Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”

Di Ilaria Venturi

Sono quelli che hanno fatto scoppiare il caso del sindaco di Brescello, filmato mentre passeggia con Francesco Grande Aracri, condannato per mafia, e dice di lui: uno “composto, educato”. Sono quelli che già due anni fa avevano messo in fila i roghi a Reggio Emilia: auto, cantieri, locali incendiati. Bastava contarli, 40 in tutto, una enormità per la città emiliana, e lo hanno fatto. Quelli che nel 2013 raccontano del cutrese Gaetano Blasco, sentito ora mentre se la ride del terremoto nelle intercettazioni finite nella maxi inchiesta “Aemilia” che ha scoperchiato la pentola di una regione infestata dalle cosche calabresi.

Sono i ragazzi di Cortocircuito, il giornalino studentesco indipendente fondato nel 2009, ora web-tv e associazione culturale antimafia formata da universitari, una ventina in redazione. Amici, cresciuti insieme tra i banchi dei licei, arrivati ora agli studi universitari in diversi atenei, iscritti a Lettere, Scienze Politiche, Giurisprudenza. Video maker prima adolescenti, poi ventenni.

L’antimafia dei “ragazzini”, non giudici ma studenti, quelli che danno fastidio e che sono arrivati prima di tanti politici e amministratori a mostrare la mafia in Emilia. Minacciati, applauditi alle loro iniziative antimafia anche da qualche nome eccellente ora finito dietro alle sbarre, sottovalutati per la loro giovane età. E invece.

“Speriamo che ora nessuno possa più dire: non lo sapevo”, commenta Elia Minari, il coordinatore di Cortocircuito, mentre prepara esami di diritto a Bologna. Ha molta grinta nel fare domande. Nelle sue mani Pietro Grasso al vertice antimafia, l’anno scorso, ha consegnato il premio “Scomodo”. “Nulla di professionale, facciamo queste video-inchieste nel tempo libero”, si schernisce. Ma l’ultima, “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, è stata pluripremiata.

“Non vogliamo insegnare nulla, ma solo sensibilizzare sul problema. Ed è cominciato quasi per caso, da un’esperienza di volontariato fatta da alcuni di noi in Calabria, dalla voglia di capire meglio alcuni fatti”. Compagni di scuola che si ritrovano per fare un giornalino. Così come a Rimini c’è il gruppo Pio La Torre che denuncia la mafia in Romagna, a Bologna e Modena i tanti presidi di Libera, che non si perdono una udienza del processo Black Monkey. Più che una testimonianza: video e dossier diffusi sui social network.

“Noi abbiamo cominciato a interessarci del perché i nomi di alcune aziende reggiane venivano fuori nelle inchieste sul terremoto de L’Aquila e da noi nessuno ne parlava. Poi abbiamo studiato le delibere sulla stazione medio-padana a Reggio Emilia: i costi aumentavano, perché? E infatti c’è stata una inchiesta della magistratura. E ci siamo occupati del cantiere per la nuova scuola media a Montecchio: appalto vinto dalla Saedil, senza presentare certificato antimafia e con un ribasso del 23%. La ditta poi è sparita, la scuola nuova non c’è”.

I ragazzi di Cortocircuito si leggono gli atti delle Prefetture e delle inchieste. Documenti. E domande. “E’ leggendo una revoca di porto d’armi al proprietario del ristorante Antichi Sapori che abbiamo parlato tre anni fa della cena finita nell’inchiesta”, racconta Elia. Poi il caso di Brescello. “Il parroco ci ha accusati di aver danneggiato il turismo!”. Troppe risposte raccolte nei bar della bassa reggiana del tipo “qui la mafia non esiste”, “la ‘ndrangheta dà lavoro”, “non è successo niente”. Domande che hanno portato a minacce (“ti vengo a cercare sino a casa”) finite in una interrogazione in Senato.

“Ci dicevano di cambiare argomenti”. Non l’hanno fatto. “E certo non ci aspettavamo di arrivare a mettere in discussione la legalità nella città in cui siamo nati. Invece emerge un quadro di una economia infiltrata che soffoca il libero mercato con il coinvolgimento anche di soggetti emiliani. Facile dire: tutta colpa dei calabresi. Il sistema delle cosche è riuscito a coinvolgere settori impenetrabili”.

Dopo la maxi operazione Cortocircuito scrive: “Nel nostro piccolo continueremo a sostenere l’operato di forze dell’ordine e magistratura, a sensibilizzare, per non abbassare la guardia”. Ed Elia conclude: “Negli incontri in tanti ci chiedono cosa fare. Noi rispondiamo: basta scegliere. E chiunque può farlo: scegliere a chi far ristrutturare la casa, chi frequentare, in che locali andare. E a chi affidare appalti”.

