PRESENTAZIONE

 «Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo.»

(Giuseppe Fava, giornalista ucciso da Cosa Nostra)

 

Cortocircuito è un’associazione culturale antimafia nata nel 2009 a Reggio Emilia, formata da studenti universitari e da giovani di diverse città del Nord Italia.
Le attività di Cortocircuito sono iniziate con un omonimo giornalino studentesco indipendente e una web-tv di alcuni licei e scuole.

 

«Da nove anni approfondiamo, con delle video-inchieste e dei reportage, la penetrazione della criminalità organizzata di stampo mafioso nel Nord Italia.

Indaghiamo su questo tema, da studenti, ponendo delle domande e collegando tra di loro vari documenti: visure camerali di imprese, delibere di Comuni, atti catastali, sentenze su interdittive antimafia, piani urbanistici, sentenze di Tar su revoche di porto d’arma, determine regionali. Tutti questi documenti sono disponibili su internet, alla portata di ogni cittadino

Abbiamo approfondito i materiali esaminando nomi, cognomi, dati, numeri, fatti, rapporti d’affari e relazioni. Andando oltre la superficie dei pregiudizi, ci siamo resi conto che molte delle figure chiave della rete ‘ndranghetista hanno cognomi nordici».

 

 

 

Nel 2014 il presidente del Senato Pietro Grasso, durante il 20° Vertice Nazionale Antimafia, ha consegnato il “Premio Scomodo” nelle mani del coordinatore di Cortocircuito.

Nel 2013 Cortocircuito ha ricevuto il premio, consegnato all’Università di Bologna, come migliore web-tv di denuncia d’Italia.

Altri riconoscimenti (ricevuti dal coordinatore Elia Minari) per le attività di Cortocircuito: il premio “Iustitia” assegnato dall’Università della Calabria, il premio “Resistenza” conferito da parte di Salvatore Borsellino, il premio “Articolo 21” consegnato a Roma dal presidente della Federazione Nazionale della Stampa, il premio “Rocco Cirino” dell’Osservatorio Molisano Legalità e il conferimento della cittadinanza onoraria da parte del Consiglio Comunale di Bibbiano.

 

 

La video-inchiesta “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, realizzata da Cortocircuito, è stata anche proiettata in tribunale dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna ed è stata acquisita agli atti nel corso del procedimento giudiziario a carico del boss Francesco Grande Aracri. 

Cortocircuito ha realizzato delle inchieste anche sui cantieri della linea Tav tra Milano e Bologna, sulla costruzione di alcune scuole pubbliche, su 40 roghi di stampo mafioso, su due discoteche emiliane e sui subappalti dello smaltimento dei rifiuti. Su diversi di questi casi, tutti ambientati nel Nord Italia, dopo la pubblicazione degli approfondimenti di Cortocircuito la magistratura ha aperto dei fascicoli d’indagine.

 

Un’altra video-inchiesta di Cortocircuito ha costretto alle dimissioni il sindaco di Brescello, paese collocato tra Emilia e Lombardia, noto per i film su “Peppone e Don Camillo”.

Inoltre, a seguito di tale inchiesta, i Carabinieri hanno avviato un’indagine che nel 2016 ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Brescello per infiltrazioni mafiose (primo Comune sciolto per mafia in Emilia-Romagna). Nella relazione allegata al decreto di scioglimento, firmato dal presidente della Repubblica, viene citato esplicitamente il reportage di Cortocircuito. É menzionato nel primo punto di quel documento ufficiale. Le inchieste di Cortocircuito sono state citate anche nelle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato sul caso Brescello.

Il coordinatore dell’associazione Cortocircuito

Gli approfondimenti realizzati da Cortocircuito sono stati utili anche per la maxi-inchiesta “Aemilia”, come hanno affermato i magistrati che hanno svolto le indagini. L’inchiesta “Aemilia” ha portato al più grande processo di mafia del Nord Italia.

