6 dicembre 2017

 

LEGGI LA PRESENTAZIONE DI CORTOCIRCUITO
Associazione culturale antimafia di Reggio Emilia
 

 

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    Sito aggiornato con i VIDEO di 4 interviste a tv nazionali

    12 dicembre 2017

    Scorrere tutta questa pagina per vedere i nuovi contenuti pubblicati recentemente sul sito internet: interviste a tv nazionali, incontri in Germania, a Bologna, Cremona, ecc…

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      Sentenza definitiva sul caso di Brescello

      8 dicembre 2017

      Alcune ore fa è stata emessa la sentenza defintiva del Consiglio di Stato sullo scioglimento per mafia del consiglio comunale di Brescello (primo caso in Emilia-Romagna), che conferma la precedente sentenza del Tar e il decreto di scioglimento firmato dal presidente della Repubblica.

      Nelle motivazioni della sentenza, appena pubblicata, i giudici danno grande rilievo alla video-inchiesta di noi di Cortocircuito e alla seguente manifestazione in piazza di contestazione a Cortocircuito, per aver realizzato la video-inchiesta su Brescello (manifestazione a sostegno del sindaco poi commissariato).

      I giudici scrivono che a quella manifestazione – durante la quale sono stati rivolti insulti nei nostri confronti – erano presenti almeno 50 persone vicine al clan mafioso nonché imprenditori colpiti da interdittive antimafia e familiari del boss Francesco Grande Aracri.

      [8 dicembre 2017]

      Nella foto: articolo della “Gazzetta di Reggio” (gruppo editoriale “L’Espresso).

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      Articolo del Corriere della Sera (QUI il testo):

      Una SINTESI della nostra video-inchiesta:

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        I prossimi incontri pubblici

        8 dicembre 2017

        Cliccare sulle locandine per allargarle.

         

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          Interviste tv, recensioni e articoli di giornale sul libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi”

          8 dicembre 2017

           

           

          Storie reali, vissute in prima persona. Otto anni di inchieste scottanti, sulla ‘ndrangheta nella Pianura Padana, realizzate da un ragazzo ventenne e poi finite in tribunale

          Sembra un romanzo, talmente le vicende sono assurde e cariche di suspense. Eppure i fatti e gli aneddoti sono tutti veri.

          Il libro racconta i retroscena inediti delle inchieste di Elia e dei ragazzi dell’associazione Cortocircuito, nata come giornalino studentesco nel 2009, oltre a nuovi reportage realizzati sul campo.

          Due anni di scrittura e otto anni di approfondimenti, con incontri diretti con persone insospettabili: medici, giornalisti, preti, professionisti

          Il libro porta anche alla luce casi concreti su come la ‘ndrangheta, nel Nord Italia, si serva della comunicazione pubblica e del consenso sociale, ad esempio attraverso Facebook e la promozione di eventi sportivi.

           

          Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia. Editore Rizzoli.

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          Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
          Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). 

          Invece continuando a scorrere questa pagina è possibile visualizzare le interviste tv, le recensioni e gli articoli di giornale sul libro.

           

          QUI la presentazione del libro-inchiesta in Germania.

          Il colonnello dei Carabinieri Giardina (comandante dei Carabinieri di Bologna e già capo del Ros a Reggio Calabria): «Complimenti a Elia per il libro “Guardare la mafia negli occhi”, esprime senso civico altissimo». QUI i dettagli.

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          Intervista in diretta tv nazionale :

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          Articolo del “Fatto Quotidiano”:

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          Articolo del quotidiano “La Repubblica”:

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          Articolo della “Gazzetta di Reggio” (gruppo L’Espresso):

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          Intervista del “Tg1”:

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          Intervista del “Tg3” (edizione nazionale):

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          Articolo del “Corriere della Sera“:

          Una parte dell’articolo:

          Un’onda che arriva fino in Germania

          Elia Minari, 22 anni, oggi studente di giurisprudenza a Bologna, è stato l’autore principale di quel documentario amatoriale e all’inizio pubblicato (era l’agosto del 2014) senza troppe pretese su Youtube. «All’inizio siamo stati bersaglio di insulti, denigrazione, persino di una manifestazione di piazza (a cui hanno partecipato, secondo i giudici, 50 persone vicine al clan mafioso) ma oggi le cose sono cambiate – commenta Elia facendo un bilancio della sua esperienza -. Allora c’era chi sottovalutava o negava la presenza della ‘ndrangheta nella zona di Reggio Emilia, oggi nessuno la può negare. Ci sono le sentenze che parlano». Elia ha appena pubblicato un libro («Guardare la mafia negli occhi», Rizzoli) viene invitato nei Comuni, nelle università, persino in Germania e in altri paesi esteri a raccontare la sua parabola e a spiegare come sia pericoloso rimuovere il problema, specie nei luoghi dove la presenza mafiosa appare sfumata.

