Proiezione di nuovi approfondimenti antimafia venerdì sera nella Sala del Tricolore, con ospiti magistrati

15 ottobre 2017

[Nella foto: proiezione di una precedente inchiesta]

Venerdì 20 ottobre 2017 dalle ore 21.00 nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, sede del Consiglio Comunale (accesso da piazza Prampolini n° 1), si terrà un incontro pubblico dal titolo “Il volto inedito della ‘ndrangheta nella Pianura Padana” durante il quale verranno proiettati nuovi approfondimenti e materiali d’inchiesta, realizzati dall’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, connessi ai temi del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi” di Elia Minari (prefazione del procuratore nazionale antimafia, editore Rizzoli) sui segreti della ‘ndrangheta nel Nord Italia.

Il libro svela i retroscena inediti delle inchieste di Cortocircuito, realizzate dal 2009, oltre a contenere nuovi reportage ed episodi significativi vissuti in prima persona nel contrasto alla ‘ndrangheta, attraverso gli incontri diretti con persone insospettabili: medici, giornalisti, preti, professionisti,…
Il libro porta anche alla luce casi concreti su come la ‘ndrangheta si serva della comunicazione pubblica e del consenso sociale, ad esempio attraverso l’utilizzo di Facebook e la promozione di eventi sportivi.

 

Durante l’incontro pubblico si terrà anche un dialogo con i magistrati:

– Gaetano Paci, procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria;
– Marco Imperato, sostituto procuratore di Modena ed esperto di riciclaggio.

Conduce e interviene: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito e autore del libro “Guardare la mafia negli occhi” (prefazione del procuratore nazionale antimafia).

Introducono:
– Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia
– Natalia Maramotti, assessora alla Sicurezza e cultura della legalità

Ingresso gratuito, fino a esaurimento dei posti disponibili. 
Sono ancora 
disponibili diversi posti a sedere!

Per partecipare: occorre inviare una mail con nome e cognome a matteo.cortocircuito@gmail.com

Chi non è presente nella Sala alle ore 20.50 perde la propria prenotazione.

 

Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). 
Invece QUI le prime recensioni e i primi articoli sul libro.

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    Primi articoli e prime recensioni sul libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi”

    10 ottobre 2017

     

     

    Storie reali, vissute in prima persona. Otto anni di inchieste scottanti, sulla ‘ndrangheta nella Pianura Padana, realizzate da un ragazzo ventenne e poi finite in tribunale. 

    Sembra un romanzo, talmente le vicende sono assurde e cariche di suspense. Eppure i fatti e gli aneddoti sono tutti veri.

    Il libro racconta i retroscena inediti delle inchieste di Elia e dei ragazzi dell’associazione Cortocircuito, nata come giornalino studentesco nel 2009, oltre a nuovi reportage realizzati sul campo.

    Due anni di scrittura e otto anni di approfondimenti.

    Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia. Editore Rizzoli.

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    Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
    Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). 

    Invece continuando a scorrere questa pagina è possibile leggere recensioni, interviste e articoli di giornale sul libro.

     

    Intervista in diretta tv nazionale (il video, con più di 10 minuti d’intervista sarà pubblicato nei prossimi giorni):

     

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    Articolo del Fatto Quotidiano:

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    Articolo della “Gazzetta di Reggio” (gruppo L’Espresso):

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    Articolo della “Gazzetta di Reggio” (gruppo L’Espresso):

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    Articolo di “Reggio Sera”

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    Le prime recensioni dei lettori

    [Nella foto sopra: libreria Feltrinelli di Bologna]

    L’ho già comprato e letto in poche ore. Stile narrativo estremamente fluido impostato su paragrafi brevi. Contenuti caratterizzati da grande serietà, etica e trasparenza. Ogni tanto fa accapponare la pelle. Comunque appassionante.Caterina Cagni (Castelnovo Ne’ Monti)

    A chiunque, adulto o giovane che sia, consiglio uno dei libri più sconcertanti sulle infiltrazioni mafiose nel nord Italia. “Guardare la mafia negli occhi” di Elia Minari ci fa conoscere una realtà completamente nascosta, una realtà agghiacciante. 
    Pensare che Elia ha la nostra età, frequenta l’università come molti di noi, ma a differenza nostra ha deciso di andare controcorrente e scrivere in questo libro il frutto delle sue scoperte e ricerche, fatte in anni di indagini autonome. 
    Davvero, lo dico in modo spassionato: leggete questo libro perché è da brividi.
    La prefazione è del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. C’è altro da aggiungere? Il libro mi ha davvero aperto lo sguardo sulla realtà attorno a noi. Mi ha proprio appassionato.” Leonardo Monico (Albignasego, Padova)

    Ho appena finito di leggere il libro (in 3 giorni!!) e sono rimasto allibito. Si legge tutto d’un fiato e non vorresti mai smettere per sapere cosa riserva la pagina successiva. Mi ha aperto gli occhi su un mondo che reputavo lontano da me…un mondo che pensavo fosse fatto solo di sparatorie, regolamenti di conti, commercio di droga e tanto altro, ma lontano da me. Ora invece ho più consapevolezze. Guardo con occhi diversi le azioni della criminalità organizzata al nord. È meschina, silenziosa e terribile.” Mattia Casotti (Febbio, Reggio Emilia)

    [Nella foto sopra: libreria a Roma, stazione Termini]

    Ho trovato il libro in una piccola libreria del paese dove vivo e lavoro, leggendo la copertina sono rimasto colpito dal titolo e l’ho comprato. La meraviglia è stata ancora maggiore nello scoprire che lo stesso era stato scritto da un ragazzo molto giovane, sono arrivato a leggerne quasi cento pagine e posso già dire che è un lavoro strepitoso e di coraggio“.  Giuseppe Gaeta (Angri, Salerno)

    Un libro appassionante che lascia con il fiato sospeso. L’autore dimostra molto coraggio nel raccontare anche vicende veramente scomode: sono spiegati nel dettaglio alcuni incredibili casi di poliziotti corrotti e collusi con la mafia, oltre ai contatti con la Corte di Cassazione, le logge massoniche e gli ordini cavallereschi“. Pietro Morosini (Milano)

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    Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
    Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). 