L’imputato Gaetano Blasco (nel 2018 ha ricevuto condanne per un totale di 38 anni di carcere nel primo grado di “Aemilia”), durante il processo, ha duramente attaccato le inchieste di Cortocircuito sul settore dell’edilizia nella Pianura Padana e sui suoi affari in Germania nel mondo della ristorazione. Gaetano Blasco è considerato dalla Direzione Distrettuale Antimafia uno degli organizzatori della ‘ndrangheta nel Nord Italia ed è l’imputato che ha ricevuto la pena complessiva più alta. Durante il processo, ha duramente criticato il coordinatore di Cortocircuito, Elia Minari, ma i giudici non gli hanno creduto.

Anche un altro imputato di “Aemilia”, Francesco Amato (condannato a 19 anni di carcere, in primo grado, per associazione mafiosa), nel 2016 criticò un’inchiesta di Cortocircuito. Dopo la condanna, Amato si è sottratto all’arresto e il 5 novembre 2018 ha sequestrato 4 dipendenti delle Poste, a Reggio Emilia, per 8 ore.

Nella foto: il maxi-processo “Aemilia”, il più grande processo di mafia del Nord Italia, dove sono state citate le inchieste di Cortocircuito

 

Il coordinatore di Cortocircuito

Dopo la pubblicazione delle inchieste di Cortocircuito le reazioni sono state numerose, anche con frasi ritenute dalle forze dell’ordine «minacciose» e attacchi diretti agli studenti di Cortocircuito.

Sono state recapitate a Cortocircuito anche lettere di avvocati con richieste di risarcimento danni: si sono rivelate tutte infondate, avanzate con lo scopo di frenare l’attività di approfondimento.

 

 

 

 

 

 

Il libro dell’anno 2015 dell’Enciclopedia Treccani (nata nel 1925) ha dedicato due pagine alle iniziative di Cortocircuito e ha nominato il coordinatore dell’associazione Elia Minari uno dei “10 personaggi dell’anno”.

Hanno parlato delle attività dell’associazione Cortocircuito diverse testate nazionali e anche media esteri: La RepubblicaIl Corriere della SeraIl Fatto Quotidiano,  L’Espresso, Rai 1 (Tg1, oltre alle trasmissioni Petrolio, Uno Mattina e Tv7), Rai 2 (Tg2, oltre a Tg2 Dossier e Nemo), Rai 3 (Geo e Tg3 nazionale), La7 (Servizio Pubblico di Santoro), Canale 5 (Matrix), Rai News 24, Sky Tg 24, Il Sole 24 Ore, La Stampa, Radio 1 Rai, Radio Capital, Radio 24, TV2000, Famiglia Cristiana, Avvenire, Il Secolo XIX, AgoraVox, Ansa, FranceTv – televisione nazionale francese, RSI – radiotelevisione svizzera, Die Welt – quotidiano nazionale tedesco, Weekendavisen – giornale nazionale danese, Huffington Post.

 

Nel 2017 l’esperienza di Cortocircuito è confluita anche nel libro-inchiesta “Guardare la mafia negli occhi” (edito da Rizzoli), scritto dal coordinatore dell’associazione Elia Minari con la prefazione del procuratore nazionale antimafia. Il libro ha ricevuto il premio internazionale “Francese” a Palermo, il riconoscimento “Anita Garibaldi” dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Fondazione Giuseppe Garibaldi, il premio “Vassallo” dedicato alla memoria del sindaco campano ucciso nel 2010 in un attentato di stampo mafioso.

Il libro-inchiesta è stato presentato anche in Germania, alla presenza di commissari della polizia criminale tedesca impegnati nel contrasto alla ‘ndrangheta. Inoltre lo spettacolo teatrale Dieci storie proprio così (2018), che ha debuttato a Napoli, contiene delle scene ispirate al libro. 

 

Cortocircuito è un esperimento particolare di sensibilizzazione sul tema delle mafie che è stato oggetto di studio anche da parte di diverse tesi di laurea: alcuni studenti universitari (esterni all’associazione) hanno inserito Cortocircuito nella loro tesi universitaria, come progetto innovativo di cittadinanza attiva nel contrasto alle mafie“.
Inoltre undici libri citano le inchieste di Cortocircuito.