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          Intervista nella trasmissione “Buongiorno Regione”:

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          Intervista nel TGR:

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          Un altro articolo del “Fatto Quotidiano”:

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          Un altro articolo della “Gazzetta di Reggio” (gruppo “L’Espresso”):

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          Articolo di “Reggio Sera”

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          Un servizio di Telereggio (gruppo tv Tr Media):

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          Le prime recensioni dei lettori

          [Nella foto sopra: libreria Feltrinelli di Bologna]

          «L’ho già comprato e letto in poche ore. Stile narrativo estremamente fluido impostato su paragrafi brevi. Contenuti caratterizzati da grande serietà, etica e trasparenza. Ogni tanto fa accapponare la pelle. Comunque appassionante.» Caterina Cagni (Castelnovo Ne’ Monti)

          «A chiunque, adulto o giovane che sia, consiglio uno dei libri più sconcertanti sulle infiltrazioni mafiose nel nord Italia. “Guardare la mafia negli occhi” di Elia Minari ci fa conoscere una realtà completamente nascosta, una realtà agghiacciante. 
          Pensare che Elia ha la nostra età, frequenta l’università come molti di noi, ma a differenza nostra ha deciso di andare controcorrente e scrivere in questo libro il frutto delle sue scoperte e ricerche, fatte in anni di indagini autonome. 
          Davvero, lo dico in modo spassionato: leggete questo libro perché è da brividi.
          La prefazione è del procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. C’è altro da aggiungere? Il libro mi ha davvero aperto lo sguardo sulla realtà attorno a noi. Mi ha proprio appassionato.» Leonardo Monico (Albignasego, Padova)

          «Ho appena finito di leggere il libro (in 3 giorni!!) e sono rimasto allibito. Si legge tutto d’un fiato e non vorresti mai smettere per sapere cosa riserva la pagina successiva. Mi ha aperto gli occhi su un mondo che reputavo lontano da me…un mondo che pensavo fosse fatto solo di sparatorie, regolamenti di conti, commercio di droga e tanto altro, ma lontano da me. Ora invece ho più consapevolezze. Guardo con occhi diversi le azioni della criminalità organizzata al nord. È meschina, silenziosa e terribile.» Mattia Casotti (Febbio, Reggio Emilia)

          [Nella foto sopra: libreria a Roma, stazione Termini]

          «Ho trovato il libro in una piccola libreria del paese dove vivo e lavoro, leggendo la copertina sono rimasto colpito dal titolo e l’ho comprato. La meraviglia è stata ancora maggiore nello scoprire che lo stesso era stato scritto da un ragazzo molto giovane, sono arrivato a leggerne quasi cento pagine e posso già dire che è un lavoro strepitoso e di coraggio.» Giuseppe Gaeta (Angri, Salerno)

          «Un libro appassionante che lascia con il fiato sospeso. L’autore dimostra molto coraggio nel raccontare anche vicende veramente scomode: sono spiegati nel dettaglio alcuni incredibili casi di poliziotti corrotti e collusi con la mafia, oltre ai contatti con la Corte di Cassazione, le logge massoniche e gli ordini cavallereschi.» Pietro Morosini (Milano)

          «Molto interessante, ne consiglio la lettura: grande capacità di osservare, ricercare prove e connettere.» Emma Rosenberg Colorni (Milano)

          «Non è un libro qualsiasi, è una vera e propria inchiesta. Testo scritto molto bene, scorrevole, sintetico, crudo. Ringrazio pubblicamente l’ autore per tutto quello che è riuscito a scoprire e a raccontare, e per tutti i rischi che ha corso per completare questo magnifico testo così ben dettagliato con tanto di nomi e cognomi. Lo consiglio assolutamente.» Enzo Annunziata

          «Ho terminato il libro due giorni fa e mi ha aperto gli occhi: Elia ha fatto un lavoro straordinario, non solo dimostra acutezza mentale, curiosità e quindi intelligenza nel mettere assieme diversi punti e interviste, per vedere tutto il sistema ‘ndrangheta nel nord Italia con occhi differenti, ma dimostra anche grande coraggio. E’ un piacere leggere il suo libro inchiesta in cui si impara ad ogni pagina.» Davide Masciadri (Canzo, Como)

          «Elia Minari negli anni ha accumulato conoscenza ed esperienza eppure il suo approccio al problema che cerca di analizzare e contrastare è rimasto genuino, semplice, come il modo stesso di raccontarlo.Una chiarezza e una semplicità che è propria di chi dice, unicamente, la verità.
          Molto educativa anche la storia del nonno di Elia, Lino Minari. L’unica vera “favola” che meriterebbe di essere raccontata a bambini e bambine, ragazzi e ragazze, uomini e donne… di qualunque età.» 
          Irma Loredana Galgano (Calitri, Avellino – scrittrice)

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          Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
          Il libro è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli. 

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            Alcuni dei prossimi incontri pubblici: a Forlì, Bologna, Milano, Parma, Modena, Fabbrico e altri in programmazione

            6 dicembre 2017

            Incontro pubblico a Forlì venerdì 15 dicembre 2017 ore 18.00 nel Salone del Comune, piazza Aurelio Saffi 8, Forlì.

            Cliccare sulla locandina per allargarla.

             

             

             

             

             

             

             

             

             

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            Incontri pubblici del 2018

            Con presentazione del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi” e proiezione di nuovi video, con Elia Minari

            Si consiglia di tornare a visitare questa pagina per aggiornamenti sui seguenti incontri pubblici.

            – venerdì 19 gennaio 2018, ore 21.00Modena. Sala conferenze “Giacomo Ulivi”  (viale Ciro Menotti, 137). Con il magistrato Lucia Musti, procuratore capo di Modena.

            – sabato 20 gennaio 2018, ore 18.00: Parma, libreria “VoltaPagina” (via Oberdan, 4/C). Conduce il giornalista Salvo Taranto.

            – venerdì 2 febbraio 2018, ore 21.00: Fabbrico (provincia di Reggio Emilia), foyer del teatro comunale Pedrazzoli (via Roma 64/B). Con il procuratore generale di Bologna.

            – febbraio 2018, ore 18.00: Milano. Con Nando dalla Chiesa, presidente dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università di Milano.