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      10 ottobre 2017

       

      LEGGI LA PRESENTAZIONE DI CORTOCIRCUITO
      Associazione culturale antimafia di Reggio Emilia
       

       

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        Incontro all’Università di Bologna con l’ex procuratore di Palermo Gian Carlo Caselli e altri magistrati

        10 ottobre 2017

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        Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
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          Con Don Ciotti e il procuratore generale di Milano

          10 ottobre 2017

          Incontro con l’ex procuratore capo della DDA di Bologna (coordinatore inchiesta “Aemilia”) e con il presidente nazionale di Libera, sui temi del libro “Guardare la mafia negli occhi”.

           

          Sabato 7 ottobre 2017, dalle ore 10.00 di mattina, nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia (piazza Prampolini 1) si è tenuto un incontro pubblico rivolto alla cittadinanza e agli studenti, con ospiti:

           

          – Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera;

          – il magistrato Roberto Alfonso, procuratore generale di Milano e già procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, ha coordinato la  maxi-inchiesta “Aemilia” che ha portato al più grande processo di mafia del Nord Italia.

          Ha condotto l’incontro pubblico: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito e autore del libro “Guardare la mafia negli occhi” (prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia).

          Hanno introdotto l’iniziativa:
          – Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia;
          – Natalia Maramotti, assessora alla Cultura della legalità.

          E’ intervenuto Manuel Masini, referente provinciale di Libera.

          [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Per viualizzare tutte le foto cliccare QUI ]

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            Con il Presidente del Senato, ex magistrato antimafia, nella Sala del Tricolore sul tema “Le mafie alla conquista dei giovani”

            11 luglio 2017

            Nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, sede del Consiglio Comunale, si è tenuto l’incontro dal titolo “Le mafie alla conquista dei giovani” con ospite il Presidente del Senato Pietro Grasso, già procuratore nazionale antimafia e già giudice del Maxi-processo di Palermo.

            Iniziativa organizzata dall’associazione Cortocircuito, in collaborazione con il Comune, la Regione e la Provincia.

            Temi degli interventi del presidente Grasso: “Il fascino dei modelli mafiosi sui giovani: dal mondo del lavoro al culto del successo”, “Il Maxi-processo di Palermo”, “Dagli anni ’90 ai giorni nostri: organizzazioni criminali, cambiamenti e nuove priorità”.

            Allo stesso convegno era ospite anche la giornalista Maria Grazia Mazzola, inviata speciale della Rai e autrice di numerosi reportage sulla criminalità organizzata. E’ intervenuta per riflettere sui contenuti salienti del reportage “Cose Nostre”, incentrato sulle modalità con cui le mafie condizionano le giovani generazioni. Tale approfondimento televisivo è andato in onda all’interno di “Speciale Tg1″ su Rai 1.

            Ha condotto l’incontro e ha realizzato quattro interventi sul tema del convegno: Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

            Saluti di:
            – Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia;
            – Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna;
            – Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia;
            – Natalia Maramotti, assessora alla Sicurezza e cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia.

            L’iniziativa, a ingresso gratuito, si è tenuta venerdì 7 aprile 2017 dalle ore 10.00 di mattina.

            [Foto di Chiara Ghirelli, Francesco Giglioli, Salvatore Lento ed Enrico Rossi.]

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              “Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente” con il procuratore capo di Catanzaro e lo studioso Nicaso

              11 luglio 2017

              Presso il teatro Metropolis di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, è stato organizzato l’incontro pubblico dal titolo “Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente”. Dialogo con:

              – Nicola Gratteri, procuratore capo presso il Tribunale di Catanzaro;
              – Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali, docente alla Queen’s University.

              Saluti di: Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano.

              L’incontro è stato condotto da Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia. L’iniziativa, che si è tenuta è tenuto venerdì 7 aprile 2017 dalle ore 21.00, rientra all’interno della rassegna “Noi contro le mafie”, con la direzione scientifica del professore Antonio Nicaso e la cura educational della dott.ssa Rosa Frammartino. Ingresso gratuito.

              [Foto di Matteo Manfro. Cliccare sulle foto per allargarle.]

               

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                Incontro con il procuratore generale di Bologna, il sostituto procuratore di Palermo, il giudice della Corte d’Appello di Palermo e il procuratore capo di Catanzaro

                11 luglio 2017

                Presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia, nella sede di Reggio Emilia, è stato organizzato il convegno dal titolo “Criminalità, mafie e terrorismi: una sfida globale”.

                Gli ospiti sono stati:

                – Ignazio De Francisci, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Bologna, sul tema “Espansione e radicamento delle mafie in aree non tradizionali”.

                – Nicola Gratteri, procuratore capo presso il Tribunale di Catanzaro, sul tema “Si può fermare l’espansione globale delle mafie?”.

                – Giorgia Spiri, sostituto procuratore presso il Tribunale di Palermo, sul tema: “Mafie transnazionali. L’associazione a delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani”.

                – Mario Conte, giudice presso la Corte d’Appello di Palermo, sul tema “Cresce il bisogno sociale di sicurezza. Bastano le norme che abbiamo?”.

                Introduzione e conclusioni di: Antonio Nicaso, studioso e storico, docente alla Queen’s University, sul tema “Nuove priorità investigative nel contrasto alla criminalità globale”.

                Ha condotto l’incontro: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

                Saluti iniziali di:
                – Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia;
                – Raffaele Ruberto, prefetto di Reggio Emilia;
                – Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia.

                L’iniziativa, che si è tenuta è tenuta sabato 8 aprile 2017 dalle ore 10.00 di mattina, rientra all’interno della rassegna “Noi contro le mafie”, con la direzione scientifica del professore Antonio Nicaso e la cura educational della dott.ssa Rosa Frammartino. Ingresso gratuito.