Ilaria Venturi – La Repubblica

(3 febbraio 2015)

 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”: la video-inchiesta
– 
La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Il quotidiano La Repubblica: “La mafia emiliana braccata dagli studenti di Cortocircuito”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Il procuratore Nicola Gratteri parla di noi in un’intervista

Nella foto: il procuratore Gratteri con Elia Minari

Il direttore della “Gazzetta di Reggio”, Paolo Cagnan, ha chiesto al procuratore: “Possiamo chiudere l’intervista con un messaggio di speranza? Il coraggio dei ragazzi di Cortocircuito, che lei conosce bene…”

Il procuratore Gratteri ha risposto: “Sono meravigliosi. Conosco Elia Minari da quando era un adolescente, è un ragazzo di grande intelligenza e coraggio: mi piace sapere che esistano, stare con loro. E non vedo l’ora che crescano e incidano sul territorio”.

Ringraziamo infinitamente Nicola Gratteri (procuratore capo di Catanzaro, già procuratore antimafia di Reggio Calabria) per la stima, che ovviamente è reciproca. E’ una delle persone da cui abbiamo imparato di più in questi anni.

 

Associazione culturale antimafia “Cortocircuito”

(intervista del 2 febbraio 2015)

P.S. Leggi QUI il nostro punto di vista sulla maxi operazione antimafia “Aemilia”.

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Operazione “Aemilia” contro la ‘ndrangheta in Emilia. Alcune intercettazioni dei Carabinieri

“Nella parte occidentale dell’Emilia opera una cellula cutrese che ha raggiunto la piena autonomia. Il gruppo di ‘ndrangheta emiliano ha epicentro a Reggio Emilia“, queste sono le parole del procuratore capo di Bologna Roberto Alfonso alla conferenza stampa dell’operazione antimafia denominata “Aemilia”, che ha portato a 160 arresti, oltre 200 indagati e il sequestro di beni per un valore di oltre 100 milioni di euro: 205 immobili, 70 società, 15 auto di lusso, 137 mezzi, 65 terreni.

Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha aggiunto: “Un risultato storico, senza precedenti. Io non ricordo a memoria un intervento di questo tipo contro un’organizzazione criminale forte, monolitica, profondamente radicata nel territorio emiliano. Era la propaggine della locale di ‘ndrangheta di Cutro, in provincia di Crotone, che si era profondamente radicata nel territorio. L’elemento nuovo è l’imprenditorialità nel rapporto con il territorio, con il tessuto sociale e con l’informazione“.

“Questi soggetti – ha aggiunto il procuratore Roberti – tendevano a controllare l’informazione, tendevano a controllare le istituzioni, tendevano a corrompere soggetti all’interno delle forze dell’ordine, tendevano ad avere rapporti con la politica e la pubblica amministrazione. Erano gli stessi componenti dell’organizzazione mafiosa, che provvedevano ad emettere false fatturazioni, che servono per coprire affari illeciti e a costituire fondi neri utili per il pagamento di tangenti”.

“E’ un’indagine senza precedenti. Questa operazione – ha rimarcato Roberti – segna un momento di svolta nell’azione di contrasto investigativo e giudiziario delle cosche inserite nel centro-nord”.

Leggi QUI il nostro punto di vista sulla maxi operazione antimafia “Aemilia”.
Ascolta QUI un’intervista della radio pubblica svizzera al coordinatore di Cortocircuito.

Associazione culturale antimafia “Cortocircuito”

(gennaio 2015)

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Risate e progetti dopo il terremoto

Conversazione tra Gaetano Blasco e Antonio Valerio (ritenuti tra gli organizzatori dell’associazione a delinquere di stampo mafioso) intercettata il 29 maggio 2012, il secondo giorno del sisma emiliano.

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La moglie dell’imprenditore Bianchini preoccupata

Bruna Braga, moglie di Bianchini (imprenditore modenese arrestato), in un’intercettazione  esprime la preoccupazione per il futuro imprenditoriale del marito che sta facendo affari con Bolognino. Sente che c’è il rischio di finire nei guai. E lo dice con parole in dialetto modenese, che non lasciano spazio a dubbi. Sembra che sapessero di fare delle cose illegali e che rischiavano grosso.

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Minacce intercettate

Roberto Turrà, nato a Cutro e residente a Reggio, arrestato con l’accusa di associazione a delinquere di stampo mafioso, parla con un conoscente e – dopo un esplicito invito a “tenersi per sè certe cose” – spara cinque colpi di pistola, per dimostrare di cosa possa essere capace.

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“Domani c’è il controllo”

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Il nostro punto di vista sulla maxi operazione antimafia “Aemilia” e un’intervista alla radio pubblica svizzera

[Aggiornamento: abbiamo pubblicato qui alcune intercettazioni effettuate dai Carabinieri e le dichiarazioni dei procuratori sull’operazione antimafia.]

