6 maggio 2017

 

LEGGI LA PRESENTAZIONE DI CORTOCIRCUITO
Associazione culturale antimafia di Reggio Emilia
 





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    25 Aprile antifascista e contro la ‘ndrangheta

    25 aprile 2017

    Sopra: sul quotidiano “Gazzetta di Reggio”

    Il 25 Aprile 2017, per la Festa della Liberazione, a Bibbiano (Reggio Emilia) dalla ore 9.45 di mattina Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito è stato invitato per intervenire sulla Resistenza contro il fascismo e contro la ‘ndrangheta, radicata anche a Bibbiano, illustrando alcuni parallelismi tra i due fenomeni con esempi concreti.

    Saluti del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.

    Foto di Chiara Ghirelli.

     

     

     


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      Dal 3 all’8 aprile: rassegna “Noi contro le mafie 2017″

      2 aprile 2017

      …………………

      Incontri coordinati da “Cortocircuito” con i magistrati Gratteri, Conte, De Francisci e il presidente del Senato Pietro Grasso.

       

      I temi dell’antimafia, della democrazia, dell’educazione alla cittadinanza attiva, dell’informazione, ma anche delle azioni per contrastare le infiltrazioni mafiose faranno da filo conduttore di “Noi contro le mafie”, la rassegna della legalità che si terrà dal 3 all’8 aprile 2017 a Reggio Emilia. L’iniziativa – promossa dalla Provincia di Reggio Emilia insieme alla Regione Emilia Romagna e ai Comuni reggiani –  ha la direzione scientifica del professore Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali, mentre la cura educational è della dott.ssa Rosa Frammartino.

      L’associazione Cortocircuito, oltre a contribuire all’organizzazione della rassegna, coordinerà i seguenti incontri. 

      *****

      Venerdì 7 aprile 2017, dalle ore 21.00 alle ore 22.30, presso il teatro Metropolis di Bibbiano (via Gramsci 4), in provincia di Reggio Emilia, incontro dal titolo “Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente”. Dialogo con:

      - Nicola Gratteri, procuratore capo presso il Tribunale di Catanzaro;
      - Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali, docente alla Queen’s University.

      Saluti di: Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano.

      Conduce l’incontro: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

      Ingresso libero e gratuito.

      *****

      Sabato 8 aprile 2017 , dalle ore 10.00 di mattina, presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia, nella sede di Reggio Emilia (viale Allegri 9), convegno dal titolo “Criminalità, mafie e terrorismi: una sfida globale”.

      Dialogo con:

      - Ignazio De Francisci, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Bologna, sul tema “Espansione e radicamento delle mafie in aree non tradizionali”.

      - Nicola Gratteri, procuratore capo presso il Tribunale di Catanzaro, sul tema “Si può fermare l’espansione globale delle mafie?”.

      - Giorgia Spiri, sostituto procuratore presso il Tribunale di Palermo, sul tema: “Mafie transnazionali. L’associazione a delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani”.

      - Mario Conte, giudice presso la Corte d’Appello di Palermo, sul tema “Cresce il bisogno sociale di sicurezza. Bastano le norme che abbiamo?”.

      Introduzione e conclusioni di: Antonio Nicaso, studioso e storico, docente alla Queen’s University, sul tema “Nuove priorità investigative nel contrasto alla criminalità globale”.

      Conduce l’incontro: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

      Saluti di:
      - Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia;
      - Raffaele Ruberto, prefetto di Reggio Emilia;
      - Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia.

      Ingresso libero e gratuito.

      *****

      Inoltre sarà realizzato un incontro a ingresso gratuito ma riservato (posti esauriti) venerdì 7 aprile 2017 nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, sede del Consiglio Comunale, dal titolo “Le mafie alla conquista dei giovani” con la presenza del Presidente del Senato Pietro Grasso, già procuratore nazionale antimafia e già giudice del Maxi-processo di Palermo.

      Temi degli interventi: “Il fascino dei modelli mafiosi sui giovani: dal mondo del lavoro al culto del successo” e “Dal maxi-processo di Palermo agli anni 2000: organizzazioni criminali, cambiamenti e nuove priorità”.

      Allo stesso convegno parlerà anche la giornalista Maria Grazia Mazzola, inviata speciale della Rai e autrice di numerosi reportage sulla criminalità organizzata. Interverrà per riflettere sui contenuti salienti del reportage “Cose Nostre”, incentrato sulle modalità con cui le mafie condizionano le giovani generazioni. Tale approfondimento televisivo è andato in onda all’interno di “Speciale Tg1″ su Rai 1.

      Conduce l’incontro: Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

      Saluti di:
      - Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia;
      - Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna;
      - Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia;
      - Natalia Maramotti, assessora alla Sicurezza e cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia.

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      Organizzazione della “Corte Ospitale”. Azioni educative di “Caracò”.
      QUI il programma completo di “Noi contro le mafie”.

      Una foto della precedente edizione della rassegna “Noi contro le mafie” nell’aprile 2016:

       

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      Vedi anche:

      “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
      La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
      Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
      Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
      Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
      Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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        Comunicato di solidarietà

        24 marzo 2017

        A seguito delle denunce rivolte al sindaco di Quattro Castella (RE), Andrea Tagliavini, e alle redazioni di Telereggio e altri media locali da parte di alcuni imputati del processo “Aemilia”, come associazioni Cortocircuito, Libera Reggio Emilia, Agende Rosse Reggio Emilia e Colore sentiamo l’esigenza di ribadire il nostro sostegno a quegli amministratori pubblici che, anche con gesti piccoli ma significativi, si oppongono a certe richieste e proposte, pensando in primo luogo all’immagine delle istituzioni pubbliche.
        Lo stesso principio vale anche per tutti quei giornalisti che quotidianamente si mettono al servizio della comunità fornendo un’informazione precisa e corretta. Riteniamo da sempre che buone politiche e conoscenza siano alla base del contrasto a corruzione e mafie.