                [Cliccare sulle foto per allargarle.]

                 

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                  Incontro con l’ex magistrato Caselli e con l’autore sotto scorta Cavalli

                  11 luglio 2017

                  Presso la sala del Consiglio del Comune di Cavriago (in provincia di Reggio Emilia), piazza Don Dossetti 1, è stato organizzato un incontro aperto alla cittadinanza, con ospiti:

                  – l’ex magistrato Gian Carlo Caselli, già procuratore capo di Palermo (subito dopo la morte di Falcone e Borsellino), autore del libro “Nient’altro che la verità. La mia vita per la giustizia, fra misteri, calunnie e impunità”.

                  – Giulio Cavalli, scrittore antimafia sotto scorta e attore teatrale, autore del libro “Nomi, cognomi e infami”;

                  – Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito, autore di inchieste sulle mafie in Emilia.

                  Ha condotto l’incontro: Pierluigi Senatore, caporedattore di Radio Bruno.

                  L’incontro, che si è tenuto domenica 19 marzo 2017 dalle ore 17, è stato organizzato dall’associazione giovanile “Cuariegh on the Road”, in collaborazione con l’associazione antimafia Cortocircuito e il Comune di Cavriago. Ingresso gratuito.

                  [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle.]


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                    25 Aprile antifascista e contro la ‘ndrangheta

                    25 aprile 2017

                    Sopra: sul quotidiano “Gazzetta di Reggio”

                    Il 25 Aprile 2017, per la Festa della Liberazione, a Bibbiano (Reggio Emilia) dalla ore 9.45 di mattina Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito è stato invitato per intervenire sulla Resistenza contro il fascismo e contro la ‘ndrangheta, radicata anche a Bibbiano, illustrando alcuni parallelismi tra i due fenomeni con esempi concreti.

                    Saluti del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.

                    Foto di Chiara Ghirelli.

                     

                     

                     


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                      Comunicato di solidarietà

                      24 marzo 2017

                      A seguito delle denunce rivolte al sindaco di Quattro Castella (RE), Andrea Tagliavini, e alle redazioni di Telereggio e altri media locali da parte di alcuni imputati del processo “Aemilia”, come associazioni Cortocircuito, Libera Reggio Emilia, Agende Rosse Reggio Emilia e Colore sentiamo l’esigenza di ribadire il nostro sostegno a quegli amministratori pubblici che, anche con gesti piccoli ma significativi, si oppongono a certe richieste e proposte, pensando in primo luogo all’immagine delle istituzioni pubbliche.
                      Lo stesso principio vale anche per tutti quei giornalisti che quotidianamente si mettono al servizio della comunità fornendo un’informazione precisa e corretta. Riteniamo da sempre che buone politiche e conoscenza siano alla base del contrasto a corruzione e mafie.

                       

                       

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                        “I tentacoli della ‘ndrangheta condizionano anche la sanità del Nord Italia”. Intervista al giornale “Ferrara Italia”

                        14 marzo 2017

                        Intervista del giornale “Ferrara Italia” a Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di inchieste sulle mafie in Emilia. Intervista realizzata da Simona Gautieri.

                        La clinica “Ferrara Day Surgery”

                        “La clinica Ferrara Day Surgery Srl, dove lavorano decine di medici, ha ricevuto un’interdittiva antimafia. Il rischio che la clinica possa essere condizionata dalla criminalità mafiosa è confermato anche dalle recenti sentenze del Consiglio di Stato e del Tar“. Ad affermarlo è Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di inchieste sulle mafie in Emilia. 

                        Alla base – spiega – ci sono ad esempio i rapporti economici intercorsi tra la famiglia proprietaria dell’impresa medica e persone ritenute dalla Prefettura contigue alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Inoltre nelle sentenze (del Tar e del Consiglio di Stato) si legge che la famiglia proprietaria della clinica ha utilizzato ingenti quantità di contanti per acquistare immobili. Secondo i giudici amministrativi sono state violate le norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari. Nelle stesse sentenze si legge che alcuni dipendenti dell’impresa “Services Group”, che controlla il 100% della società della clinica di Ferrara, «risultano avere rapporti di stretta parentela con soggetti detenuti per associazione di tipo mafioso e ritenuti comunque contigui a cosche di ‘ndrangheta»; inoltre altri dipendenti «risultano segnalati nella banca dati delle forze dell’ordine».

                        Quali sono le attività più soggette ad infiltrazioni di stampo mafioso?

                        Ormai non c’è settore che possa dichiararsi completamente estraneo, ma gli ambiti privilegiati sono edilizia, autotrasporto, slot machine e ristorazione. Il problema maggiore è che non si tratta di «attività soggette ad infiltrazioni», dato che numerosi imprenditori emiliani cercano loro gli uomini della ‘ndrangheta. E non il contrario. È dimostrato anche dalle intercettazioni telefoniche della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna.

                        Molti imprenditori del Nord ogni giorno richiedono i “servizi” delle mafie: smaltimento dei rifiuti, manodopera sottocosto, ingresso nei subappalti, false fatturazioni, recupero crediti, soldi freschi per prestiti facilitati.

                        Un’associazione culturale di Reggio Emilia che si occupa di criminalità organizzata di stampo mafioso: come mai?

                        “Cortocircuito” nasce nel 2009 come giornalino studentesco di alcuni licei della città di Reggio Emilia. Quando abbiamo iniziato, realizzando alcune semplici interviste, non ci saremmo aspettati che emergessero casi così preoccupanti. Ma non ci siamo fermati: da otto anni approfondiamo, con video-inchieste e reportage, la penetrazione delle mafie nel Nord Italia. Oggi frequentiamo l’università e abbiamo fondato un’associazione, che si chiama sempre “Cortocircuito”, per continuare queste attività.