Ieri in prima fila ad applaudire alle iniziative antimafia e oggi arrestati in una maxi operazione contro la ‘ndrangheta. Alcuni dei nomi eccellenti finiti dietro le sbarre, a seguito dei provvedimenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Bologna, si sono fatti vedere più volte agli incontri antimafia, che dal 2009 abbiamo organizzato a Reggio Emilia, ospitando numerosi magistrati come relatori. Tali personaggi arrestati spesso si mettevano in vista, per mostrare a tutti che il loro impegno contro le mafie non mancava.

Si tratta di soggetti apparentemente insospettabili e stimati da molti emiliani noti. Meno insospettabili erano invece tanti altri personaggi, come un imprenditore edile calabrese: un soggetto che alcuni anni fa ci aveva minacciati, intimandoci in modo diretto e con parole chiare di non parlare di certi argomenti. Anche lui è stato arrestato.

Nell’estate del 2013, in una nostra video-inchiesta avevamo parlato di una cena, a cui parteciparono tante delle persone arrestate ora e a cui il prefetto di Reggio Emilia aveva revocato il porto d’armi. Uno degli avvocati allora aveva risposto che quelle persone detenevano armi non perché fossero mafiosi, ma perché nel tempo libero erano anche cacciatori. Si voleva dunque fare credere che possedevano armi per la loro arte venatoria.

Il sequestro del ristorante “Antichi Sapori”

E’ una ragnatela fittissima e ben strutturata quella che emerge dall’inchiesta della magistratura denominata “Aemilia”. Incredibile è che a finire in manette siano stati anche sei rappresentanti delle forze dell’ordine, impegnati a fare da “talpe”, passando informazioni riservate alla cosca Grande Aracri.

Si tratta di una rete che cercava di condizionare non solo l’economia locale, lo dimostrano i tanti nomi di imprenditori nati in Emilia, ma anche il mondo dell’informazione (arrestato il giornalista Marco Gibertini). Nel mirino dell’inchiesta sono finiti anche due ristoranti, fino a ieri molto frequentati da tanti reggiani.

I complimenti vanno all’Arma dei Carabinieri di Reggio Emilia e alla DDA di Bologna, in particolare al pubblico ministero Marco Mescolini, che ha condotto le indagini. Tra l’altro, si tratta del magistrato che ha fatto acquisire agli atti processuali la nostra ultima video-inchiesta, dal titolo “La ‘ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. Il cortometraggio è stato inserito negli atti del procedimento di sequestro a carico proprio della famiglia Grande Aracri (QUI i dettagli). Si tratta di una video-inchiesta nella quale abbiamo cercato di mostrare l’esistenza di certe connivenze e molti silenzi in terra emiliana. Sono solo alcune dimostrazioni del fatto che si è passati da un fenomeno di infiltrazione ad un radicamento di ‘ndrangheta, grazie a numerose sponde esterne.

Eppure c’è chi nei nostri video affermava che in fondo alcuni soggetti con condanne definitive per associazione mafiosa erano dei bravi lavoratori, persone gentili ed educate. In realtà, come documentano le carte in modo inequivocabile, la cosca Grande Aracri ha tentato di eliminare il libero mercato e la concorrenza, cercando di soffocare la dignità e la libertà di alcuni cittadini, inclusi tanti calabresi onesti, fino ad arrivare a condizionare alcuni settori del mondo politico, economico e sociale.

Nel nostro piccolo, da studenti, continueremo a svolgere delle attività di sensibilizzazione su questo annoso fenomeno e a sostenere l’operato delle forze dell’ordine e della magistratura, per non abbassare la guardia.

 

Associazione culturale antimafia “Cortocircuito”
29 gennaio 2015

P.S. Tale testo è stato pubblicato come editoriale, in prima pagina, sulla “Gazzetta di Reggio”. QUI

Inoltre, alcuni dei concetti di questo articolo sono stati ribaditi dal coordinatore di Cortocircuito, Elia Minari, durante un’intervista in diretta a RSI, la radio pubblica svizzera (in onda il 29 gennaio 2017). Alla stessa trasmissione radiofonica hanno partecipato, tutti in collegamento telefonico, anche Nicola Gratteri, procuratore antimafia di Reggio Calabria, Enzo Ciconte, storico e docente universitario e Antonio Monachetti, referente di Libera Bologna. 
Pubblichiamo qui sotto l’audio:

Se non si riesce a sentire l’audio, cliccare qui

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Pino Aprile, giornalista e autore del bestseller “Terroni” (che ha venduto più di 250.000 copie), ha scritto:

“MAFIA IN EMILIA: TUTTI DISTRATTI, TRANNE UN RAGAZZINO?