         

         

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          “I tentacoli della ‘ndrangheta condizionano anche la sanità del Nord Italia”. Intervista al giornale “Ferrara Italia”

          14 marzo 2017

          Intervista del giornale “Ferrara Italia” a Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di inchieste sulle mafie in Emilia. Intervista realizzata da Simona Gautieri.

          La clinica “Ferrara Day Surgery”

          “La clinica Ferrara Day Surgery Srl, dove lavorano decine di medici, ha ricevuto un’interdittiva antimafia. Il rischio che la clinica possa essere condizionata dalla criminalità mafiosa è confermato anche dalle recenti sentenze del Consiglio di Stato e del Tar“. Ad affermarlo è Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di inchieste sulle mafie in Emilia. 

          Alla base – spiega – ci sono i rapporti economici intercorsi tra la famiglia proprietaria dell’impresa medica e persone contigue alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Inoltre nelle sentenze (del Tar e del Consiglio di Stato) si legge che la famiglia proprietaria della clinica ha utilizzato ingenti quantità di contanti per acquistare immobili. Secondo i giudici amministrativi sono state violate le norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari. Nelle stesse sentenze si legge che alcuni dipendenti dell’impresa “Services Group”, che controlla il 100% della società della clinica di Ferrara, «risultano avere rapporti di stretta parentela con soggetti detenuti per associazione di tipo mafioso e ritenuti comunque contigui a cosche di ‘ndrangheta»; inoltre altri dipendenti «risultano segnalati nella banca dati delle forze dell’ordine».

          Quali sono le attività più soggette ad infiltrazioni di stampo mafioso?

          Ormai non c’è settore che possa dichiararsi completamente estraneo, ma gli ambiti privilegiati sono edilizia, autotrasporto, slot machine e ristorazione. Il problema maggiore è che non si tratta di «attività soggette ad infiltrazioni», dato che numerosi imprenditori emiliani cercano loro gli uomini della ‘ndrangheta. E non il contrario. È dimostrato anche dalle intercettazioni telefoniche della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna.

          Molti imprenditori del Nord ogni giorno richiedono i “servizi” delle mafie: smaltimento dei rifiuti, manodopera sottocosto, ingresso nei subappalti, false fatturazioni, recupero crediti, soldi freschi per prestiti facilitati.

          Un’associazione culturale di Reggio Emilia che si occupa di criminalità organizzata di stampo mafioso: come mai?

          “Cortocircuito” nasce nel 2009 come giornalino studentesco di alcuni licei della città di Reggio Emilia. Quando abbiamo iniziato, realizzando alcune semplici interviste, non ci saremmo aspettati che emergessero casi così preoccupanti. Ma non ci siamo fermati: da otto anni approfondiamo, con video-inchieste e reportage, la penetrazione delle mafie nel Nord Italia. Oggi frequentiamo l’università e abbiamo fondato un’associazione, che si chiama sempre “Cortocircuito”, per continuare queste attività.

          Le nostre inchieste nascono da ciò che vediamo sul territorio con i nostri occhi. Poi approfondiamo i fatti collegando tra di loro diversi documenti: visure camerali di imprese, delibere di Comuni, atti catastali, interdittive antimafia, piani urbanistici, ecc. Così cerchiamo di decifrare i rapporti d’affari e le relazioni. Andando oltre la superficie dei pregiudizi, ci siamo resi conto che molte delle figure chiave hanno cognomi nordici.

          Negli ultimi anni abbiamo realizzato delle inchieste sui cantieri della linea Tav tra Milano e Bologna, sulla costruzione di alcune scuole, sugli affari di due discoteche emiliane e sui subappalti dello smaltimento dei rifiuti.

          La vostra associazione ha rotto un tabù: quella di considerare il fenomeno mafioso circoscritto a determinate regioni del Sud Italia. Quale è stata la molla che ha dato vita alla vostra prima inchiesta?

          La prima inchiesta nasce da un luogo frequentatissimo da molti miei coetanei: una discoteca di Reggio Emilia. Lì si tenevano anche le “feste d’istituto” del mio liceo, con i professori presenti. Non era un locale qualunque: secondo la Prefettura la discoteca era «luogo di smercio della droga» e spazio utilizzato come «ritrovo di affiliati della cosca provenienti della Calabria», nonché «paravento per riciclare denaro di provenienza illecita». Alla mia domanda ingenua: «Perché si organizzano le feste ufficiali del liceo in questa discoteca?». La risposta era stata: «È un luogo noto. È la discoteca più alla moda della città, con la musica più di tendenza». I due proprietari, di allora, di questa discoteca sono entrambi coinvolti nell’operazione “Aemilia”. Eppure, fino ad alcuni anni fa, si tendeva a negare.

          Avete mai ricevuto intimidazioni o minacce per la vostra attività d’inchiesta?

          Credo non occorra fare del vittimismo, preferisco parlare del contenuto delle nostre inchieste. Più impressionanti delle minacce sono state alcune reazioni inaspettate. Ad esempio, nel paese emiliano di Brescello un gruppo di cittadini è sceso in piazza per contestare la nostra video-inchiesta e negare le infiltrazioni mafiose nel territorio. Eppure alcuni mesi dopo il consiglio comunale di Brescello è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, il primo caso in Emilia-Romagna. Negli scorsi mesi il parroco di Brescello su Rai 1 ci ha accusati di «diffamare il paese» e, intervistato dal giornale “Il Resto del Carlino”, ha dichiarato: «Cortocircuito ha fatto danni al turismo».