                        Le nostre inchieste nascono da ciò che vediamo sul territorio con i nostri occhi. Poi approfondiamo i fatti collegando tra di loro diversi documenti: visure camerali di imprese, delibere di Comuni, atti catastali, interdittive antimafia, piani urbanistici, ecc. Così cerchiamo di decifrare i rapporti d’affari e le relazioni. Andando oltre la superficie dei pregiudizi, ci siamo resi conto che molte delle figure chiave hanno cognomi nordici.

                        Negli ultimi anni abbiamo realizzato delle inchieste sui cantieri della linea Tav tra Milano e Bologna, sulla costruzione di alcune scuole, sugli affari di due discoteche emiliane e sui subappalti dello smaltimento dei rifiuti.

                        La vostra associazione ha rotto un tabù: quella di considerare il fenomeno mafioso circoscritto a determinate regioni del Sud Italia. Quale è stata la molla che ha dato vita alla vostra prima inchiesta?

                        La prima inchiesta nasce da un luogo frequentatissimo da molti miei coetanei: una discoteca di Reggio Emilia. Lì si tenevano anche le “feste d’istituto” del mio liceo, con i professori presenti. Non era un locale qualunque: secondo la Prefettura la discoteca era «luogo di smercio della droga» e spazio utilizzato come «ritrovo di affiliati della cosca provenienti della Calabria», nonché «paravento per riciclare denaro di provenienza illecita». Alla mia domanda ingenua: «Perché si organizzano le feste ufficiali del liceo in questa discoteca?». La risposta era stata: «È un luogo noto. È la discoteca più alla moda della città, con la musica più di tendenza». I due proprietari, di allora, di questa discoteca sono entrambi coinvolti nell’operazione “Aemilia”. Eppure, fino ad alcuni anni fa, si tendeva a negare.

                        Avete mai ricevuto intimidazioni o minacce per la vostra attività d’inchiesta?

                        Credo non occorra fare del vittimismo, preferisco parlare del contenuto delle nostre inchieste. Più impressionanti delle minacce sono state alcune reazioni inaspettate. Ad esempio, nel paese emiliano di Brescello un gruppo di cittadini è sceso in piazza per contestare la nostra video-inchiesta e negare le infiltrazioni mafiose nel territorio. Eppure alcuni mesi dopo il consiglio comunale di Brescello è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, il primo caso in Emilia-Romagna. Negli scorsi mesi il parroco di Brescello su Rai 1 ci ha accusati di «diffamare il paese» e, intervistato dal giornale “Il Resto del Carlino”, ha dichiarato: «Cortocircuito ha fatto danni al turismo».

                        Negli anni scorsi un imprenditore edile ci ha anche intimato, dando un pugno al nostro microfono, di cambiare argomento e mi ha detto: «Ti vengo a prendere fino a casa»; oggi questo imprenditore è imputato nel maxi-processo “Aemilia”.

                        L’aula bunker del maxi-processo “Aemilia”

                        Il 23 marzo dello scorso anno ha appunto preso il via il maxi-processo di ‘ndrangheta denominato “Aemilia”: quale è stato il contributo di Cortocircuito in questo e in altri processi?

                        Quando abbiamo iniziato non ci saremmo aspettati che alcune nostre inchieste sarebbero state utilizzate da parte della magistratura in processi giudiziari. Siamo orgogliosi di aver potuto dare il nostro piccolo contributo, da studenti. Ma fondamentale è il lavoro dei magistrati.

                        Una nostra inchiesta è stata anche proiettata in Tribunale, da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, nel processo di confisca dei beni milionari di Francesco Grande Aracri, condannato in via definitiva per associazione mafiosa.

                        La vostra associazione ha ricevuto tantissimi premi e riconoscimenti, non ultimo il “premio Scomodo” consegnatovi nel 2014 dal Presidente del Senato Pietro Grasso: siete paghi dei risultati ottenuti o vi prefissate ulteriori obiettivi?

                        L’obbiettivo è continuare a realizzare inchieste sulla criminalità mafiosa nel Nord Italia. Oltre a sensibilizzare un numero sempre maggiore di cittadini, attraverso incontri pubblici (dal 2009 ne abbiamo realizzati oltre duecento). Occorre scuotere le coscienze dei cittadini e mostrare, basandosi in modo rigoroso sui fatti, quali sono le conseguenze del radicamento mafioso nel nostro territorio.

                        Ancora oggi troppi cittadini del Nord percepiscono il fenomeno mafioso come distante dalle proprie vite, solo perché apparentemente “non si vede”. Eppure i danni sono impressionanti: la ‘ndrangheta in Emilia ha distorto le logiche del mercato e della libera concorrenza in alcuni settori economici nevralgici. Inoltre la criminalità organizzata nella nostra regione è riuscita anche a «intervenire pesantemente su organi di informazione», fino ad arrivare, in alcuni casi, a «impadronirsi» di testate locali. Quest’ultime sono le parole scritte in una relazione dalla Direzione Nazionale Antimafia, massimo organo in materia.

                         ………………………

                        Vedi anche:

                        – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                        – 
                        La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                        – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                        – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                        – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                         Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                          Sul quotidiano La Repubblica: “Cortocircuito in Val Padana”

                          20 febbraio 2017

                          Lunedì 20 febbraio 2017 sul sito internet di “Repubblica” è stato pubblicato il seguente articolo dal titolo “Cortocircuito in Val Padana”, scritto da Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

                          QUI il precedente articolo de “La Repubblica”, pubblicato sull’edizione cartacea del giornale.

                           ………………………

                          La nostra avventura nasce nel 2009 con “Cortocircuito”, giornalino studentesco di alcuni licei della città di Reggio Emilia, nel ventre della pianura padana. Da otto anni cerchiamo di approfondire, con video-inchieste e reportage, la penetrazione delle mafie nel Nord Italia.