Elia Minari, da quando era poco più che adolescente, si è dato un compito con alcuni amici: documentare come la ‘ndrangheta si espandeva in Emilia. È coordinatore della web-tv Cortocircuito di Reggio Emilia, città definita dal procuratore capo di Bologna «L’epicentro delle cosche in Emilia». Una domanda facciamocela: come mai un ragazzino, sia pure di quelle capacità, era in grado di scoprire e documentare quello che oggi è sulle pagine di tutti i giornali come una operazione di dimensione “storica” e mentre i grandi giornali, le istituzioni (salvo sporadiche eccezioni), il mondo imprenditoriale, eccetera, non si accorgevano di nulla? …. Ma si può dire o no che un ragazzino ha documentato per anni quello di cui altri non si sono accorti?”

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Dopo l’operazione “Aemilia”: il sostegno di Libera, Cortocircuito e Colore all’operato della magistratura e delle forze dell’ordine

La maxi operazione “Aemilia” della DDA di Bologna scardina il potere della ‘ndrangheta in Emilia e in particolare nella nostra città. 160 arresti in tutta Italia, tra cui figure importanti per il loro ruolo pubblico, come Marco Gibertini, arrestato perché a disposizione dell’organizzazione criminale e Giuseppe Pagliani, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa.

Davanti a questi risultati riteniamo doveroso, come associazioni antimafia, ringraziare le forze dell’ordine e la magistratura per l’eccellente lavoro svolto e dichiarare nuovamente il nostro sostegno alla giustizia.

Da tempo diciamo, con il lavoro giornalistico, la formazione nelle scuole e gli incontri pubblici, che la ‘ndrangheta è fortemente radicata nel nostro territorio, che dobbiamo prenderne coscienza e dotarci degli strumenti giusti per contrastarne l’avanzata, ognuno nel proprio ruolo e per le proprie competenze.

Speriamo che questa inchiesta abbia inferto un duro colpo alla cosca Grande Aracri e a tutto il suo sodalizio, auspichiamo che la magistratura possa continuare a lavorare con forza e chiediamo a tutti i cittadini di tenere alta la guardia; perché Reggio Emilia continui ad essere una città di legalità, giustizia, partecipazione e responsabilità sociale.

Libera coordinamento di Reggio Emilia
Cortocircuito – associazione culturale antimafia
Colore – Cittadini contro le mafie

[Questo comunicato è stato pubblicato sui quotidiani locali di Reggio Emilia]

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Assemblea in Tribunale dell’Associazione Nazionale Magistrati

Sabato 17 gennaio 2015 Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito, è stato invitato a prendere la parola all’assemblea dell’Associazione Nazionale Magistrati che si è tenuta nell’Aula della Corte d’Assise del Tribunale di Reggio Emilia.
Sono intervenuti diversi magistrati, tra cui il procuratore capo Giorgio Grandinetti e il presidente del Tribunale Francesco Maria Caruso.
Erano presenti anche il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi e il presidente della Provincia Giammaria Manghi, oltre ai rappresentanti delle associazioni Libera e Dar Voce.

Foto di Andrea Franzoni.

 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
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Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Dodici libri parlano di noi

Il libro principale sulle attività d’inchiesta di Cortocircuito è titolato “Guardare la mafia negli occhi” (editore Rizzoli, prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia). Per informazioni visitare il sito internet www.eliaminari.it/libro-inchiesta

 

Nelle librerie sono usciti anche altri 11 libri che parlano un po’ anche delle attività dell’associazione Cortocircuito. 
I 3 libri che hanno dato più spazio a Cortocircuito sono:

– “La mafia siamo noi“ di Sandro De Riccardis (giornalista de La Repubblica);

– “Alle mafie diciamo noi“ di Gianni Bianco (vice-caporedattore del Tg3 nazionale) e Giuseppe Gatti (magistrato della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari);

– “Comprati e venduti“ di Claudio Fava (presidente della commissione antimafia della Sicilia, già vice-presidente della commissione parlamentare antimafia e figlio del giornalista Pippo Fava, ucciso da Cosa Nostra);

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– “Passaggio a Nord. La colonizzazione mafiosa” di Nando dalla Chiesa (direttore dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università di Milano, docente universitario);

– “Non diamoci pace” di Giulia Di Girolamo e Alessandro Gallo (esperti del fenomeno mafioso);  

– “Il primo martire di mafia” di Rosaria Cascio e Salvo Ognibene;

– “La mafia sul collo” di Giacomo Panizza (prete di Lamezia Terme in prima linea contro la ‘ndrangheta);

– “Eucaristia mafiosa” di Salvo Ognibene (giurista);

– “Mafie del Nord” a cura di Rocco Sciarrone (professore dell’Università di Torino) e capitolo di Vittorio Mete (docente dell’Università di Firenze e dell’Università di Catanzaro);

– “La rivoluzione giovane. Giornalismo antimafia 2.0″ di Giulia Paltrinieri;

– “Omissis 01” di Fabrizio Capacelatro.

