PRESENTAZIONE

 «Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo».

(Pippo Fava, giornalista ucciso da Cosa Nostra)

 

Cortocircuito è un’associazione culturale antimafia di Reggio Emilia, formata da studenti universitari. Nasce nel 2009 come giornalino studentesco indipendente e web-tv di alcuni licei e scuole.

 

«Da otto anni approfondiamo, con delle video-inchieste e dei reportage, la penetrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso nel Nord Italia.

Indaghiamo su questo tema, da studenti, ponendo delle domande e collegando tra di loro vari documenti: visure camerali di imprese, delibere di Comuni, atti catastali, sentenze su interdittive antimafia, piani urbanistici, sentenze di Tar su revoche di porto d’arma, determine regionali. Tutti questi documenti sono disponibili su internet, alla portata di ogni cittadino. 

Abbiamo approfondito i materiali esaminando nomi, cognomi, dati, numeri, fatti, rapporti d’affari e relazioni. Andando oltre la superficie dei pregiudizi, ci siamo resi conto che molte delle figure chiave della rete ‘ndranghetista hanno cognomi nordici».

 

 

 

Nel 2014 il presidente del Senato Pietro Grasso, durante il 20° Vertice Nazionale Antimafia, ha consegnato il “Premio Scomodo” nelle mani del coordinatore di Cortocircuito.

Nel 2013 Cortocircuito ha ricevuto il premio, consegnato all’Università di Bologna, come migliore web-tv di denuncia d’Italia.

Altri riconoscimenti (ritirati dal coordinatore Elia Minari) per le attività di Cortocircuito: il premio “Iustitia” assegnato dall’Università della Calabria, il premio “Resistenza” conferito da parte di Salvatore Borsellino, il premio “Articolo 21″ consegnato a Roma dal presidente della Federazione Nazionale della Stampa, il premio “Rocco Cirino” dell’Osservatorio Molisano Legalità e il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Consiglio Comunale di Bibbiano.

 

 

La video-inchiesta “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, realizzata da Cortocircuito, è stata anche proiettata in tribunale dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna ed è stata acquisita agli atti.

Cortocircuito ha realizzato delle inchieste anche sui cantieri della linea Tav tra Milano e Bologna, sulla costruzione di alcune scuole pubbliche, su 40 roghi di matrice mafiosa, su due discoteche emiliane e sui subappalti dello smaltimento dei rifiuti. Su diversi di questi casi, tutti ambientati nel Nord Italia, dopo la pubblicazione degli approfondimenti di Cortocircuito la magistratura ha aperto dei fascicoli d’indagine.

 

Un altro documentario di Cortocircuito ha costretto alle dimissioni il sindaco di Brescello, paese collocato tra Emilia e Lombardia, noto per i film su “Peppone e Don Camillo”.

Inoltre, a seguito di tale inchiesta, i Carabinieri hanno avviato un’indagine che nel 2016 ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Brescello per infiltrazioni mafiose. Nella relazione allegata al decreto di scioglimento, firmato dal presidente della Repubblica, viene citato esplicitamente il video-documentario di Cortocircuito. É menzionato nel primo punto di quel documento ufficiale.

Dopo la pubblicazione delle inchieste le reazioni sono state numerose, anche con attacchi diretti agli studenti Cortocircuito. Sono state recapitate a Cortocircuito anche lettere di avvocati con richieste di risarcimento danni: si sono rivelate infondate, avanzate con lo scopo di frenare l’attività di approfondimento.

 

 

 

Il libro dell’anno 2015 dell’Enciclopedia Treccani (nata nel 1925) ha dedicato due pagine alle iniziative di Cortocircuito.

Hanno parlato delle attività dell’associazione Cortocircuito diverse testate nazionali e anche media esteri (La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Corriere della Sera, L’Espresso, Rai 1 (Tg1, oltre alle trasmissioni Petrolio e Tv7), Rai 2 (Tg2 Dossier), Rai 3 (Geo e Tg3), La7 (Servizio Pubblico di Santoro), Canale 5 (Matrix), Il Sole 24 Ore, La Stampa, Radio 1 Rai, Radio Capital, Radio 24, TV2000, Famiglia Cristiana, Il Secolo XIX, AgoraVox, Ansa, FranceTv – televisione nazionale francese, RSI – radiotelevisione svizzera, Die Welt – quotidiano nazionale tedesco, Weekendavisen - giornale nazionale danese, Huffington Post).

 

Nove libri citano le inchieste di Cortocircuito.
Inoltre Cortocircuito è un esperimento particolare di sensibilizzazione sul tema delle mafie che è stato oggetto di studio da parte di diverse tesi di laurea: alcuni studenti universitari (esterni all’associazione) hanno inserito Cortocircuito nella loro tesi universitaria, come progetto innovativo di cittadinanza attiva nel contrasto alle mafie“.

 

Foto: Il premio ricevuto dal presidente del Senato

L’associazione Cortocircuito si impegna particolarmente nell’organizzazione di incontri antimafia e iniziative di informazione e sensibilizzazione sulla criminalità organizzata: dall’anno 2009 sono stati realizzati oltre 230 convegni e incontri pubbliciAlcune di queste iniziative si svolgono all’interno di università e scuole con progetti e laboratori sulle mafie.

Altri incontri di Cortocircuito, tutti a ingresso gratuito, sono invece rivolti alla cittadinanza e si tengono in luoghi pubblici: da semplici sale civiche o parrocchiali a luoghi più noti, come l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Bologna, l’Aula del Consiglio della Regione Emilia-Romagna, il municipio di Bologna, il museo Cervi, l’auditorium S.Ilario di Piacenza e la Sala del Tricolore (sede del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, dove Cortocircuito ha organizzato un intenso ciclo di incontri sulla criminalità organizzata).