                          Indaghiamo su questo tema, da studenti, ponendo delle domande e collegando tra di loro vari documenti: visure delle camere di commercio, delibere comunali, visure catastali e interdittive antimafia. Andando oltre la superficie dei pregiudizi, ci siamo resi conto che molte delle figure chiave avevano cognomi nordici.

                          Quando abbiamo iniziato non immaginavamo di vedere una nostra video-inchiesta proiettata in Tribunale dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Negli anni precedenti abbiamo realizzato degli approfondimenti sui cantieri della linea Tav tra Milano e Bologna, sulla costruzione di alcune scuole, sugli affari di due discoteche emiliane e sui subappalti dello smaltimento dei rifiuti. Su diverse di queste vicende, ambientate tutte nel Nord Italia, dopo la pubblicazione delle nostre inchieste la magistratura ha aperto fascicoli d’indagine.

                          Un altro reportage realizzato ha costretto alle dimissioni il sindaco di Brescello, il paese emiliano noto per i film su “Peppone e Don Camillo”. A seguito della nostra inchiesta, i Carabinieri hanno avviato un’indagine che nel 2016 ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Nella relazione allegata al decreto di scioglimento, firmato dal presidente della Repubblica, viene citato esplicitamente il nostro video-documentario.

                          Nel caso di Brescello abbiamo mostrato come la ‘ndrangheta nel Nord Italia cerchi non solo il contatto con il mondo imprenditoriale e politico, ma miri anche al consenso della cittadinanza, attraverso sponsorizzazioni e finanziamenti a sagre ed eventi sportivi.

                          Dalle nostre inchieste emerge il volto inedito di una criminalità interessata all’informazione: uomini della ‘ndrangheta impegnati a redigere comunicati, convocare conferenze stampa, pilotare interviste su giornali locali.

                           ………………………

                          Vedi anche:

                          – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                          – 
                          La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                          – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                          – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                          – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                          – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                            Sul settimanale “Il Venerdì” di Repubblica

                            20 febbraio 2017

                            Il 17 febbraio 2017 sul settimana “Il Venerdì” di Repubblica è stato pubblicato un articolo, scritto dallo storico giornalista Attilio Bolzoni, incentrato sulle esperienze indipendenti della società civile contro le mafie. Il primo caso citato è quello dell’associazione culturale Cortocircuito di Reggio Emilia.

                            Cliccare sulla foto sottostante per allargare l’articolo.

                             

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                            Vedi anche:

                            – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                            – 
                            La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                            – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                            – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                            – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                            – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                              Incontro con Francesca Montanari

                              25 gennaio 2017

                              Sabato 28 gennaio 2017 nell’aula magna dell’Istituto D’Arzo di Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, si terrà un incontro con Francesca Montanari (nella foto), presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autrice di video-inchieste sulle mafie in Emilia.

                              Parteciperanno all’iniziativa otto classi di studenti.

                              QUI un articolo scritto da un gruppo di studenti del liceo D’Arzo che hanno partecipato all’incontro.

                              Articolo scritto dagli studenti del liceo D’Arzo

                               

                               

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                              Vedi anche:

                              – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                              – 
                              La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                              – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                              – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                              – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                              – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                Convegno nell’aula bunker del maxi-processo “Aemilia”, dove si sta celebrando il più grande processo di mafia del Nord Italia

                                18 dicembre 2016

                                Sabato 17 dicembre 2016, alle ore 10.00 di mattina, si è tenuta l’iniziativa “Tribunale Bene Comune” presso il Tribunale di Reggio Emilia. Il convegno ha avuto luogo nell’aula bunker del maxi-processo “Aemilia”, dove si sta celebrando il più grande processo di mafia del Nord Italia.

                                Sono intervenuti:
                                – il procuratore capo di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti;
                                – i giudici penali del maxi-processo “Aemilia” Andrea Rat e Cristina Beretti (presidente del Tribunale facente funzioni);
                                – il giudice civile Annamaria Casadonte;
                                – l’avvocato Giulio Terzi, presidente della Fondazione Giustizia;
                                – il presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia Franco Mazza;
                                – Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia;
                                – Natalia Maramotti, assessora alla Sicurezza e cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia;
                                – Giorgia Manzini dell’Ordine dei Notai;
                                – Leonardo Riccio dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili.

                                L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Reggio Emilia e dal Tribunale, insieme alla Regione Emilia-Romagna e alla Fondazione Giustizia, in collaborazione con l’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

                                Teatralizzazione a cura di Laura Pazzaglia. L’iniziativa era aperta alla cittadinanza e hanno partecipato tra il pubblico anche gli studenti che hanno frequentato i laboratori sulla legalità organizzati dal Centro sociale Papa Giovanni XXIII in collaborazione con il “Centro di documentazione sulle mafie”.

                                [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Graphic design by Gabriele Giglioli.]

                                 

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                                  Incontro con il giudice Davigo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e con il procuratore antimafia di Messina

                                  15 dicembre 2016

                                  Venerdì 9 dicembre 2016 alle ore 21.00 nella Sala del Tricolore, sede del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, si è tenuto l’incontro, aperto alla cittadinanza, dal titolo: “Nuovi meccanismi corruttivi e crisi della giustizia”. Ingresso gratuito.

                                  E’ stato realizzato un dialogo-intervista con ospiti i magistrati:

                                  Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, giudice della Corte suprema di Cassazione, già pm del pool “Mani Pulite”, autore del libro “Processo all’italiana”;

                                  Sebastiano Ardita, procuratore antimafia di Messina, già direttore dell’ufficio detenuti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, autore del libro “Ricatto allo Stato”.

                                  Ha condotto l’iniziativa: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

                                  Introduzione di:
                                  – Raffaele Ruberto, prefetto di Reggio Emilia che realizzerà un intervento sulla criminalità mafiosa a Reggio Emilia;
                                  – Natalia Maramotti, assessora a Sicurezza e cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia.

                                  [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Locandina realizzata da Gabriele Giglioli.]
                                  Per viualizzare tutte le foto e gli articoli di giornale cliccare qui.