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Pubblichiamo un breve assaggio del libro “Non diamoci pace”. Lo scrittore Alessandro Gallo scrive:

“Negli occhi di Elia e degli altri ragazzi di Cortocircuito, tra le pagine dei loro appunti, vidi la volontà di un gruppo di giovani che non si sentivano né esclusi, né titolari di un’esclusiva. Pronti a crescere come cittadini, ancor prima di essere giornalisti, pronti a raccogliere nomi, dati e cifre per convincermi che era necessario indagare, leggere correttamente la realtà e poi raccontare nelle scuole una ’ndrangheta non diversa da quella radicata da Lagonegro in giù, percorrendo l’intera Salerno-Reggio Calabria.

Raccontare la mafia “a marchio reggiano”, riconosciuta quasi con un prodotto a marchio D.O.P di origine protetta dall’indifferenza di una parte di emiliani che non vogliono proprio ammettere il fallimento di un’idea che, per decenni, li aveva fatti sentire protetti dagli “anticorpi” frutto di un’importante storia di lotta e di liberazione. Profondamente e ingenuamente convinti che mai il fenomeno mafioso avrebbe potuto violare il loro territorio, la loro comunità. Ma arroccarsi alla propria storia non è stato sufficiente a resistere, a respingere i tanti mafiosi che bussavano alla porta e difenderli da quegli emiliani che sceglievano di aprire quella porta.

Una comunità che lentamente, ma inesorabilmente, si è ammalata di mafia, una malattia che non ha un solo responsabile, non solo il criminale che porta dalla sua terra d’origine l’agente patogeno che infetta gli altri, ma che ha molti responsabili, dal singolo cittadino che sottovaluta la pericolosità dell’infiltrazione mafiosa, da alcuni amministratori miopi […].

Sono questi ragazzi, tornati a Reggio Emilia, dopo un viaggio nella Locride, sono ritornati  con la voglia di conoscere, raccontare, difendersi e resistere. E per farlo da subito hanno studiato, indagato i fenomeni, rischiando anche sulla propria pelle di essere considerati ragazzini troppo invadenti, infastidendo il nemico della porta accanto: la ’ndrangheta che come nebbia circonda le campagne avvicinandosi, con lentezza e indisturbatamente, verso il centro. Spara poco, investe tanto, crea economia e nello stesso tempo, ne vuole essere l’unica padrona assoluta. L’unica a dettarne le leggi. Un’economia gestita da pochi nomi e per poche famiglie: Dragone, Nicoscia, Grande Aracri, Muto. Famiglie che da Cutro hanno risalito l’intero stivale […].

Ascoltavo con attenzione Elia. Il suo entusiasmo, la sua precisione nell’espormi i dati e i fatti mi coinvolse a tal punto da restare in silenzio ad ascoltarlo”. […]

 

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Le informazioni sul libro “Guardare la mafia negli occhi” sono sul sito www.eliaminari.it/libro-inchiesta
Il libro, sottotitolato “Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord”, è disponibile in quasi tutte le librerie e online (in formato cartaceo o e-book). Prefazione del Procuratore Nazionale Antimafia, editore Rizzoli.
Invece QUI le recensioni, le interviste tv e gli articoli sul libro-inchiesta

Grazie per gli inviti

Vorremmo ringraziare le decine di Comuni, associazioni, istituzioni, enti e gruppi scout che negli ultimi mesi ci hanno invitati a partecipare a iniziative sui temi della legalità e del contrasto alle mafie, a noi cari.

Ci scusiamo per i tantissimi inviti che abbiamo dovuto, con dispiacere, declinare. Purtroppo gli impegni universitari e le numerose iniziative già programmate non ci permettono di partecipare a tutti gli eventi.

In questi mesi siamo abbastanza impegnati anche con alcuni progetti all’interno delle scuole, a cui diamo la priorità.

Cogliamo l’occasione per ringraziarvi per la stima.

Associazione culturale antimafia “Cortocircuito”

(3 gennaio 2015)

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
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Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Nuova intervista di Radio 1 Rai sulle mafie in Emilia

Intervista andata in onda il 30 dicembre 2014.

Se non si riesce a sentire l’audio, cliccare qui

 

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– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Continua il ciclo di incontri antimafia nelle scuole

 

Sabato 13 dicembre 2014, al mattino, siamo stati ospiti degli studenti del liceo Canossa di Reggio Emilia, che ci hanno accolti nella loro aula magna. Il nostro ciclo di incontri, basato sul tema della legalità e del contrasto alle mafie, proseguirà all’interno delle scuole Moro, Corso, Tricolore e altre.

QUI informazioni e foto sull’iniziativa antimafia, una settimana prima, nell’istituto Scaruffi.

La Redazione di Cortocircuito

[Foto di Andrea Mafrica e Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle]

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
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– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

A Piacenza proiezione dell’inchiesta di Cortocircuito con il magistrato Imperato e il poliziotto I.M.D.

Venerdì 19 dicembre 2014 alle ore 20.45 è stata proiettata l’inchiesta “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”, realizzata dalla web-tv Cortocircuito, all’interno dell’auditorium Sant’Ilario a Piacenza, in pieno centro storico. QUI il cortometraggio integrale.