          Negli anni scorsi un imprenditore edile ci ha anche intimato, dando un pugno al nostro microfono, di cambiare argomento e mi ha detto: «Ti vengo a prendere fino a casa»; oggi questo imprenditore è imputato nel maxi-processo “Aemilia”.

          L’aula bunker del maxi-processo “Aemilia”

          Il 23 marzo dello scorso anno ha appunto preso il via il maxi-processo di ‘ndrangheta denominato “Aemilia”: quale è stato il contributo di Cortocircuito in questo e in altri processi?

          Quando abbiamo iniziato non ci saremmo aspettati che alcune nostre inchieste sarebbero state utilizzate da parte della magistratura in processi giudiziari. Siamo orgogliosi di aver potuto dare il nostro piccolo contributo, da studenti. Ma fondamentale è il lavoro dei magistrati.

          Una nostra inchiesta è stata anche proiettata in Tribunale, da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, nel processo di confisca dei beni milionari di Francesco Grande Aracri, condannato in via definitiva per associazione mafiosa.

          La vostra associazione ha ricevuto tantissimi premi e riconoscimenti, non ultimo il “premio Scomodo” consegnatovi nel 2014 dal Presidente del Senato Pietro Grasso: siete paghi dei risultati ottenuti o vi prefissate ulteriori obiettivi?

          L’obbiettivo è continuare a realizzare inchieste sulla criminalità mafiosa nel Nord Italia. Oltre a sensibilizzare un numero sempre maggiore di cittadini, attraverso incontri pubblici (dal 2009 ne abbiamo realizzati oltre duecento). Occorre scuotere le coscienze dei cittadini e mostrare, basandosi in modo rigoroso sui fatti, quali sono le conseguenze del radicamento mafioso nel nostro territorio.

          Ancora oggi troppi cittadini del Nord percepiscono il fenomeno mafioso come distante dalle proprie vite, solo perché apparentemente “non si vede”. Eppure i danni sono impressionanti: la ‘ndrangheta in Emilia ha distorto le logiche del mercato e della libera concorrenza in alcuni settori economici nevralgici. Inoltre la criminalità organizzata nella nostra regione è riuscita anche a «intervenire pesantemente su organi di informazione», fino ad arrivare, in alcuni casi, a «impadronirsi» di testate locali. Quest’ultime sono le parole scritte in una relazione dalla Direzione Nazionale Antimafia, massimo organo in materia.

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          Vedi anche:

          “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
          La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
          Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
          Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
          Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
          - Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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            Incontro con l’ex magistrato Caselli e con l’autore sotto scorta Cavalli

            1 marzo 2017

            Domenica 19 marzo 2017 alle ore 17  presso la sala del Consiglio del Comune di Cavriago (in provincia di Reggio Emilia), piazza Don Dossetti 1, si terrà un incontro aperto alla cittadinanza, con ospiti:

            - l’ex magistrato Gian Carlo Caselli, già procuratore capo di Palermo (subito dopo la morte di Falcone e Borsellino), autore del libro “Nient’altro che la verità. La mia vita per la giustizia, fra misteri, calunnie e impunità”.

            Giulio Cavalli, scrittore antimafia sotto scorta e attore teatrale, autore del libro “Nomi, cognomi e infami”;

            Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito, autore di inchieste sulle mafie in Emilia.

            Ingresso libero e gratuito. Incontro organizzato dall’associazione giovanile “Cuariegh on the Road”, in collaborazione con l’associazione antimafia Cortocircuito e il Comune di Cavriago.

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              Sul quotidiano La Repubblica: “Cortocircuito in Val Padana”

              20 febbraio 2017

              Lunedì 20 febbraio 2017 sul sito internet di “Repubblica” è stato pubblicato il seguente articolo dal titolo “Cortocircuito in Val Padana”, scritto da Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

              QUI il precedente articolo de “La Repubblica”, pubblicato sull’edizione cartacea del giornale.

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              La nostra avventura nasce nel 2009 con “Cortocircuito”, giornalino studentesco di alcuni licei della città di Reggio Emilia, nel ventre della pianura padana. Da otto anni cerchiamo di approfondire, con video-inchieste e reportage, la penetrazione delle mafie nel Nord Italia.

              Indaghiamo su questo tema, da studenti, ponendo delle domande e collegando tra di loro vari documenti: visure delle camere di commercio, delibere comunali, visure catastali e interdittive antimafia. Andando oltre la superficie dei pregiudizi, ci siamo resi conto che molte delle figure chiave avevano cognomi nordici.

              Quando abbiamo iniziato non immaginavamo di vedere una nostra video-inchiesta proiettata in Tribunale dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Negli anni precedenti abbiamo realizzato degli approfondimenti sui cantieri della linea Tav tra Milano e Bologna, sulla costruzione di alcune scuole, sugli affari di due discoteche emiliane e sui subappalti dello smaltimento dei rifiuti. Su diverse di queste vicende, ambientate tutte nel Nord Italia, dopo la pubblicazione delle nostre inchieste la magistratura ha aperto fascicoli d’indagine.

              Un altro reportage realizzato ha costretto alle dimissioni il sindaco di Brescello, il paese emiliano noto per i film su “Peppone e Don Camillo”. A seguito della nostra inchiesta, i Carabinieri hanno avviato un’indagine che nel 2016 ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Nella relazione allegata al decreto di scioglimento, firmato dal presidente della Repubblica, viene citato esplicitamente il nostro video-documentario.

              Nel caso di Brescello abbiamo mostrato come la ‘ndrangheta nel Nord Italia cerchi non solo il contatto con il mondo imprenditoriale e politico, ma miri anche al consenso della cittadinanza, attraverso sponsorizzazioni e finanziamenti a sagre ed eventi sportivi.

              Dalle nostre inchieste emerge il volto inedito di una criminalità interessata all’informazione: uomini della ‘ndrangheta impegnati a redigere comunicati, convocare conferenze stampa, pilotare interviste su giornali locali.