                                   ………………………

                                  Pubblichiamo il video del telegiornale di Telereggio:

                                   

                                  CONTINUA A LEGGERE…

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                                    Incontro con Francesca Montanari e lo scrittore napoletano Alessandro Gallo

                                    20 novembre 2016

                                    Sabato 3 dicembre 2016, alle ore 8.05, nell’aula magna dell’Istituto Galvani di Reggio Emilia si terrà l’incontro “Sentinelle di legalità”, con:

                                    – Francesca Montanari (al centro della foto), presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autrice di video-inchieste sulle mafie in Emilia.

                                    – Alessandro Gallo, scrittore e autore originario di Napoli, presidente dell’associazione Caracò.

                                     

                                     ………………………

                                    Vedi anche:

                                    – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                    – 
                                    La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                    – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                    – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                    – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                    – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                      Intervista di France Tv, televisione nazionale francese

                                      18 novembre 2016

                                      France Tv, la principale emittente televisiva nazionale francese, ha intervistato Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia sulle inchieste realizzate sulla criminalità organizzata in Emilia-Romagna, sullo scioglimento del consiglio comunale di Brescello e sul maxi-processo “Aemilia”, il più grande processo di mafia del Nord Italia.

                                      Una parte dell’intervista è stata mandata in onda all’interno dello storico programma televisivo “Avenue de l’Europe” (France 3).

                                      Invece QUI è possibile vedere le video-interviste della Rai a Cortocircuito.

                                      [Servizio mandato in onda il 16 novembre 2016.]

                                       ………………………

                                      Vedi anche:

                                      – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                      – 
                                      La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                      – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                      – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                      – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                      – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                        A Bologna incontro sull’informazione sotto tiro, con giornalisti del Sud Italia impegnati contro le mafie

                                        18 novembre 2016

                                        Giovedì 24 novembre 2016 alle ore 21.00 a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, presso la “Casa della Conoscenza” del Comune si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “Informazione sotto tiro”. Ingresso gratuito.

                                        Sono intervenuti:

                                        – Arcangelo Badolati, caposervizio della “Gazzetta del Sud”, autore di libri su ‘ndrangheta e femminicidi.

                                        – Graziella Proto, stretta collaboratrice di Pippo Fava, giornalista ucciso da Cosa Nostra, e direttrice del mensile siciliano “Casablanca”.

                                        – Arnaldo Capezzuto, giornalista del Fatto Quotidiano e coautore del libro “Il Casalese” sull’ex sottosegretario Nicola Cosentino, condannato nei giorni scorsi per concorso esterno in associazione mafiosa.

                                        Queste esperienze di giornalismo d’inchiesta del Sud Italia si sono confrontate con la presenza della criminalità organizzata nel territorio emiliano, grazie agli interventi di Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, autore di inchieste sulle mafie in Emilia.

                                        Ha condottol’iniziativa: Pierluigi Senatore, caporedattore centrale di Radio Bruno.

                                        L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Casalecchio di Reno (BO) in collaborazione con Caracò Editore e Cortocircuito, all’interno del festival “Politicamente scorretto”, realizzato insieme alla Regione Emilia-Romagna.

                                        [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle.]

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                                        Vedi anche:

                                        – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                        – 
                                        La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                        – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                        – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                        – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                        – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                          Incontro “Segni di riscatto” con il giornalista di Repubblica Giuseppe Baldessarro

                                          17 novembre 2016

                                          Nella locandina allegata sono disponibili le informazioni sulla serata “Segni di riscatto”, con il giornalista di Repubblica Giuseppe Baldessarro, in memoria di Mara Marmiroli.

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                                            Intervista sul maxi-processo “Aemilia”

                                            6 novembre 2016

                                            ………………………………………………………………………..

                                            Nuova intervista sulla ‘ndrangheta in Emilia-Romagna e sul maxi-processo “Aemilia”, il più grande processo di mafia del Nord Italia.

                                            L’intervista a Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito, è stata realizzata dal giornalista Francesco Fossa di “Matrix”, programma tv di Canale 5.

                                            Il dialogo, registrato in un bar di Reggio Emilia, andrà in onda prossimamente.

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                                              A Bologna prima nazionale del nuovo libro del procuratore capo di Catanzaro Gratteri e dello studioso Nicaso

                                              1 novembre 2016

                                              Venerdì 28 ottobre 2016, dalle ore 18, nella Cappella Farnese di palazzo D’Accursio a Bologna (piazza Maggiore) è stato presentato, in prima nazionale, il nuovo libro “Padrini e padroni. Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente”, scritto da Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro e da Antonio Nicaso, scrittore, studioso e storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale.

                                              Durante tutto l’incontro, aperto alla cittadinanza, gli autori hanno dialogato con Giuseppe Baldessarro, giornalista di Repubblica ed Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito.

                                              L’incontro è stato aperto dal saluto di Giulia Di Girolamo, consigliera comunale di fiducia per la legalità del Comune di Bologna.

                                              L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, è stata organizzata dal Comune di Bologna in collaborazione con Caracò Editore e Cortocircuito. Cura scientifica della dott.ssa Rosa Frammartino.

                                              [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Per viualizzare tutte le foto cliccare QUI]

                                              CONTINUA A LEGGERE…

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                                                Seminario dell’Ordine dei giornalisti con il giornalista de L’Espresso Tizian e con l’investigatore Vittori

                                                15 ottobre 2016

                                                L’Ordine dei Giornalisti e la Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna hanno organizzato un seminario di formazione rivolto agli iscritti all’ordine professionale. L’incontro si è tenuto sabato 15 ottobre 2016 a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna.

                                                Il convegno è stato costituito dalle relazioni di:

                                                – Giovanni Tizian, giornalista de L’Espresso, autore dei libri “La nostra guerra non è mai finita” e “Il clan degli invisibili”;

                                                – Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, autore di inchieste sulle mafie in Emilia;

                                                – Ugo Vittori, A.U. di Eagle Keeper Service Group, agenzia di investigazione, consulente di Procure per decine di indagini giudiziarie.