Sono stati ospiti dell’iniziativa:

– il magistrato Marco Imperato, autore del libro “Le parole della giustizia”.

– I.M.D., già poliziotto della sezione “Catturandi” della Questura di Palermo, ha contribuito alla cattura di numerosi latitanti tra cui Bernardo Provenzano; non può svelare il proprio nome e il proprio volto per motivi di sicurezza. E’ autore del libro “La Catturandi. La verità oltre le fiction”.

– Elia Minari, coordinatore della redazione della web-tv Cortocircuito.

L’incontro è stato condotto da: Giorgio Lambri, caporedattore del quotidiano “La Libertà” (principale quotidiano di Piacenza). Introduzione di Rossella Noviello dell’associazione “100X100 in Movimento” e di Giulia Piroli, assessore del Comune di Piacenza.

Evento organizzato dall’associazione “100X100 in Movimento” in collaborazione con il Comune di Piacenza.

Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle.


 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
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Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Nell’aula magna della scuola Scaruffi con sei classi

Stiamo proseguendo gli incontri sul tema della legalità e dell’antimafia all’interno delle scuole superiori di Reggio Emilia. Agli studenti cerchiamo di trasmettere il messaggio che ognuno, nel suo piccolo, può fare la propria parte contro le mafie, a seconda dei gesti che compiamo quotidianamente.

Sabato 6 dicembre 2014 siamo stati ospiti della scuola “Scaruffi” dove ci hanno accolto sei classi. L’iniziativa si è tenuta nell’aula magna delle scuola.

Sono intervenuti Andrea Franzoni, Andrea Mafrica, Francesco Chiriatti, Chiara Ghirelli ed Elia Minari della redazione di Cortocircuito.

Durante l’incontro sono state anche proiettate alcune delle video-inchieste e dei cortometraggi realizzati negli ultimi anni da Cortocircuito, web-tv e giornale studentesco indipendente di Reggio Emilia.

La Redazione di Cortocircuito

[Foto di Andrea Mafrica e Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle]

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
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– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Incontro su economia e mafie al castello Bianello

Il Comune di Quattro Castella ci ha invitati a questa iniziativa su economia e mafie.

Venerdì 5 dicembre 2014 alle ore 19.00 dentro il castello Bianello di Quattro Castella (RE):

– Saluto del sindaco Andrea Tagliavini e dell’assessore Maria Elena Manzini.

– Intervento di apertura di Elia Minari, coordinatore dell’associazione culturale antimafia Cortocircuito.

A seguire:
– Davide Pati, responsabile nazionale dei beni confiscati alle mafie per Libera
– Simone Bettini, presidente Confindustria Firenze
– Mauro Severi, presidente Confindustria Reggio Emilia
– Fabio Bezzi, direttore CNA Reggio Emilia

Con la presenza di: Isabella Fusiello, questore di Reggio Emilia, Paolo Zito, comandante provinciale dei Carabinieri e Adriana Cogode, prefetto vicario di Reggio Emilia.

Evento organizzato dal Comune di Quattro Castella.

[Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle]

 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– 
Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Concorso video “Segni di riscatto” – anno 2015

[Aggiornamento: QUI il link all’edizione dell’anno 2016.]

 

Il bando “Segni di riscatto” è nato dall’Associazione “Colore-cittadini contro le mafie”, in collaborazione con “Libera Reggio Emilia” e l’associazione Cortocircuito,  in ricordo di Mara Marmiroli.

Si tratta di un concorso video rivolto a ragazze e ragazzi dai 16 ai 20 anni, per gruppi di lavoro di minimo 4 persone o per classi.

Il tema consiste nell’individuare segni di speranza nel contrasto alle mafie, nati da situazioni di degrado ed emarginazione. I filmati dovranno testimoniare il percorso di riscatto.

A rappresentare Cortocircuito nella giuria del premio sarà il nostro Andrea Franzoni.QUI la locandina del concorso con i dettagli. QUI il modulo per iscriversi al concorso.

Per altre informazioni è possibile contattare l’associazione “Colore”: info@colore.re.it

La Redazione di Cortocircuito

Il sindaco Carletti: “Conferiremo la cittadinanza onoraria all’associazione Cortocircuito”

QUI il link aggiornato a questa pagina: www.cortocircuito.re.it/cittadinanza-onoraria-bibbiano

 

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Il sindaco di Bibbiano (RE) Andrea Carletti ha dichiarato alla stampa locale: “Nel corso del 2015 intendiamo conferire la cittadinanza onoraria all’associazione Cortocircuito, per la grande determinazione nel portare avanti inchieste coraggiose e necessarie. Lo faremo perché condividiamo le battaglie di questi giovani ragazzi, che rappresentano la parte migliore e il futuro di questo Paese”.