            – 23 febbraio 2018, ore 18.00: Bologna, libreria Coop Ambasciatori (via degli Orefici, 19). Conduce: il giornalista Federico Lacche.

            ALTRI incontri sono in fase di programmazione. Ad esempio a Como, Belluno, Verona, Padova, Castelfranco Veneto, Treviso, Albignasego, Bologna, Sondrio, ecc.

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            Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
            Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
            Invece QUI le recensioni, le interviste tv e gli articoli sul libro-inchiesta.

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              Cena-incontro a Cremona

              6 dicembre 2017

              Sabato 2 dicembre 2017, dalle ore 20.00, a Casalmaggiore (provincia di Cremona) si è tenuto un incontro pubblico, accompagnato da una cena a base dei prodotti di Libera Terra, con ospiti:

              – Elia Minari, autore del libro “Guardare la mafia negli occhi” (prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia) e coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

              – Stefano Padrini, professore e curatore del libro “Mafie all’ombra del Torrazzo”.

              – Marco Bignelli, referente provinciale di Libera Cremona.

              Iniziativa organizzato dalla cooperativa “Non solo noi”.

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                Incontri in Germania: a Stoccarda e Tubinga

                26 novembre 2017

                [Nella foto: la biblioteca di Stoccarda]

                Nell’Aula Magna della biblioteca civica di Stoccarda (Mailänder Platz 1) convegno con ospiti:

                – Elia Minari, autore del libro “Guardare la mafia negli occhi” (prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia) e coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito; ha esposto delle nuove inchieste sulla ‘ndrangheta in Germania con anche delle nuove proiezioni video e fotografiche.

                – Wolfgang Rahm, commissario della polizia criminale tedesca, responsabile del reparto “Criminalità organizzata italiana”, ha condotto numerose inchieste sulla ‘ndrangheta.

                – Francesca Montanari, presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

                Sono intervenuti: il direttore del Seminar Teichmann, la professoressa Eva Klose, il console generale italiano in Germania Massimo Darchini, il professore Paolo Vetrano.
                Interprete (italiano-tedesco): Lara Baier. Un ringraziamento speciale alla professoressa Eva Klose.

                L’incontro, a cui hanno partecipato oltre 250 persone, si è tenuto giovedì 23 novembre 2017, dalle ore 18.30 alle ore 20.40.

                [Foto di Matteo Manfro. Cliccare sulle foto per allargarle. Per visualizzare tutte le foto cliccare QUI]

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                  Con il Colonnello Paolo Zito

                  18 novembre 2017

                  Un lettore speciale!
                  L’autore del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi” Elia Minari (coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito) insieme al colonnello Paolo Zito, comandante della Prima Brigata Mobile dei carabinieri di Roma, che ha competenza su tutto il territorio nazionale.

                  Nel libro-inchiesta viene alzato il velo anche su alcuni casi di poliziotti collusi con le mafie… il colonnello Zito è di tutt’altra pasta.

                  Alcuni anni fa, durante un convegno pubblico, il colonnello Zito disse: «Il documento di denuncia che è stato presentato oggi da Elia Minari è un documento di grande rilevanza, dà perfettamente la dimensione di quali siano le difficoltà». Il comandante dei carabinieri aggiunse: «Complimenti. Elia, ti faccio pubblicamente i complimenti anche perché hai bisogno di un sostegno, perché sei esposto. Noi, come carabinieri, lo facciamo per lavoro, tu lo fai per scelta».

                   

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                    Incontro a Ferrara, anche sui condizionamenti mafiosi nella sanità

                    18 novembre 2017

                    Sabato 18 novembre 2017, dalla ore 10.00, nella Sala della Musica in via Boccaleone a Ferrara si è tenuto un incontro pubblico nel quale si è parlato anche di casi concreti di rischio di condizionamenti mafiosi nella sanità. Inoltre durante l’iniziativa pubblica si è parlato del maxi-processo “Aemilia”, il più grande processo di mafia del Nord Italia.

                    Con:

                    – Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito e autore del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi” (prefazione del procuratore nazionale antimafia, Rizzoli editore).

                    Sabrina Pignedoli, giornalista, autrice del libro “Operazione Aemilia” (Imprimatur editore).

                    Antonio Monachetti, avvocato e referente di Libera Bologna.

                    Hanno condotto l’incontro:
                    – Federica Pezzoli, giornalista, coordinamento Libera Ferrara;
                    – Alessandro Zangara, giornalista, responsabile dell’ufficio stampa del Comune di Ferrara.

                    L’incontro – che rientra all’interno della “Festa della legalità e responsabilità 2017” – è stato promosso dal Comune di Ferrara, in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, Libera e altri enti.

                    Evento accreditato dall’ordine degli avvocati come seminario di formazione.

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                    Invece QUI le prime recensioni e i primi articoli sul libro.

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                      Le mafie nel settore alimentare, con presentazione del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi”

                      14 novembre 2017



                      Incontro pubblico, nell’Aula Magna del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna, con:

                      Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito e autore del libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi”.

                      Ha introdotto l’incontro, che si è tenuto giovedì 9 novembre 2017 dalle ore 16.00, la professoressa Roberta Spadoni.

                      Gli studenti e i numerosi docenti presenti hanno posto decine di domande sui temi trattati, rendendo l’incontro molto interattivo.

                       

                      Invece QUI l’incontro al Dipartimento di Giurisprudenza.

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                        Intervento al “Reggio Film Festival”

                        13 novembre 2017

                        Venerdì 10 novembre 2017, dalle ore 19.00, al teatro San Prospero di Reggio Emilia, all’interno del “Reggio Film Festival”, diretto dal regista Alessandro Scillitani, è intervento Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito, per realizzare un intervento sul suo libro “Guardare la mafia negli occhi.