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              Vedi anche:

              “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
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              Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                Sul settimanale “Il Venerdì” di Repubblica

                20 febbraio 2017

                Il 17 febbraio 2017 sul settimana “Il Venerdì” di Repubblica è stato pubblicato un articolo, scritto dallo storico giornalista Attilio Bolzoni, incentrato sulle esperienze indipendenti della società civile contro le mafie. Il primo caso citato è quello dell’associazione culturale Cortocircuito di Reggio Emilia.

                Cliccare sulla foto sottostante per allargare l’articolo.

                 

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                Vedi anche:

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                Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
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                  Incontro con Francesca Montanari

                  25 gennaio 2017

                  Sabato 28 gennaio 2017 nell’aula magna dell’Istituto D’Arzo di Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, si terrà un incontro con Francesca Montanari (nella foto), presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autrice di video-inchieste sulle mafie in Emilia.

                  Parteciperanno all’iniziativa otto classi di studenti.

                  QUI un articolo scritto da un gruppo di studenti del liceo D’Arzo che hanno partecipato all’incontro.

                  Articolo scritto dagli studenti del liceo D’Arzo

                   

                   

                   ………………………

                  Vedi anche:

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                  Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                  Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                  Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                    Convegno nell’aula bunker del maxi-processo “Aemilia”, dove si sta celebrando il più grande processo di mafia del Nord Italia

                    18 dicembre 2016

                    Sabato 17 dicembre 2016, alle ore 10.00 di mattina, si è tenuta l’iniziativa “Tribunale Bene Comune” presso il Tribunale di Reggio Emilia. Il convegno ha avuto luogo nell’aula bunker del maxi-processo “Aemilia”, dove si sta celebrando il più grande processo di mafia del Nord Italia.

                    Sono intervenuti:
                    - il procuratore capo di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti;
                    - i giudici penali del maxi-processo “Aemilia” Andrea Rat e Cristina Beretti (presidente del Tribunale facente funzioni);
                    - il giudice civile Annamaria Casadonte;
                    - l’avvocato Giulio Terzi, presidente della Fondazione Giustizia;
                    - il presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia Franco Mazza;
                    - Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia;
                    - Natalia Maramotti, assessora alla Sicurezza e cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia;
                    - Giorgia Manzini dell’Ordine dei Notai;
                    - Leonardo Riccio dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili.

                    L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Reggio Emilia e dal Tribunale, insieme alla Regione Emilia-Romagna e alla Fondazione Giustizia, in collaborazione con l’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

                    Teatralizzazione a cura di Laura Pazzaglia. L’iniziativa era aperta alla cittadinanza e hanno partecipato tra il pubblico anche gli studenti che hanno frequentato i laboratori sulla legalità organizzati dal Centro sociale Papa Giovanni XXIII in collaborazione con il “Centro di documentazione sulle mafie”.

                    [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Graphic design by Gabriele Giglioli.]

                     

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                      Incontro con il giudice Davigo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati e con il procuratore antimafia di Messina

                      15 dicembre 2016

                      Venerdì 9 dicembre 2016 alle ore 21.00 nella Sala del Tricolore, sede del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, si è tenuto l’incontro, aperto alla cittadinanza, dal titolo: “Nuovi meccanismi corruttivi e crisi della giustizia”. Ingresso gratuito.

                      E’ stato realizzato un dialogo-intervista con ospiti i magistrati:

                      - Piercamillo Davigo, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, giudice della Corte suprema di Cassazione, già pm del pool “Mani Pulite”, autore del libro “Processo all’italiana”;

                      - Sebastiano Ardita, procuratore antimafia di Messina, già direttore dell’ufficio detenuti del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, autore del libro “Ricatto allo Stato”.

                      Ha condotto l’iniziativa: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

                      Introduzione di:
                      - Raffaele Ruberto, prefetto di Reggio Emilia che realizzerà un intervento sulla criminalità mafiosa a Reggio Emilia;
                      - Natalia Maramotti, assessora a Sicurezza e cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia.

                      [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Locandina realizzata da Gabriele Giglioli.]
                      Per viualizzare tutte le foto e gli articoli di giornale cliccare qui.

                       ………………………

                      Pubblichiamo il video del telegiornale di Telereggio:

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                        Incontro con Francesca Montanari e lo scrittore napoletano Alessandro Gallo

                        20 novembre 2016

                        Sabato 3 dicembre 2016, alle ore 8.05, nell’aula magna dell’Istituto Galvani di Reggio Emilia si terrà l’incontro “Sentinelle di legalità”, con:

                        - Francesca Montanari (al centro della foto), presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autrice di video-inchieste sulle mafie in Emilia.

                        - Alessandro Gallo, scrittore e autore originario di Napoli, presidente dell’associazione Caracò.

                         

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                        Vedi anche:

                        “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                        La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                        Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                        Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                        Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                        Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                          Intervista di France Tv, televisione nazionale francese

                          18 novembre 2016

                          France Tv, la principale emittente televisiva nazionale francese, ha intervistato Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia sulle inchieste realizzate sulla criminalità organizzata in Emilia-Romagna, sullo scioglimento del consiglio comunale di Brescello e sul maxi-processo “Aemilia”, il più grande processo di mafia del Nord Italia.

                          Una parte dell’intervista è stata mandata in onda all’interno dello storico programma televisivo “Avenue de l’Europe” (France 3).

                          Invece QUI è possibile vedere le video-interviste della Rai a Cortocircuito.