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– 
Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Incontro con il procuratore antimafia di Reggio Calabria Gratteri e lo studioso di mafie Nicaso al teatro Asioli

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Sabato 29 novembre 2014 al teatro Asioli di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, si è tenuto un partecipato incontro, aperto alla cittadinanza, con ospiti:

– Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria,

– Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali, autore insieme al procuratore Gratteri di numerosi libri sulla ‘ndrangheta, tra cui l’ultima opera dal titolo “Acqua santissima”.

Ha condotto l’incontro: Elia Minari, coordinatore della redazione della web-tv Cortocircuito.

Introduzione di: Ilenia Malavasi, sindaco di Correggio.

Durante l’evento l’attore Andrea Gherpelli ha letto un brano del libro “Acqua santissima”.

Iniziativa nata dalla collaborazione tra il Comune di Correggio, Cortocircuito web-tv, Caracò Editore e il gruppo “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”. Cura scientifica della dott.ssa Rosa Frammartino.

Accoglienza nella sala coordinata da Andrea Franzoni di Cortocircuito. Ingresso gratuito.

Il magistrato Nicola Gratteri, nella sua veste di procuratore aggiunto della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria, è impegnato da tanti anni in prima linea contro la ’ndrangheta, la criminalità organizzata calabrese. Dal 1989 vive sotto scorta ed è sfuggito a diversi attentati. Specializzatosi nella lotta al traffico internazionale di droga, ha contribuito alla cattura di oltre 120 latitanti. E’ stato titolare di inchieste che hanno portato alla decimazione dei vertici delle più importanti cosche, ha lavorato anche sulla strage di Duisburg, in Germania. Nicola Gratteri è il magistrato che conosce meglio le distorsioni che permettono alla ‘ndrangheta di prosperare in tutto il mondo.

Invece Antonio Nicaso, studioso e storico delle organizzazioni criminali, è uno dei massimi esperti di ‘ndrangheta a livello internazionale. Insegna storia delle organizzazioni criminali negli Stati Uniti. Nel 1995 ha pubblicato “Global mafia”, un libro che per la prima volta ha introdotto e spiegato il concetto di partenariato criminale. Ha scritto, insieme al procuratore antimafia Nicola Gratteri, i libri “Fratelli di sangue” e “La Malapianta” (oltre ad altri).

Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle.

QUI un articolo della “Gazzetta di Reggio” pubblicato prima dell’iniziativa.

 

 

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
– La video-inchiesta “Non è successo niente. 40 roghi a Reggio Emilia”
– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– 
Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

Elia Minari di Cortocircuito premiato dal presidente del Senato al Vertice Nazionale Antimafia a Firenze

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Il presidente del Senato Pietro Grasso, ex procuratore nazionale antimafia, ha premiato Elia Minari, coordinatore di Cortocircuito, associazione culturale antimafia di Reggio Emilia, per l’impegno di denuncia e approfondimento, attraverso diverse video-inchieste e cortometraggi, sulla criminalità organizzata di stampo mafioso in Emilia.

Si chiama “Premio Scomodo 2014” e viene consegnato ogni anno a quelle personalità che si sono distinte per il proprio coraggio nel sollevare vicende scomode legate alle mafie.

La premiazione è avvenuta sabato 22 novembre 2014 nello storico palazzo “Spedale del Bigallo” di Bagno a Ripoli, sulle colline di Firenze, all’interno del 20° Vertice Nazionale Antimafia organizzato dalla Fondazione Caponnetto, nata in memoria del magistrato Antonino Caponnetto, capo del pool antimafia di Falcone e Borsellino.

Hanno partecipato alla premiazione di Elia Minari: il presidente della Fondazione Caponnetto Salvatore Calleri, il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, la presidente della Commissione parlamentare antimafia Rosy Bindi, il sostituto procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli Catello Maresca, il giudice del Tribunale di Roma Paola Di Nicola, oltre a Enrico Bini, uno dei primi imprenditori a denunciare la criminalità organizzata nel Nord Italia (nonché attuale sindaco di Castelnovo nè Monti). Tra gli altri, sono stati premiati anche Renato Scalia, ex ispettore capo della Direzione Investigativa Antimafia e Paolo Borrometi, giornalista siciliano sotto scorta.

L’importante riconoscimento del 20° Vertice Nazionale Antimafia di Firenze segue, di alcuni mesi, il premio “Iustitia” consegnato a Elia Minari di Cortocircuito dall’Università della Calabria, con sede a Cosenza. Inoltre, lo scorso anno, Cortocircuito è stato premiato all’Università di Bologna come migliore web-tv di denuncia d’Italia e dall’Osservatorio Molisano Legalità con il premio “Rocco Cirino”.

[Foto di Chiara Ghirelli. Cliccare sulle foto per allargarle.]