 

Foto: Il premio ricevuto dal presidente del Senato

L’associazione Cortocircuito si impegna particolarmente nell’organizzazione di incontri antimafia e iniziative di informazione e sensibilizzazione sulla criminalità organizzata: dall’anno 2009 sono stati realizzati oltre 260 convegni e incontri pubblici. Queste iniziative dell’associazione si svolgono in tutta Italia e anche all’estero, in particolare all’interno di auditorium, università, consigli comunali, teatri e sale civiche. Negli ultimi anni Cortocircuito ha ospitato, in qualità di relatori, i massimi esperti nazionali sul tema delle mafie e della giustizia: magistrati, rappresentanti di forze dell’ordine, prefetti, giornalisti, professori universitari e testimoni di giustizia.

Inoltre, dal 2010, Cortocircuito organizza laboratori e progetti sul contrasto alle mafie all’interno di scuole e università.

Gli incontri pubblici di Cortocircuito si sono tenuti in particolare nei seguenti luoghi: l’Università di Modena e Reggio Emilia, l’Università di Bologna, l’Aula del Consiglio della Regione Emilia-Romagna, l’Università statale di Milano, il municipio di Bologna, il museo Cervi, l’auditorium S.Ilario di Piacenza e la Sala del Tricolore (sede del Consiglio Comunale di Reggio Emilia, dove Cortocircuito ha organizzato un intenso ciclo di incontri sulla criminalità organizzata).

 


 

[Foto sottostante: articolo del “Corriere della Sera” su Cortocircuito]

 

DICONO DI NOI

 

«I ragazzi di Cortocircuito sono meravigliosi. Mi piace sapere che esistano, stare con loro. Elia Minari (il coordinatore dell’associazione) è un ragazzo di grande intelligenza e coraggio.»

Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro.
[Intervista sulla Gazzetta di Reggio, il 2 febbraio 2015.]

 

 «Inchiesta di Cortocircuito coraggiosa, segnale di coscienza civile molto attenta. 
Elia Minari fa inchieste rischiose e si espone contro le mafie.»

Gian Carlo Caselli, ex procuratore capo di Palermo e poi di Torino.
[Intervista pubblica nella Sala del Tricolore di Reggio Emilia il 7 novembre 2014; inoltre intervento pubblico nella sala del consiglio comunale di Cavriago il 19 marzo 2017.]

 

«Fa quello che i grandi giornali e le trasmissioni televisive non fanno. Va a mettere il naso in una situazione molto spinosa.»

Michele Santorogiornalista e conduttore televisivo. 
[Durante la trasmissione televisiva “Servizio Pubblico” su La 7, mentre introduceva un’intervista a Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito, il 5 marzo 2015.]

 

«In Emilia-Romagna c’è da essere fiduciosi: grazie al lavoro dell’associazione antimafia Cortocircuito cogliamo dei segnali molto positivi di risposta e di denuncia. Sono segnali fondamentali.»

Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia.
[Intervista a Trc Tv, il 4 marzo 2016.]

 

«Una risposta di speranza che viene dalla parte più giovane della società.»

Antonio Di Pietro, ex magistrato del pool “Mani pulite”.
[Durante la trasmissione televisiva “Siamo noi” su Tv2000, commentando un’intervista a Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito, il 20 febbraio 2015.]

 

«Elia Minari e l’associazione Cortocircuito dà dimostrazione concreta di ciò che mio fratello ha affermato.»

Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso da Cosa Nostra.
[Motivazione del premio “Resistenza”, consegnato da Salvatore Borsellino a Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito, il 12 giugno 2015.]

 

«Elia Minari ha avuto il coraggio di fare una cosa straordinaria: già da quando era studente liceale ha denunciato le infiltrazioni del potere ‘ndranghetista in Emilia-Romagna e in tutto il Nord Italia. L’associazione Cortocircuito, che Elia Minari coordina, fa inchieste forti, vere.»

Giancarlo Costabile, professore dell’Università della Calabria.
[Motivazione del premio “Iustitia”, pronunciata nel momento della premiazione pubblica nell’aula magna dell’Università della Calabria. Il premio “Iustitia” è stato consegnato a Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito, dall’ateneo calabrese il 22 maggio 2014.]