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                        Invece QUI le prime recensioni e i primi articoli sul libro.

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                          All’Università di Bologna con il Procuratore Gian Carlo Caselli e altri ospiti

                          26 ottobre 2017

                          Il colonnello dei Carabinieri Giardina (comandante dei Carabinieri di Bologna e già capo del Ros a Reggio Calabria)«Complimenti a Elia per il libro “Guardare la mafia negli occhi”, esprime senso civico altissimo»

                          L’Università di Bologna e l’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con l’associazione Cortocircuito, venerdì 20 ottobre 2017 hanno organizzato un incontro pubblico dal titolo “Il tuo comportamento favorisce le mafie. L’importanza di ciascuno nella lotta alla criminalità organizzata e il nuovo volto della ‘ndrangheta e delle altre mafie, dal Sud al Nord Italia“.

                          Ore 10.00 apertura dei lavori:
                          – Francesco Ubertini, magnifico rettore dell’Università di Bologna – Alma Mater Studiorum;
                          – Simonetta Saliera, presidente dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna.

                          A seguire dibattito con:

                          – Gian Carlo Caselli, già procuratore capo a Palermo e poi a Torino dove ha condotto indagini sulla ‘ndrangheta;

                          – Giuseppe Gennari, giudice del Tribunale di Milano, dove si è occupato di ‘ndrangheta;

                          – Gaetano Paci, procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria;

                          – Stefania Pellegrini, docente dell’Università di Bologna e direttrice del master “Gestione e riutilizzo di beni e aziende confiscati alle mafie. Pio La Torre”;

                          – colonnello Valerio Giardina, comandante provinciale dei Carabinieri di Bologna e già capo del Ros a Reggio Calabria.

                          Ha condotto l’incontro, realizzando anche numerosi interventi: Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia “Cortocircuito” e autore del libro “Guardare la mafia negli occhi” (prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia).

                          [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Grafica di Gabriele Giglioli.]

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                          Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
                          Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
                          Invece QUI le prime recensioni e i primi articoli sul libro.

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                            Nella Sala del Tricolore proiezioni connesse al libro “Guardare la mafia negli occhi”

                            26 ottobre 2017

                            Venerdì 20 ottobre 2017 dalle ore 21.00 nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, sede del Consiglio Comunale, si è tenuto un incontro pubblico dal titolo “Il volto inedito della ‘ndrangheta nella Pianura Padana” durante il quale sono stati proiettati nuovi approfondimenti e materiali d’inchiesta, realizzati dall’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia, connessi ai temi del libro “Guardare la mafia negli occhi. Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord” di Elia Minari (prefazione del procuratore nazionale antimafia, editore Rizzoli).

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                            Il libro “Guardare la mafia negli occhi” svela i retroscena inediti delle inchieste di Cortocircuito, realizzate dal 2009, oltre a contenere nuovi reportage ed episodi significativi vissuti in prima persona nel contrasto alla ‘ndrangheta, attraverso gli incontri diretti con persone insospettabili: medici, giornalisti, preti, professionisti,…

                            Il libro porta anche alla luce casi concreti su come la ‘ndrangheta si serva della comunicazione pubblica e del consenso sociale, ad esempio attraverso l’utilizzo di Facebook e la promozione di eventi sportivi.

                             

                            Durante l’incontro pubblico si è tenuto un dialogo con i magistrati:

                            – Gaetano Paci, procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria;
                            – Marco Imperato, sostituto procuratore di Modena ed esperto di riciclaggio.

                            Ha condotto l’incontro, realizzando anche numerosi interventi: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito e autore del libro “Guardare la mafia negli occhi” (prefazione del procuratore nazionale antimafia).

                            Hanno introdotto l’iniziativa:
                            – Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia
                            – Natalia Maramotti, assessora alla Sicurezza e cultura della legalità

                            Ingresso gratuito.

                            [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Grafica di Gabriele Giglioli.]

                             

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                            Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
                            Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
                            Invece QUI le prime recensioni e i primi articoli sul libro.

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                              Intervista del Tg3 nazionale e altre interviste della Rai

                              25 ottobre 2017

                              Elia Minari è stato intervistato sul suo libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi” dal Tg1, Tg3 nazionale, “Geo” su Rai 3, “Buongiorno Regione” su Rai 3.

                              Elia è coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito.



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                              Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
                              Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
                              Invece QUI le prime recensioni e i primi articoli sul libro.

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                                Con Don Ciotti e il procuratore generale di Milano

                                25 ottobre 2017

                                Incontro con l’ex procuratore capo della DDA di Bologna (coordinatore inchiesta “Aemilia”) e con il presidente nazionale di Libera, sui temi del libro “Guardare la mafia negli occhi”.

                                 

                                Sabato 7 ottobre 2017, dalle ore 10.00 di mattina, nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia (piazza Prampolini 1) si è tenuto un incontro pubblico rivolto alla cittadinanza e agli studenti, con ospiti:

                                 

                                – Don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera;

                                – il magistrato Roberto Alfonso, procuratore generale di Milano e già procuratore capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, ha coordinato la  maxi-inchiesta “Aemilia” che ha portato al più grande processo di mafia del Nord Italia.

                                Ha condotto l’incontro, realizzando anche numerosi interventi: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito e autore del libro “Guardare la mafia negli occhi” (prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia).

                                Hanno introdotto l’iniziativa:
                                – Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia;
                                – Natalia Maramotti, assessora alla Cultura della legalità.