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                          Vedi anche:

                          “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                          La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                          Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                          Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                          Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                          Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                            A Bologna incontro sull’informazione sotto tiro, con giornalisti del Sud Italia impegnati contro le mafie

                            18 novembre 2016

                            Giovedì 24 novembre 2016 alle ore 21.00 a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, presso la “Casa della Conoscenza” del Comune si è tenuta una tavola rotonda dal titolo “Informazione sotto tiro”. Ingresso gratuito.

                            Sono intervenuti:

                            - Arcangelo Badolati, caposervizio della “Gazzetta del Sud”, autore di libri su ‘ndrangheta e femminicidi.

                            - Graziella Proto, stretta collaboratrice di Pippo Fava, giornalista ucciso da Cosa Nostra, e direttrice del mensile siciliano “Casablanca”.

                            - Arnaldo Capezzuto, giornalista del Fatto Quotidiano e coautore del libro “Il Casalese” sull’ex sottosegretario Nicola Cosentino, condannato nei giorni scorsi per concorso esterno in associazione mafiosa.

                            Queste esperienze di giornalismo d’inchiesta del Sud Italia si sono confrontate con la presenza della criminalità organizzata nel territorio emiliano, grazie agli interventi di Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, autore di inchieste sulle mafie in Emilia.

                            Ha condottol’iniziativa: Pierluigi Senatore, caporedattore centrale di Radio Bruno.

                            L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Casalecchio di Reno (BO) in collaborazione con Caracò Editore e Cortocircuito, all’interno del festival “Politicamente scorretto”, realizzato insieme alla Regione Emilia-Romagna.

                            [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle.]

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                            Vedi anche:

                            “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                            La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                            Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                            Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                            Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                            Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                              Incontro “Segni di riscatto” con il giornalista di Repubblica Giuseppe Baldessarro

                              17 novembre 2016

                              Nella locandina allegata sono disponibili le informazioni sulla serata “Segni di riscatto”, con il giornalista di Repubblica Giuseppe Baldessarro, in memoria di Mara Marmiroli.

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                                Intervista sul maxi-processo “Aemilia”

                                6 novembre 2016

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                                Nuova intervista sulla ‘ndrangheta in Emilia-Romagna e sul maxi-processo “Aemilia”, il più grande processo di mafia del Nord Italia.

                                L’intervista a Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito, è stata realizzata dal giornalista Francesco Fossa di “Matrix”, programma tv di Canale 5.

                                Il dialogo, registrato in un bar di Reggio Emilia, andrà in onda prossimamente.

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                                  A Bologna prima nazionale del nuovo libro del procuratore capo di Catanzaro Gratteri e dello studioso Nicaso

                                  1 novembre 2016

                                  Venerdì 28 ottobre 2016, dalle ore 18, nella Cappella Farnese di palazzo D’Accursio a Bologna (piazza Maggiore) è stato presentato, in prima nazionale, il nuovo libro “Padrini e padroni. Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente”, scritto da Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro e da Antonio Nicaso, scrittore, studioso e storico delle organizzazioni criminali, uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale.

                                  Durante tutto l’incontro, aperto alla cittadinanza, gli autori hanno dialogato con Giuseppe Baldessarro, giornalista di Repubblica ed Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito.

                                  L’incontro è stato aperto dal saluto di Giulia Di Girolamo, consigliera comunale di fiducia per la legalità del Comune di Bologna.

                                  L’iniziativa, a ingresso libero e gratuito, è stata organizzata dal Comune di Bologna in collaborazione con Caracò Editore e Cortocircuito. Cura scientifica della dott.ssa Rosa Frammartino.

                                  [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Per viualizzare tutte le foto cliccare QUI]

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                                    Seminario dell’Ordine dei giornalisti con il giornalista de L’Espresso Tizian e con l’investigatore Vittori

                                    15 ottobre 2016

                                    L’Ordine dei Giornalisti e la Fondazione Giornalisti dell’Emilia-Romagna hanno organizzato un seminario di formazione rivolto agli iscritti all’ordine professionale. L’incontro si è tenuto sabato 15 ottobre 2016 a Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna.

                                    Il convegno è stato costituito dalle relazioni di:

                                    - Giovanni Tizian, giornalista de L’Espresso, autore dei libri “La nostra guerra non è mai finita” e “Il clan degli invisibili”;

                                    - Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, autore di inchieste sulle mafie in Emilia;

                                    - Ugo Vittori, A.U. di Eagle Keeper Service Group, agenzia di investigazione, consulente di Procure per decine di indagini giudiziarie.

                                    - Milena Micele, avvocata esperta in frodi.

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                                    Vedi anche:

                                    “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                    La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                    Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                    Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                    Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                    Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                      I ragazzi di Cortocircuito premiati dal presidente della Federazione Nazionale della Stampa

                                      3 ottobre 2016

                                      [Articolo del quotidiano "Gazzetta di Reggio"]

                                      L’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, formata da studenti universitari, ha ricevuto il premio “Articolo 21″. Il riconoscimento è stato consegnato a Roma da parte del presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Giuseppe Giulietti.

                                      «I ragazzi di Cortocircuito – ha detto al microfono Giulietti – sono straordinari, sono andati a illuminare i lati oscuri. Loro ci insegnano che fare giornalismo non significa essere iscritti a un ordine professionale».

                                      A decidere l’assegnazione del premio, nato per tenere vivo l’articolo della Costituzione sulla libertà d’informazione, è stata una giuria composta prevalentemente da giornalisti della Rai, riuniti nell’associazione “Articolo 21″.

                                      Alla consegna del riconoscimento era presente anche Attilio Bolzoni, storica firma di Repubblica e autore di numerosi libri su Cosa Nostra, che si è ripetutamente complimentato con Elia Minari e Francesca Montanari, presenti a Roma in rappresentanza dell’associazione Cortocircuito.