                                                – Milena Micele, avvocata esperta in frodi.

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                                                Vedi anche:

                                                – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                – 
                                                La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                  I ragazzi di Cortocircuito premiati dal presidente della Federazione Nazionale della Stampa

                                                  3 ottobre 2016

                                                  [Articolo del quotidiano “Gazzetta di Reggio”]

                                                  L’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, formata da studenti universitari, ha ricevuto il premio “Articolo 21”. Il riconoscimento è stato consegnato a Roma da parte del presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giuseppe Giulietti.

                                                  «I ragazzi di Cortocircuito – ha detto al microfono Giulietti – sono straordinari, sono andati a illuminare i lati oscuri. Loro ci insegnano che fare giornalismo non significa essere iscritti a un ordine professionale».

                                                  A decidere l’assegnazione del premio, nato per tenere vivo l’articolo della Costituzione sulla libertà d’informazione, è stata una giuria composta prevalentemente da giornalisti della Rai, riuniti nell’associazione “Articolo 21”.

                                                  Alla consegna del riconoscimento era presente anche Attilio Bolzoni, storica firma di Repubblica e autore di numerosi libri su Cosa Nostra, che si è ripetutamente complimentato con Elia Minari e Francesca Montanari, presenti a Roma in rappresentanza dell’associazione Cortocircuito.

                                                  Il conferimento, si legge nella motivazione ufficiale, è avvenuto per aver «portato avanti inchieste coraggiose, mettendo in luce la presenza invasiva della ‘ndrangheta. Un impegno dimostrato nel far conoscere le vicende più oscure del territorio, denunciando attività illecite e perseguendo la difesa della legalità. Un impegno ancora più meritevole in quanto risponde a un autentico spirito di cittadinanza».

                                                  Durante la serata, è intervenuto anche Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla Camorra, che ha dichiarato: «Sono rimasto sorpreso da Cortocircuito. Giancarlo ha fatto quello che fanno i ragazzi di Cortocircuito. E come i ragazzi di Cortocircuito lui veniva osteggiato, gli dicevano che creava problemi al suo territorio. Cortocircuito fa un lavoro straordinario per noi, svela le verità scomode che nessuno ci vuole raccontare».

                                                  Il premio è stato conferito a Cortocircuito per i documentari d’inchiesta e gli approfondimenti realizzati. Come ad esempio la video-inchiesta sul paese di Brescello che è citata anche nel decreto ufficiale di scioglimento per mafia del Comune, oltre a essere stata proiettata in Tribunale da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Inoltre nel corso della premiazione sono state ricordate le inchieste realizzate da Cortocircuito sui cantieri della Tav, sulla scuola di Montecchio, su alcune discoteche e sui subappalti nel ciclo dei rifiuti.

                                                  L’associazione Cortocircuito è stata premiata anche per le numerose iniziative di sensibilizzazione realizzate: dal 2009 ha organizzato oltre 190 convegni e incontri pubblici. La giuria ha evidenziato che il premio “Articolo 21” nasce per ricordare Paolo Giuntella, storico giornalista del Tg1 prematuramente scomparso.

                                                  [Articolo del 4 ottobre 2016]

                                                  Durante la serata il giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni ha detto «Elia e Francesca siete straordinari, alla vostra età fate cose incredibili. Cortocircuito è una forza».

                                                   ………………………

                                                  Intervista a Elia Minari realizzata dal giornalista della Rai Vicenzo Frenda

                                                  (pubblicata su Articolo21.org)

                                                  Se l’Emilia due anni fa si è risvegliata dal suo torpore lo si deve a chi ha saputo fare domande. A guardarsi attorno e a capire che tante cose non tornavano. Era per la ‘ndrangheta che si era radicata progressivamente nel territorio, scavando piano piano nella rigogliosa economia della via Emilia, facendo arrivare nel tempo da Cutro persone, capitali e mentalità criminale. Aggredendo la linfa di un territorio prima ingenuo e poi connivente.

                                                  A questo pregiudizio non si sono uniformati i ragazzi di Cortocircuito, la web-tv di Reggio Emilia. Dieci liceali che guardandosi intorno hanno iniziato a farsi delle domande. Da quelle domande, poste agli interlocutori giusti, si è arrivati allo scioglimento del consiglio comunale di Brescello per infiltrazione mafiosa, la prima amministrazione in Emilia Romagna. Il paese diventato famoso per aver ambientato la favola italiana di Don Camillo e Peppone si è scoperto vulnerabile. La ‘ndrangheta, ha detto il procuratore antimafia Alfonso, lì non si è infiltrata, ma radicata e può contare fra Reggio Emilia e Parma su 7 mila persone e 7 mila voti. Abbiamo intervistato Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito.

                                                  Cosa pensate dello scioglimento per mafia del comune di Brescello?

                                                  Speriamo che tutti a Brescello ora prendano consapevolezza del problema ‘ndrangheta, cosa che finora non c’è stata. Quando abbiamo iniziato a raccontare ciò che non andava, i cittadini ci rispondevano che stavamo infangando il nome del comune, ci dicevano di smetterla.

                                                  Come è nata la vostra voglia di indagare, filmare, raccontare i fatti di Brescello?

                                                  Ci siamo resi conto che attorno a noi tante cose non tornavano. A Brescello c’erano terreni occupati abusivamente da costruzioni che non venivano rimosse dal sindaco, c’erano roghi inspiegabili ad aziende del territorio. Così abbiamo chiesto di vedere alcune delibere del Comune e poi un’intervista al sindaco.

                                                  Le imprese del boss Grande Aracri a Brescello

                                                  In quella intervista, il sindaco Marcello Coffrini ha detto la frase da cui tutto è partito, riferita a Francesco Grande Aracri, il boss ‘ndranghetista di Cutro condannato per mafia e confinato a Brescello.