                                E’ intervenuto Manuel Masini, referente provinciale di Libera.

                                [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Per visualizzare tutte le foto cliccare QUI ]

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                                Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.negliocchi.it
                                Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
                                Invece QUI le prime recensioni e i primi articoli sul libro.

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                                  Con il Presidente del Senato, ex magistrato antimafia, nella Sala del Tricolore sul tema “Le mafie alla conquista dei giovani”

                                  11 luglio 2017

                                  Nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia, sede del Consiglio Comunale, si è tenuto l’incontro dal titolo “Le mafie alla conquista dei giovani” con ospite il Presidente del Senato Pietro Grasso, già procuratore nazionale antimafia e già giudice del Maxi-processo di Palermo.

                                  Iniziativa organizzata dall’associazione Cortocircuito, in collaborazione con il Comune, la Regione e la Provincia.

                                  Temi degli interventi del presidente Grasso: “Il fascino dei modelli mafiosi sui giovani: dal mondo del lavoro al culto del successo”, “Il Maxi-processo di Palermo”, “Dagli anni ’90 ai giorni nostri: organizzazioni criminali, cambiamenti e nuove priorità”.

                                  Allo stesso convegno era ospite anche la giornalista Maria Grazia Mazzola, inviata speciale della Rai e autrice di numerosi reportage sulla criminalità organizzata. E’ intervenuta per riflettere sui contenuti salienti del reportage “Cose Nostre”, incentrato sulle modalità con cui le mafie condizionano le giovani generazioni. Tale approfondimento televisivo è andato in onda all’interno di “Speciale Tg1″ su Rai 1.

                                  Ha condotto l’incontro e ha realizzato quattro interventi sul tema del convegno: Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

                                  Saluti di:
                                  – Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia;
                                  – Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna;
                                  – Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia;
                                  – Natalia Maramotti, assessora alla Sicurezza e cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia.

                                  L’iniziativa, a ingresso gratuito, si è tenuta venerdì 7 aprile 2017 dalle ore 10.00 di mattina.

                                  [Foto di Chiara Ghirelli, Francesco Giglioli, Salvatore Lento ed Enrico Rossi.]

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                                    “Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente” con il procuratore capo di Catanzaro e lo studioso Nicaso

                                    11 luglio 2017

                                    Presso il teatro Metropolis di Bibbiano, in provincia di Reggio Emilia, è stato organizzato l’incontro pubblico dal titolo “Come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente”. Dialogo con:

                                    – Nicola Gratteri, procuratore capo presso il Tribunale di Catanzaro;
                                    – Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali, docente alla Queen’s University.

                                    Saluti di: Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano.

                                    L’incontro è stato condotto da Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia. L’iniziativa, che si è tenuta è tenuto venerdì 7 aprile 2017 dalle ore 21.00, rientra all’interno della rassegna “Noi contro le mafie”, con la direzione scientifica del professore Antonio Nicaso e la cura educational della dott.ssa Rosa Frammartino. Ingresso gratuito.

                                    [Foto di Matteo Manfro. Cliccare sulle foto per allargarle.]

                                     

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                                      Incontro con il procuratore generale di Bologna, il sostituto procuratore di Palermo, il giudice della Corte d’Appello di Palermo e il procuratore capo di Catanzaro

                                      11 luglio 2017

                                      Presso l’Aula Magna dell’Università di Modena e Reggio Emilia, nella sede di Reggio Emilia, è stato organizzato il convegno dal titolo “Criminalità, mafie e terrorismi: una sfida globale”.

                                      Gli ospiti sono stati:

                                      – Ignazio De Francisci, procuratore generale presso la Corte d’Appello di Bologna, sul tema “Espansione e radicamento delle mafie in aree non tradizionali”.

                                      – Nicola Gratteri, procuratore capo presso il Tribunale di Catanzaro, sul tema “Si può fermare l’espansione globale delle mafie?”.

                                      – Giorgia Spiri, sostituto procuratore presso il Tribunale di Palermo, sul tema: “Mafie transnazionali. L’associazione a delinquere finalizzata alla tratta di esseri umani”.

                                      – Mario Conte, giudice presso la Corte d’Appello di Palermo, sul tema “Cresce il bisogno sociale di sicurezza. Bastano le norme che abbiamo?”.

                                      Introduzione e conclusioni di: Antonio Nicaso, studioso e storico, docente alla Queen’s University, sul tema “Nuove priorità investigative nel contrasto alla criminalità globale”.

                                      Ha condotto l’incontro: Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

                                      Saluti iniziali di:
                                      – Giammaria Manghi, presidente della Provincia di Reggio Emilia;
                                      – Raffaele Ruberto, prefetto di Reggio Emilia;
                                      – Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia.

                                      L’iniziativa, che si è tenuta è tenuta sabato 8 aprile 2017 dalle ore 10.00 di mattina, rientra all’interno della rassegna “Noi contro le mafie”, con la direzione scientifica del professore Antonio Nicaso e la cura educational della dott.ssa Rosa Frammartino. Ingresso gratuito.

                                      [Cliccare sulle foto per allargarle.]

                                       

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                                        Incontro con l’ex magistrato Caselli e con l’autore sotto scorta Cavalli

                                        11 luglio 2017

                                        Presso la sala del Consiglio del Comune di Cavriago (in provincia di Reggio Emilia), piazza Don Dossetti 1, è stato organizzato un incontro aperto alla cittadinanza, con ospiti:

                                        – l’ex magistrato Gian Carlo Caselli, già procuratore capo di Palermo (subito dopo la morte di Falcone e Borsellino), autore del libro “Nient’altro che la verità. La mia vita per la giustizia, fra misteri, calunnie e impunità”.