                                      Il conferimento, si legge nella motivazione ufficiale, è avvenuto per aver «portato avanti inchieste coraggiose, mettendo in luce la presenza invasiva della ‘ndrangheta. Un impegno dimostrato nel far conoscere le vicende più oscure del territorio, denunciando attività illecite e perseguendo la difesa della legalità. Un impegno ancora più meritevole in quanto risponde a un autentico spirito di cittadinanza».

                                      Durante la serata, è intervenuto anche Paolo Siani, fratello del giornalista Giancarlo Siani ucciso dalla Camorra, che ha dichiarato: «Sono rimasto sorpreso da Cortocircuito. Giancarlo ha fatto quello che fanno i ragazzi di Cortocircuito. E come i ragazzi di Cortocircuito lui veniva osteggiato, gli dicevano che creava problemi al suo territorio. Cortocircuito fa un lavoro straordinario per noi, svela le verità scomode che nessuno ci vuole raccontare».

                                      Il premio è stato conferito a Cortocircuito per i documentari d’inchiesta e gli approfondimenti realizzati. Come ad esempio la video-inchiesta sul paese di Brescello che è citata anche nel decreto ufficiale di scioglimento per mafia del Comune, oltre a essere stata proiettata in Tribunale da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Inoltre nel corso della premiazione sono state ricordate le inchieste realizzate da Cortocircuito sui cantieri della Tav, sulla scuola di Montecchio, su alcune discoteche e sui subappalti nel ciclo dei rifiuti.

                                      L’associazione Cortocircuito è stata premiata anche per le numerose iniziative di sensibilizzazione realizzate: dal 2009 ha organizzato oltre 190 convegni e incontri pubblici. La giuria ha evidenziato che il premio “Articolo 21″ nasce per ricordare Paolo Giuntella, storico giornalista del Tg1 prematuramente scomparso.

                                      [Articolo del 4 ottobre 2016]

                                      Durante la serata il giornalista di Repubblica Attilio Bolzoni ha detto «Elia e Francesca siete straordinari, alla vostra età fate cose incredibili. Cortocircuito è una forza».

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                                      Intervista a Elia Minari realizzata dal giornalista della Rai Vicenzo Frenda

                                      (pubblicata su Articolo21.org)

                                      Se l’Emilia due anni fa si è risvegliata dal suo torpore lo si deve a chi ha saputo fare domande. A guardarsi attorno e a capire che tante cose non tornavano. Era per la ‘ndrangheta che si era radicata progressivamente nel territorio, scavando piano piano nella rigogliosa economia della via Emilia, facendo arrivare nel tempo da Cutro persone, capitali e mentalità criminale. Aggredendo la linfa di un territorio prima ingenuo e poi connivente.

                                      A questo pregiudizio non si sono uniformati i ragazzi di Cortocircuito, la web-tv di Reggio Emilia. Dieci liceali che guardandosi intorno hanno iniziato a farsi delle domande. Da quelle domande, poste agli interlocutori giusti, si è arrivati allo scioglimento del consiglio comunale di Brescello per infiltrazione mafiosa, la prima amministrazione in Emilia Romagna. Il paese diventato famoso per aver ambientato la favola italiana di Don Camillo e Peppone si è scoperto vulnerabile. La ‘ndrangheta, ha detto il procuratore antimafia Alfonso, lì non si è infiltrata, ma radicata e può contare fra Reggio Emilia e Parma su 7 mila persone e 7 mila voti. Abbiamo intervistato Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito.

                                      Cosa pensate dello scioglimento per mafia del comune di Brescello?

                                      Speriamo che tutti a Brescello ora prendano consapevolezza del problema ‘ndrangheta, cosa che finora non c’è stata. Quando abbiamo iniziato a raccontare ciò che non andava, i cittadini ci rispondevano che stavamo infangando il nome del comune, ci dicevano di smetterla.

                                      Come è nata la vostra voglia di indagare, filmare, raccontare i fatti di Brescello?

                                      Ci siamo resi conto che attorno a noi tante cose non tornavano. A Brescello c’erano terreni occupati abusivamente da costruzioni che non venivano rimosse dal sindaco, c’erano roghi inspiegabili ad aziende del territorio. Così abbiamo chiesto di vedere alcune delibere del Comune e poi un’intervista al sindaco.

                                      Le imprese del boss Grande Aracri a Brescello

                                      In quella intervista, il sindaco Marcello Coffrini ha detto la frase da cui tutto è partito, riferita a Francesco Grande Aracri, il boss ‘ndranghetista di Cutro condannato per mafia e confinato a Brescello.

                                      Coffrini ha detto di lui: “E’ gentilissimo, composto educato ha sempre vissuto a basso livello”. Da cittadini emiliani non ci saremmo mai sognati di sentire una frase così da un sindaco dell’Emilia Romagna.

                                      Sentito questo, senza timore avete deciso di pubblicare tutto in un web-documentario a disposizione di tutti.

                                      Senza alcun ripensamento abbiamo pubblicato tutto. Erano fatti di rilievo. Non c’era ancora l’inchiesta Aemilia. Da noi la gente diceva che la ‘ndrangheta non c’era. C’era negazione del fenomeno. Noi abbiamo vinto innanzitutto i nostri pregiudizi e abbiamo dato credito solo ai fatti e abbiamo segnalato ogni anomalia ai Carabinieri.

                                      Dopo la pubblicazione c’è stata la reazione che uno si aspetterebbe in territori storicamente collusi.

                                      Due i fatti che ci hanno colpiti. Dopo la video inchiesta il parroco di Brescello, don Evandro Gherardi, in una intervista al Resto del Carlino ha detto: “Cortocircuito ha fatto danni al turismo”. Una reazione che non ci saremmo mai aspettati. Per lui era l’inchiesta sulla penetrazione della ‘ndrangheta a fare danni al turismo e non la ‘ndrangheta stessa.  Il secondo fatto riguarda una manifestazione in piazza a Brescello in sostegno al sindaco Coffrini, avvenuta subito dopo la pubblicazione della nostra video-inchiesta. A questa manifestazione hanno preso parte i figli di Francesco Grande Aracri. È lì che i Carabinieri hanno preso sul serio le nostre segnalazioni, ci hanno chiesto di acquisire i video che avevamo girato e poi ci hanno ascoltato in Prefettura.