«Inchiesta di straordinario valore informativo.»

Francesco Caruso, presidente del Tribunale di Bologna.
[Dichiarazione pubblica sulla video-inchiesta “La ’ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, realizzata da Cortocircuito, durante il convegno “Le mafie di casa nostra” presso il teatro di Casalgrande, in provincia di Reggio Emilia, il 18 settembre 2014.]

 

 

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ALTRI PROGETTI

L’associazione Cortocircuito ha ideato, progettato e realizzato il media-cross “Reggio contro le mafie.it”, uno spazio interattivo in cui sono consultabili dossier, rassegne stampa e documenti sulla criminalità organizzata di stampo mafioso a Reggio Emilia.

Dal 2009 Cortocircuito ha realizzato progetti o iniziative contro le mafie in collaborazione con numerose associazioni (tra cui Libera, Caracò, Agende Rosse di Salvatore Borsellino, Colore, Anpi, Cgil, Cisl, Confcommercio, onlus Papa Giovanni XXIII, ActionAid Italia, 100X100InMovimento, consorzio sociale Romero), con l’Ordine dei Giornalisti, con l’Ordine degli Avvocati e con i seguenti enti: Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Comune di Piacenza, Comune di Casalecchio di Reno (BO), Comune di Faenza (RA), Comune di San Lazzaro (BO), Comune di Concordia sulla Secchia (MO), Comune di Erba (CO). Oltre ai seguenti Comuni nella provincia di Reggio Emilia: Bibbiano, Casalgrande, Rubiera, Correggio, Quattro Castella, Castelnovo né Monti, Cavriago, Bagnolo in Piano, Albinea e Scandiano.

 

Nella foto sopra: uno dei tanti incontri di Cortocircuito all’interno delle scuole

Nella foto sopra: intervista del quotidiano La Repubblica a Elia Minari di Cortocircuito

Nella foto sopra: conferimento della cittadinanza onoraria di Bibbiano all’associazione Cortocircuito

 

«In molti si chiedono: cosa si può fare contro la criminalità organizzata? La risposta che darei è: bastano poche persone che fanno le cose giuste. Basta un gruppo di ragazzi con una videocamera, capaci anche di ribaltare una città e fare cambiare le cose. È quello che hanno fatto i ragazzi di Cortocircuito. Queste inchieste sono finite anche agli atti di processi.»

Carlo Lucarelli, scrittore e giornalista Rai.
[Intervento pubblico, introducendo Elia Minari di Cortocircuito, durante il convegno “Aemilia-ndrina” presso la biblioteca di Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, il 22 novembre 2015.] 

 

«Cortocircuito, i ragazzi che hanno anticipato la magistratura. Nel mondo dell’antimafia sono ormai un mito. Cortocircuito, la gloriosa web-tv emiliana, nata nel 2009 da un giornalino scolastico di Reggio Emilia. Sono loro, una ventina di ragazze e ragazzi, ad avere dato con le proprie inchieste la sveglia a una regione. Grande giornalismo di ventenni coraggiosi.»

Nando Dalla Chiesa, professore dell’Università di Milano e direttore dell’osservatorio sulla criminalità organizzata.
[Articolo su “Il Fatto Quotidiano”, il 
21 novembre 2015.] 

 

«I ragazzi di Cortocircuito hanno avuto intuito e intelligenza. Con le loro attività di approfondimento si sono assunti una responsabilità, correndo anche dei rischi non piccoli. Le iniziative di Cortocircuito sono esemplari.
Cortocircuito è un fulgido esempio di cittadinanza responsabile e consapevole.»

Stefania Pellegrini, professoressa dell’Università di Bologna.
[Intervento pubblico durante il convegno “Legalità: dai principi alle azioni” alla biblioteca di San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna, il 7 marzo 2015.]

 

«Grazie a Elia e alle inchieste di tutti i ragazzi di Cortocircuito oggi in Emilia-Romagna l’attenzione contro le mafie è più alta.»

Mario Conte, giudice della Corte d’Appello di Palermo.
[Intervento durante un incontro pubblico a Cavriago, in provincia di Reggio Emilia, il 17 luglio 2015.]