                                        – Giulio Cavalli, scrittore antimafia sotto scorta e attore teatrale, autore del libro “Nomi, cognomi e infami”;

                                        – Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito, autore di inchieste sulle mafie in Emilia.

                                        Ha condotto l’incontro: Pierluigi Senatore, caporedattore di Radio Bruno.

                                        L’incontro, che si è tenuto domenica 19 marzo 2017 dalle ore 17, è stato organizzato dall’associazione giovanile “Cuariegh on the Road”, in collaborazione con l’associazione antimafia Cortocircuito e il Comune di Cavriago. Ingresso gratuito.

                                        [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle.]



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                                          25 Aprile antifascista e contro la ‘ndrangheta

                                          25 aprile 2017

                                          Sopra: sul quotidiano “Gazzetta di Reggio”

                                          Il 25 Aprile 2017, per la Festa della Liberazione, a Bibbiano (Reggio Emilia) dalla ore 9.45 di mattina Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito è stato invitato per intervenire sulla Resistenza contro il fascismo e contro la ‘ndrangheta, radicata anche a Bibbiano, illustrando alcuni parallelismi tra i due fenomeni con esempi concreti.

                                          Saluti del sindaco di Bibbiano Andrea Carletti.

                                          Foto di Chiara Ghirelli.

                                           

                                           

                                           


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                                            Comunicato di solidarietà

                                            24 marzo 2017

                                            A seguito delle denunce rivolte al sindaco di Quattro Castella (RE), Andrea Tagliavini, e alle redazioni di Telereggio e altri media locali da parte di alcuni imputati del processo “Aemilia”, come associazioni Cortocircuito, Libera Reggio Emilia, Agende Rosse Reggio Emilia e Colore sentiamo l’esigenza di ribadire il nostro sostegno a quegli amministratori pubblici che, anche con gesti piccoli ma significativi, si oppongono a certe richieste e proposte, pensando in primo luogo all’immagine delle istituzioni pubbliche.
                                            Lo stesso principio vale anche per tutti quei giornalisti che quotidianamente si mettono al servizio della comunità fornendo un’informazione precisa e corretta. Riteniamo da sempre che buone politiche e conoscenza siano alla base del contrasto a corruzione e mafie.

                                             

                                             

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                                              “I tentacoli della ‘ndrangheta condizionano anche la sanità del Nord Italia”. Intervista al giornale “Ferrara Italia”

                                              14 marzo 2017

                                              Intervista del giornale “Ferrara Italia” a Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di inchieste sulle mafie in Emilia. Intervista realizzata da Simona Gautieri.

                                              La clinica “Ferrara Day Surgery”

                                              “La clinica Ferrara Day Surgery Srl, dove lavorano decine di medici, ha ricevuto un’interdittiva antimafia. Il rischio che la clinica possa essere condizionata dalla criminalità mafiosa è confermato anche dalle recenti sentenze del Consiglio di Stato e del Tar“. Ad affermarlo è Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autore di inchieste sulle mafie in Emilia. 

                                              Alla base – spiega – ci sono ad esempio i rapporti economici intercorsi tra la famiglia proprietaria dell’impresa medica e persone ritenute dalla Prefettura contigue alla criminalità organizzata di stampo mafioso. Inoltre nelle sentenze (del Tar e del Consiglio di Stato) si legge che la famiglia proprietaria della clinica ha utilizzato ingenti quantità di contanti per acquistare immobili. Secondo i giudici amministrativi sono state violate le norme sulla tracciabilità dei flussi finanziari. Nelle stesse sentenze si legge che alcuni dipendenti dell’impresa “Services Group”, che controlla il 100% della società della clinica di Ferrara, «risultano avere rapporti di stretta parentela con soggetti detenuti per associazione di tipo mafioso e ritenuti comunque contigui a cosche di ‘ndrangheta»; inoltre altri dipendenti «risultano segnalati nella banca dati delle forze dell’ordine».

                                              Quali sono le attività più soggette ad infiltrazioni di stampo mafioso?

                                              Ormai non c’è settore che possa dichiararsi completamente estraneo, ma gli ambiti privilegiati sono edilizia, autotrasporto, slot machine e ristorazione. Il problema maggiore è che non si tratta di «attività soggette ad infiltrazioni», dato che numerosi imprenditori emiliani cercano loro gli uomini della ‘ndrangheta. E non il contrario. È dimostrato anche dalle intercettazioni telefoniche della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna.

                                              Molti imprenditori del Nord ogni giorno richiedono i “servizi” delle mafie: smaltimento dei rifiuti, manodopera sottocosto, ingresso nei subappalti, false fatturazioni, recupero crediti, soldi freschi per prestiti facilitati.

                                              Un’associazione culturale di Reggio Emilia che si occupa di criminalità organizzata di stampo mafioso: come mai?

                                              “Cortocircuito” nasce nel 2009 come giornalino studentesco di alcuni licei della città di Reggio Emilia. Quando abbiamo iniziato, realizzando alcune semplici interviste, non ci saremmo aspettati che emergessero casi così preoccupanti. Ma non ci siamo fermati: da otto anni approfondiamo, con video-inchieste e reportage, la penetrazione delle mafie nel Nord Italia. Oggi frequentiamo l’università e abbiamo fondato un’associazione, che si chiama sempre “Cortocircuito”, per continuare queste attività.