                                      Era il 2014. Da quegli episodi politicamente non è accaduto nulla, il sindaco ha visto confermata la fiducia del consiglio comunale. Ma cosa vi dicevano?

                                      Alcune persone ci invitavano a cambiare argomento. Ci dicevano non è successo nulla. Alla fine degli incontri che organizzavamo per sensibilizzare su questo tema, è capitato che qualcuno si avvicinasse per dirci che la ‘ndrangheta non è presente qui. Un imprenditore ci ha detto che il nostro lavoro danneggiava l’economia di un territorio florido. Un costruttore calabrese durante le nostre riprese ha dato delle manate alla telecamera per bloccarci.

                                      Un rogo doloso

                                      Però in tanti hanno ascoltato la vostra denuncia e vi hanno mostrato gratitudine.

                                      Noi non vogliamo essere un esempio, ma vogliamo solo che ogni cittadino si ponga delle domande. Non c’è bisogno di gesti eclatanti o eroici, ma di cittadini responsabili e attenti.

                                      Da questa esperienza avete organizzato tanti incontri con magistrati, giornalisti, amministratori locali che si battono quotidianamente contro la mafia.

                                      Sentiamo il bisogno di informarci e informare i nostri coetanei: dal 2009 abbiamo realizzato oltre 190 incontri in scuole, università, consigli comunali e regionali. Questo c’è stato d’aiuto e non ci ha fatto sentire soli. Molti magistrati ci invitano a continuare ad approfondire. Ma a livello locale alcuni cittadini continuano a negare. C’è chi dice che questa non è mafia perché non spara e non è violenta. Ma la ‘ndrangheta emiliana è questa: silenziosa, imprenditoriale, col volto pulito. E’ una ndrangheta che bisogna saper riconoscere. Altri sindaci invece ci contattano, ci chiedono consigli sugli appalti.

                                      Il vostro prezioso lavoro ha portato una riscrittura della storia di quello che era conosciuto come il paese di Don Camillo e Peppone e che ora è anche il paese di Francesco Grande Aracri.

                                      Il rischio vero era che questi fatti, presenti e sotto gli occhi di tutti, non emergessero. Si è sempre detto che i sindaci emiliani avessero gli anticorpi per bloccare la mafia. Non era così. Questo deve essere un monito per tutti. Ci vuole maggiore attenzione e trasparenza. Noi abbiamo fatto solo semplici domande sui fatti.

                                       ………………………

                                      Segue l’articolo della Gazzetta di Reggio del 4 ottobre 2016:

                                       ………………………

                                      Vedi anche:

                                      “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                      La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                      Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                      Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                      Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                      Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                        Incontro sulle mafie in provincia di Bologna, con il direttore di Libera Radio

                                        3 ottobre 2016

                                        Sabato 1° ottobre 2016, dalle ore 18.00, si è tenuto l’incontro dal titolo “Svegliati Aemilia. Contro la presenza mafiosa in Emilia Romagna”, incentrato sul maxi-processo Aemilia, il più grande processo per mafia del Nord Italia. L’iniziativa si è tenuta presso il centro del volontariato di Bentivoglio, in provincia di Bologna.

                                        L’iniziativa è stata aperta da Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, che ha tenuto un lungo intervento incentrato sulla presenza della criminalità organizzata a Bologna e dintorni. Nel corso della serata sono stati proiettati dei video di Cortocircuito.

                                        È seguito un dialogo con:

                                        - Federico Lacche (nella foto), direttore di “Libera Radio”;
                                        - Michele De Rose, segretario generale della Filt-CGIL dell’Emilia-Romagna (settore su edilizia e trasporto);
                                        - Antonio Monachetti e Sofia Nardacchione di Libera Bologna.

                                        Ha condotto l’iniziativa: Massimo Pancaldi.

                                         ………………………

                                        Vedi anche:

                                        “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                        La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                        Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                        Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                        Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                        Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                          Alcuni degli incontri organizzati da Cortocircuito negli ultimi mesi con ospiti magistrati provenienti da tutta Italia

                                          31 agosto 2016

                                           

                                           

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                                            Incontro a Parma

                                            29 giugno 2016

                                            Domenica 3 luglio 2016 in provincia di Parma sarà realizzato un incontro sulle mafie in Emilia. L’iniziativa si terrà in occasione di un campo antimafia di Libera, con giovani provenienti da tutta Italia, che si sta tenendo in un bene confiscato alla criminalità organizzata a Salsomaggiore Terme.

                                            L’incontro, che è in programma alle ore 15.30, si terrà presso la sede della “Associazione Nazionale Partigiani Italiani” di Salsomaggiore Terme (via dei Partigiani Salsesi n°3 a Salsomaggiore Terme, Parma).

                                            E’ previsto un dialogo con:

                                            - Francesca Monatanari, presidente dell’associazione antimafia Cortocircuito;

                                            - Luca Ponzi, giornalista Rai.

                                            Invece QUI il precedente incontro a Parma.

                                            [Nella foto: Francesca Montanari mentre viene intervistata da Rai 1 sulle video-inchieste di Cortocircuito.]

