hanno invece portato alla luce dubbi ed elementi poco chiari su appalti e comportamenti degli amministratori pubblici di alcuni comuni del Reggiano, puntualmente documentati nei servizi “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana” e “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”.
A fare le spese del videogiornalismo dell’associazione è stato l’allora sindaco di Brescello, Marcello Coffrini, che al microfono degli studenti si lasciò andare a una serie di commenti perlomeno incauti su Francesco Grande Aracri, suo concittadino e condannato per mafia nel 2008, definito “gentilissimo, molto tranquillo ed educato”. Sull’onda dello scandalo sollevata da quelle frasi, il primo cittadino del paese di Peppone e Don Camillo si è poi dimesso pur continuando a godere, particolare che va ricordato, della fiducia dei brescellesi.
Un filmato realizzato da Cortocircuito è stato persino proiettato in un’aula di tribunale, nel corso di un processo collegato alla maxinchiesta “Aemilia”, il cui dibattimento prenderà il via a Reggio il 23 marzo.
Sarà un processo-monstre per numero di imputati, 150, e testimoni, già più di 300 (ma si stima che potrebbero arrivare a mille), che si apprestano a comparire nell’aula bunker allestita nel palazzo di giustizia della città emiliana.
A seguirlo ci saranno anche loro, i ragazzi di Cortocircuito, che nei quasi otto anni di vita dell’associazione si sono presi più di una soddisfazione per il loro lavoro di inchiesta e di informazione sulle mafie condotto nelle scuole (oltre 180 i convegni e gli incontri organizzati in tutto), come il premio ricevuto dall’Università di Bologna nel 2013 in qualità di migliore web-tv di denuncia in Italia e il “Premio scomodo” consegnato dal presidente del Senato Pietro Grasso nel 2014, durante il 20° Vertice nazionale antimafia.
Il convegno dal titolo “L’impegno civile nel contrasto alle mafie” si è tenuto venerdì 4 marzo 2016, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 di mattina, presso l’Aula Magna B del Dipartimento di Scienze Giuridiche dell’Università di Bologna.
L’iniziativa è stata organizzata dall’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con l’Università di Bologna e l’associazione culturale Cortocircuito.
Sono intervenuti:
– FRANCO ROBERTI, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo;
– MARIA FALCONE, presidente della Fondazione Falcone, autrice del libro “Giovanni Falcone, un eroe solo”;
– GAETANO PACI, procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria;
– STEFANIA PELLEGRINI, docente dell’Università di Bologna, direttore del master “Gestione e riutilizzo dei beni confiscati alle mafie. Pio La Torre”.
Saluti istituzionali di:
– SIMONETTA SALIERA, presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna;
– FRANCESCO UBERTINI, Magnifico Rettore dell’Università di Bologna.
Ha condotto il convegno: Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito.
E’ intervenuta, raccogliendo le domande dei presenti: Francesca Montanari, presidente dell’associazione antimafia Cortocircuito.
Durante l’iniziativa pubblica il procuratore nazionale antimafia Roberti, parlando al microfono, ha dichiarato: «In Emilia-Romagna c’è da essere fiduciosi: grazie al lavoro dell’associazione antimafia Cortocircuito cogliamo dei segnali molto positivi di risposta e di denuncia. Sono segnali fondamentali». (Frase ripetuta anche nell’intervista alla tv bolognese “Trc”).
Martedì 22 marzo 2016 alle ore 9.00 si è tenuto un incontro sul maxi-processo “Aemilia”, il giorno prima dell’inizio del dibattimento, nel liceo Ariosto-Spallanzani di Reggio Emilia.
Dialogo con:
– Annamaria Casadone, giudice del Tribunale di Reggio Emilia;
Sabato 19 marzo 2016, alle ore 9.30, all’Istituto Galvani di Reggio Emilia si terrà un incontro con Francesca Montanari, presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.
Per i dettagli vedere la locandina a sinistra. Cliccare sulla locandina per allargarla.
In occasione della giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, il 21 marzo 2016 a Reggio Emilia si terrà un corteo lungo le vie della città.
Parteciperanno all’iniziativa anche familiari di vittime innocenti di mafia.
Programma:
9.30 – piazzale Marconi (davanti alla stazione) Corteo con la delegazione dei familiari delle vittime delle mafie che risiedono in Emilia-Romagna e gonfaloni dei Comuni.
11.00 – piazza Prampolini All’arrivo del corteo, saranno letti i nomi delle oltre 900 vittime innocenti delle mafie.
12.00 Intervento di don Luigi Ciotti (in diretta da Messina),
15.00
Incontro del Consiglio Comunale con i familiari delle vittime.
Due minuti per sapere cosa le mafie stanno facendo nella nostra regione. Il 23 marzo iniziano le udienze del dibattimento del più grande processo per mafia del Nord Italia.
Sabato 27 febbraio 2016 presso la Sala dei Contrari della Rocca di Vignola, in provincia di Modena, si è tenuto il convegno “Sicurezza e legalità”, aperto alla cittadinanza.
Prima parte, dalle ore 17.00 alle 18.00, con ospiti: – Lucia Musti, procuratore capo di Modena e presidente per l’Emilia-Romagna dell’Associazione Nazionali Magistrati; – Elia Minari, coordinatore dell’associazione Cortocircuito, autore di video-inchieste sulle mafie in Emilia; – Sabrina Pignedoli, giornalista del Resto del Carlino, minacciata per i suoi articoli sulla ‘ndrangheta. Ha coordinato: la giornalista Maria Grazia Palmieri.
Seconda parte dalle ore 18.00 alle ore 19.30, con ospiti: – Massimo Mezzetti,assessore della Regione Emilia-Romagna alla Cultura e politiche per la legalità; – Giancarlo Muzzarelli, sindaco di Modena e presidente della Provincia di Modena; – i sindaci di Vignola, Valsamoggia, Castelfranco Emilia e Savignano sul Panaro. Ha coordinato: Beppe Boni, vice-direttore del “Resto del Carlino”.
Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito e autore del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi” (prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia) sarà premiato a Palermo il 2 maggio 2018, insieme alla giornalista uccisa a Malta con un’autobomba lo scorso ottobre.
Premio dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia, intitolato alla memoria di Mario e Giuseppe Francese. La giuria del premio è presieduta dal noto scrittore Gaetano Savatteri, attuale caporedattore del Tg5.
Sul “Corriere della Sera” del 23 aprile 2018:
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Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.eliaminari.it/libro-inchiesta Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
Invece QUI le recensioni, le interviste tv e gli articoli sul libro-inchiesta.
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