                                              Le nostre inchieste nascono da ciò che vediamo sul territorio con i nostri occhi. Poi approfondiamo i fatti collegando tra di loro diversi documenti: visure camerali di imprese, delibere di Comuni, atti catastali, interdittive antimafia, piani urbanistici, ecc. Così cerchiamo di decifrare i rapporti d’affari e le relazioni. Andando oltre la superficie dei pregiudizi, ci siamo resi conto che molte delle figure chiave hanno cognomi nordici.

                                              Negli ultimi anni abbiamo realizzato delle inchieste sui cantieri della linea Tav tra Milano e Bologna, sulla costruzione di alcune scuole, sugli affari di due discoteche emiliane e sui subappalti dello smaltimento dei rifiuti.

                                              La vostra associazione ha rotto un tabù: quella di considerare il fenomeno mafioso circoscritto a determinate regioni del Sud Italia. Quale è stata la molla che ha dato vita alla vostra prima inchiesta?

                                              La prima inchiesta nasce da un luogo frequentatissimo da molti miei coetanei: una discoteca di Reggio Emilia. Lì si tenevano anche le “feste d’istituto” del mio liceo, con i professori presenti. Non era un locale qualunque: secondo la Prefettura la discoteca era «luogo di smercio della droga» e spazio utilizzato come «ritrovo di affiliati della cosca provenienti della Calabria», nonché «paravento per riciclare denaro di provenienza illecita». Alla mia domanda ingenua: «Perché si organizzano le feste ufficiali del liceo in questa discoteca?». La risposta era stata: «È un luogo noto. È la discoteca più alla moda della città, con la musica più di tendenza». I due proprietari, di allora, di questa discoteca sono entrambi coinvolti nell’operazione “Aemilia”. Eppure, fino ad alcuni anni fa, si tendeva a negare.

                                              Avete mai ricevuto intimidazioni o minacce per la vostra attività d’inchiesta?

                                              Credo non occorra fare del vittimismo, preferisco parlare del contenuto delle nostre inchieste. Più impressionanti delle minacce sono state alcune reazioni inaspettate. Ad esempio, nel paese emiliano di Brescello un gruppo di cittadini è sceso in piazza per contestare la nostra video-inchiesta e negare le infiltrazioni mafiose nel territorio. Eppure alcuni mesi dopo il consiglio comunale di Brescello è stato sciolto per infiltrazioni mafiose, il primo caso in Emilia-Romagna. Negli scorsi mesi il parroco di Brescello su Rai 1 ci ha accusati di «diffamare il paese» e, intervistato dal giornale “Il Resto del Carlino”, ha dichiarato: «Cortocircuito ha fatto danni al turismo».

                                              Negli anni scorsi un imprenditore edile ci ha anche intimato, dando un pugno al nostro microfono, di cambiare argomento e mi ha detto: «Ti vengo a prendere fino a casa»; oggi questo imprenditore è imputato nel maxi-processo “Aemilia”.

                                              L’aula bunker del maxi-processo “Aemilia”

                                              Il 23 marzo dello scorso anno ha appunto preso il via il maxi-processo di ‘ndrangheta denominato “Aemilia”: quale è stato il contributo di Cortocircuito in questo e in altri processi?

                                              Quando abbiamo iniziato non ci saremmo aspettati che alcune nostre inchieste sarebbero state utilizzate da parte della magistratura in processi giudiziari. Siamo orgogliosi di aver potuto dare il nostro piccolo contributo, da studenti. Ma fondamentale è il lavoro dei magistrati.

                                              Una nostra inchiesta è stata anche proiettata in Tribunale, da parte della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, nel processo di confisca dei beni milionari di Francesco Grande Aracri, condannato in via definitiva per associazione mafiosa.

                                              La vostra associazione ha ricevuto tantissimi premi e riconoscimenti, non ultimo il “premio Scomodo” consegnatovi nel 2014 dal Presidente del Senato Pietro Grasso: siete paghi dei risultati ottenuti o vi prefissate ulteriori obiettivi?

                                              L’obbiettivo è continuare a realizzare inchieste sulla criminalità mafiosa nel Nord Italia. Oltre a sensibilizzare un numero sempre maggiore di cittadini, attraverso incontri pubblici (dal 2009 ne abbiamo realizzati oltre duecento). Occorre scuotere le coscienze dei cittadini e mostrare, basandosi in modo rigoroso sui fatti, quali sono le conseguenze del radicamento mafioso nel nostro territorio.

                                              Ancora oggi troppi cittadini del Nord percepiscono il fenomeno mafioso come distante dalle proprie vite, solo perché apparentemente “non si vede”. Eppure i danni sono impressionanti: la ‘ndrangheta in Emilia ha distorto le logiche del mercato e della libera concorrenza in alcuni settori economici nevralgici. Inoltre la criminalità organizzata nella nostra regione è riuscita anche a «intervenire pesantemente su organi di informazione», fino ad arrivare, in alcuni casi, a «impadronirsi» di testate locali. Quest’ultime sono le parole scritte in una relazione dalla Direzione Nazionale Antimafia, massimo organo in materia.

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                                              Vedi anche:

                                              – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                              – 
                                              La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                              – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                              – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                              – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                               Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                Sul quotidiano La Repubblica: “Cortocircuito in Val Padana”

                                                20 febbraio 2017

                                                Lunedì 20 febbraio 2017 sul sito internet di “Repubblica” è stato pubblicato il seguente articolo dal titolo “Cortocircuito in Val Padana”, scritto da Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia.

                                                QUI il precedente articolo de “La Repubblica”, pubblicato sull’edizione cartacea del giornale.