                                             ………………………

                                            Vedi anche:

                                            “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                            La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                            Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                            Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                            Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                            Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                              Il sindaco di Bibbiano: “I ragazzi di Cortocircuito sono i nuovi partigiani”. Consegna della targa per l’impegno antimafia al magistrato Imperato

                                              26 maggio 2016

                                              Il 2 giugno 2016, in occasione della festa della Repubblica, a Bibbiano in provincia di Reggio Emilia, alle ore 17.30 si è tenuto l’incontro “Uomini e idee per la democrazia”, con:

                                              - Marco Imperato, magistrato e autore dei libri “Le parole della giustizia” e “Dialoghi sulla Costituzione”.  Il procuratore Imperato recentemente ha condotto l’operazione internazionale “Barqueiro” che ha portato a 11 milioni di beni sequestrati e più di 50 perquisisioni in Italia, Spagna, Portogallo e Slovenia.

                                              - Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia e cittadino onorario di Bibbiano (QUI le foto del conferimento della cittadinanza onoraria all’associazione Cortocircuito);

                                              - i Partigiani di Bibbiano.

                                              Ha coordinato l’iniziativa: Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano.

                                              Nel corso dell’incontro è stata consegnata la targa “Campione di legalità” al magistrato Marco Imperato, da molti anni impegnato per la diffusione della cultura della legalità.

                                              Il sindaco di Bibbiano ha dichiarato: «I ragazzi di Cortocircuito sono i nuovi partigiani. Questi ragazzi non si sono voltati dall’altra parte, hanno voluto capire. Hanno dato un contributo importante al contrasto alle mafie. A loro non saremo mai abbastanza grati per ciò che hanno fatto per la comunità».

                                              Inoltre i diciottenni bibbianesi riceveranno una copia della Costituzione italiana.

                                               ………………………

                                              Vedi anche:

                                              “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                              La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                              Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                              Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                              Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                              Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                Nuovo reportage di Rai 1 sulle mafie in Emilia

                                                26 maggio 2016

                                                 

                                                 

                                                 

                                                QUI IL VIDEO

                                                Interviste su Rai 1 a Francesca Montanari ed Elia Minari dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

                                                Approfondimento sull’inchiesta “Aemilia” e sullo scioglimento per mafia del Consiglio Comunale di Brescello. L’ex sindaco Marcello Coffrini afferma che su Brescello «possiamo parlare di irregolarità amministrative e di errori. Accetto l’addebito», ma sostiene che queste irregolarità non sono state fatte per avvantaggiare i mafiosi.

                                                Pubblichiamo un video di sintesi del servizio della giornalista Catia Barone di Rai 1, andato in onda il 23 maggio 2016.

                                                QUI un’altra intervista su Rai 1 in un reportage sullo scioglimento per mafia di Brescello. Il parroco: «Brescello non è mafiosa. Cortocircuito diffama il paese».

                                                Invece QUI gli articoli sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Brescello.

                                                Inoltre QUI è possibile vedere la video-inchiesta di Cortocircuito “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, con un ampio approfondimento su Brescello.

                                                 ………………………

                                                Vedi anche:

                                                “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                  Incontro nell’aula magna del Chierici, per riflettere sulla strage di Capaci e sul contrasto alle mafie oggi

                                                  26 maggio 2016

                                                  Lunedì 23 maggio 2016, in occasione della strage di Capaci nella quale perse la vita il giudice Giovanni Falcone, nell’aula magna dell’Istituto Chierici di Reggio Emilia si è tenuto un incontro con Francesca Montanari, presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

                                                  Attraverso l’intervista preparata dagli studenti, Francesca Montanari ha spiegato come sono nate e come si sono evolute le attività di Cortocircuito, mediante il lavoro di gruppo e la scoperta di fatti preoccupanti legati alla criminalità organizzata di stampo mafioso in Emilia.

                                                   ………………………

                                                  Vedi anche:

                                                  “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                  La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                  Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                  Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                  Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                  Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                    “Mafie a Gualtieri”, incontro nel teatro

                                                    7 maggio 2016

                                                    Venerdì 20 maggio 2016, alle ore 21, nel teatro di Gualtieri (nella foto) si terrà l’iniziativa “Diritti al cuore”.

                                                    Durante la serata, organizzata dalla CGIL, lavoratrici e lavoratori racconteranno la Costituzione, collegandola alle loro esperienze lavorative. Seguiranno delle performance musicali.

                                                    L’iniziativa sarà aperta, alle ore 21.00, dall’intervento sulle “mafie a Gualtieri” di Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di video-inchieste sulle mafie in Emilia.

                                                     ………………………

                                                    Vedi anche:

                                                    “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                    La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                    Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                    Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                    Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                    Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                      Intervista su Rai 1 in un reportage sullo scioglimento per mafia di Brescello. Il parroco: «Brescello non è mafiosa. Cortocircuito diffama il paese».

                                                      6 maggio 2016

                                                       

                                                      QUI IL VIDEO

                                                       

                                                      La storica inviata del Tg1 Maria Grazia Mazzola ha realizzato un approfondimento sulla ‘ndrangheta in Emilia, concentrandosi in particolare sullo scioglimento per mafia del Consiglio Comunale di Brescello.

                                                      Le indagini di Carabinieri e Prefettura, che hanno portato allo scioglimento di Brescello, sono partite dopo una video-inchiesta di Cortocircuito.

                                                      La troupe del Tg1 ha intervistato Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia. Una parte dell’intervista è andata in onda su Rai 1 venerdì 29 aprile 2016, in seconda serata, nella trasmissione “Tv7″, Speciale del Tg1.

                                                      Il reportage di Rai 1 contiene anche interviste al boss Grande Aracri, al sindaco Coffrini e al parroco di Brescello che afferma nuovamente che la video-inchiesta di Cortocircuito «diffama il paese».

                                                      QUI gli articoli sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Brescello.

                                                      Invece QUI è possibile vedere la video-inchiesta di Cortocircuito “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, con un ampio approfondimento su Brescello.

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                                                      “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                      La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                      Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                      Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                      Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                      Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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