 


 

[Foto sottostante: articolo del "Corriere della Sera" su Cortocircuito]

 

DICONO DI NOI

 «Inchiesta di Cortocircuito coraggiosa, segnale di coscienza civile molto attenta».

Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di Palermo (8 novembre 2014, intervista a Telereggio)

 

«I ragazzi di Cortocircuito sono meravigliosi. Conosco Elia Minari (il coordinatore dell’associazione) da quando era un adolescente, è un ragazzo di grande intelligenza e coraggio: mi piace sapere che esistono, stare con loro».

Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro (2 febbraio 2015, intervista alla Gazzetta di Reggio)

 

Cortocircuito? «Una risposta di speranza che viene dalla parte più giovane della società».

Antonio Di Pietro, ex magistrato del pool “Mani pulite” (20 febbraio 2015, intervista a TV2000)


«Elia Minari e l’associazione Cortocircuito dà dimostrazione concreta di ciò che mio fratello ha affermato».

Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso da Cosa Nostra (13 giugno 2015, Gazzetta di Reggio)


«Elia Minari ha avuto il coraggio di fare una cosa straordinaria: già da quando era studente liceale ha denunciato le infiltrazioni del potere ‘ndranghetista in Emilia-Romagna e in tutto il Nord Italia. L’associazione Cortocircuito, che Elia Minari coordina, fa inchieste forti, vere».

Giancarlo Costabile, professore dell’Università della Calabria (28 maggio 2014, Gazzetta di Reggio)


Cortocircuito? «Fa quello che i grandi giornali e le trasmissioni televisive non fanno. Va a mettere il naso in una situazione molto spinosa».

Michele Santoro, giornalista e conduttore della trasmissione “Servizio Pubblico” (5 marzo 2015, La7)


«In Emilia-Romagna c’è da essere fiduciosi: grazie al lavoro dell’associazione antimafia Cortocircuito cogliamo dei segnali molto positivi di risposta e di denuncia. Sono segnali fondamentali».

Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia (4 marzo 2016, Trc Tv)


«Inchiesta di straordinario valore informativo».

Francesco Caruso, presidente del Tribunale di Bologna (18 settembre 2014, commentando la video-inchiesta “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana” di Cortocircuito)

 

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ALTRI PROGETTI

L’associazione Cortocircuito ha ideato, progettato e realizzato il media-cross “Reggio contro le mafie.it”, uno spazio interattivo in cui sono consultabili dossier, rassegne stampa e documenti sulla criminalità organizzata di stampo mafioso a Reggio Emilia.

Dal 2009 Cortocircuito ha realizzato progetti o iniziative contro le mafie in collaborazione con numerose associazioni (tra cui Libera, Caracò, Agende Rosse di Salvatore Borsellino, Colore, Anpi, Cgil, Cisl, Confcommercio, centro sociale Papa Giovanni XXIII, 100X100InMovimento, consorzio sociale Romero) e con i seguenti enti: Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Comune di Piacenza, Comune di Casalecchio di Reno (BO), Comune di Faenza (RA), Comune di San Lazzaro (BO).
Oltre ai seguenti Comuni nella provincia di Reggio Emilia: Bibbiano, Casalgrande, Rubiera, Correggio, Quattro Castella, Castelnovo né Monti, Cavriago, Bagnolo in Piano, Albinea e Scandiano.

 

Nella foto sopra: uno dei tanti incontri di Cortocircuito all’interno delle scuole

Nella foto sopra: intervista del quotidiano La Repubblica a Elia Minari di Cortocircuito

Nella foto sopra: conferimento della cittadinanza onoraria di Bibbiano all’associazione Cortocircuito


«Nel mondo dell’antimafia sono ormai un mito. Cortocircuito, la gloriosa web-tv emiliana, nata nel 2009 da un giornalino scolastico di Reggio Emilia. Sono loro, una ventina di ragazze e ragazzi, ad avere dato con le proprie inchieste la sveglia a una regione. Grande giornalismo di ventenni coraggiosi».

Nando Dalla Chiesa, professore dell’Università di Milano e direttore dell’osservatorio sulla criminalità organizzata (21 novembre 2015, Il Fatto Quotidiano)

 

«I ragazzi di Cortocircuito hanno avuto intuito e intelligenza. Con le loro attività di approfondimento si sono assunti una responsabilità, correndo anche dei rischi non piccoli. Le iniziative di Cortocircuito sono esemplari.
Cortocircuito è un fulgido esempio di cittadinanza responsabile e consapevole».

Stefania Pellegrini, professoressa dell’Università di Bologna (7 marzo 2015)

 

«Grazie a Elia e alle inchieste di tutti i ragazzi di Cortocircuito oggi in Emilia l’attenzione è più alta».

Mario Conte, giudice della Corte d’Appello di Palermo (17 luglio 2015)

 

«In molti si chiedono: cosa si può fare contro la criminalità organizzata? La risposta che darei è: bastano poche persone che fanno le cose giuste. Basta un gruppo di ragazzi con una videocamera, capaci anche di ribaltare una città e fare cambiare le cose. È quello che hanno fatto i ragazzi di Cortocircuito. Queste inchieste sono finite anche agli atti di processi».

Carlo Lucarelli, scrittore e giornalista Rai (22 novembre 2015)