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                                                La nostra avventura nasce nel 2009 con “Cortocircuito”, giornalino studentesco di alcuni licei della città di Reggio Emilia, nel ventre della pianura padana. Da otto anni cerchiamo di approfondire, con video-inchieste e reportage, la penetrazione delle mafie nel Nord Italia.

                                                Indaghiamo su questo tema, da studenti, ponendo delle domande e collegando tra di loro vari documenti: visure delle camere di commercio, delibere comunali, visure catastali e interdittive antimafia. Andando oltre la superficie dei pregiudizi, ci siamo resi conto che molte delle figure chiave avevano cognomi nordici.

                                                Quando abbiamo iniziato non immaginavamo di vedere una nostra video-inchiesta proiettata in Tribunale dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna. Negli anni precedenti abbiamo realizzato degli approfondimenti sui cantieri della linea Tav tra Milano e Bologna, sulla costruzione di alcune scuole, sugli affari di due discoteche emiliane e sui subappalti dello smaltimento dei rifiuti. Su diverse di queste vicende, ambientate tutte nel Nord Italia, dopo la pubblicazione delle nostre inchieste la magistratura ha aperto fascicoli d’indagine.

                                                Un altro reportage realizzato ha costretto alle dimissioni il sindaco di Brescello, il paese emiliano noto per i film su “Peppone e Don Camillo”. A seguito della nostra inchiesta, i Carabinieri hanno avviato un’indagine che nel 2016 ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Nella relazione allegata al decreto di scioglimento, firmato dal presidente della Repubblica, viene citato esplicitamente il nostro video-documentario.

                                                Nel caso di Brescello abbiamo mostrato come la ‘ndrangheta nel Nord Italia cerchi non solo il contatto con il mondo imprenditoriale e politico, ma miri anche al consenso della cittadinanza, attraverso sponsorizzazioni e finanziamenti a sagre ed eventi sportivi.

                                                Dalle nostre inchieste emerge il volto inedito di una criminalità interessata all’informazione: uomini della ‘ndrangheta impegnati a redigere comunicati, convocare conferenze stampa, pilotare interviste su giornali locali.

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                                                – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                – 
                                                La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                  Sul settimanale “Il Venerdì” di Repubblica

                                                  20 febbraio 2017

                                                  Il 17 febbraio 2017 sul settimana “Il Venerdì” di Repubblica è stato pubblicato un articolo, scritto dallo storico giornalista Attilio Bolzoni, incentrato sulle esperienze indipendenti della società civile contro le mafie. Il primo caso citato è quello dell’associazione culturale Cortocircuito di Reggio Emilia.

                                                  Cliccare sulla foto sottostante per allargare l’articolo.

                                                   

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                                                  – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                  – 
                                                  La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                  – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                  – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                  – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                  – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                    Incontro con Francesca Montanari

                                                    25 gennaio 2017

                                                    Sabato 28 gennaio 2017 nell’aula magna dell’Istituto D’Arzo di Montecchio Emilia, in provincia di Reggio Emilia, si terrà un incontro con Francesca Montanari (nella foto), presidente dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, autrice di video-inchieste sulle mafie in Emilia.

                                                    Parteciperanno all’iniziativa otto classi di studenti.

                                                    QUI un articolo scritto da un gruppo di studenti del liceo D’Arzo che hanno partecipato all’incontro.

                                                    Articolo scritto dagli studenti del liceo D’Arzo

                                                     

                                                     

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                                                    – “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
                                                    – 
                                                    La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
                                                    – Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
                                                    – Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
                                                    – Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
                                                    – Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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                                                      Convegno nell’aula bunker del maxi-processo “Aemilia”, dove si sta celebrando il più grande processo di mafia del Nord Italia

                                                      18 dicembre 2016

                                                      Sabato 17 dicembre 2016, alle ore 10.00 di mattina, si è tenuta l’iniziativa “Tribunale Bene Comune” presso il Tribunale di Reggio Emilia. Il convegno ha avuto luogo nell’aula bunker del maxi-processo “Aemilia”, dove si sta celebrando il più grande processo di mafia del Nord Italia.

                                                      Sono intervenuti:
                                                      – il procuratore capo di Reggio Emilia Giorgio Grandinetti;
                                                      – i giudici penali del maxi-processo “Aemilia” Andrea Rat e Cristina Beretti (presidente del Tribunale facente funzioni);
                                                      – il giudice civile Annamaria Casadonte;
                                                      – l’avvocato Giulio Terzi, presidente della Fondazione Giustizia;
                                                      – il presidente dell’Ordine degli avvocati di Reggio Emilia Franco Mazza;
                                                      – Elia Minari, coordinatore dell’associazione antimafia Cortocircuito di Reggio Emilia;
                                                      – Natalia Maramotti, assessora alla Sicurezza e cultura della legalità del Comune di Reggio Emilia;
                                                      – Giorgia Manzini dell’Ordine dei Notai;
                                                      – Leonardo Riccio dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili.

                                                      L’iniziativa è stata organizzata dal Comune di Reggio Emilia e dal Tribunale, insieme alla Regione Emilia-Romagna e alla Fondazione Giustizia, in collaborazione con l’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

                                                      Teatralizzazione a cura di Laura Pazzaglia. L’iniziativa era aperta alla cittadinanza e hanno partecipato tra il pubblico anche gli studenti che hanno frequentato i laboratori sulla legalità organizzati dal Centro sociale Papa Giovanni XXIII in collaborazione con il “Centro di documentazione sulle mafie”.

                                                      [Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle. Graphic design by Gabriele Giglioli.]

                                                       

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