                                                  Coffrini ha detto di lui: “E’ gentilissimo, composto educato ha sempre vissuto a basso livello”. Da cittadini emiliani non ci saremmo mai sognati di sentire una frase così da un sindaco dell’Emilia Romagna.

                                                  Sentito questo, senza timore avete deciso di pubblicare tutto in un web-documentario a disposizione di tutti.

                                                  Senza alcun ripensamento abbiamo pubblicato tutto. Erano fatti di rilievo. Non c’era ancora l’inchiesta Aemilia. Da noi la gente diceva che la ‘ndrangheta non c’era. C’era negazione del fenomeno. Noi abbiamo vinto innanzitutto i nostri pregiudizi e abbiamo dato credito solo ai fatti e abbiamo segnalato ogni anomalia ai Carabinieri.

                                                  Dopo la pubblicazione c’è stata la reazione che uno si aspetterebbe in territori storicamente collusi.

                                                  Due i fatti che ci hanno colpiti. Dopo la video inchiesta il parroco di Brescello, don Evandro Gherardi, in una intervista al Resto del Carlino ha detto: “Cortocircuito ha fatto danni al turismo”. Una reazione che non ci saremmo mai aspettati. Per lui era l’inchiesta sulla penetrazione della ‘ndrangheta a fare danni al turismo e non la ‘ndrangheta stessa.  Il secondo fatto riguarda una manifestazione in piazza a Brescello in sostegno al sindaco Coffrini, avvenuta subito dopo la pubblicazione della nostra video-inchiesta. A questa manifestazione hanno preso parte i figli di Francesco Grande Aracri. È lì che i Carabinieri hanno preso sul serio le nostre segnalazioni, ci hanno chiesto di acquisire i video che avevamo girato e poi ci hanno ascoltato in Prefettura.

                                                  Era il 2014. Da quegli episodi politicamente non è accaduto nulla, il sindaco ha visto confermata la fiducia del consiglio comunale. Ma cosa vi dicevano?

                                                  Alcune persone ci invitavano a cambiare argomento. Ci dicevano non è successo nulla. Alla fine degli incontri che organizzavamo per sensibilizzare su questo tema, è capitato che qualcuno si avvicinasse per dirci che la ‘ndrangheta non è presente qui. Un imprenditore ci ha detto che il nostro lavoro danneggiava l’economia di un territorio florido. Un costruttore calabrese durante le nostre riprese ha dato delle manate alla telecamera per bloccarci.

                                                  Un rogo doloso

                                                  Però in tanti hanno ascoltato la vostra denuncia e vi hanno mostrato gratitudine.

                                                  Noi non vogliamo essere un esempio, ma vogliamo solo che ogni cittadino si ponga delle domande. Non c’è bisogno di gesti eclatanti o eroici, ma di cittadini responsabili e attenti.

                                                  Da questa esperienza avete organizzato tanti incontri con magistrati, giornalisti, amministratori locali che si battono quotidianamente contro la mafia.

                                                  Sentiamo il bisogno di informarci e informare i nostri coetanei: dal 2009 abbiamo realizzato oltre 190 incontri in scuole, università, consigli comunali e regionali. Questo c’è stato d’aiuto e non ci ha fatto sentire soli. Molti magistrati ci invitano a continuare ad approfondire. Ma a livello locale alcuni cittadini continuano a negare. C’è chi dice che questa non è mafia perché non spara e non è violenta. Ma la ‘ndrangheta emiliana è questa: silenziosa, imprenditoriale, col volto pulito. E’ una ndrangheta che bisogna saper riconoscere. Altri sindaci invece ci contattano, ci chiedono consigli sugli appalti.

                                                  Il vostro prezioso lavoro ha portato una riscrittura della storia di quello che era conosciuto come il paese di Don Camillo e Peppone e che ora è anche il paese di Francesco Grande Aracri.

                                                  Il rischio vero era che questi fatti, presenti e sotto gli occhi di tutti, non emergessero. Si è sempre detto che i sindaci emiliani avessero gli anticorpi per bloccare la mafia. Non era così. Questo deve essere un monito per tutti. Ci vuole maggiore attenzione e trasparenza. Noi abbiamo fatto solo semplici domande sui fatti.

                                                   ………………………

                                                  Segue l’articolo della Gazzetta di Reggio del 4 ottobre 2016:

                                                   ………………………

                                                  Vedi anche:

                                                  – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                  – 
                                                  La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                  – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                  – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                  – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                  – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                    Incontro sulle mafie in provincia di Bologna, con il direttore di Libera Radio

                                                    3 ottobre 2016

                                                    Sabato 1° ottobre 2016, dalle ore 18.00, si è tenuto l’incontro dal titolo “Svegliati Aemilia. Contro la presenza mafiosa in Emilia Romagna”, incentrato sul maxi-processo Aemilia, il più grande processo per mafia del Nord Italia. L’iniziativa si è tenuta presso il centro del volontariato di Bentivoglio, in provincia di Bologna.

                                                    L’iniziativa è stata aperta da Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, che ha tenuto un lungo intervento incentrato sulla presenza della criminalità organizzata a Bologna e dintorni. Nel corso della serata sono stati proiettati dei video di Cortocircuito.

                                                    È seguito un dialogo con:

                                                    – Federico Lacche (nella foto), direttore di “Libera Radio”;
                                                    – Michele De Rose, segretario generale della Filt-CGIL dell’Emilia-Romagna (settore su edilizia e trasporto);
                                                    – Antonio Monachetti e Sofia Nardacchione di Libera Bologna.

                                                    Ha condotto l’iniziativa: Massimo Pancaldi.

                                                     ………………………

                                                    Vedi anche:

                                                    – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                    – 
                                                    La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                    – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                    – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                    – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                    – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                      Alcuni degli incontri organizzati da Cortocircuito negli ultimi mesi con ospiti magistrati provenienti da tutta Italia

                                                      31 agosto 2016

                                                       

                                                       

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