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Intervista di Radio 1 Rai il giorno prima della premiazione:

(Intervista del 21 novembre 2014)

Se non si riesce a sentire l’audio, cliccare qui

 

Articolo della Gazzetta di Reggio (24 novembre 2014). Cliccare sulla foto per allargarla:


Articolo del quotidiano “Prima Pagina Reggio”:

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Articolo della Gazzetta di Reggio

Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
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– Intervista del web-magazine “AgoraVox” sulle iniziative di Cortocircuito
– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Incontro-intervista con il Procuratore Nazionale Antimafia nella Sala del Tricolore

Da Napoli contro la camorra, spettacolo al teatro Herberia

L’attore Gallo: “Cortocircuito è la dimostrazione che i video e internet possono incidere molto nella coscienza sociale. Questi strumenti sono importanti e pericolosi per i mafiosi”

I ragazzi del teatro Sanità con Roberto Saviano

(articolo di Reggionline.com – 16 novembre 2014)

Di Jacopo della Porta

Martedì 18 novembre 2014 alle ore 21.00 al Teatro Herberia di Rubiera (RE), con ingresso gratuito, andrà in scena “Scimmie”, tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro Gallo e prodotto dal Nuovo Teatro Sanità di Napoli.
Lo spettacolo racconta la storia di Gennaro, Franco e Tore, tre adolescenti che desiderano, a tutti i costi e con tutti i mezzi, entrare a far parte di un clan camorristico e baciare le mani al capo del sistema. Gli attori provengono da uno dei quartieri di Napoli dove la camorra fa da sempre sentire la sua presenza in modo opprimente. Ne abbiamo parlato con l’attore e scrittore Alessandro Gallo.

Diffondere la cultura della legalità con l’arte. Uno strumento efficace?

A Napoli c’è molta cultura del teatro, del cinema e della fotografia. C’è una grande creatività e chi combatte la camorra lo fa anche in questo modo. Credo che anche in Emilia-Romagna sia necessario coniugare queste forme artistiche con la cultura della legalità perché sono strumenti molto importanti, soprattutto quando ci si rivolge ai giovani. Al Sud esiste un elenco sconfinato di artisti che hanno scelto questa strada. Al Nord siamo all’inizio.

Anche se ci sono esperienze innovative come i ragazzi di Cortocircuito…


Certo. Sono la dimostrazione che i video e internet possono incidere molto nella coscienza sociale. Questi strumenti sono importanti e pericolosi per i mafiosi.

Gallo, partecipando a incontri e dibattiti e leggendo la cronaca italiana, c’è la tentazione di pensare che la mafia non la sconfiggeremo mai…


Non siamo un Paese pronto per la vittoria finale. Siamo come ospiti nel nostro Paese. Da Nord a Sud. Dall’agenda dei politici la lotta alla mafia sembra scomparsa. E’ tutto molto difficile e quando incontro i ragazzi non racconto loro favole, tipo che stiamo vincendo, che vinceremo. Io racconto storie di resistenza, delle nuove resistenze, nella speranza che saranno loro a vincere. Perché non saremo noi.

Parlare di Napoli in Emilia. Non c’è il rischio di distrarre l’attenzione dai nostri problemi con la mafia?

Per fortuna oggi della mafia in Emilia se ne parla molto anche qui. Abbiamo fatto passi in avanti.

(articolo di Reggionline.com – 16 novembre 2014)

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Vedi anche:

– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
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– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Incontro-intervista con il Procuratore Nazionale Antimafia nella Sala del Tricolore

“Intervento sul silenzio” del coordinatore della redazione di Cortocircuito

Articolo della Gazzetta di Reggio

In apertura dell’incontro con i magistrati Gian Carlo Caselli e Armando Spataro, intervento di Elia Minari, coordinatore della redazione della web-tv Cortocircuito. L’evento si è tenuto la sera del 7 novembre 2014 ed è stato organizzato da Cortocircuito.

Subito dopo (come si sente alla fine del video), il magistrato Caselli, già procuratore capo di Palermo, ha definito questo intervento “molto incisivo e ben articolato”.

Elia Minari di Cortocircuito sarà premiato al 20° Vertice Nazionale Antimafia, alla presenza del presidente del Senato e del procuratore nazionale antimafia. Leggi QUI

QUI foto, altri video e alcuni articoli sulla serata con Caselli e Spataro nella Sala del Tricolore.

QUI l’intervento del 3 ottobre 2014 con il Procuratore Nazionale Antimafia, sempre nella Sala del Tricolore

Se non si riesce a visualizzare il video, cliccare qui

 

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– “La ‘Ndrangheta di casa nostra. Radici in terra emiliana”. La video-inchiesta integrale, le foto della serata di presentazione e alcuni articoli dei quotidiani
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– Sul Corriere della Sera: “Cortocircuito, la web tv degli studenti-reporter che combatte la mafia”
– Incontro-intervista con il Procuratore Nazionale Antimafia nella Sala del Tricolore